Titolo: Briseide – La figlia del sole

Autrice: Francesca Redeghieri

Data di pubblicazione: 31 luglio 2019

Casa Editrice: Emma Books

Genere letterario: Storico

 

Serie “Le amazzoni”:

  1. Amistad – La figlia della luna;https://www.haremsbook.com/amistad-la-figlia-della-luna-francesca-redeghieri-recensione/
  2. Castalia – La figlia del corvo;https://www.haremsbook.com/castalia-la-figlia-del-corvo-amazzoni2-di-francesca-redeghieri-recensione/
  3. Briseide – La figlia del sole.

 

Sinossi:

Anno 218 a.C. Gli scontri tra Roma e Cartagine continuano senza sosta e, nonostante le innumerevoli vittorie, Annibale è costretto a chiedere l’aiuto del re macedone Filippo. Del compito incarica Briseide e Random. L’una è un’amazzone impavida, costretta da un’antica maledizione a separarsi dalla sorella guerriera Amistad, l’altro un mercenario dall’oscuro passato. Luce accecante e pura contro il buio più profondo. Legati da una forte attrazione, valicheranno i confini tra bene e male e l’amore, quello vero e intenso come un raggio di sole, si imporrà con la sua forza, mentre da lontano le ombre di un passato mai dimenticato si addensano portando con sé l’eco di un vecchio nemico.

 

Recensione:

Care Dame,

siamo giunte al terzo appuntamento con la serie Amazzoni della nostrana Francesca Redeghieri. Il libro di cui vi parlo oggi, infatti, è Briseide-La figlia del sole, uscito il 31 luglio scorso con Emma Books.

 

In questo volume conosciamo finalmente la storia tra Briseide, sorella gemella di Amistad, e il mercenario Random. Attendevo con molta ansia questo nuovo lavoro; la curiosità aumentava sempre di più, anche perché questa uscita ce l’hanno fatta sudare parecchio. Ero in trepidante attesa perché Random è un personaggio che ha attirato da subito la mia attenzione per la sua oscurità e per la cicatrice che trapassa il suo volto. Del resto, si sa che noi lettrici siamo sempre calamitate dai personaggi più tormentati, no? Be’, care Dame, devo dire che questo romanzo ha superato di gran lunga le mie aspettative. Proprio come la protagonista Briseide, questo testo risplende di una bellezza accecante e io, umile scribacchina per passione, non so se sarò in grado di trasmettervela ma cercherò di fare del mio meglio. Pronte? Partiamo!

 

Dovete sapere che sono una di quelle lettrici rompibip (che novità, eh? Lol) che dà molta importanza al prologo.

Il prologo costituisce il primo mattoncino, le fondamenta per la storia che seguirà e deve essere in grado di catturare subito l’attenzione del lettore, invogliandolo a proseguire nella lettura. Il prologo di Briseide è un qualcosa che, onestamente, non sono in grado di definire. Chi conosce questa serie sa che la Redeghieri ama legare alla parte prettamente storica l’elemento fantasy costituito da una maledizione. Stavolta, l’autrice ha di gran lunga superato se stessa rendendo l’incipit pregno di mille significati. Non ve ne parlerò per non rovinarvi la lettura, ma sappiate che è altamente simbolico e si amalgama perfettamente con il resto della storia. Ti ammalia, ti irretisce, ti incuriosisce e sprona la mente al ragionamento, a trovare la chiave giusta per aprire il cassetto che svelerà poi la giusta interpretazione.

 

La storia, poi, riprende esattamente da dove avevamo lasciato il volume precedente.

Siamo nel 218 a.C. e Annibale è fermo nel suo proposito di spazzare via la res publica, ponendo fine alla supremazia dell’Impero Romano. Nonostante le numerose vittorie all’attivo, decide di chiedere aiuto al re macedone Filippo.

Responsabili di questa missione, sono proprio Briseide e Random. E, durante il loro viaggio verso Pella, hanno modo di conoscersi a fondo.

