Titolo: Big love

Autore: Jay Crownover

Titolo originale: Better When He’s Bold

Welcome to the Point series #2

Editore: Newton Compton

Data di pubblicazione: 24 agosto 2017

Che differenza c’è tra un cattivo ragazzo e un ragazzo che fa il cattivo? Quando ti muovi in un mondo oscuro e corrotto, per dominare la situazione non devi mai mostrare di aver paura. Solo così potrai controllare strade e persone senza scrupoli. Race Hartman è sufficientemente coraggioso, intelligente e sbandato per diventare il capo di un posto come The Point. Dove ci saranno sempre cattivi e cose brutte da mettere in riga, ma in cui un uomo forte può ridurre i danni al minimo. Race ha un piano… riuscirà a impedire l’annientamento totale di quel luogo senza distruggere se stesso? Brysen Carter ha sempre visto Race per quello che è davvero: un ragazzo bello, dolce, ma troppo pericoloso. La tentazione di crogiolarsi nel suo bagliore dorato è forte, ma Brysen sa che finirebbe per scottarsi. Ha già tanti problemi, non ha certo bisogno di crearsene altri a causa di Race. Ma quando Brysen deve affrontare una minaccia che potrebbe essere la cosa più pericolosa che The Point abbia mai prodotto, è costretta a prendere una decisione: perché l’unica persona che potrebbe aiutarla a salvarsi è proprio l’uomo che lei non può permettersi di avere.

There’s a difference between a bad boy and a boy who is bad

Secondo appuntamento con Welcome to the Point, la nuova serie che si distacca dalla Tattoo s’Trilogy e anche dalla Saint of Denver perché esplora il mondo dei cattivi, The Point.

Toni più cupi e uno scenario di forte degrado, così la Crownover decide di raccontare le storie di coloro che vogliono vivere la vita alle loro condizioni: si piacciono così come sono e non hanno paura di giocare secondo le loro regole.
Crimine e delinquenza, droga e morte, sangue e disperazione popolano il quartiere degradato in cui è ambientato il romanzo e a differenza della serie precedenti, l’eroe in questione non è un eroe per riscatto ma è un cattivo, talmente cattivo, da poter essere l’unico a risolvere la situazione.
Il male si combatte con il male, questa sembra la legge a The Point. O almeno, con il male minore.
Ci ha conquistato con la storia di Bax, Shane Baxter, un ragazzo difficile da amare, un duro… in tutti i sensi. Come lo voleva la sua creatrice, con una storia d’amore dal sapore agrodolce, dai toni cupi e violenti, la storia di un Bad boy che conosce solo il male e sa solo muoversi all’interno di questa realtà. Bad love ci ha portato dove l’unica legge ad essere rispettata è quella del più forte, della sopravvivenza tra l’inganno e il tradimento, in una vita in costante pericolo, senza speranza. E ora?L’unica certezza è la rassegnazione, la linea di demarcazioneazione tra il bene il male è molto sottile.
E spesso come ricordava Bax bisogna “avere le palle di fare la scelta sbagliata, assumersi la responsabilità delle conseguenze.”
Più difficile quando sei il re maledetto di questo mondo dimenticato. Quando bisogna regnare sul male, governare destini spezzati e nutrire questo mostro affamato di violenza e assetato di sangue, dominare gli istinti più primitivi.

Più difficile essere Race.

Ci sono degli uomini che semplicemente non si possono ignorare. Come se tutti gli altri attorno a loro si muovessero al rallentatore; come se in un mondo in bianco e nero loro fossero l’unica macchia di colore, l’unica cosa che si sposta in una stanza immobile.

Era così vibrante, così audace. E nel mio mondo, dove tutto era grigio e immobile, era una gioia per gli occhi, e le mie pupille erano insaziabili, volevano divorarlo.

Race aveva un aspetto regale, pareva un qualche tipo di divinità aurea mandata sulla terra a governare e comandare noi comuni mortali, mentre Dovie Pryce era una ragazza dai capelli rossi tutti scompigliati, ricoperta di lentiggini, dall’aria… ordinaria.

