Care amiche dell’Harem buongiorno, il libro di cui vi parlo oggi, in anteprima e senza spoiler, è Per sconfiggerti, scritto in modo magistrale dalla Regina del Dark romance italiano Chiara Cilli, pubblicato oggi 26 Febbraio 2018 su tutti gli store online

Per sconfiggerti è il sesto volume della serie dark contemporanea Blood Bonds ed è il terzo ed l’ultimo dedicato alla coppia André Lamaze e Nadyia Volkov.

Appartengono alla Serie Blood Bond:
1. Soffocami
2. Distruggimi
3. Uccidimi

4.Per addestrarti
5.Per combatterti
6.Per sconfiggerti

Sinossi
Ho ucciso la donna che amo.
Ha ucciso il nostro amore.
L’ho vista diventare il mio avversario più pericoloso, e non ho fatto niente per impedirlo.
È diventato il mio nemico, e il mio cuore ha già iniziato a sanguinare.
Sta venendo per me.
Pagherà per ciò che ha fatto.
Vuoi la mia vita, piccola rossa?
Avrò il suo sangue.
Vieni a prenderla.
Dark Contemporary Romance
Questo romanzo contiene situazioni inquietanti, scene violente e omicidi. Non adatto a persone suscettibili ai temi trattati. +18

 

Recensione

Anche questa volta alla fine della lettura non sono stata capace di sedermi subito al pc per dare forma ai miei pensieri, alle mie emozioni…

Come convenivo con la mia amica e collega Francesca Vallicelli, che a questo giro mi ha dato supporto morale poiché si trovava nella mia stessa situazione e che, insieme a me, cercherà di trasmettervi al meglio la miriade di emozioni che ci ha accompagnato durante la lettura, anche questa volta la nostra Chiara ci ha ammantato sotto il suo incantesimo…
Ci ha tenute attaccate ai nostri e-reader dalla copertina, tra l’altro magnifica come sempre, fino ai ringraziamenti finali… e che ringraziamenti ragazze mie…
…Vi dico solo lacrime, tante lacrime, lacrime a fiumi…

Premesso ciò capirete come la stesura di questa recensione non è stata una passeggiata di salute poiché, innanzitutto, ho speso tutte le mie energie per non darvi nemmeno uno spoiler, e ai giorni d’oggi è davvero difficile non farlo, soprattutto con un libro del genere. E poi perché scindere ed analizzare ogni singola emozione che ci ha accompagnato durante la lettura non è stato facile… erano davvero tante, troppe in alcuni momenti.

La storia di André e Nadyia come già sapete non è la tipica storia d’amore.
Tra di loro non ci sono palesi e tradizionali profusioni di affetto, non ci sono sorrisi e teneri abbracci…
André, il nostro gelido e imperturbabile André, ha un passato di violenze e soprusi alle spalle che non gli permettono di essere come tutti gli altri protagonisti dei nostri romanzi, solari e spensierati.
Lui è oscuro; sembra che il ghiaccio gli avvolga il cuore in una morsa così stretta tanto da ibernarlo…
Questa stretta intorno al cuore si allenta pian piano fino a farlo pulsare di nuovo, più veloce e più forte di prima, quando incontra gli occhi caldi e dolci di Nadyia. L’ex ginnasta dai capelli ramati sconvolge la sua esistenza che fino ad allora aveva dei ritmi tutti suoi.

 (Armand)
«Sei arrivata tu», la incalzai, «e sei riuscita laddove io ho sempre fallito. Laddove fallirò sempre.»(…)
«Mi hai ridato mio fratello. Gli hai restituito qualcosa che io non sarei mai stato in grado di dargli.» La fissai intensamente. «Speranza. La speranza di una vita cento volte migliore di questa.
«Ha commesso un errore, perché ti ama con tutta l’anima», dissi con enfasi. «Perché sa bene com’era prima di te e non vuole continuare a vivere, se tu non sei con lui.»
L’amore che unisce André a Nadyia è quello viscerale, di pancia, che non bada, neppur volendolo fortemente, a nulla.
Non da importanza al fatto che André ha addestrato Nadyia per farla diventare la nuova campionessa di Véres, una macchina da guerra insensibile e pericolosa.
Non dà importanza al fatto che i due a causa degli eventi siano costretti a diventare nemici.
Non dà importanza a ciò che l’uno fa per ferire e poi per salvare l’altra e viceversa.
Non dà importanza a quali danni le loro azioni sconsiderate possano provocare.