Briseide e Random, conosciamoli meglio allora.

Un’amazzone e un mercenario che si sono sempre studiati e annusati, perché in fondo si attirano come una calamita. Non potrebbero essere più diversi, eppure il loro legame è un qualcosa che va oltre all’amore. Arriviamoci per gradi.

Briseide, come l’antica sacerdotessa di omerica memoria, è protetta da Apollo che storicamente è il dio del sole. Ed è proprio questa Briseide, una creatura luminosa che risplende di luce viva; non solo per la sua bellezza esteriore, ma anche per i buoni sentimenti che traspaiono da ogni azione da lei compiuta.

Random. Dio, mi sono perdutamente innamorata di questo protagonista che buca le pagine. Okay, okay, avete ragione, ritorno seria.

Random è fuggito da un passato che l’ha reso ciò che è ora. Oscuro, tormentato. Un uomo che ha abbandonato la sua terra natia, vagando per altre terre limitrofe. Da qui, Random che significa appunto casuale, aleatorio. Fino a quando non è diventato il mercenario assoldato dal re Filippo, il cui simbolo di appartenenza è il lupo. Non dimenticatevi questo dettaglio perché è importantissimo. Come tutti i lupi, anche Random fa parte del “branco”. Tutti i mercenari del Macedone sono fedeli l’un l’altro, chiamandosi fratelli, ma non solo. Possiede la lealtà, l’istinto di protezione; anche se questi aspetti emergeranno man mano.

Briseide e Random. Luce e oscurità. Calore e freddezza.

Ma il mondo è fatto di luce e oscurità. Non si può avere l’una senza l’altra, perché l’oscurità è la metà di ogni cosa. Cit.

E Briseide e Random sono proprio due incastri perfetti.

Briseide non si ferma all’apparenza, Briseide va oltre. Lo vede, sa chi si trova davanti. È in grado di superare la cortina di tenebre di cui si nutre e si circonda Random.

Ma, come in ogni rapporto, ci vuole fiducia. Una delle parole chiave con cui descriverei questo romanzo. E la fiducia si costruisce tassello dopo tassello.

“ […] Io ti ho spalancato le mie porte, Random, eppure tu mi tieni lontano.» […] «Tu di me conosci tutto, ogni più piccola sfumatura che mi rende ciò che sono. Non pretendo di sapere i tuoi segreti se non sei pronto a condividerli, ma ti chiedo solo di non escludermi.»

Segreti, dice Briseide.

Segreti che si celano dietro a un lei. Pronome femminile. A chi si riferirà? Alla cicatrice, a una donna? Chissà, lo lascio scoprire a voi.

 «Il mio cuore si è indurito. Sono stato solo per troppo tempo e di conseguenza è divenuto incapace di amare»

Queste le parole di Random, fermamente convinto di non voler contaminare la luminosità di Briseide. Eppure. Eppure, come una falena attratta dal bagliore della luce, il mercenario non è in grado di restarle lontano.

«Tu sarai la mia condanna e la mia redenzione.»

«Tu mi fai desiderare cose che credevo sepolte» bisbigliò Random sfiorandole il naso con il proprio. «E mi fai credere che forse per me c’è ancora speranza.»

I loro scambi d’amore sono ricchi di pathos. Leggendo, vi confesso che mi sono sentita quasi un’intrusa, essendo spettatrice di momenti che racchiudono in sé sentimenti tipici della pietas romana. Vi è amore sì, ma anche compassione, rispetto, tenerezza. Vi è quel tremore che si manifesta quando si è consapevoli di avere una cosa troppo bella per le mani. E si ha paura di sbagliare, di rovinarla, e ci si avvicina in punta di piedi, quasi con devozione e timore reverenziale.

Sono tanti, troppi, moltissimi i passaggi che ho evidenziato perché Random non è solo un mercenario spietato, è un eroe romantico.

