In occasione dell’uscita di ‘Arabesque’

nuovo romanzo della fortunata serie ‘L’allieva’ di Alessia Gazzola

edita Longanesi

riadattata per il piccolo schermo nella omonima serie televisiva dalla RAI

Harem’s book con altri amici blog ha il piacere di riproporvi tappa per tappa, i diversi romanzi che raccontano le vicende della giovane protagonista Alice Allevi.

A noi il compito di condurvi in…

 

Alice Allevi, giovane specializzanda in medicina legale, ha ormai imparato a resistere a tutto. O quasi a tutto. Da brava allieva, resiste alle pressioni dei superiori, che le hanno affidato la supervisione di una specializzanda… proprio a lei, che fatica a supervisionare se stessa! E lo dimostra anche la sua tortuosa vita sentimentale. Alice, infatti, soffre ancora della sindrome da cuore in sospeso che la tiene in bilico tra due uomini tanto affascinanti quanto agli opposti: Arthur, diventato l’Innominabile dopo troppe sofferenze, e Claudio, il medico legale più rampante dell’istituto, bello e incorreggibile, autentico diavolo tentatore. E infine, Alice resiste, o ci prova, all’istinto di lanciarsi in fantasiose teorie investigative ogni volta che, in segreto, collabora alle indagini del commissario Calligaris. Il quale invece dimostra di nutrire in lei più fiducia di quanta ne abbia Alice stessa. Ma è difficile far fronte a tutto questo insieme quando, nell’estate più rovente da quando vive a Roma, Alice incappa in un caso che minaccia di coinvolgerla fin troppo. Il ritrovamento dello scheletro di un giovane attore teatrale, che si credeva fosse scomparso anni prima e che invece è stato ucciso, è solo il primo atto di un’indagine intricata e complessa. Alice dovrà fare così i conti con una galleria di personaggi che, all’apparenza limpidi e sinceri, dietro le quinte nascondono segreti inconfessabili. Alice lo sa: nessun segreto è per sempre. E chi non impara a tenere a bada i propri segreti finisce col lasciarsene dominare… fino al più tragico e crudele dei finali.

Titolo Una lunga estate crudele

Autore Alessia Gazzola

Editore Longanesi

 

Conoscete Alice Allevi?

È una allieva piena di entusiasmo e progetti, caparbia e ambiziosa.

È una giovane donna ricca di garbo ed ironia, talento e passione.

È una professionista carica di buoni propositi e timori, di buona volontà e illusioni.

È una creatura deliziosa colma di spirito e sensibilità, femminile e tenace, cuore al galoppo e testa sulle spalle (quasi sempre, se tralasciamo una goffaggine disarmante).

Un pizzico di incoscienza e una buona dose di caparbietà le donano dolcezza e umanità profonda, quella sensibilità di fronte ai piccoli grandi drammi della vita che ritroviamo in fondo in tutti noi. Spettatori e attori delle lacrime e sorrisi che ogni giorno ci regala. Vittime e carnefici, investigatori e medici legali, maestri e allieve, uomini e donne.

Mi chiamo Alice Allevi e sono una specializzanda in Medicina legale al quarto anno. A volte mi sento l’alieno del mio Istituto: vengo da un pianeta in cui la Medicina legale è un sogno di romantiche e un po’ lugubri avventure, ma sono atterrata in un mondo fatto di giochi di potere tra periti e avvocati e di scadenze impossibili da rispettare. Io mi aspettavo qualcosa di un po’ diverso. Forse perché quando mi sono innamorata della Medicina legale mi sono innamorata anche di un medico legale e credevo che sarei diventata come lui. Ma come lui… c’è solo lui. E nel frattempo sono cambiate molte cose, in me, in lui, fra noi.

Ritroviamo la giovane brillante appassionata specializzanda in medicina legale con la sua freschezza e la sua spontaneità, spesso determinanti nel renderla irresistibile e travolgente ma anche incredibilmente vulnerabile.
Sia nella vita che sul lavoro.
Soprattutto quando i due piani, sentimentale e professionale, non riescono proprio a mantenersi distaccati…anzi, si sovrappongono e collidono, si fondono e creano guai terribili e deliziosi, di proporzioni devastanti. Come l’amore. Sofferto e contrastato.

Alice si trova davanti a un “cold case” : una cripta di un teatro romano, dedicato a rappresentazioni con ricostruzioni quasi filologiche di Shakespeare, rivela un ritrovamento da brividi, accolto in un mistero fittissimo che si perde nei decenni. I resti umani appartengono ad un attore scomparso venticinque anni prima, una figura “scomoda” e affascinante, per tanti motivi, difficile da dimenticare

Morte, a farle giustizia, le dà fama immortale. Così la vita morta nell’infamia vive in sua morte e gloria l’accompagna.

