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LA GRAZIA DEL FATO (La Saga del tempo – Vol 2) è il sequel de L’ERRORE DI CRONOS

L’assedio ad Astos graffia Dunamis con il ritorno di coloro che avrebbe voluto dimenticare.

Il giungere di un dio e la neve di una maledizione macchieranno la fredda pietra con il sangue di un re.
La morte sarà ciò con la quale il Fato giocherà la sua partita.
Un mondo proibito ai mortali che la terra e il suo padrone celano.
Un giuramento in nome di Ades il ricco.
Un’altra estenuante fuga nella lotta contro un tempo che scorre veloce.
La forza di colui che, devoto agli dei, potrà scegliere se rinnegarli o servirli.
Ancora una volta Zaira dovrà affrontare una dura prova del Fato, capace di metterla in ginocchio nell’errore che commetterà e con lei il re di Astos, ringhiante e feroce sino all’ultimo istante, costretto alla grandezza anche se spezzato.

In occasione della recente uscita de LA GRAZIA DEL FATO (La Saga del tempo – Vol. 2), cogliamo l’occasione per presentare il testo di Barbara Risoli

 Lasciamo la parola all’autrice:

  •  Perché una lettrice dovrebbe leggere il tuo libro?

Credo che la lettura di questo mio libro necessiti una passione per l’antichità e per i miti greci in genere. Pur con una linea fantasiosa che è un viaggio nel tempo, le ambientazioni, i miti e le situazioni affondano in un mondo distante, arcaico, quello della Grecia antica, ma non classica, bensì acheo-micenea, quando Ilio era assediata dall’esercito greco.

  • Che cosa c’è di innovativo e quali sono gli elementi di continuità con il genere o con la tradizione?

L’idea e la passione per la mitologia greca nascono in me quando ero ragazzina, allora forse trovavo innovativo costruire una storia in un periodo storico poco trattato. Tuttavia, pur con una narrazione fantasiosa ho voluto mantenere la realtà dei miti. Tutti gli dei e le loro origini sono reali, cioè veramente riscontrabili nei libri di testo. Forse il lato interessante di una tale lettura potrebbe stare nella possibilità di conoscere argomenti a tratti pesanti con un po’ di divertimento. Preciso però che i miei libri, che sono quasi sempre storici, non hanno alcuna pretesa didattica.

  •  Che cosa ti ha spinta a scrivere?

Scrivo da sempre. Devo questa passione a mia madre che scriveva pure lei. La rammento sui fogli con la penna in mano e ho sempre sognato essere come lei. Vantavo una mamma scrittrice a scuola, tanto che fu chiamata dalle maestre per sapere se era vero. Poi sono cresciuta e con lei ho coltivato questa passione. Era la mia editor più feroce, non faceva passare niente. La sua improvvisa morte mi ha tolto molto, ma mi ha lasciato la più grande eredità: la voglia e la passione per la scrittura.

  •  Da che cosa è nata la storia? Quali sono state le fonti di ispirazione?

Questa storia, come la precedente (visto che il primo volume è L’ERRORE DI CRONOS) nasce da un fallimento. Il mio. E’ paradossale, ma è così. Ho frequentato un anno di liceo classico senza riuscire a essere all’altezza di una tale mole di studio. Tuttavia, quell’anno mi ha aperto un mondo che non conoscevo e, dopo il ritiro e durante i miei studi come ragioniera, ho coltivato una conoscenza personale dei miti greci, comprandomi valige di libri che credo di sapere quasi a memoria. La mitologia è frutto del mio cuore, senza costrizioni scolastiche. E siccome io amo scrivere ciò che mi piacerebbe leggere, mi sono inventata questa saga che abbraccia ovviamente il romanticismo, la mia vera vena comune nei libri.

  •  Quando scrivi? E come? in modo organizzato e continuo o improvviso, discontinuo?

Un tempo scrivevo di notte, adesso mi prendo qualche oretta per me anche durante il giorno. No, non ho una continuità nella scrittura, purtroppo dipende dai momenti, se non ho il cosiddetto estro, posso stare ferma per mesi. Tante idee in testa, ma se la mano non corre, lascio perdere sino all’illuminazione.

