Benvenuti amici, in occasione dell’uscita di FOREVER Solamente io e te di Amy Engel, HAREM’S BOOK in collaborazione con altri blog è lieta di presentarvi la quinta tappa del blogtour, composta da estratti e card relativi ai personaggi principali di questo splendido libro in modo da stuzzicarvi e incuriosirvi!

I romanzi sono editi dalla NEWTON COMPTON EDITORI e sono strettamente collegati.


FOREVER (questo il link della recensione http://www.haremsbook.com/2016/05/cory-ha-letto-forever-il-mondo-dipende-da-loro-il-suo-cuore-dipende-da-lui/
FOREVER Solamente io e te

Iniziamo la tappa con la sinossi, buona lettura!

Sono ancora viva. A malapena. Il mio nome è Ivy Westfall. Ho sedici anni e sono una traditrice. Tre mesi fa, sono stata costretta a sposare il figlio del Presidente, Bishop Lattimer – come è stabilito che facciano tutte le figlie del clan perdente nella guerra che sono cedute in matrimonio ai figli dei vincitori. Ma io ero diversa. Io avevo una missione segreta da portare a termine: uccidere Bishop. Invece, mi sono innamorata di lui. Ora sono una reietta, abbandonata al mio destino e devo sopravvivere nella ferocia brutale delle terre al di fuori della civiltà. Eppure, anche qui, c’è speranza. C’è vita oltre la recinzione. Ma non posso correre più veloce del mio passato. E ogni giorno il mio cuore si chiede se riuscirà mai a battere di nuovo come un tempo…

Ivy si sente una traditrice! Ivy sente di aver tradito la sua famiglia! Ivy ha tradito suo marito Bishop Lattimer.

Le lacrime mi rigano le guance, il sapore del sale brucia sulle mie labbra e io cedo, mi consento di piangere per tutto ciò che ho perso, per la paura di ciò che accadrà, mi angoscio pensando alla figlia che sono stata, alla moglie che non ho voluto essere, all’assassina che mi sono rifiutata di essere e alla traditrice che alla fine sono diventata. Non sono nulla di tutto questo ora. Alzo la testa e mi asciugo gli occhi; figlia, moglie, assassina, traditrice, sono tutte versioni di me ormai superate. Da qui in avanti sarò una sopravvissuta. Faccio un respiro profondo e lascio andare la rete.

Nessuno sopravvive oltre la recinzione: questo è ciò che mio padre mi ha sempre detto da bambina, ma non lo sono più ora, e tantomeno credo ancora alle parole di mio padre. Mi ha detto che i Lattimer erano crudeli e meritavano di morire. Mi ha detto che la mia unica possibilità era di uccidere il ragazzo che amavo. Aveva torto su così tante cose, sono quindi convinta che si sbagli anche sulla mia probabilità di sopravvivere.

“Uccidilo, dannazione, cosa stai aspettando?”. Anche Bishop mi sta sussurrando all’orecchio, spingendomi a finirlo per assicurarmi che in futuro io possa riposarmi serenamente senza che Mark Laird possa fare del male a me o a qualcun’altra. So che Bishop non vorrebbe che esitassi. Ma non riesco a farlo. Così come non consentirei a Mark Laird di uccidermi, non voglio che sia lui la persona che mi trasformerà in un’assassina. Lascio cadere il sasso dalle mie dita intorpidite. Anziché finirlo, mi piego curvandomi e gli tolgo le scarpe. Mi ci vuole quasi il doppio del dovuto con un solo braccio sano e funzionante, ormai piango dalla frustrazione quando finalmente riesco a rimuovere dal piede la seconda scarpa. Mi volto e le getto nel fiume, guardandole mentre la corrente scura le trasporta altrove.