Le scene erotiche sono calde, passionali, sensuali, mai volgari. E non si limitano all’atto in sé, ma racchiudono condivisione, unione e tutto ciò che vi ho esposto sopra. E devo dire che in una in particolare, la Redeghieri mi ha stupito piacevolmente.

Ve ne metto un piccolo assaggio, la punta dell’iceberg.

«Voglio che mi insegni ad amare» gli disse lei sussurrandogli in un orecchio. «Voglio che il mio corpo riceva il tuo e che mi mostri quanto può essere profonda l’unione che lega un uomo a una donna.»

“Random sembrava nutrirsi dei suoi respiri, divorandola con un impeto e un vigore che sapevano di possesso. L’amazzone si sentì svenire, trafitta da quel piacere intenso che le stava infiammando le vene.”

Fino adesso vi ho parlato di oscurità. Credete appartenga  a Random, vero? Be’ se consideriamo i demoni del suo passato, sì. Ma, in questo terzo volume, incontreremo un nuovo personaggio.

“Sapeva il dolore che la presenza di Nàrkissos portava, perché era accompagnato dall’odore indelebile della morte.”

Nàrkissos, il perfetto antagonista in questa storia. Colui che provocherà torpore, irrigidimento e annebbiamento nella mente di Briseide. Una falce che detiene nelle proprie mani non solo il destino di Briseide, ma anche quello di Amistad.

Basta, mi fermo qui. Potrei andare avanti ore, ma vi ho già svelato anche troppo.

Prima vi ho parlato di parole chiave. Vi ho già accennato alla parola fiducia. Non racchiude solo il rapporto fra Random e Briseide. È anche quella che la nostra amazzone troverà in se stessa. Non sarà più solo quella timorosa e all’ombra della gemella Amistad, ma spiccherà il volo diventando forte, sicura e coraggiosa. Ottima la costruzione psicologica e l’evoluzione/crescita di questo personaggio.

Voglio utilizzare altre due parole strettamente correlate fra loro. Scelte e sacrifici. Il destino, il fato, gli dèi metteranno tutti loro in condizioni difficili e sarà impossibile non schierarsi, non prendere decisioni. A volte dolorose, in cui sarà necessario, appunto, sacrificare qualcosa o se stessi per il bene comune.

Lascio a voi, scoprire, chi vincerà nella lotta eterna tra bene e male, tra amore e morte.

Sono molto affezionata a questa serie; mi sono piaciuti anche i primi due volumi, ma ritengo, senza ombra di dubbio, che questo sia il migliore, nettamente superiore ai precedenti.

La Redeghieri, in questo terzo appuntamento, ha spinto molto sul tasto mitologico. Si rileva un’eccellente padronanza dell’intreccio narrativo che risulta particolarmente complesso e particolareggiato. Encomiabile il lavoro certosino di ricerca storica e da evidenziare un notevole estro creativo. È da sottolineare come questo elemento, che non era così facile da maneggiare, non stoni con il resto del testo. Anzi, rende il tutto molto armonico e omogeneo, conferendo spessore alle vicende narrate.

Ritroveremo i vecchi personaggi – Amistad e Longino, Castalia e Annibale – che non sono messi lì a caso. Hanno un ruolo funzionale alla trama e sono stati sfruttati nella maniera giusta.

La scrittura, grazie anche alle numerose similitudini, risulta incisiva, evocativa e a tratti suggestiva.

Ho sempre considerato la Redeghieri un’autrice molto valida, ma in questo nuovo lavoro si evince una crescita degna di nota.

Lei ama definirsi una raccontastorie. Forse ama questa definizione perché è un termine legato all’antichità, come gli aedi che giravano di villaggio in villaggio a raccontare storie, appunto. Per me è riduttivo, ma continua pure a raccontarcele, Francesca, è un piacere leggerti.

 

Buona lettura e alla prossima, Dame!

Francesca

STORIA