Perchè il loro amore è un amore che sconvolge tanto è intenso.
È un amore doloroso, che li distrugge in mille pezzi per poi ricostruirli più forti di prima per la carica con cui piomba loro addosso.

«Nadyia…»
Il solo sentirgli pronunciare il mio nome mi causò un verso di pura sofferenza, e girai la testa di scatto per sfuggire al suo sguardo troppo intenso. D’un tratto avvertii la pressione del suo petto contro il palmo della mia mano. Feci per ritrarla, ma lui fu lesto a imprigionarla nella sua e a tenersela premuta sul cuore, mentre avanzava sotto il getto per modellare ogni singolo centimetro del suo fisico prestante al mio. (…)
Ansimai, sollevandomi sulle punte dei piedi per sottrarmi alla frizione dei suoi abiti, che andavano rapidamente inzuppandosi, contro la mia pelle ipersensibile.
Ma non avevo scampo. Il suo corpo mi intrappolava, era granitico, inamovibile.
Era padrone del mio.

…mi sfiorò la punta del naso con la sua. I suoi occhi non mi permettevano di distogliere i miei.
Erano catene di ghiaccio.
Erano miei sovrani.
Erano caleidoscopi di sentimenti che non avevano più bisogno di essere espressi con le parole, giacché marchiavano le nostre anime.
Mi mostravano la verità.
Mi sfidavano a negarla.


Non riuscivo a smettere di guardarlo. Ero inerme, sottomessa alla potenza di ciò che ci legava.

È proprio questa l’intensità e la forza dei sentimenti che provano l’uno per l’altra che mi hanno accompagnata durante la lettura; attraverso tutti gli avvenimenti che si susseguivano pressanti ed incalzanti, fino quasi a farmi mancare il respiro.

In Per sconfiggerti mi sono ritrovata davanti non solo ad un’amore tra uomo e donna di proporzioni epiche ma anche dinanzi ad altre forme altrettanto forti e pure: l’amicizia e l’amore tra fratelli.
L’amore, quello tra fratelli, che spesso sembra assente perché non si sa dimostrare nella giusta maniera, perché celato dietro maschere di fredda indifferenza.
Quell’amore che spesso si ha paura di esternare per il timore delle conseguenze.
Ma si sa, il richiamo del sangue è il più forte di tutti e in Per sconfiggerti si percepisce come un urlo a gran voce, che ti solca l’anima.

(Armand)

«Tu lo ami, Nadyia», sentenziai a bruciapelo. Mi volsi verso di lei, ferma sulla portafinestra. «E lui ama te, più di quanto ami noi. E sai perché?» La guardai intensamente, nonostante lei non lo stesse facendo. «Perché tu l’hai riportato in vita.»
Dopo una piccola eternità, Nadyia trasse un profondo respiro e si voltò verso di me con aria indolente. «E lui ha posto fine alla mia.»
Poi se ne andò.

In Per sconfiggerti l’alternanza dei punti di vista dei fratelli Lamaze ci fa percepire questo forte amore fraterno in maniera distinta e totalizzante.
In ogni capitolo ciascun fratello fa ciò che può per tenere unita la famiglia, per combattere ad armi pari ed affrontare da vincitori la guerra che si profila all’orizzonte.
Il calcolatore Armand agisce secondo le sue regole, usando intelletto e astuzia.
Henri invece gioca il tutto per tutto senza remore nè paura, come sempre fa quando si tratta della sua famiglia.
André è semplicemente André.
L’uomo che ha imparato ad amare e che lo fa con tutto se stesso. É l’uomo che mette il bene di tutti davanti al suo, ora come in passato.
É l’uomo disposto a morire pur di salvare la sua famiglia e la donna che ama.

In questo libro assisterete a degli eventi che vi lasceranno a bocca aperta, che vi faranno domandare perché Chiara abbia deciso di fare quella scelta piuttosto che un’altra, che vi faranno venire voglia, in alcuni momenti, di aprire la finestra e lanciare l’e-reader.
In voi si mescoleranno contemporaneamente rabbia, dolore, delusione, speranza, disillusione, sconforto, ed infine forse rassegnazione.
Assisterete a scene che vi spezzeranno il cuore ma anche a scene di una dolcezza unica seppur velate di tristezza… e proprio queste scene si scolpiranno nel vostro cuore per la loro perfezione, anche quando avrete finito di leggere.

