TITOLO: Bugiarda: Una mente per amore. L’altra per vendetta

AUTORE: Sarah J. Naughton

EDITORE: DeA Planeta

DATA DI PUBBLICAZIONE: 15 maggio 2018

PREZZO: € 7,99 (ebook) – € 14,45 (copertina rigida)

 

Salve Dame! Ho letto per voi “Bugiarda: Una mente per amore. L’altra per vendetta”, di Sarah J. Naughton.

Volete sapere cosa ne penso?

E allora venite con me!

 

SINOSSI:

La chiesa sconsacrata di St Jerome, in un quartiere alla periferia di Londra, è un approdo sicuro per chi, come Jody, per miracolo è scampata a un passato difficile e ancora stenta a camminare con le proprie gambe. Dietro le sue vetrate dai mille colori, negli alloggi popolari ricavati sotto le ampie volte, la vita scorre apparentemente tranquilla. Fino a quando il giovane Abe, al termine di una serata romantica in compagnia proprio di Jody, finisce in coma per una caduta sospetta giù dalle scale. Tocca alla sorella Mags – inscalfibile e cinica avvocatessa in carriera, che da anni ha preferito tagliare i ponti con lui e con il resto della famiglia – accorrere al capezzale di Abe per decidere della sua sorte. Non prima, però, di aver capito cosa è accaduto davvero quella tragica notte. Perché tutti, ma proprio tutti a St Jerome, a partire dalla stessa Mags, hanno almeno un segreto da nascondere. E validi motivi per mentire.

Accolto con entusiasmo dai media e dai colleghi scrittori, Bugiarda è un thriller sorprendente e carico di tensione. Con un intreccio complesso e ingannevole quanto il cuore delle sue due protagoniste.

 

RECENSIONE

“La vita è complicata. Se pensa che sia semplice, non la sta vivendo davvero.”

Niente di più vero, per Jodie e Mags.

Due persone così diverse da darsi fastidio a vicenda. Tanto è sofferente e amorosa Jodie, così è distaccata e cinica Mags. Eppure hanno un passato simile, fatto di soprusi e cattiverie: non dovrebbero essere simili? Non dovrebbero avere entrambe la stessa empatia verso chi soffre?

No.

“Quando due spiriti come i nostri si incontrano e forgiano un amore così grande e potente, tutto non può spegnersi come una lampadina.” 

Questo è quanto pensa Jodie al capezzale di Abe, l’uomo che ama.

Abe è caduto per le scale di St Jerome, la Chiesa sconsacrata londinese dove vive insieme ad altre persone che stentano a trovare la propria autonomia, o perché  reduci da un passato difficile o perché in disagio economico. È lì che conosce Jodie, è lì che precipita per dodici metri, è lì che inizia tutto.

«Io sono Mags». Gli stringo la mano. «E mio fratello è in coma». 

Così invece si presenta Mags, sorella di Abe. Avvocato affermato di Las Vegas, si mette in viaggio per Londra quando viene contattata come parente più prossimo del ragazzo. Cinica, fredda, al limite dell’alcolismo. Talmente tanto simile fisicamente al fratello, da sembrare quasi un ossimoro vivente per quanto diversa appare come carattere e indole.

“Faccio girare il tuo anello, che adesso è al mio dito. Premo con il polpastrello sull’incisione, perché mi si imprima sulla pelle.  Amore vero. So che è un cliché, come quelle frasi di circostanza che si trovano nei biglietti d’auguri, ma chiunque le ha inventate non poteva immaginare quanto fossero vere. Non c’è mai stato un amore più vero. E qualunque cosa succeda, Abe, comunque starai al tuo risveglio, il mio sentimento per te rimarrà vero per sempre. Ti prendo la mano e sussurro la mia promessa sulla punta delle tue dita.”

Jodie. Delicata, sofferta, fragile. Jodie che infastidisce Mags con le sue lacrime e i suoi occhi cerchiati, con i suoi occhioni celesti e la sua aura da fatina, con la sua presenza costante e amorevole al capezzale dell’uomo da lei amato sopra ogni cosa.

Devo riprendermi, devo trovare quell’elegante bugia che impedirà alla gente di rivolgermi la parola o, peggio, di compatirmi.” 

Mags. Bastarda, fredda, analitica. Mags che fa domande, che indaga, che non si ferma alle apparenze. Mags che spaventa Jodie, che la porta a nascondersi, a rintanarsi, a non volerla quasi più vedere.

“Com’è possibile che i vostri cuori abbiano preso strade tanto diverse?”

Com’è possibile che due fratelli talmente tanto uguali fisicamente siano poi così distanti e dissimili?

