Care Dame di Harem, il libro di cui vi parlo oggi è “Il diario dei miei errori” di Lesley Jones, terzo volume della “Carnage Series”, in uscita il 30 maggio grazie alla casa editrice Newton Compton. Il titolo originale è “Marley”: tutto il romanzo infatti è narrato secondo il suo pov e oltre ad aggiungere nuovi tasselli ad eventi che già conosciamo, in questo volume l’autrice ci racconta anche la storia del chitarrista dei Carnage nonché amico e cognato di Maca. Nuovo libro, nuova girandola di emozioni. Siete curiose? E allora venite con me!

 

 

 

Titolo:Il diario dei miei errori

Autrice:Lesley Jones

Editore:Newton Compton

Pubblicazione: 30 maggio 2017

Serie:Carnage #3

 

 

 

SINOSSI

Vuoi sapere cos’è successo davvero in quella stanza d’albergo a Parigi?
Vuoi sapere se le voci sulle avventure di Marley e Sean erano vere?
Abbiamo visto Georgia cadere a pezzi, ma cos’ha passato Sean nei quattro anni in cui sono stati separati?
Marley ti darà le risposte che cerchi, ma potrebbe spezzarti il cuore.
“Vogliono che scriva un libro, eh? Vogliono sapere tutto sulla mia band, sulla mia vita, sui miei amori e sulle mie sconfitte. Ma non hanno idea di quel che mi stanno chiedendo. Se do loro quello che vogliono, avranno molto di più di sesso droga e rock ‘n’ roll. Avranno i segreti che ho mantenuto tanto a lungo, vedranno chi sono veramente, o almeno ciò che ero. Pensano di conoscere la mia storia, ma non sanno niente. Se lo faccio, se scrivo onestamente e racconto la cruda verità, qualcuno si farà male. Persone che amo, persone che hanno già sofferto moltissimo. Lo faccio o mi tiro indietro? Portandomi i miei segreti nella tomba?”

 

LA SERIE CARNAGE:

1) LA NOSTRA STORIA SEGRETA-RECENSIONE:http://www.haremsbook.com/una-storia-epica-damore-e-di-sopravvivenza-al-dolorela-nostra-storia-segreta-carnage-1-di-lesley-jones-recensione-in-anteprima-di-francescapau-0/

2)IO SENZA TE-RECENSIONE:http://www.haremsbook.com/senza-tecarnage-series2-lesley-jones-recensione-anteprima-francesca-vallicelli/

 

 

RECENSIONE

Nel terzo libro della serie Carnage troviamo Marley prossimo ai cinquant’anni che accetta la proposta di una casa editrice di scrivere  un libro sulla sua vita, di Sean e di sua sorella Georgia. La Jones, in questo volume, ci ha descritto il modo in cui vivevano i protagonisti molti anni dopo le vicende narrate, ma al tempo stesso ci fa rivivere quegli eventi attraverso il racconto di Marley.

 

“Mi avvicino sempre di più ai cinquant’anni e ringrazio per ogni giorno che sono riuscito a restare in vita. Faccio un lungo respiro mentre nella mente compaiono immagini della vita che ho vissuto, delle cose che ho visto, delle persone che ho conosciuto e dei posti in cui sono stato. Ai miei tempi ho fatto cazzate, cose davvero molto stupide.”

 

Idealmente potrei dividere questo romanzo in due parti: la prima metà in cui Marley racconta la storia di Sean e Georgia, in particolare il ruolo che ha giocato nella loro separazione, e la seconda metà in cui assistiamo alla nascita del rapporto con Ashley, il suo grande amore. Devo confessarvi, care Dame, che anche questo libro non mi ha deluso. Credevo che ormai il peggio fosse passato e invece ancora una volta la Jones mi ha spiazzata e piacevolmente stupita, tenendomi incollata alle pagine. Anche in questo terzo volume non mancheranno le emozioni forti e i colpi di scena, per cui non adagiatevi sugli allori e non rilassatevi perché le novità non sono ancora finite.

 

Vi dico questo perché la prima parte del libro è “tosta”: conosciamo già la storia di Sean e Gia, ma leggerla attraverso gli occhi di Marley è stato come assaporarla nuovamente, aggiungendo nuovi elementi.

