sorpresa favolosa di connie furnari dalle sfumature gotiche intense:

un racconto dark fantasy

per calarci nell’atmosfera di halloween

12193251_1010770202308778_2078653687_o

Tutto quello che Victoria riesce a percepire è un’oscurità infinita e opprimente. Con terrore, comprende di trovarsi in una tomba, sottoterra, nuda, senza sapere cosa sia accaduto. Inizia a urlare, a scalciare terrorizzata. Finché non scopre di possedere una forza sovrumana e di riuscire a rompere il coperchio della bara. Capisce di essere cambiata. Di essere diventata una creatura della notte. Un vampiro.

Anche il mondo attorno a lei è mutato. I mostri che prima non vedeva, la circondano: demoni dal volto umano che non aveva mai creduto potessero celarsi nell’ombra. Non ricorda nulla della sua vita mortale, a parte il suo nome. Non sa se ha una famiglia, una casa. La sete di sangue è incontrollabile e, appena fugge terrorizzata dal cimitero, aggredisce un ragazzo, nutrendosi di lui: inconsapevole che quel giovane sconosciuto, William, tornerà a cercarla, legato oramai a lei, ammaliato dalla sua bellezza eterea e dannata.

Quando alcuni vampiri provano a bere il suo sangue, Victoria intuisce che è diversa da tutti gli altri nosferatu. La sua morte nasconde un segreto per il quale quasi ogni creatura sovrannaturale della città la cerca, soprattutto una: Sophie. Un’assassina spietata e psicotica che ha solo le sembianze di una dolce bambina dai lunghi boccoli dorati e dall’abito di trine, il demone più sanguinario che abbia mai infestato Londra.

Darkness è un racconto dark fantasy, che evoca l’horror gotico dei vampiri di Bram Stoker.

Victoria è un’eroina tragica, legata ancora alla propria umanità e all’amore per un ragazzo mortale, William, che si ritrova in lotta con la sua nemesi: la sanguinaria Sophie, il demone dal volto angelico che prova a trascinarla con sé all’Inferno, in un crescendo di pathos, nell’eterna battaglia tra Yin e Yang, tra il Bene e il Male, tra la Luce e il Buio.

William voleva essere morso da me. E anche io lo desideravo. Ma sarei stata capace di fermarmi in tempo, prima di ucciderlo? Fu lui a scegliere, ancora una volta.

Le sue mani mi percorsero i fianchi, accarezzandomi, e trasalii. Di colpo, si tirò via la maglietta, sfilandosela dal collo. Vederlo a torso nudo, mi eccitò in modo incontrollabile.

Riuscivo a vedere le vene, piene ed evidenti, che trasparivano dalla sua pelle bianca, che sembrava così morbida e delicata… L’odore del suo sangue, un profumo che era diverso da qualsiasi altro odore che avessi mai sentito, mi faceva girare la testa.

Desideravo affondare in lui, conficcare i miei denti in quella spalla che sembrava tanto vulnerabile, e assorbire tutto quello che lui aveva dentro. Succhiare, succhiare, fino a farlo mio.

«William… non posso farlo.»

Provai a resistere, anche se la ragione era andata a seppellirsi da qualche parte.

Come risposta, mi baciò ancora. Mi aggrappai a lui impazzita, e lo spinsi sul suo letto, facendolo sdraiare. Gli salii addosso, bloccandogli il bacino fra le mie gambe, e con le mani gli inchiodai le braccia sul cuscino, sopra la testa.

Gemette e mi osservò con uno sguardo che non avrei mai dimenticato. Voleva che gli facessi male. Lo voleva, quanto lo volevo io.

I miei canini squarciarono la sua pelle con facilità e mi attaccai al suo collo come una disperata. Non appena il suo sangue cominciò a fluire dentro di me, qualcosa mi scoppiò dentro il petto. Un potere che non avevo mai sentito.

Ne volevo ancora, e ancora.

Udii William mugugnare, mentre bevevo da lui. Gemiti di piacere. Dei suoni tenui che sembravano provenire dall’Oltretomba, da un luogo sprofondato in un’oscurità perenne e densa.

Mi abbracciò, stringendomi ancora di più a sé, mentre lo cavalcavo come un animale affamato, prosciugandolo di tutta la linfa vitale che possedeva, pensando soltanto a soddisfare la mia voglia e il mio bisogno.

Le sue mani mi agguantarono i glutei che continuavano a sfregarsi impazziti contro il suo bacino. Non riuscivo a fermarmi, volevo proseguire, finché non avessi ingerito fino all’ultima goccia.

E infine lo sentii. Il suo cuore diminuì i battiti.

Alzai il viso e lo osservai, mostrando le labbra imbrattate del suo sangue.

Gli occhi di William mi rivelarono ciò che stava provando.

Lui mi amava. Forse più di quanto lo amavo io.