“È davvero questa la mia vita?”

Si chiede Mags, inconsapevole del fatto che la stessa domanda avrebbe potuto pensarla anche Jodie. O Abe. O Mira, la giovane moglie musulmana dell’appartamento di fronte a quello di Abe. O la tossica del terzo piano. Tutti hanno qualcosa da nascondere e qualcosa per cui mentire.

“Il passato non era la verità; non era nemmeno un sogno. Non era niente, era finito, dimenticato; diventava reale soltanto se gli permettevo di esserlo. Come le fate di  Peter Pan , che muoiono se smetti di credere nella loro esistenza.”

Dame, ci troviamo davanti a un libro a mio parere fenomenale. Ho amato ogni singola parola, ogni aggettivo, ogni personaggio. Nulla è casuale, nulla è buttato lì per caso. Una trama fitta, ma ben calibrata, che si dipana lungo tutto il libro. Due POV – anche se in realtà sono di più, anche se per brevi parti – che si alternano con somma maestria per lasciarci apprezzare i diversi punti di vista della storia. Una storia in cui un episodio anonimo da un punto di vista, diventa cruciale dall’altro. Pagine e pagine di bugie che si sbrogliano, di verità che vengono a galla, di emozioni che non riuscirete a contenere, di lacrime che verserete.

Ho amato, e odiato, il modo in cui l’Autrice narra lo stato clinico di Abe. Ho avuto purtroppo modo di frequentare quello stesso reparto in cui il giovane giace inerme, e ho rivissuto le mie paure, le mie lacrime, la mia rabbia, la mia incredulità, la mia disperazione. Mi sono ritrovata nella disperazione di Jodie e nel cinismo distaccato di Mags, dovendo leggere più volte alcuni paragrafi tanta è stata l’immedesimazione. Ho sofferto, ho ricordato. Ho provato dolore e credo, mio modesto parere, che se un Autore riesce in questo, ha davvero segnato un punto a suo favore.

“Non riuscivo a prender sonno. Come avrei potuto? Ti guardavo dormire, osservavo i tuoi occhi che si muovevano dietro le palpebre. Mi stavi sognando?”

Tutto quello che credete di sapere verrà smentito, in un valzer di bugie e di nascoste verità che vi farà sobbalzare, pagina dopo pagina. La chiave di volta? Abe. Che è in coma, che non può raccontare, che non può dire nulla.

“Non tutte le tragedie celano un crimine. E forse una morte improvvisa si lascia sempre dietro domande senza risposta.”

E se per queste domande non ci fosse alcuna risposta? Cosa potrebbe succedere? E se invece esistesse qualcuno in grado di spiegare tutto? Continueremmo a cercare, a chiedere, a indagare. Proprio come Mags, che nasconde la sua anima dietro a cinismo e freddezza, solo per paura di essere ancora ferita. A mio parere, abbiamo in questo libro due frutti del medesimo albero. Jodie e Mags sono le più scontate risultanze di un passato oserei definire simile, sebbene diverso sotto certi punti di vista. L’una si è indebolita, l’altra ha costruito un’armatura. E che succede quando due facce della stessa medaglia si incontrano? Cosa provereste voi se vi trovaste davanti quello che avreste potuto diventare? Ve lo dico io: odio. Odio per i fantasmi del passato, per quello che la debolezza o l’astio altrui provocano, odio per quello che è lo specchio di un vostro essere diverso. Jodie e Mags diventano l’una la nemesi dell’altra. Non si capiscono, non si apprezzano. Almeno finché non cadranno tutte le maschere, almeno finché le bugie si dissolveranno e le corazze si incrineranno in un’evoluzione caratteriale ben dosata e calibrata.

“L’insegnante di letteratura ci diceva che gli uomini delle caverne avevano inventato delle storie per dare un senso a quel mondo brutale governato dal caos. Diceva che era da lì che era nato Dio. Per me non è così. Io sono credente. Però sono convinta che le storie siano importanti per spiegare quello che non riusciamo a capire. Come i sogni. I sogni possono avverarsi.”

Un libro a mio gusto eccezionale. Uno stile di scrittura versatile nei vari POV e diretto, traduzione impeccabile, storia di quelle che vorresti vedere trasposte sul grande schermo. Descrizioni accurate, ma non pesanti, tanto da dare l’impressione di arrivare a conoscere la tale strada o di passare davvero davanti al tale negozio.

Un libro che consiglio a chi ama i thriller, le storie al cardiopalma e la buona scrittura.

“Qualcosa deve rimanere.”

Alla prossima, Laura Gaeta

STORIA

 

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