“Forza Ivy, puoi farcela!”, non è la mia voce ma quella di Bishop, che ora immagino accanto a me, pensando al modo in cui mi guarderebbe dritto negli occhi aspettandosi che io sia forte. Penso a come ha sempre creduto in me, fino a quel terribile e amaro momento finale in cui l’ho costretto a perdere la fiducia. Se fosse qui, mi aiuterebbe a rialzarmi e attraverseremmo il fiume insieme, appoggiandoci l’uno all’altra quando le rocce si fanno scivolose e minacciose perché, insieme, io e lui eravamo sempre il meglio di noi stessi. So che pensare a Bishop è un’indulgenza che non posso lontanamente permettermi e nell’aspra luce del mattino potrei pentirmi della mia debolezza ma qui, con solo la luna argentata come unica testimone, mi concedo questa coccola, fingendo che lui sia qui accanto a me a offrirmi la sua calda mano da tenere. Mi alzo e finisco di attraversare il fiume.
Bishop è premuto contro di me, il suo petto nudo mi riscalda la schiena e le spalle. Non riesco a vederlo ma posso sentirlo, sentire il suo profumo, e il sollievo è talmente immenso che rischia di travolgermi, rotolando al di sopra di me come un’onda nella quale sono felice di annegare. Cerco di parlare ma tutto ciò che esce dalle mie labbra è un respiro che diventa un singhiozzo. «Ssh», sospira dolcemente. Voglio girarmi e guardarlo ma, quando sto per farlo, la sua mano sulla mia spalla stringe più forte, facendomi male. Il dolore mi confonde. “Bishop non mi farebbe mai del male” penso, ma quando urlo lui preme sempre più forte. La mia mano cerca un disperato appiglio verso l’alto, per la paura di perdere la sua presa ma, al posto delle dita di Bishop, trovo qualcosa di molliccio, scivoloso e vagamente unto che mi fa indietreggiare: una lunga piuma nera. Giro di colpo la testa e Bishop è scomparso, al suo posto c’è un enorme corvo. Ha gli artigli conficcati nella mia spalla che scavano nella mia carne lacera. Il sangue che mi cola dal braccio brucia come il fuoco. Urlo cercando di scacciare l’uccello ma non se ne va, resta lì a osservarmi. Il mio volto spaventato si riflette nelle profondità dei suoi occhi.
«Sono arrabbiato perché, per tutto il tempo in cui io mi stavo innamorando di te, tu non facevi altro che pensare ai modi in cui uccidermi!».
Mi cade la mascella. «Ma non è così… io non…».
«Sono arrabbiato perché, quando hai avuto la possibilità di raccontarmi la verità, hai scelto di mentire».
Si avvicina più di quanto io possa indietreggiare, pertanto ora, siamo quasi petto contro petto. «E sono arrabbiato perché, ora che abbiamo una seconda chance, tu ti ostinerai a non essere onesta con me!».

«Ho paura», riesco infine ad ammettere con voce flebile. «Hai ragione, sono molto spaventata».
Bishop fa un passo verso di me, si ferma nel momento in cui io alzo la mano, so che se mi toccasse orapotrei crollare. «Ok», dice prudentemente, come se finalmente stessimo per arrivare a un punto. «Di checosa hai paura?»
«Di te», dico con tono strozzato. «Ho paura di perderti un’altra volta» sussurro, mentre sento gli occhi gonfiarsi di lacrime.
«Ivy…».
«Non posso…», respiro lentamente, cercando di calmare il mio cuore per riuscire a parlare senza che mi tremi la voce. «Non potrei sopportarlo un’altra volta. Ho dovuto metterti da parte, fingere che tu non fossi mai esistito, mi sono impegnata così duramente per dimenticarti». Nonostante tutti i miei sforzi la mia voce si spezza all’improvviso e le lacrime prendono il sopravvento. «Questo è stato l’unico modo in cui ho potuto cavarmela qui fuori. E poi eccoti qui, sei riapparso ed è stato quasi peggio che non averti. Il
pensiero che avrei potuto ancora provare una tale sofferenza».
Gli occhi di Bishop non mi mollano neanche un secondo mentre parlo. Quello stesso sguardo che io ricordo così bene, come se vedesse attraverso il mio cuore.
«Non posso prometterti che non ti ferirò mai, Ivy, o che sarò sempre qui, ogni giorno è un rischio e non ci
sono garanzie, specialmente non con questo tipo di vita».
«Lo so», sospiro, sorridendogli debolmente. «È proprio questo il problema». Lui si avvicina senza toccarmi, proprio stando di fronte a me, solido, accogliente, forte e tutte quelle altre qualità che mi sono convinta di non poter più riavere per me. «Sono qui, ora», dice, e si avvicina di un passo, poi mi cinge la vita con una mano, tirandomi verso di sé con forza. «Sono esattamente dove voglio essere».

Mi fermo qui, spero di avervi incuriosito abbastanza.
Il mio consiglio? Leggetelo assolutamente!
A presto con la mia recensione.
Coriander