paradise valley

Sinossi

La trilogia Paradise Valley raccolta in un unico volume.

Jonathan Shelley è un mezzosangue lakota che, per sfuggire ai ricordi di un passato doloroso, lascia la Grande Riserva Sioux e torna nel Montana, dove lo aspettano le terre che suo padre gli ha lasciato in eredità. Lì ritrova i parenti e gli amici d’infanzia, tra i quali Abigail Foster ed è proprio di lei che s’innamora. Il loro è un amore difficile, il giudizio della gente costringe la ragazza a voler mantenere segreta la loro unione, il sangue misto di Jonathan rappresenta per lei una vergogna, pur nutrendo per lui sentimenti sinceri.
Sarà proprio l’incertezza di Abigail a segnare la loro storia d’amore. La gelosia e l’orgoglio li terrà lontani, pur uniti dallo stesso amore…
Una trilogia romance ambientata nel West americano di fine Ottocento, al tramontare dell’epoca d’oro dei cowboy.

Sito dell’autrice: www.patriziainesroggero.it

Pagina Facebook: Patrizia Ines Roggero – Romance

Pagina Facebook dedicata: Paradise Valley – La Trilogia

L’autore

Patrizia Ines Roggero nasce a Genova nel 1979. Ad oggi ha pubblicato la trilogia Paradise Valley – Il destino e l’amore, Paradise Valley – Gelosia e orgoglio, Paradise Valley – La resa dei conti, il racconto Asso di cuori (collana Passioni Romantiche, Delos Digital) la raccolta di frasi e dialoghi Parola di suocera e parenti vari (Galassia Arte) e il romanzo Sono solo un marinaio (Triskell Edizioni novembre 2014). Alcuni suoi racconti sono presenti nelle antologie di Puntoacapo Edizioni, Delos Books e nei progetti delle Amiche di Penna. Sposata e mamma di una bambina, è appassionata di storia americana, soprattutto per quanto riguarda l’epopea western e la cultura dei Nativi Americani.

qualche riflessione

Doveva andare via da lì, si disse, solo così sarebbe riuscito a sopravvivere.

Ѐ una storia di ricerca continua, caparbia. Della propria identità, del proprio posto nel mondo. A volte l’irrequietezza la trasforma in apparente fuga, a volte l’orgoglio la muta in ritiro silenzioso.

Il protagonista maschile è il motore di questa storia, con la sua condizione di mezzosangue Lakota nel Nuovo Continente al finire dell’ultimo venticinquennio del XIX secolo, con le contraddizioni della Guerra sulle Black Hills, il territorio tradizionale di caccia di questo popolo, la TERRA patria mistica e culturale per i nativi Sioux (Lakota). Terra d’oro… con gli strascichi della Guerra di Nuvola Rossa, i trattati di Forte Laramie (1868) la mortificazione nei confini della Grande Riserva Sioux, ambiguità della “terra non ceduta” del Montana, Wyoming, Dakota e Nebraska: terra di nessuno, né riserva né parte degli USA. Il tramonto di Toro Seduto, la fine di un’ illusoria convivenza. La sensazione di incompletezza rende speciale la storia, facendone un esempio di riscatto in una terra di opportunità e conquista, di realizzazione. I desideri e le speranze animano questi uomini e donne di frontiera, eterni pionieri che vivono in paesaggi mozzafiato, dove il confine è sempre mobile, sempre in avanti, proiettati verso una meta irraggiungibile, mentre incalza il progresso sulle rotaie della Union Pacific, la prima ferrovia intercontinentale, con il seguito di case da gioco, saloon e case di tolleranza.
Per chi è senza radici la Paradise Valley è un richiamo continuo, lo è stato per i clan che hanno percorso la pista Bozeman, tracciata dall’Est verso il Montana, uomini e donne solidali, che hanno unito le loro forze per costruirsi un futuro. La meraviglia della natura, con i monti Absaroka e la vasta distesa erbosa delle praterie solcata dal lento fluire dello Yellowstone, sono come un abbraccio caldo, che offre la possibilità di rifugio. Qui è tornata anche la protagonista Abigail, dopo alcuni anni di collegio a Saint Louis, per riabbracciare lo zio Matt, quasi un fratello (tutta la sua famiglia oramai), così da ritrovare una parte di se stessa.
Livingston, piccola cittadina nata come “Hell on wheels”, mormora ostile e meschina all’arrivo di un cowboy indiano mezzosangue: è Jonathan Shelley, determinato a restare. Tra gli sguardi diffidenti uno curioso e stupito:

…«ti ricordi di me?» Matt sgranò gli occhi. Per un istante gli mancarono le parole, tanto grande era stata la sorpresa. «Cristo santo e me lo chiedi anche?» rispose infine, mentre cercava di intravedere nel volto di quell’uomo il bambino che un tempo aveva considerato un fratello. Incontrare una persona cara, dopo un intero anno trascorso tra estranei, fu un’emozione forte per Jonathan. Non si sentiva così bene da quando aveva lasciato la riserva, deciso a tornare nella Paradise Valley

Johnatan vuole ridare un senso alla propria esistenza, ritornare nei luoghi di infanzia è un modo per ritrovare se stesso dopo un momento buio di disperazione, anche se nella Paradise Valley ci sono antiche ruggini, rancori e dolori da estirpare, quelli che molti anni prima hanno costretto la sua famiglia ad andare via. Ora vuole ritornare nella terra del padre, per ricominciare ad allevare cavalli e, anche se al ranch Shelley ritroverà tutto come nei ricordi di infanzia, si imbatterà in un nuovo proprietario…Colin e la sua famiglia.

Nick, Albert e Nathan Shelley. Tre nomi che bruciavano come il fuoco nella sua anima. Erano passati tredici anni da quando la morte gli aveva portato via, in pochi giorni, tre delle persone che più amava, eppure il dolore era lo stesso di allora… Ricordava ogni cosa, persino il modo in cui Eric si era liberato di loro, dicendo che non poteva provvedere anche alla matrigna e alla famiglia del fratello, così aveva pagato Silas Wood perché li accompagnasse all’accampamento Lakota di Cavallo Pazzo.

Diventare mandriano di uno dei ranch di Matt ed Abigail mentre getta le basi per realizzare il suo sogno, è una timida luminosa speranza nel futuro, mentre rabbia, paura e angoscia agitano il suo animo con l’amarezza dei ricordi.

La vita era così ingiusta a volte e la morte così inclemente

Julia, il suo amore, lo ha lasciato in un’assolata mattina di giugno,uccisa dal vaiolo, portato dai “bianchi”, insieme con le menzogne del progresso, così Jonhatan è fuggito, per non morire di dolore. Se per Abigail e Matt è una persona, un membro di famiglia, per il resto del mondo è un mezzo selvaggio: pericoloso, sconosciuto, temibile, “diverso”. Johnatan, caparbio, plasma il suo futuro a Spotted Horse, il suo ranch, guadagnandosi il rispetto dei cowboys, l’ammirazione dei proprietari terrieri, la diffidenza della comunità, l’amicizia di Matt e i sospiri di Abby…
La giovane, totalmente indifferente alle attenzione dello Shelley più ambito, Steve, subisce il fascino travolgente di Johnatan

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Wambli Ska, Aquila Bianca, Johnatan, desidera solo tranquillità e mettere radici in un posto da poter chiamare casa. Sordo alle provocazioni, cieco alle emozioni, trova conforto tra le braccia della madame Doro, tenutaria del Silver Moon, dove si trova tutto ciò che un uomo può desiderare. Doro è un’amante perfetta. Non fa domande, non pretende fedeltà, né vuole promesse. Piacere, puro piacere, sfrenato. Il ricordo di Julia lo tormenta di notte, come uno spettro del rimorso, invitandolo a vivere e non a lasciarsi vivere, la presenza di Abigail lo provoca di giorno, come una visione del futuro, chiamandolo ad amare e a non rinnegare i sensi, le emozioni.

«Non ho nessuna intenzione. Merita un uomo diverso da me, io non potrei offrirle nulla a parte il disprezzo della gente.»

Johnatan è terrorizzato all’idea di legarsi, ha paura di soffrire ancora e così rinuncia consapevolmente –caparbiamente, è uno zuccone in tutto!- alla felicità, che profuma di sensualità innocente, di orgoglio e generosità, che ha gli occhi blu come il cielo della Paradise Valley: Abigail.

Tra i Lakota, quando un giovane uomo intende corteggiare una ragazza, si siede fuori dalla tenda di lei e quando questa esce la invita a sedersi sotto la sua coperta, così come sto facendo io in questo momento» disse Jonathan, mentre lei rialzava lo sguardo per incontrare i suoi occhi. Com’erano belli, così scuri e profondi… «E poi cosa succede?» La voce le uscì in un sussurro. Ad averlo così vicino, il cuore le batteva come impazzito…

L’amore è un incantesimo, una forza vitale e potente, che lenisce i dolori, guarisce le ferite e spazza via ogni timore, la forza di questo sortilegio è il desiderio, la formula magica la passione

Stava facendo l’amore con lui, pensò, mentre avvertiva la sua bocca chiudersi su di un capezzolo e le sue mani forti percorrerle il corpo. Stava facendo l’amore con lui e non c’era cosa più bella di quella. Sentire il calore della sua pelle, il soffio estasiato del suo respiro e leggere l’eccitazione in quei suoi occhi scuri, era tutto ciò che voleva avere per il resto dei propri giorni