Tutti si scansavano, gli facevano strada istintivamente. Era come se fosse circondato da un campo di forza che lasciava avvicinare solamente chi amava il rischio. Io non ero una di quelle persone. O almeno era quello che mi ripetevo ogni volta che lo incontravo.

Il protagonista di Big Love, che ci aveva fortemente incuriosito, per le sue contraddizioni e per la sua complessità, è un personaggio veramente e fortemente tragico perché a differenza di Bax, ha mille sfaccettature.
Un’anima tormentata e doppia, stretto nella sua doppia pelle, che vive in costante conflitto perché c’è la consapevolezza il desiderio di fare la cosa giusta e il senso profondo di responsabilità, sa di essere nato con una missione. Race è un eroe tragico che vive un dramma con fierezza, tanto Bax si muove sensuale e furtivo, quanto Race incede altero e potente, avanza tra lo squallore e la violenza portando il pesante fardello del suo ruolo di re maledetto

Race non era un bravo ragazzo e la mia vita era già abbastanza dura. Non avevo certo bisogno di quel tipo di complicazioni che di sicuro uno come lui si portava dietro.

Qualcosa di oscuro lampeggiò nei suoi occhi verdi, mi costrinsi subito a fare un passo indietro. Race era pericoloso in tutti i sensi, dovevo tenerlo bene a mente.

Race non era solo un cattivo ragazzo, un criminale: lui era il cattivo ragazzo

È un antieroe consapevole che vive la sua vita secondo regole spietate in un mondo fatto di buio perfettamente calato e profondamente inserito, cercando di non essere sommerso da tutto ciò che lo circonda e minaccia di divorarlo.
Race Hartman ormai è a capo delle macerie fumanti dell’impero di criminalità che ha smantellato grazie all’aiuto di Bax e di sua sorella Dovie, dopo le drammatiche vicende che ci hanno tenuto col fiato sospeso in Bad Love. Brillante, intelligente, carismatico e destinato a governare questo impero della criminalità tra scommesse, azioni illegali, ritorsioni e un’alleanza infida e fragilissima con il pericolosissimo Nassir.

Ultimo baluardo prima del caos e della violenza, si muove con scaltrezza divorato dai rimorsi e dalla paura di smarrire totalmente se stesso in un’area grigia tra bene e male, tra giusto e sbagliato, cercando di non perdere l’ultimo briciolo della sua moralità

Dovie era fantastica e, anche se all’inizio non sopportavo che lei e Bax fossero una coppia, in seguito ero sceso a patti con l’idea che avesse bisogno di qualcuno che la tenesse fuori dai guai e la proteggesse da quel posto e da quella vita. Qualcuno come il mio migliore amico. Bax… be’, lui aveva bisogno che Dovie lo mantenesse ancorato alla sua umanità, dandogli qualcosa di vero e reale per cui vivere. E io avevo bisogno di entrambi, per portare a termine la mia scalata, per conquistare il potere su ogni vicolo di The Point…avrei potuto trasformare quel posto selvaggio in un luogo in cui la vita fosse almeno tollerabile. Era complicato e rischioso, ma io vivevo per le belle sfide, e in fin dei conti era proprio così che ero sprofondato nella palude della criminalità insieme a Bax

Brysen Carter è una ragazza meravigliosa, trasformatasi in una regina di ghiaccio per difendersi dalla vita che l’ha catapultata in situazioni terribili e disperate. Oppressa dal senso del dovere, vive una vita dura per tenere insieme quel che resta della sua famiglia disastrata, sacrificando tutta se stessa in nome della serenità della sorella. Troppo povera per The Hill e troppo ricca per la difficile vita di The Point. Sempre nel limbo. Disillusa e spenta, si trascina stancamente nella vita di rinunce cercando di tenersi lontana da Race che è un violento appassionato terribile meraviglioso richiamo alla vita, alla parte più vera di se stessa.
Difficile resistere a Race, soprattutto quando il suo mondo malconcio, a malapena tenuto insieme dal sacrificio, va in mille pezzi per un nemico invisibile

Era brutale, aggressivo, ruvido e anche eccitante. Mi dissi che non poteva esistere nulla di meglio di quello in tutto il mondo…

Speravo solo che fosse pronta a cedere un po’. Così non avrei finito per distruggerci entrambi, mentre abbattevo senza pietà tutte le difese che alzava per proteggersi da me.

