“Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.”

G. Orwell

Per distopia s’intende la descrizione di una immaginaria società o comunità, spesso ambientata nel futuro, nella quale tendenze sociali, politiche e tecnologiche avvertite nel presente sono portate a estremi negativi.
Il termine fu coniato nel 1868 dal filoso J.S. Mill e riguarda i romanzi in cui prevale una società o comunità immaginaria pericolosa o comunque non amichevole o favorevole ai personaggi.

Il distopico si divide in due filoni:

  • totalitarista, in cui eventuali società future (rispetto al tempo in cui è scritto il romanzo) in cui il potere dell’autorità(politica, religiosa, tecnologica ecc.) pretende di controllare ogni aspetto della vita umana;
  • postapocalittico, in cui è rappresentata o la distruzione del vivere civile o una sua massima degradazione dovuta a catastrofi globali, per lo più causate dall’uomo.

Ovviamente le declinazioni del genere sono infinite quindi ogni autore decide il taglio stilistico e contenutistico da dare al proprio romanzo. Un esempio di tale varietà è la lista di testi che troverete qui sotto e che dimostra l’enorme possibilità di questo genere narrativo!

Vi propongo un estratto riassuntivo tratto dalla recensione di ENDORA, UOMINI SOTTOMESSI (primo capitolo della serie ENDORA), un romanzo di Fernanda Romani.

Endora è un’idea, Endora è una distopia.

Endora è un’idea ben congegnata, è un progetto studiato e approfondito, una realtà sviluppata in ogni suo aspetto, una società “altra” ma palpabile. Endora è una distopia che consigliamo di leggere, anzi di vivere!

Il mondo di Endora esiste.

O così sembra. Nell’arco di tempo in cui le pagine si susseguono tra le vostre mani e la fantasia è corteggiata dalle parole e dalle immagini della Romani, esiste.

È la magia dei romanzi distopici, un filone tornato in auge, intrigante e affascinante ma difficile e ambizioso. Riprodurre una società –fittizia, un prodotto letterario- per distopia, cioè con caratteristiche di una utopia negativa, o di pseudo-utopia, è una operazione rischiosa. La realtà proposta deve essere credibile, anche se propone attitudini sociali e tendenze morali portate agli estremi.

Deve esserci innanzitutto un’idea, originale, forte. Quella “trovata” che porta a costruire questo mondo alternativo, apocalittico e fantastico, che cattura il lettore.

Endora è un’idea, una distopia.

pizap.com14425142774061

da http://www.haremsbook.com/?p=7410

ALCUNI TITOLI PER VOI

“I viaggi di Gulliver” di Jonathan Swift
“La macchina del tempo” di H.G. Wells
“Il padrone del mondo” di Robert Hugh Benson
“Il tallone di ferro” di Jack London
“Noi” di Evgenij Ivanovič Zamjatin
“Il mondo nuovo” di Aldous Huxley
“Qui non è possibile” di Sinclair Lewis
“Antifona” di Ayn Rand
“1984” di George Orwell
“La fattoria degli animali” di George Orwell
“Fahrenheit 451” di Ray Bradbury
“Abissi d’acciaio” di Isaac Asimov
“Il signore delle mosche” di William Golding
“Arancia meccanica” di Anthony Burgess
“Il pianeta delle scimmie” di Pierre Boulle
“Hunger Games” di Suzanne Collins
“The Giver” di Lois Lowry
“Matched” di Ally Condie
“Divergent” di Veronica Roth
“Beauty” di Scott Westerfeld
“Delirium” di Lauren Oliver
“The Maze Runner” di James Dashner
“22/11/’63” di Stephen King
“Legend”, “Prodigy” di Marie Lu
“Selection” Kiera Cass

E tanti altri ancora…

Il Signore delle Mosche, L’Ombra dello Scorpione, Battle Royale, Abissi d’acciaio.

Promise, Hunger Games.

1984, La fattoria degli animali, New world, Il signore delle mosche, Abissi d’acciaio, Fahrenheit 451, I viaggi di Gulliver, La macchina del tempo.

Fahrenheit 451, i distopici di Orwell, Divergent.

Le spezie