Amore e fantasia (Un fiore nella polvere)

di Susan Elizabeth Phillips

Serie Wynette, Texas 
1. Amore e fantasia,  13 giugno 2018
2. Lady be good (spin off)
3. Glitter baby
4. First lady
5. Cosa ho fatto per amore, 31 agosto 2017  recensione Wynette, Texas #5
6. Una scelta impossibile, 18 febbraio 2016 recensione Wynette, Texas #6
7.  La grande fuga, 27 ottobre 2016 recensione Wynette, Texas #7
Autore: Susan Elizabeth Phillips
Editore: Leggereditore
Genere: Contemporary romance

Sinossi

Francesca Serritella Day ha tutto, o così crede: gioventù, bellezza, denaro, la sicurezza che ogni suo desiderio sarà soddisfatto e una madre che, per quanto nevrotica e irresponsabile, l’ha introdotta fin dalla nascita nel mondo lussuoso e patinato dell’alta società europea. Nulla di ciò che ha vissuto l’ha preparata al mondo reale, eppure è proprio lì che viene scaraventata quando, a ventun anni, si ritrova di colpo orfana e sommersa di debiti. Per guadagnarsi da vivere tenta la carriera cinematografica negli States, ma la realtà si rivela più dura del previsto… Sarà l’incontro fortuito con Dallie Beaudine – bellissimo golfista texano che si guadagna da vivere vincendo tornei – a cambiare radicalmente la sua esistenza… Affascinante, insensibile e narcisista, in realtà Dallie è anche un uomo profondamente ferito dalla vita e con un segreto che scava lentamente come goccia su una pietra. Francesca se ne innamora perdutamente; le cose però non vanno come dovrebbero andare e anche questa sfida le sembra essere al di sopra delle proprie forze. Ma nella terra delle opportunità, dove tutti possono trovare la propria strada, forse il destino offrirà loro una seconda e imperdibile chance…

RECENSIONE

Lo staff di Harem ha avuto l’onore, ed il piacere, di presentare la tappa padovana della presentazione di questo libro, oltre a poter intervistare l’autrice in occasione del #RARE18, ed è proprio per questo motivo che ne abbiamo potuto approfondirne con maggior completezza il senso, aiutati anche dall’autrice stessa.

Amore e fantasia è un romanzo profondo, curato nei minimi dettagli. Lo stile di Susan, multi genere e senza tempo, benchè ancora abbozzato (si pensi che la serie Wynette, di cui fa parte questo testo è stata scritta nei primi anni Novanta), si percepisce nettamente. La sua formazione in ambito letterario viene dallo storico e, già dalle prime pagine, ne scopriamo l’impronta, perché, con molto coinvolgimento, ci viene presentata la storia dei genitori della protagonista, passo necessario per costruire lo scheletro di quella che si rivelerà Francesca.  Solo capendone l’origine, infatti, saremo in grado di dare il giusto senso alle sue azioni.

Come avrete potuto intuire, la storia coinvolge un arco temporale molto lungo. Conosciamo una giovane Francesca, cresciuta nel mezzo del più alto jet-set europeo. Viziata e vezzeggiata, viene portata a credere che la bellezza e l’esteriorità siano i soli valori su cui improntare la propria esistenza. L’improvvisa morte della madre, strappa Francesca dal suo mondo dorato. La ragazza si ritrova sola, senza reali affetti, e senza denaro. Proprio per questo, illusa dalle luci holliwoodiane, decide di partire per l’America, dove è stata scritturata per un film. Ma il sogno americano, si rivela piuttosto un incubo, per l’ancora immatura Francesca. Fuggendo in tutta fretta dal set, si imbatte in Dallas e Skeet, un giocatore di golf e il suo caddie. Sfruttando il talento di Dallas, i due girano in macchina per partecipare a vari tornei. L’impatto con la strampalata coppia, non è dei più delicati, per la giovane, ma quello che doveva essere solo un passaggio fino alla stazione di servizio più vicina, si rivela un viaggio vero e proprio, a cui la ragazza è restia a rinunciare.

Se solo non fosse stato così incredibilmente bello, e così evidentemente poco colpito da lei. Era insopportabile… ed irresistibile.

Tra esilaranti episodi e sensuali accadimenti, abbiamo il piacere di accompagnare Francesca nel suo cammino di crescita interiore, la scoperta di valori latenti in fondo al suo cuore, e l’accettazione dell’altro.

«La verità, tesoro, è che ho paura che se non ti lascio vedere in fretta un pezzo di mondo reale, finirai per farti male sul serio».

«Io… ho bisogno di champagne. E luci soffuse. Ho bisogno di lenzuola, Dallie.»

«No, tesoro, non è vero. Non ha bisogno di nient’altro che te stessa. Devi iniziare a capirlo, Francie. Devi iniziare a fare affidamento su te stessa.»

L’aspetto divino di Dallas, e la sua rozza genuinità, finiranno per contaminare la ragazza, e farla innamorare. Due mondi diversi, che finiscono per fondersi e prendere il buono l’uno dell’altro.

Tuttavia – anche se non aveva alcuna intenzione di dirglielo – lei era una delle più belle che avesse mai conosciuto.

Appena prima di cedere al sonno, si disse che si sarebbe fatta voler bene. Sarebbe diventata esattamente la donna che desiderava, e poi lui l’avrebbe amata quanto lei amava lui.

Ma un terribile segreto si nasconde dietro alla figura dello stupendo ragazzo texano. La scoperta di questo segreto comporterà la rottura tra la coppia.

Si rese conto che lei e Dallie non condividevano nient’altro che i loro corpi, e che l’amore conteneva profondità che lei non aveva neanche immaginato.