Fiero e infelice, Race saprà leggere dentro Bry e ritroverà parte di se stesso, forse quel barlume di speranza che non lo farà sentire più solo

«Me ne frego degli schiavetti. Avere l’autorità e il potere di ottenere ciò che vuoi, quello è bello». Guardai Race attraverso la portiera. «È per questo che fai quello che fai? Per il potere?».
C’era sempre stato un qualcosa di nascosto in Race, una linea sottilissima che si annidava dietro la facciata splendente del re Mida. Si capiva che aveva un nucleo più forte, una parte più selvaggia, e credevo che si sforzasse di tenerla al riparo dagli occhi indiscreti del resto del mondo. Era molto più di un ricco ragazzo diseredato, c’era molto di più dietro al semplice ruolo di complice di Bax, ma era così facile lasciarsi ingannare dalla sua bellezza totale e dai suoi modi educati. Tutte le altre sfaccettature passavano in secondo piano. E ora, mentre le sue mani diventavano un po’ più rudi, il suo respiro si spezzava e i suoi occhi scuri brillavano sensuali, ero certa che fosse capace di cose davvero malsane… E solo Dio sapeva quanto volevo che le facesse tutte con me.

«In un posto come questo non ci sono molte brave persone. Il che significa che sotto la superficie scorre tanta merda, e tanti brutti ceffi ci mettono le mani in mezzo. Io non sono una brutta persona, Brysen, ma nemmeno un bravo ragazzo. Diciamo che possiedo in me abbastanza bene e abbastanza male da tenere le brutte situazioni sotto controllo, evitando che lo schifo travolga e infetti le poche persone buone rimaste in questo posto dimenticato da Dio. È per questo che faccio quel che faccio».

Eppure i due personaggi in bilico tra la realtà disperata di the point e quella ipocrita e patinata di The Hill sono più simili di quanto si pensi perché da sempre si sono sentiti stretti nel contesto in cui vivevano, irrequieti alla ricerca della propria identità e della libertà di esprimere la loro natura

Quello era il Race che lavorava e viveva a The Point. Quello era il Race che aveva sfidato un gangster e aveva vinto. Quello era il Race che non aveva paura di infrangere la legge. Quello era il Race che era stato picchiato e che aveva l’anima in pezzi perché pensava di fare la cosa giusta eppure nessuno in quel posto lo capiva e lo apprezzava

Le nostre bocche erano talmente vicine che i respiri si univano. «Volevo davvero convincere me stessa a odiarti. Mi dicevo che eri la cosa peggiore che potesse capitarmi, eppure ogni volta che ci vediamo finiamo per essere la cosa migliore della mia vita».

«Lo so, ma sei qui lo stesso ed è per questo che ti voglio nella mia vita. Tu rendi tutte le cose brutte un po’ meno difficili da sopportare, e in realtà», mi avvicinai ancora di più in modo che potesse percepire le mie parole sulle labbra dischiuse invece di ascoltarle, «la tua vita è spaventosa quanto la mia in questo momento».