C’era una speciale affinità che li univa. Erano due esclusi, due reietti che avevano trovato riscatto nell’arte.

Alice non è solo una allieva aspirante medico legale. È inevitabilmente, sconsideratamente, caparbiamente una investigatrice. La sua mente brillante e il suo acume, lo spirito di osservazione e le capacità deduttive, hanno conquistato l’ispettore Calligaris che da tempo si avvale della giovane donna nelle indagini.
Indagini che si muovono all’interno dell’ambiente dello spettacolo, vicino ad Alice che ormai vive con la sorella del suo ex Arthur, l’Innominabile principe azzurro tutto ideali e carisma, che le ha spezzato il cuore.
Mentre scavano nel passato per ricostruire i segreti che avvolgono la compagnia di quello spettacolo maledetto, Alice e l’ispettore si scontrano con i pregiudizi e le rivalità, le gelosie e le rivalse del mondo dello spettacolo. Illusione, apparenza, sogno e bugia.

Compare una nuova figura all’interno di queste indagini, un nuovo personaggio nella vita della nostra allieva, sballottolata tra le emozioni in subbuglio e gli impegni nella Scuola di medicina. Sergio Einardi, antropologo forense dal fascino di altri tempi. Presenza discreta e costante, matura e galante, affabile.

«Si chiama mamihlapinatapei». Pronuncia questa parola complicatissima con destrezza. «Cosa?» «Fa parte del vocabolario di un linguaggio indigeno della Terra del Fuoco. È il gioco di sguardi di due persone che si piacciono e vorrebbero fare il primo passo, ma hanno paura.» Rispondo con un sorriso pieno di imbarazzo. «Non è il momento giusto» prosegue lui. «Ma io so aspettare. Buonanotte, Alice» conclude, con un bacio sulla guancia che sa di buono e di pulito.

Quasi una promessa invitante, una scelta, una possibilità. Come un invito nella meravigliosa Alicudi, perfetto in una estate come questa che non lascia tregua. Ai sensi, alla mente, al cuore.

È un messaggio di Claudio. Vuoi venire con me? Sento come una vertigine improvvisa, un rullo di tamburi nel cuore, e per un momento, un momento solo, in cui cuore e ragione prendono strade diverse, mi viene in mente IL pensiero sciagurato, quello che altre volte mi ha messo nei guai. Mio malgrado, nonostante tutto, io con te andrei ovunque. Quello che provo per te e che soffoco da tutti questi anni ha totalmente deviato la mia vita sentimentale.

…non è cambiato niente. E quell’effetto tutto suo di assoluto, magnetico condizionamento che ha su di me e, troppo spesso, sulle mie scelte, è del tutto invariato.

Ahi, povera Alice dal cuore spezzato.
Magnetismo terribile e distruttivo, fascino tenebroso e spudorato, irriverente e sexy, Claudio lascia il segno. Morde.
E forse quel che fa più male è proprio la sua brutale sincerità.

Non dimostrerei di amarti di più preservando quello che provo adesso?» E di nuovo mi bacia, ed è selvaggiamente seducente
«Preferisco invecchiare desiderandoti come adesso.»

«E dai, smettila di piangere.» «Piango solo per rabbia. La delusione nei tuoi confronti è una fase che ho superato da molto tempo.» Lui è freddo, assente come se non gli importasse di niente, come se fosse stanco di sentire sempre la solita storia. E di questo crudele giorno d’estate non mi restano che la luce nitida che filtra dalle finestre rischiarando la stanza, amarezza in dosi intollerabili, i suoi occhi da lupo che non hanno pietà.

Le indagini proseguono a ritmo alternato in questa estate crudele che non riserva neanche i film rosa per la tv, rimbalzano gli indizi e i sospetti dal presente al passato, dall’Italia all’estero. Alice come una trottola si muove e si sposta, oscilla tra forza di volontà e desiderio fino ad avvitarsi su se stessa.

Io ed Arthur le riempiamo di chiacchiere. Del resto, c’era un corposo arretrato di sei mesi da colmare, ma la cosa più strana è che non c’è imbarazzo e ci ritroviamo come se il giorno in cui tutto è finito definitivamente non fosse mai esistito, o meglio, come se tutti i giorni che ho creduto fossero gli ultimi trascorsi insieme non fossero mai esistiti.

L’ho amato quanto nessuno prima. Quanto di quel sentimento vive ancora?

Alice fugge fugge e poi si ferma e ascolta la sua confusione. Perfino le parole sagge di Sergio

Però, piccola Alice persa nel Paese delle Meraviglie, io non posso aiutarti a capire cosa vuoi. Non sarebbe leale. Dovrai capirlo da sola.