Francesca si ritroverà, a questo punto della storia, in mezzo al deserto texano, incinta, e senza nemmeno un soldo in tasca. Per la giovane ragazza comincia “il viaggio” vero e proprio.

Nonostante la stanchezza e la paura, qualcosa dentro di lei era cambiato in modo irreversibile su quella stradina sterrata.

Assistiamo alla rinascita di una donna, la sua riscoperta. Solo grazie alle sue forze, Francesca riuscirà a risalire la cima, e a diventare una delle speaker radiofoniche più amate. Straziante il modo in cui ci viene raccontato il riscatto della protagonista, un esempio, e un’infusione di profondo senso di speranza,  per tutte quelle donne che si trovano a dover ricominciare. Ho ammirato il personaggio di Francesca in questa parte, che è eletta emblema del potere del genere femminile.

Con un salto temporale di circa dieci anni in avanti, ritroviamo la Francesca di molti anni prima, padrona del jet-set, grazie alla trasmissione televisiva di cui è conduttrice. Ma la donna di oggi, è solo esteriormente quella di ieri. Questa donna porta dentro di sé il bagaglio di conoscenze ed esperienze degli anni buii.

Gli insegnamenti dell’unico uomo che ella abbia mai amato, e da cui è stata con tanta facilità vilmente tradita, le si ripropongono ogni giorno… Dallas: l’uomo che, senza esserne a conoscenza, le ha donato un figlio.

Quando Dallas, casualmente, si incontrerà col bambino di cui ignora l’esistenza, vecchie ferite si riapriranno. Quel bambino, identico al nonno, padre di Dallas, porterà a galla sentimenti nascosti e sopiti durante tutti gli anni di lontananza.

Quel bacio li distrusse. Fu come un violento tifone che con la sua forza spazzava via tutte le loro differenze.

Dormirono di un sonno irrequieto, svegliandosi a notte fonda per scoprire che ancora non si erano saziati l’uno dell’altra.

Quello tra Francesca e Dallas si dimostrerà essere un amore forte, resistente agli anni, ai cambiamenti del tempo. Sarà possibile per la coppia vivere finalmente l’amore che meriterebbe? O gli ostacoli ed il rancore saranno troppo duri da superare?

Eppure, gli ostacoli svettavano tra loro come grattacieli, e il suo amore aveva un retrogusto dolceamaro. Non era più una ventunenne idealista, e non riusciva a immaginare nessun futuro fiabesco.

«Oh, ma invece mi vuoi. E non è solo per Teddy. Mi vuoi talmente tanto che ti spaventa. Ma hai paura di combattere…» «Voglio sapere se sei abbastanza per me, abbastanza per Teddy».

Lascio a voi il piacere di scoprirlo.

Una storia che riempie, sia per la sua costruzione tecnica, che rasenta la perfezione, sia per la pluralità di significati emotivi che vi possiamo trovare. Come ho avuto modo di intuire, e come mi è stato poi confermato dall’autrice, il senso principale di questo libro è evidenziare il senso di speranza, la forza di rinascita di una donna. Susan, con la storia di Dallas e Francesca ci spiega quanto effimera possa essere la vita, e quali priorità debbano avere determinati valori. Francesca, armata solo del sentimento verso quel bimbo che sta crescendo dentro di lei, e del ricordo di un grande amore, riesce a trovare la forza di lottare per ricostruirsi un’esistenza. In lei ritroviamo il classico sogno americano. Percorriamo con la protagonista le tappe di un percorso di crescita. Ogni persona, ambiente, oggetto, contribuisce ad alimentare il suo cambiamento. Nulla è lasciato al caso. Le persone che accompagnano Francesca, non si limitano a “decorare” la storia, ma ne sono pieni fautori, spiragli luce quando tutto sembra essere perduto. Possiamo dire che ogni oggetto o personaggio sia studiato e funzionale all’avanzamento della trama. L’attenzione al piccolo, al dettaglio è particolarmente presente in questo testo e ci viene porta dall’autrice come chiave di lettura di molte situazioni. Leggendo il libro vi accorgerete di sicuro a cosa mi sto riferendo.

Il motivo per cui all’inizio della recensione mi riferivo alla scrittura di Susan come multi genere, è dato dal fatto che risulti assai difficile classificare questo scritto come una semplice storia d’amore. Ad una prima, superficiale lettura, lo si potrebbe pensare, ma andando più a fondo, possiamo trovare significati molto incisivi. La solidarietà femminile è uno di questi, ben rappresentata nel rapporto di amicizia che vede legate Holly-Grace, ex moglie di Dallie, e Francesca. Un omaggio all’intelligenza del mondo femminile.

Questo libro, e la Wynette in generale, raccontano storie che si sviluppano molto lentamente, si aprono come un fiore che sboccia e che si offre alla vista del lettore. Arrivano in punta di piedi, ma restano incise nel cuore. Adorerete sicuramente il vissuto di questi personaggi: difficili, problematici, talvolta frustranti, ma in grado di agguantare il lettore, ed accompagnarlo all’interno delle loro storie profonde e totalizzanti.

Non aspettatevi maschi alfa da amare fin dalle prime battute, ma la storia d’amore di una coppia, che ridona fiducia, e che ci insegna che nulla è mai perduto, se si continua a credere in se stessi e ci si apre, senza paura, alle possibilità che il mondo ci offre.

Consigliatissimo, perché è uno di quei libri che, con la loro delicatezza e veridicità, restano nel cuore. Sentimenti veri, prodotti da una penna di rara sensibilità, in grado di rappresentare tutte le sfumature dell’essere umano. Una scrittura amichevole, semplice eppure incisiva, che graffia la mente del lettore e lo porta a vivere le storie narrate tra le sue pagine.

Curcuma

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