In Per sconfiggerti Chiara non solo è stata capace di rendere la storia al meglio attraverso la loro caratterizzazione, la perfetta descrizione dei sentimenti, degli stati d’animo dei protagonisti e coprotagonisti, degli ambienti e dell’aria crepitante e di attesa che accompagna alcuni momenti del libro ma anche e soprattutto attraverso la perfetta scelta stilistica.
Le sue parole erano così vere che sembrava quasi avessero una consistenza tutta loro…

Insomma care mie, anche se sapete già che piangerete, questo libro dovete leggerlo perché Chiara si è lasciata guidare dai personaggi e in questo modo, a mio parere, ha scritto un capolavoro.

Andyia tutta la vita!!!

Buona lettura, la vostra Cannella…

Libro speciale, recensione speciale:
un’altra voce pronta a raccontarvi l’atmosfera di questo romanzo

Care Dame di Harem, eccomi qui per parlarvi del sesto romanzo della #BloodBondsSeries: “Per sconfiggerti” di Chiara Cilli, il volume che conclude la storia di Andrè e Nadyia. Inizio subito col ringraziare sia Cannella per avermi proposto una recensione a quattro mani sia le nostre meravigliose Admin che hanno accolto questa proposta con entusiasmo. Ringrazio, ulteriormente, Cannella per aver passato una mattinata insieme a me a parlare di questo libro.

Oserei definirlo IL Libro.

“Ed erano lontani Lontanissimi Eppure non si sentivano soli perché si tenevano in mente e la mente non lascia mai la presa” Cit.

Sono passati alcuni giorni dal momento in cui ho terminato la lettura e faccio ancora molta fatica a lasciare andare questa storia e questi personaggi. Si sono sedimentati dentro di me, sono approdati nel porto del mio cuoricino gettando l’àncora e non ne vogliono sapere di salpare. E, tutto questo, è merito della scrittura e della bravura della Cilli. Per chi ancora non lo sapesse, questa autrice scrive Dark romance contemporanei. Nei suoi libri non troverete MAI cuori e fiori, le sue sono storie che hanno un sapore agro-dolce tendente all’amaro. Sono storie dal forte impatto emotivo, crude, spietate, crudeli. Ma, allo stesso tempo, ti tolgono il fiato.

È molto facile cadere nello spoiler con i libri di Chiara, soprattutto in questo, per cui mi limiterò a dare una linea generale per poi parlare delle mie sensazioni.

Luci, ombre, giochi di potere, intrighi, una guerra senza esclusioni di colpi che sconvolgerà completamente gli equilibri della città di Véres trascinandola in un vortice di ferro e fuoco fino ad arrivare ad un bagno di sangue.

Nadyia. Una donna dissolta, eclissata, scomparsa dopo gli avvenimenti accaduti nel capitolo precedente. La sua unica emozione è la sete di vendetta.

Andrè. Un uomo che ha conosciuto la luce, grazie a Nadyia. Lui è responsabile di aver spento quella luce e, ora, è un uomo in attesa che il suo destino si compia.

Una famiglia. I fratelli Lamaze. Il sangue è un richiamo potente e il loro legame è indissolubile, specialmente quello fra Henri e Andrè. Neela Šarapova.

La Regina di Véres. Un personaggio che non ho mai amato e che, anche in questo libro, si conferma per quella che è. Sadica, manipolatrice, colei che sfrutta le emozioni e le debolezze altrui a proprio vantaggio per i suoi biechi interessi.

Care Dame di Harem, tutto questo, e non solo, è “Per Sconfiggerti”.

L’atmosfera che si respira a inizio libro è cupa, tetra, claustrofobica, si ha sempre la sensazione di essere sospesi nell’aere. I primi capitoli sono una lenta agonia, una preparazione all’ineluttabile. Ho scelto quattro parole per descrivere questo ultimo atto: salvezza, protezione, speranza, combattere. Parole strettamente correlate fra loro. Come puoi salvare l’anima dell’unica persona a cui tieni se non si è in grado di salvare neppure se stessi? Quello che colpisce e che salta all’occhio, poiché messo sapientemente in evidenza dall’autrice, è come i protagonisti, seppur per motivazioni diverse e in “schieramenti” opposti, lottino per ottenere la salvezza dell’altro. Ma non solo. Tutti i singoli personaggi sono coinvolti in questo processo.