Tanta confusione nel cuore quanta lucidità nella deduzione.
Con costanza e determinazione, profondo senso del dovere e partecipazione, Alice e l’ispettore scaveranno nel passato con tenacia, avventurandosi nei meandri più oscuri e tormentati dell’animo umano.
Anche questo caso le lascerà qualcosa su cui riflettere

«Credo alle ragioni, non alle persone, è diverso.»
«Ma le ragioni fanno le persone…»

Si conferma la caratteristica vincente della serie, un felice connubio tra generi, in cui rosa e giallo reciprocamente ne giovano. Il romance brillante, per vivacità dei personaggi dalla caratterizzazione vincente e dai dialoghi frizzanti, trae spessore dal filo investigativo che si snoda come in un giallo autentico con il delinearsi scrupoloso dell’indagine. L’equilibrio perfetto è dato proprio dalla protagonista che assume in sè queste componenti in modo originale e armonico, con emotività e sensibilità personalissime avvicinando il lettore e coinvolgendolo nella sua storia e nelle storie che rivive.
Tanti volti dell’amore, come le maschere dei teatranti.
Per la nostra protagonista sembra si avvicini l’ora di gettar la maschera e mettere a nudo i propri sentimenti, anche quelli più nascosti.
Claudio gioca in modo spietato a carte scoperte, Alice sembra una falena impazzita che cerca la libertà (Sergio), scampo o rifugio in Arthur.
Di contro iniziano le affermazioni professionali e si conferma la sua bravura.

Alice Alice, qualcuno si chiedeva…
Quanto dura per sempre?

Saffron

Vi lasciamo il form per il giveaway, ci sono 3 copie in palio. Ecco le regole:

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Che possiamo aggiungere?

Che abbiamo letto in anteprima Arabesque…

«I romanzi di Alessia Gazzola sono, per me, un bel cartoccio di patatine fritte cucinate a regola d’arte, croccanti e dorate, che dalla prima all’ultima pagina ti regalano una bella bolla di problemi altrui di cui impicciarti con l’implicita autorizzazione di chi te li racconta.»
TTL – La Stampa – Marco Malvaldi

«Alessia Gazzola è una scrittrice di incredibile talento. Grande tensione psicologica e un ritmo travolgente, vi terrà svegli tutta la notte!»
Jeffery Deaver

«Alessia Gazzola si conferma la regina del medical thriller italiano.»
la Repubblica

Tutto è cambiato, per Alice Allevi: è un mondo nuovo quello che la attende fuori dall’Istituto di Medicina Legale in cui ha trascorso anni complicati ma, a loro modo, felici. Alice infatti non è più una specializzanda, ma è a pieno titolo una Specialista in Medicina Legale. E la luminosa (forse) e accidentata (quasi sicuramente) avventura della libera professione la attende. Ma la libertà tanto desiderata ha un sapore dolce amaro: di nuovo single dopo una lunga storia d’amore, Alice teme di perdere i suoi punti di riferimento. Tutti tranne uno: l’affascinante e intrattabile Claudio Conforti, detto CC, medico legale di comprovata professionalità e rinomata spietatezza.
Quando le capita il suo primo incarico di consulenza per un magistrato, Alice si rimbocca le maniche e sfodera il meglio di sé. Al centro del caso c’è una donna di quarantacinque anni, un tempo étoile della Scala e oggi proprietaria di una scuola di danza. In apparenza è deceduta per cause naturali. Eppure, Alice ha i suoi sospetti e per quanto vorrebbe che le cose, per una volta almeno, fossero semplici, la realtà è sempre pronta a disattenderla. Perché, grazie alla sua sensibilità e al suo intuito, Alice inizia a scoprire inquietanti segreti nel passato della donna, legati all’universo – tanto affascinante quanto spietato e competitivo – del balletto classico.

La serie dell’Allieva:

L’allieva
Un segreto non è per sempre
Sindrome da cuore in sospeso
Le ossa della principessa
Una lunga estate crudele
Un po’ di follia in primavera
Arabesque – disponibile dal 13 novembre 2017

È passato un po’ di tempo,  ritroviamo Alice ormai specialista in medicina legale a tutti gli effetti di legge, stordita dalla consapevolezza di aver compiuto una fase della sua vita, concludendo una tappa del suo percorso di formazione. Tra l’anelito di libertà e la paura dell’indipendenza, non riesce a tagliare il cordone ombelicale dal suo Istituto, traccheggiando indolente nell’attesa di sostenere il concorso per un posto di dottorato.

Finché la vita, con un tempismo incomprensibile e disarmante, non la ridesta da questo torpore. Chiamandola ad affrontare un caso in completa solitudine.

Maddalena Vichi, ex danzatrice, ex moglie di un illustre coreografo di fama internazionale, morte sospetta. Le luci della ribalta alle spalle, un sogno infranto, un matrimonio naufragato in rimpianti e una figlia infelice. Prigioniera di una residenza misteriosa, quasi una prigione dorata e decadente. Una scuola di danza avviata che è un vivaio per le nuove étoiles, ma anche un continuo e pericoloso specchio del tempo che passa, dolcemente spietato.

