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Sinossi:

Eternal Flame
Dopo essere stata imprigionata e torturata, Elettra O’Connell, ultima strega della sua stirpe, ha un solo scopo: la vendetta. È disposta a tutto pur di uccidere Kieran, il Mangiatore di Anime che le ha rovinato la vita, anche a sedurre un pericoloso Lykae. Quando le cose cominciano a sfuggirle di mano, un uomo misterioso la conduce in salvo portandola con sé nella sua base operativa. Lui è Belial, un Daemon con un passato tormentato alle spalle. Da tempo non gli interessano più le donne, eppure sente un’inspiegabile attrazione per la ragazza che sembra ricambiare.
Condotta al cospetto del re dei Daemon, Elettra decide di stringere un patto con lui: la collana di sua madre in cambio del suo aiuto a uccidere Kieran.
La caccia ha così inizio, intanto l’attrazione tra Elettra e Belial si trasforma in una fiamma pronta a divampare.
Ma potrà la loro passione riuscire a sconfiggere i tormenti del passato?

Recensione:

Amici, eccomi di nuovo qui a parlarvi di un altro bel fantasy intenso e molto accattivante: ETERNAL FLAME di Martina Salice.

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Protagonisti della storia Elettra e Belial.
Elettra è una giovane strega (inizialmente ignara di esserlo) mentre Belial un Daemon (demone) che, contrariamente a come si pensa, dimostra un animo nobile e sensibile.
Il romanzo parte con Elettra alla ricerca spasmodica di vendetta.
Grazie ad una narrazione semplice e ben articolata si percepisce fin da subito il carattere della giovane donna.

Sua madre era una strega e lei..beh, non lo era. Non aveva nessun potere faceva solo quello che doveva per sopravvivere. All’inizio aveva cercato diversi lavori ma quando leggevano il suo curriculum accantonavano l’idea di assumerla. Del resto , chi poteva volere una ragazza indagata per omicidio dei suoi genitori? Tutti la ritenevano colpevole, anche se non avevano mai trovato nulla per incolparla. Certo, come potevano crederle che degli esseri malvagi, vampiri per la precisione, avevano risucchiato la vita della madre e del padre? La ritenevano una pazza e per poco non era finita in un manicomio. Non ne aveva più fatto parola con nessuno, ormai inseguiva la sua vendetta da sola.

Elettra è l’ultima strega della stirpe, in principio è ignara di esserlo e anzi convinta che solo la madre sia una strega e che lei non abbia ereditato i suoi poteri. La giovane ha un passato oscuro, rimasta orfana della sua famiglia ad opera dei “mangiatori di anime” ha un unico scopo: la vendetta contro un temibile, brutale e crudele Kieran capo di questi ultimi.
Con tale scopo si reca in un locale per avere le informazioni utili a scovare l’essere. È disposta a tutto, persino a sedurre un giovane ma terribile Lykae (licantropo) per tali informazioni ma è ignara o quasi, del guaio in cui si sta cacciando.

“Mi chiamo Elettra ma tu puoi chiamarmi El.”
Scostò i capelli dal viso e passandosi la lingua sulle labbra continuò: “Prendo una birra….per ora, bella ghiacciata”.
Le dava fastidio l’idea di fare la smorfiosa con il licantropo ma doveva cercare di ottenere alcune informazioni.
Si appoggiò al bancone in modo da mettere ancora più in risalto i seni. Quando l’uomo tornò con la sua ordinazione il sorriso fu sostituito da un’espressione di puro apprezzamento maschile.
Gli uomini non erano tutti uguali?

Elettra costringe la creatura a seguirlo nel retro del locale, si finge interessata a lui in modo da circuirlo e farsi rivelare notizie utili. La giovane però non ha fatto i conti con la vulnerabilità e l’aggressività del Lykae diventando, infatti, vittima caduta nelle grinfie della creatura. Solo il tempestivo intervento di Belial salva la giovane dall’aggressione portandola nel loro covo a Inverness, vicino al lago di Loch Ness.

“Hai paura bocconcino? Vieni qua … non ti farò male”
Il suo volto stava cambiando, le mascelle prima spigolose si stavano allungando. I denti lunghi e affilati spuntavano dalla bocca da cui fuoriusciva una leggera bava.
Oddio, pensò, si stava trasformando.