Bry non è la crocerossina che cambierà il Bad boy ma una ragazza che imparerà ad essere una donna e ad amare il suo uomo per quello che è, totalmente, con le sue cicatrici e il suo lato oscuro, con le sue scelte e i suoi silenzi

(Bax)
«Io e Race abbiamo condiviso parecchia merda, abbiamo un passato in comune. In gran parte bello, ma c’è stato anche tanto schifo. Sono innamorato di sua sorella e grazie a lei so cosa significa avere qualcuno per cui saresti pronto a distruggere un’intera città. Race farà a pezzi chiunque sia una minaccia per te, perciò devi fare molta attenzione quando hai a che fare con lui. Frequentare tipi come noi…». Si strinse nelle spalle e si infilò la sigaretta tra le labbra: «È come essere innamorati di un’arma carica, e tu sei la sicura».

Intorno a loro continua la scalata cruenta al potere con un nemico più o meno esterno e misterioso, cresce il livello di pericolo per la violenza e le minacce, così che Bax Dovie Titus e ora Bryn con sua sorella, si stringeranno come una famiglia per fare fronte comune e prepararsi forse al conflitto finale, alla prova più dura.

Race potrà difendere la loro “casa” solo con una regina degna di questo ruolo, solo grazie ad un amore grande, invincibile, che accetta e sacrifica tutto.

…è comunque casa, casa mia, tua, e quando vedi che viene fatta a pezzi e sai che la minaccia è concreta, e viene da fuori, ti viene voglia di combattere per difenderla. Anche se sai che The Point ti lascerebbe marcire senza alzare un dito, a parti invertite». Aveva assolutamente ragione. The Point era un regno marcio, ma era il mio regno marcio…difficile giustificare una lotta fatale per quel posto, e forse non aveva senso tenerla in vita dopo tutta la tragedia che aveva portato nelle vite di così tante persone. Ma era mia, era casa. Magari era un regno su cui nessun altro avrebbe voluto regnare tranne me. Ma su quel trono ci sarei rimasto fino a perderci la vita, e non avrei lasciato che uno sconosciuto lo distruggesse da dentro. No, per nulla al mondo.

Da un punto di vista narrativo la sfida è ampiamente vinta perché non c’è nulla di confezionato ma la forma è ruvida, il tono è cupo, decisamente dark, con un alone di pericolo incredibilmente affascinante e componente erotica esplosiva, alimentata portando all’estremo il fascino del male e l’aspettativa per il pericolo imminente. Il ritmo narrativo è sempre altissimo e l’alternanza dei pov non solo è credibile ma consente l’empatia profonda -che una costante dell’autrice-soprattutto quando si tratta di personaggi così particolari ed estremi.
Race è un personaggio titanico e carismatico, un re maledetto di una tragedia moderna. Drammatico nella sua conflittualità, nelle scelte scomode, nelle crisi di coscienza, disperato e bellissimo.

L’autrice non cerca di edulcorare i personaggi che animano questa serie, non tinge di una patina romance le loro azioni spietate né tantomeno stempera la crudezza dei loro atteggiamenti. Se in Bad love ha indagato tutte le sfumature cupe dell’animo ed il vissuto di Bax, con Race affonda fin alle radici del male e dell’amore vulnerabilità. Per poi lasciarlo emergere nella trama così da sviluppare il suo potenziale da eroe. Un eroe non malcapitato, non un eroe per caso, neppure un antieroe che si muove come un ombra nel buio, quanto un paladino che combatte nelle ombre.

L’autrice ci offre sempre un amore intenso, una passione travolgente forte e potente ma incredibilmente delicata nei sentimenti e nelle fragilità umane; riesce a rinnovarsi E offrirci serie dopo serie coppia dopo coppia dinamiche sempre nuove sempre intriganti convincenti ogni volta che incontriamo un suo protagonista siamo convinti che ci aspetteremo una piccola delusione perché abbiamo troppo amato i precedenti e invece…invece c’è qualcosa di unico e di speciale in ogni suo personaggio perché questa autrice sa frugare dentro l’anima.
Anche in quella più buia.

La baciai con tutto ciò che avevo dentro, lasciai che sentisse il mio cuore. Volevo che sapesse attraverso la mia bocca che era lei la mia destinazione, la fine della mia strada. Non c’era altro all’infuori di Bry.

Saffron