Altre rivoluzioni in campo sentimentale, tanto che si trova in un nuovo appartamento, a convivere con il fratello Marco, un sognatore incasinato (non aggiungo oltre per lasciarvi gustare la serie), che riesce a portare nella sua vita solitaria qualcosa di poetico che è tutto suo.

Deve crescere Alice, tutto sembra volerle ricordare che indietro non si torna.

Lasciare andare però diventa lasciarsi andare…

«Ho pensato che potesse servirti un po’ di aiuto. Ma forse mi sbaglio?»

«Sì. Mi serve» ammetto. In questo momento è come se si fosse materializzata l’essenza stessa della felicità.

«Allora resto?» Lo chiede per farselo dire, è ovvio. Annuisco e sul bel viso da canaglia si dipinge un certo compiacimento.

Unico punto di riferimento -inevitabilmente- Claudio: mobile e sfuggente tuttavia, quasi un polo attrattivo, la fiamma libera e indomabile, l’occhio del ciclone e forza attrattiva costante. Tutto cambia, Claudio no.

Come una carica (erotica, emotiva, intellettuale) è fissa rispetto ad Alice, giovane osservatrice nel suo campo circostante, abituata da sempre a percepire la sua presenza, l’elettricità che si scatena. Ed ora? Alice è libera, la carica si muove eppure… l’osservatrice Alice percepisce non solo quella corrente sotterranea travolgente e sensuale ma il magnetismo puro.

«Metti che non sia vero che l’amore non dura. E non sia vero che qualcuno non possa restare. E se fossimo noi, a sbagliarci?»

«Sbagli a chiederlo e a pensarci come se la risposta fosse una sola e si potesse conoscere prima.»

«Prima di cosa?»

«Prima di vivere, Alice.»

I personaggi evolvono, consapevolezza e maturità diventano due parole chiave, sia da un punto di vista personale che professionale.

Il desiderio si trasforma in passione e l’emozione in sentimento, smarrimento.

«Sai che ti dico? Ho vissuto convinta di desiderare un uomo che mi volesse come compagna, senza se o ma. Dimostrami che quello che offri tu è meglio.» L’ho detto. Esattamente questo…una libera scelta, voglio cadere…

«…un ’per sempre’ c’è. C’è una cosa che è sicura ed è che io e te siamo connessi indissolubilmente.»

quel suo «per sempre», imperfetto, una dichiarazione che potrebbe essere la promessa del paradiso o dell’inferno in pari misura, intanto durerà

Impariamo che le relazioni umane sono il vero mistero, più della morte. Mentre le indagini procedono e propongono un inspiegabile legame tra la morte di Ginevra, una aspirante stella, e quella di Maddalena, la misteriosa vittima, con omissioni e reticenze, biglietti inquietanti e vecchie foto. Alice dovrà affrontare le proprie insicurezze ed il passato. Un confronto duro, su tutti i piani: testa e cuore, lavoro e amore, presente e passato, allieva e maestro.

Piani che non solo si sfiorano si toccano si fondono collidono ma…si separano.

O forse no?

L’esame esterno lo aveva fatto il miglior medico legale che io conosca. Uno che morirebbe, anziché sbagliare. Quella volta, l’esame esterno è stato eseguito da Claudio Conforti.

…non possa fare un passo avanti a lui, ma debba sempre rimanere un passo indietro. Come se io non dovessi crescere, mai. Restare la sua allieva, sempre. 


All’alba del suo trentesimo compleanno Alice imparerà che il male è banale. Terribilmente, ma crudele. Capirà che se il male è banale, la vita è sorprendente. La danza cerca la perfezione, la vita raggiunge “un per sempre imperfetto” eppure tremendamente emozionante.

Arriva Natale con un piccolo miracolo d’amore per la sua famiglia e per Alice una sorpresa incredibile, inaspettata.

Natale è la speranza di credere, credere nell’amore e all’amore.

Anche se…

Personaggi sempre più completi e complessi, la narrazione mantiene un ritmo vivace e piacevole, l’intreccio ripropone un ordito del filone giallo e rosa sempre pulito e piano, si sente la mancanza forse di qualche piccolo scossone alla trama – soprattutto per quanto riguarda l’aspetto noir in un ambiente così suggestivo di competizione e abnegazione come quello della danza- ma la linearità resta piacevolissima grazie ai dialoghi vivaci, che riflettono la spontaneità del quotidiano.

Alice cresce, matura e noi siamo orgogliosi di lei, anche se resta sempre “l’allieva” e, mai come adesso, in questo terremoto emotivo, la nostra allieva.

Saffron