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Belial non è immune dal fascino della ragazza. Fin da subito egli avverte un’attrazione inspiegabile che lo spinge verso lei e Elettra ne è consapevole poiché è lo stesso per lei (anche se al principio lo respinge ) ma capirà col tempo che c’è una netta differenza tra le due creature, colui che ha difronte e Kieran

Ghiaccio. Puro e scintillante. Questo fu il primo pensiero quando vide quegli occhi. Avevano qualcosa di magico, erano così chiari da sembrare bianchi, anche se qua e là avevano qualche screziatura di azzurro. Contornati da ciglia lunghe e rossicce, erano gli occhi più belli che avesse mai visto.
La luce che illuminava la sua tenebra.
Non sapeva da dove arrivasse quella consapevolezza, ma era certo che fosse così. Lo sguardo fu catturato da due labbra piene, morbide e sensuali, che in quel momento si atteggiarono in una smorfia di dolore. Quelle labbra sarebbero state la sua rovina, ne era certo. Il viso della donna, bellissimo, aveva un incarnato olivastro una leggera gobba nel centro, dove le efelidi facevano la loro comparsa. Aveva una fossetta sul mento che trovò adorabile fin dal primo istante. I capelli rosso sangue erano stesi come una coperta attorno al suo viso, tanti tentacoli di fuoco.
Sembrava una dea.

Kieran è un malvagio vampiro o come vengono definiti nel libro, “mangiatore di anime” mentre Belial è un demone guerriero il cui fine è proprio combattere i senz’anima.

“Noi ci chiamiamo Daemon, demoni come ci definiresti tu.”
“Non temere , non siamo Mangiatori di anime. Alcuni della nostra specie commettono crimini osceni, non posso negarlo ma combattiamo ogni giorno pattugliando le strade della città per scovarli ed eliminarli”

Lo scopo del crudele Kieran invece è impossessarsi di una collana, fondamentale strumento utile ai suoi malvagi scopi; egli pensa che l’unica ad essere a conoscenza del luogo dove la collana si trova è proprio la nostra Elettra ma non solo, Kieran è anche fortemente attratto dalla giovane e leggendo il libro vi renderete conto del perché.

Un doveroso accenno ai Mangiatori di anime proprio con le parole di Belial:

“Quelli che tu chiami, erroneamente, vampiri sono i Senz’anima.”
“I senz’anima sono un involucro vuoto pronto a obbedire ciecamente al suo padrone, non provano sentimenti, l’unica cosa che li divora è una costante e insaziabile sete di sangue. Devono nutrirsi costantemente e per questo devono abbeverarsi da una vena. È proprio qui che nasce la leggenda dei vampiri.”

Come accennavo prima, l’attrazione tra Belial e El sboccia fin da subito, anche se con qualche difficoltà. Un’attrazione che esplode trasformandosi in passione forte e prepotente quasi urgente.

“Elettra si chiedeva cosa avesse quell’uomo di tanto speciale, non era mai stata interessata al sesso, al solo pensiero gli veniva la pelle d’oca. Invece, vedendo questo sconosciuto le veniva voglia di saltargli addosso. Strappargli i jeans per scoprire se avesse davvero un fondoschiena così bello, passare la lingua su tutto quel corpo muscoloso e poi….meglio farla finita.”

Ma ciò che provano non basta a quietare gli animi poiché entrambi sono reduci da un passato che li tormenta e li costringe ad affrontare e sperare di superare tutte quelle insicurezze e “paure” che il passato stesso porta alla luce.
Sarà forse quest’incontro che farà superare gli ostacoli?

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La fiamma s’innalza e arde tra loro, il fuoco divampa nei loro cuori portandoli alla passione più pura, ad una consapevolezza disarmante quella di essere le due facce della stessa medaglia, l’uno la metà dell’altro.
La passione seguita dalla dolcezza arriverà ad un ovvio e scontato sentimento: l’amore.

Può bastare l’amore a sconfiggere i “demoni” del passato?
E soprattutto può bastare a sconfiggere il crudele Kieran?

Oltre ai personaggi principali del libro ve ne sono altri che rivestono ruoli ben precisi e ben architettati all’interno di una trama interessante come questa, come la sorella di Elettra ad esempio e alcuni compagni guerrieri di Belial.
Poco spazio all’ ambientazione ma non è un problema ai fini della lettura.
Ciò che emerge, quasi fin da subito, è la componente erotica poiché le scene più sensuali e passionali sono ben descritte e molto intense.
Ho trovato la trama molto ben gestita e narrata, lo stile è semplice e chiaro, la scrittura scorrevole. Il libro è narrato in terza persona e segue una sua linearità alternando i vari salti temporali con dei flashback utili ai fini della comprensione del passato.
Un’unica nota negativa del tutto personale, il finale troppo veloce. A mio parere andava ampliato.
Nel complesso ho trovato il romanzo ricco di azione e di una buona dose di eros.
Se amate questo genere quindi, io ve lo consiglio vivamente
A presto, vostra Coriander

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