La famiglia viene prima di tutto. Armand, lo stratega per eccellenza, l’imperturbabile, colui che giocherà tutte le carte a sua disposizione affinché questo avvenga. Henri. L’altra “metà” di Andrè, la testa calda che fa danni per proteggere il fratello a cui è legato in maniera viscerale, atavica. E, qui, potrete ammirare la maestria della Cilli che ha creato un parallelismo molto interessante con la trilogia precedente. Ed è così che entra in gioco la protezione. Protezione che si leva come uno scudo, che funge da riparo per le fragilità e debolezze. Protezione verso se stessi. Proteggere tutto ciò che c’è stato per non perdere se stessi lasciando andare tutto.

Speranza. La mia. Mentre leggevo incitavo i personaggi come se fossero reali, in carne ed ossa, davanti a me, affinché non perdessero la voglia di vivere e trovassero la forza di continuare a lottare, a opporsi e a combattere. Combattere. Combattere INSIEME, perché senza l’altro tutto perderebbe di significato, di colore, di luce. Quella fiammella che è stata accesa in un mondo oscuro e fatto di tenebre ha portato luce e calore ed è troppo preziosa per spegnerla. Mi immagino Chiara storcere il naso nel leggere ciò che sto per scrivere, ma, chiedo venia, è più forte di me. Queste pagine trasudano amore. Un amore non convenzionale, certo, ma pur sempre amore. Ogni gesto, ogni parola, anche quelle che ho utilizzato per descrivere questa storia, si riconducono a questo denominatore comune. E l’amore è una forza potente, sovrannaturale. A prescindere dall’esito che avrà questo scontro, l’amore non ne esce sconfitto. Seppur, ribadisco, non nel senso tradizionale a cui siamo abituate. Non posso evitare di parlare di ciò che è inevitabile, fatale, già prestabilito. Chi segue il gruppo della Cilli è già a conoscenza del fatto che in questo volume ci sarà la prima perdita. Pensavo di essere sufficientemente preparata a tale evento luttuoso, ma mi sbagliavo. Eccome, se mi sbagliavo. Pur sapendo che avremmo salutato un personaggio fondamentale, per tutto il libro ho sperato fino in fondo che non fosse così. Vivere questa esperienza è stato come un tuono che dilania il cielo per usare una metafora cara al nostro scricciolo Nadyia. Paradossalmente, per assurdo, nonostante la sofferenza, il dolore, le lacrime versate, il capitolo 16 e seguenti stilisticamente ed emozionalmente sono sublimi. Ci sono stati d’animo che non sono in grado di essere spiegati, non è possibile tradurli in parole, solo chi ha letto e chi leggerà potrà capire. La costruzione e la narrazione in questo romanzo sono di altissimo livello. Parallelismi, simbolismi, la realizzazione di immagini che risultano essere vivide, “bucano” le pagine. L’angst e i feels sono presenti in tutto il romanzo, all’inizio nella giusta misura per poi crescere in un climax che raggiunge livelli stellari e trova la sua massima espressione nell’ultima parte. Nulla è lasciato al caso, né l’uso del lessico né l’utilizzo del corsivo per dare risalto e sottolineare momenti di importanza strategica. Non voglio indorare la pillola. Questa è una lettura che ti squarcia in due, disintegra il cuore in mille pezzettini ed è difficile, se non impossibile, ricomporlo. “Per Sconfiggerti” è uno di quei romanzi che ti strappa l’anima ed è proprio questo che lo rende indimenticabile.

È un romanzo che non si legge, ma si vive. Ogni parola, ogni pagina la “senti”, arriva diretta. Vorrei aggiungere molto altro, ma rischierei di lasciar trapelare troppo, quindi mi limito a concludere così. Tutto ciò che penso, l’autrice l’ha scritto nei ringraziamenti. Non mi spingo oltre, sarebbe superfluo.

Grazie, Chiara, per aver scritto questa storia. Una storia difficilmente digeribile, ma è così che doveva andare ed è giusto così. Chapeau.

Alla prossima, Francesca

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