Titolo: Fiori di magnolia
Autore: Rosa Ventrella
Data di pubblicazione: 21 febbraio 2017
Editore: Amazon Publishing
Genere: narrativa, romance

Trama: Una grande epopea romantica, un inno alla vita e all’arte. E al coraggio di una donna.
Sono gli anni Cinquanta. Nina ha vent’anni e sogna di viaggiare e diventare pittrice, di andare a vivere in Francia e trovare una nuova esistenza lontana da Castro, da una zia amareggiata e da uno zio ambiguo e senza scrupoli. L’amore per il mare salentino non basta a calmare il suo desiderio di altrove. Forse potrà riuscirci Vittorio, il solo in grado di mettere a sopire le sue inquietudini. Ma Vittorio, ossessionato dal sogno di donarle una vita migliore, parte per l’America. Dodici mesi soltanto, le promette, poi tornerà a prenderla, la sposerà e la porterà in Francia. I mesi però diventano anni, e Nina, Ninette come vuole essere chiamata, decide di rialzarsi e continuare a vivere. Parte così per Cressanges, in Francia. E qui decide di vestirsi di una nuova pelle. Finché il passato non torna a sconvolgere la sua pace forse ritrovata…

Nina, una vita in salita la sua, orfana di madre e il padre scomparso chissà dove. Sono gli anni ’50 e l’Italia del Sud un po’ pigra e perbenista sta stretta a questa ragazza, che del padre mai conosciuto ha ereditato l’indomito carattere e l’animo ribelle. In questa realtà Nina non è libera di esprimersi eppure ha grandi sogni: diventare pittrice e viaggiare per il mondo.

Ma in questo piccolo paese di provincia le sue aspettative non possono certo essere esaudite. Una zia rassegnata a fare la moglie di un uomo libertino e senza troppi scrupoli e una vita che non ha molto da lasciare alla fantasia, così trascorre la sua infanzia e l’adolescenza la bella Nina. Ecco perché quando Vittorio comincia a corteggiarla, Nina sente che qualcosa di diverso li accomuna, qualcosa di diverso da tutto e tutti e si lascia travolgere da un amore fortissimo che le condizionerà tutta la vita.

Lui la osservò meglio, percorse con lo sguardo la sua figura. Gli occhi poi puntarono verso il basso. Verso le caviglie o le gambe snelle. Nina indossava una gonna ampia, tagliata a godet, con il punto vita accentuato da una stretta cintura di un rosso acceso. Ai piedi portava delle scarpe con il tacco sottile che mettevano in risalto le caviglie esili. La camicia leggera era abbottonata fino al collo e non c’era pericolo che svelasse qualcosa. I morbidi riccioli neri le ricadevano sulle spalle, ma Nina si era legata un foulard rosso intorno al capo in modo da lasciare il viso scoperto. Sembrava ancora più bella del solito, forse per via delle piccole efelidi che si facevano più intense quando la pelle chiara veniva un po’ colorata dal sole. O forse per via del trucco leggerissimo che esaltava i suoi occhi verdi e l’incarnato delicato.

Sarà proprio la volontà di Vittorio di offrirle una vita migliore, che lo porterà ad allontanarsi da lei per tentare fortuna in America con la promessa di un rientro nel giro di un anno, rientro che Nina continuerà ad aspettare per un tempo lunghissimo ,mai rassegnandosi al fatto di averlo perso per sempre. Ma Vittorio non ha lasciato solo la sua donna in Italia, non sapendolo è anche papà di una splendida bimba , sarà proprio l’amore per questa creatura che porterà Nina a continuare a sperare nel suo ritorno.

Aveva atteso e pregato che Vittorio tornasse. Un anno, le aveva promesso. Aveva custodito tutte le sue lettere, le aveva imparate a memoria e deposte nei cassetti del comò avvolte da nastri color lavanda. Pochi mesi dopo la sua partenza, aveva scoperto di essere incinta. Terrorizzata si era ripromessa di non dirglielo subito. Preferiva attendere il suo ritorno. Poi, all’improvviso, la corrispondenza si era interrotta. Il ventre che cresceva rammentava a Nina che la vita aveva deciso di andare avanti, mentre lei affogava le lacrime tra i singhiozzi e rincorreva i sentieri percorsi insieme, illudendosi che quello sarebbe bastato a riportarlo da lei. Il viale, il ristorante, lamasseria. Con il tempo si era convinta che Vittorio fosse morto. Era l’unica spiegazione che avesse un senso. La sua mente ricacciava l’idea dell’abbandono, appigliandosi a un’immaginaria legge della sopravvivenza cui Nina obbediva inconsapevolmente. Solo le necessità impellenti di Giulia, la sua bocca affamata, la sua voce leggiadra, l’avevano salvata.

Il tempo trascorre inesorabile e Nina con grande fatica capirà che forse troppo ha perso intrappolata nei suoi ricordi; cercherà di rifarsi una vita in Francia e lì accadrà l’impensabile, riaprendo una ferita che seppur mai chiusa non era più sanguinante.

Ora lei gli era più vicina. Erano bastati due piccoli passi, quasi impercettibili, per ritrovarselo accanto, occhi negli occhi. Vittorio stava ancora ammirando le magnolie mentre Ninette lo fissava. In realtà cercava di capire se quella luce strana nel suo sguardo ci fosse ancora. Le sembrò per un attimo di scorgerla, ma quando lui abbassò gli occhi per puntarli nei suoi, Ninette vi lesse dell’altro. Qualcosa di evidente e meraviglioso. La voglia di lei. Trattenne il fiato colta dl panico. Nessuno l’aveva mai guardata in quel modo. Nessuno l’aveva mai fatta fremere così. Nessuno era mai stato sul punto di baciarla. “Vittorio” le venne da bisbigliare. E non capiva bene se in quel nome ci fosse una domanda, una semplice constatazione o la paura. Le sfiorò prima le braccia, in un modo così delicato che Ninette sentì un fremito attraversarle il corpo da parte a parte, poi si chinò su di lei. Si soffermò poi a osservare il suo viso. Dio com’era bella. Avrebbe voluto dirglielo che non aveva mai incontrato una ragazza così bella, ma poi quelle labbra fiammeggianti lo attirarono in modo inesorabile. Voleva sentire il sapore di lei sulla bocca. Chiuse gli occhi anche lui. Ogni ricordo doloroso spazzato via da quella visione da opera d’arte. In quel momento c’era solo lei, Ninette.

Un amore, totalizzante, inebriante, straziante quello di Nina verso Vittorio, un amore di quelli che al giorno d’oggi non si trovano quasi più. Un sentimento così profondo e una fiducia così cieca nei confronti del proprio uomo, da non ammettere possibilità di tradimento o di rottura, nemmeno di fronte all’evidenza che ormai troppo tempo è passato e se non è morto quest’uomo deve essersi per forza rifatto una vita senza di lei. Ma Nina , che sembrerebbe, una donna troppo fragile, si dimostra invece un’eroina . In un’epoca storica in cui in cui una donna incinta senza marito era considerata senza ombra di dubbio una poco di buono, nessuna remora ad accettare la gravidanza , una forza di volontà senza pari nell’affermarsi come artista e nello spostarsi in giro per il mondo pur di inseguire i suoi sogni e conoscere la verità senza veli né ipocrisie. Una storia narrata con grande dolcezza e delicatezza dalla nostra autrice, un amore proprio d’altri tempi, che è bene valorizzare oggi quando troppo spesso i sentimenti vengono sottovalutati e trascurati in nome di valori senza alcuna importanza.

Eleonora