Un amore selvaggio, una passione intensa e vibrante, che brucia ogni remora e divampa sui vecchi rancori e sui nuovi pregiudizi. Ma non è abbastanza. Ci sono faide familiari e guerre tra popoli, Johnatan è la dolorosa incarnazione di questa conflittualità

…ho combattuto al fianco di uomini pieni di coraggio e ideali, ma ciò non è servito a vincere la guerra. Ha portato solo sofferenza, una sofferenza che ancora non si è placata…Alla fine, però, ha vinto il governo americano, e agli indiani sono rimasti dei fazzoletti di terra, sparsi dove non c’è nulla che possa interessare. Non lo trovo giusto.» «Nemmeno io, ma nella mentalità dei bianchi conquistare terre straniere e prenderne il comando significa potere e il potere ha un sapore così gradevole che è difficile provare rispetto per i vinti. Se vuoi sapere come la penso, non credo che per la gente di mia madre ci sarà mai pace, né oggi né mai.» Lui sentiva su di sé il peso delle colpe e il dolore di entrambe le parti. Sospirò, nello sforzo di convincersi che adesso contasse solo il presente.

Sangue di bianchi e di pellerossa mentre il progresso corre sui binari che attraversano il West e spazzano via gli ultimi cowboy

«E a cosa serviranno quelli come noi adesso? L’epoca dei cowboy è giunta alla fine, figliolo, è questa la verità.» «Qualcosa faremo. In fin dei conti nei ranch ci sarà sempre bisogno di noi.» Alfred fece spallucce e portò la sigaretta alle labbra. Sul suo volto si leggeva una malinconia fatta di ricordi e di tempi ormai lontani. «Forse…» prese a dire, senza guardarlo negli occhi. «Ma quelli che verranno dopo di noi non potranno nemmeno immaginare cosa voleva dire essere un cowboy.» –

Un’epoca di trasformazioni e crisi, in cui le scelte sono davvero prove di coraggio. Spesso si decide di rinunciare, di partire.

Le voltò le spalle e, con uno sforzo che gli costò una fatica immane, raggiunse la porta oltre la quale lasciò Abigail, ma non l’amore che provava

Ci sono tutti gli elementi del romanzo storico d’amore, l’elemento vincente è proprio la contestualizzazione delle vicende, l’ambientazione così curata nei minimi dettagli, che conferisce non solo una cornice adeguata al racconto ma l’evidente svolgimento in un perfetto intrecciarsi delle situazioni familiari e personali con gli eventi della grande storia. Tutte premesse che si realizzano in modo compiuto nella seconda parte di Paradise Valley, più matura, più intensa, più avvincente.

I due amanti si allontanano ma sono destinati a rincontrarsi, sempre nella Paradise Valley, dove Johnatan, dopo essersi rifugiato presso i Lakota, ritorna per ritentare la Fortuna

«Vivere tra i wasi’chu ti ha fatto diventare stupido come loro, Wambli Ska» disse il vecchio, quindi si voltò e rientrò in casa. Sono certo che tu non l’abbia mai dimenticato, forse hai solo provato a essere qualcosa che non sei.

Abigail, dopo tre anni a Saint Louise, ha abbandonato il sogno di diventare medico ma ha trovato il senso della sua esistenza… Il suo posto è però nella prateria, lungo le rive dello Yellowstone, sotto il grande cielo del Montana, dove Matt la attende con la dolce amica (ormai cognata) Jane. L’impatto sarà dolce amaro:

per Abby

«È stato via solo un anno e quando è tornato la prima cosa che ha fatto è stato chiedere di te. Sei tu il motivo che l’ha riportato qui, anche se non l’ha mai ammesso.» «Ti sbagli, ne sono certa.» Scosse il capo, affranta.

per Johnatan

«Non posso starle vicino… non posso.»
«Se non te ne fossi andato, se me ne avessi parlato in tempo, sarebbe stato tutto diverso. Abigail era giovane, avresti dovuto tenere conto anche di questo, invece hai dato retta soltanto al tuo orgoglio.» «Io ho solo cercato di non farla soffrire» rispose con rabbia

Si appartengono, due anime inquiete destinate a restare vicine per trovare riposo, mentre gelosia e orgoglio impongono sarcasmo e indifferenza forzata

«Se vuoi andrò via, non devi fare altro che chiederlo. Non voglio essere un tormento, né una vergogna per te» mormorò e, avvicinandosi ancora di un passo, la cinse tra le braccia nelle quali lei si abbandonò senza indugiare. «Voglio solo che tu sia felice, non desidero altro.»