  •  Quali strategie hai adottato per promuovere il tuo libro e che tipo di strumenti hai usato – e usi- per proporlo all’attenzione dei tuoi potenziali lettori?

La piattaforma che uso di più per farmi conoscere è senza dubbio Facebook, anche se ultimamente ormai il cosiddetto spam pare molto odiato e quindi non è opportuno spingere troppo su quel pedale. Proprio in questi giorni ho scelto di non pressare i gruppi cui faccio parte, di non ossessionare, di non martellare. Credo che la troppa pubblicità con l’andar del tempo possa sortire un effetto contrario. Ogni tanto metto un consiglio letterario e navigo su Twitter, nonchè sul mio blog nel quale inserisco qualche informazione in più sulle mie produzioni. Ripeto, il martellamento non è gradito al lettore, una comparsata può invece incuriosire molto di più. Preciso che, come self, i canali percorribili non sono molti e anche se li percorri è molto difficile ottenere buoni risultati, vista la diffidenza nascente per questo tipo di autori.

  •  Perché la scelta del self publishing?

Come ho detto molte volte, il selfpublishing è una mia precisa scelta, ponderata, valutata e conteggiata. In passato ho avuto delle esperienze editoriali di medio livello delle quali non mi pento assolutamente. Posso anche affermare che una delle mie case editrici è una delle migliori in questo momento, ma ho scelto di correre da sola per motivo prettamente personali. Non ho un mercato degno di nota purtroppo, nella mia zona non vengo presa in considerazione più di tanto, pubblicare un cartaceo il più delle volte mi risultava più oneroso che altro, per non parlare dei regali che alla fine vengono fatti. Da buona ragioniera quale sono ho fatto due conti: fare tutto da sola non mi costa nulla e non ci perdo nulla e nel migliore dei casi quel poco che realizzo è solo mio, senza divisioni di sorta. Questa scelta la feci in tempi non sospetti, se vogliamo… ora come ora credo di avere avuto un colpo di genio, perchè, non me ne voglia nessuno, oggi una casa editrice non garantisce più la qualità in assoluto, è un rischio per il lettore esattamente come lo è un self. Posso dire che in fondo siamo sullo stesso livello commerciale (commerciale, lo ripeto).

  •  Progetti per il futuro

Sì. Qualche progetto ce l’ho. Credo che presto uscirò con un nuovo romanzo paranormale, un genere che non ho mai sperimentato, se non con un racconto uscito in dicembre e che senza che me lo aspettassi ha un suo felice riscontro.  Forse scriverò un erotico, genere che non sopporto. E già. Io son quella che dichiara apertamente di non amare il genere tanto in voga in questo momento. Eppure sono edita con un erotico sotto pseudonimo (credo che prima o poi lo dirò pubblicamente chi sono). Voglio riprovarci, senza speranze e senza pretese. Anche questo sarà sotto pseudonimo perchè gli esperimenti non devono avere fattori di influenza, né negativi né positivi.

Inoltre, pur con un rallentamento, sto scrivendo un romanzo con un collega… e spero di riuscire a finirlo a più presto anche se il genere è un azzardo. Coincidenze, reincarnazione, vite passate e vite future. Ma il collega si chiama Paolo Federici e non c’è da meravigliarsi… non dico altro.

  •  Tre persone da ringraziare

Non amo i ringraziamenti, ma non per superbia o ingratitudine, ma perchè si finisce sempre con il dimenticare qualcuno e poi quel qualcuno si offende. Ma visto che alle domande non si può mancare… posso ringraziare proprio PAOLO FEDERICI, una persona dallo spirito libero e simpatico che non manca mai di aiutarmi quando scrivo qualcosa di nuovo. Ringrazio anche SIMONA LIUBICICH per la quale ho scritto proprio quell’erotico edito, solo per lei, come un regalo perchè diceva di credere in me. Chi crede in me deve essere ringraziato. E poi, mi si permetta, vorrei ringraziare MIA MADRE che sono certa essermi accanto. La voglio ringraziare per avermi lasciato, prima di morire, la magia della sua penna.