Lentamente riaffiorano ricordi impossibili da dimenticare e sentimenti indelebili. La consapevolezza tuttavia, è una constatazione amara

«Io l’amerò per tutta la vita» disse, senza timore di ammettere ciò che provava. «Ma ho imparato a vivere senza di lei e lo continuerò a fare.» «Credo sia così anche per Abby»

La gelosia è un innesco formidabile quando l’aggressività nasconde il desiderio

Non c’era più risentimento né dolore, era come se stare nudi e avvinghiati, l’uno parte dell’altro, sia nell’anima vibrante di emozioni che nel corpo, fosse la cosa più naturale e ovvia

La passione toglie i freni e fa perdere il controllo, i sentimenti sono troppo complessi ed intensi, il confine tra odio e amore si fa labile per l’intensità del trasporto. Abby e Johnatan si sfuggono e rincorrono, tra ripicche e rivalità, offese e gesti di tenerezza

Ti ho amato anche mentre ti odiavo. Cristo santo, Abby… ho rischiato d’impazzire cercando di dimenticarti!»

Le colpe dei padri ricadono tuttavia sui figli: nella Paradise Valley c’è una nemesi beffarda, il destino presenta i conti con il tempismo pessimo di un impietoso creditore. Prima dell’amore sarà il tempo della giustizia, della vendetta, forse.

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Johnatan è come il vento nelle praterie, selvaggio e impetuoso, è come fuoco alimentato dalla fierezza di una cultura secolare, indipendente, pronto ad affermare la propria dignità, per realizzare compiutamente la propria identità. Per tutta la vita sarà sospeso tra le contraddizioni di due culture, è incredibilmente testardo e adorabilmente impulsivo, tanto che si farà travolgere dalla collera in più di un’occasione e…dalla passione. Sì, in questo caso lo amerete. È un animo passionale, uno spirito libero, un puledro di razza. Indomabile, perché non si può afferrare il vento, il vento può accarezzare la pelle e stordire.
Abigail è la perfetta espressione delle contraddizioni di questa terra di confine, combattuta tra il perbenismo della società borghese e le possibilità di una nuova realtà politica e sociale di frontiera, dove creare nuove regole del vivere civile, nella convivenza e nell’accettazione del diverso. È appassionata e generosa, devota ma incredibilmente testarda, perciò preparatevi, i protagonisti sono destinati a fare scintille…Si cercano e si perdono, mentre gli anni passano, così Abby sarà un po’ petulante e spesso vi farà perdere la pazienza, ma è giusto così! La sua titubanza rivela la condizione delle donne nello spazio angusto della seconda metà del XIX secolo, un anelito di libertà ed indipendenza tra le torte da sfornare, il laboratorio di sartoria e una cavalcata per radunare il bestiame. Tra l’esperienza di studio nella città di Saint Louis e la realtà miope di una città come Livingston. Sarà proprio l’amore a darle il coraggio per ribellarsi al pregiudizio, la forza per realizzarsi come donna.
Personaggi secondari perfettamente calati nella realtà socio-culturale, riprodotta in modo notevole la comunità nativa mortificata nella riserva, sconvolta per il sangue sparso ma soprattutto per l’inganno di terre strappate in malafede. L’identità di un popolo calpestata: non solo è schiacciata dalla violenza ma è ignorata e quindi è relegata nell’indifferenza ad uno spazio sempre più esiguo, un fazzoletto di terra, mentre l’uomo bianco avanza con la tecnologia e le istituzioni, anno dopo anno, e confina la cultura di un popolo alla memoria e al folklore.
Lo zio fraterno Matt e sua moglie Jane, Ruth e la zia di Saint Louis, sono personaggi che emergono per la nobiltà d’animo; proverete simpatia per il vecchio Silas e ammirazione per la straordinaria madame Doro che dimostra di saper dare grandi lezioni dignità con la sua saggezza disincantata; detesterete il clan Shelley e i cattivissimi di questa faida familiare decennale.
La Natura sarà una protagonista prepotente e l’autrice riserverà tenerissime attenzioni alle creature che popolano questi paesaggi mozzafiato (dolcissima la fedelissima cagnolina di Johnatan davanti alla cella nella prigione dello sceriffo).
La situazione di confine, di frontiera, e i paesaggi incredibili agiscono sui personaggi che sono condizionati dagli eventi e dall’ambiente. Sembra che sentano le emozioni in modo più intenso, che agiscano in modo impulsivo, con una forza incredibile è una sensibilità accentuata. Tra i prati punteggiati dalle placide mandrie, lo sbuffare dei cavalli con il manto lucido e le risate scanzonate dei cowboy che con malinconia assistono al tramontare di un’epoca, mentre qualche canto antico si leva dai boschi dove i pellerossa celebrano la memoria degli antenati e degli spiriti.
Una storia di amore, di passione, di riscatto. Ancora una volta è l’amore che rende liberi.

Saffron

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