 

 Il primo capitolo si apre direttamente sulla famosa notte incriminata, quella che ha portato Sean e Georgia a separarsi per lunghi quattro anni. Per me leggere questa parte è stato come fare un viaggio attraverso la macchina del tempo che mi ha catapultato nuovamente nella metà degli anni ’80. L’atmosfera che si respira è quella tipica di quel periodo storico: è pregna di eccessi, la dissolutezza regna sovrana, alcol e droga scorrono a fiumi. Marley e tutti i membri della band dei Carnage sono quasi all’apice del loro successo, sono molto vicini a sfondare, raccolgono consensi, sono circondati da schiere di fans adoranti e basta un semplice sguardo o uno schiocco di dita per far cadere le ragazze ai loro piedi. In poche parole si sentono invincibili, sono in pieno delirio di onnipotenza, credono di sapere tutto, che tutto gli sia dovuto, ma chiaramente non è così. Questo è lo scenario che fa da sfondo agli eventi. Marley sta chiacchierando con il frontman del gruppo a cui i Carnage fanno da spalla e la sua mente, già stordita da alcol e pasticche, assorbe come una spugna ogni parola che gli viene detta:

 

«Le relazioni sono difficili da mantenere nel nostro mondo. State per sfondare: ci saranno tour, apparizioni televisive in mondovisione, ore infinite in studio di registrazione, donne. Che cazzo, avrete donne che vi si butteranno addosso a ogni angolo. Quanto resisterà? Dopo un mese lontano da casa, o magari anche un paio di settimane, inizierà a sentirsi solo, e si ritroverà circondato da passere bagnate che vorranno fargli compagnia. Quante volte riuscirà a dire di no, soprattutto se arriveranno dei bambini e tua sorella non potrà vi sempre? O cede e la tradisce, o vorrà mollare il gruppo per stare a casa con lei e i figli. In entrambi i casi, per voi sono guai. Grossi, grossi guai».

 

Sappiamo già che Sean e Georgia  vivevano in simbiosi, il loro legame era al limite dell’ossessione e Marley ne è perfettamente a conoscenza. In quel frangente, Marley è completamente strafatto per via della cocaina, ubriaco, euforico, eccitato e si sente un Dio. È facilmente immaginabile che, date le condizioni, la situazione sia precipitata andando completamente fuori controllo. Se vi ricordate il primo libro, siete già a conoscenza di come si siano svolti i fatti, sapete già in cosa Maca e Marley sono implicati, le accuse e le relative conseguenze. Ciò che ancora non conoscete e che scoprirete è il ruolo che ha giocato Marley nella faccenda e di cui non vi faccio cenno perché è giusto che lo scopriate da sole. Vi ricordo solo di tenere a mente che ha 18 anni perciò non siate troppo severe nel giudicarlo. La stampa gli sta sempre con il fiato sul collo, è ancora un bambino che si atteggia da adulto pensando di fare la cosa giusta, ma non sempre ci riesce. Ciò che posso dirvi è che convive con i sensi di colpa e ogni giorno fa i conti con il pasticcio che ha combinato, per il male che ha fatto al suo migliore amico e a sua sorella. “Cosa potevo fare per sistemare le cose? Ero un ragazzino di diciotto anni che viveva in un mondo di adulti e aveva fatto una cazzata di proporzioni gigantesche. Riuscivo a malapena a respirare. Non mi ero mai sentito così solo come in quel momento.”

 

I capitoli successivi a quella notte ripercorrono, sempre attraverso gli occhi di Marls, le vicende di Sean e Gia durante gli anni in cui sono stati separati, evidenziando  il suo stato d’animo di fronte a questa situazione.

 

“Il dolore che il senso di colpa e l’angoscia mi provocarono mentre lo vedevo andare in pezzi mi mangiava vivo dall’interno, ma era molto meno di quanto meritassi.”

 

 Sebbene conoscessi già la storia, leggere questa parte per me è stato come riaprire una vecchia ferita mai rimarginata del tutto. La Jones, con il suo stile franco, diretto, privo di fronzoli, ci fa arrivare ancora una volta tutto il dolore, il tormento e la sofferenza provata dai protagonisti. Passiamo ora alla seconda parte, in cui si può notare un cambio di registro essendo molto più divertente e spassosa. Guardare Maca e le condizioni in cui si è ridotto per la sorella, convince Marls a non volersi ridurre in quello stato per una donna. È famoso per la doppia S, ossia scopare e scordare, ma questo comportamento lo lascia vuoto e ad un certo punto inizia a sentire il bisogno di normalità.

 

“Era come se mancasse qualcosa nella mia vita, ma non sapevo cosa fosse. Facevo il lavoro dei miei sogni, guadagnavo più soldi di quanti sarei riuscito a spenderne in una decina di vite, avevo una famiglia che mi voleva bene e le donne mi si buttavano ai piedi, ma c’era qualcosa che non andava e odiavo sentirmi così vuoto dentro.”

 

Jimmy: the one who protested

 

E finalmente accade ciò che Marley non si sarebbe mai aspettato. È la serata in cui si festeggia il compleanno di Ashley, amica e dipendente di Georgia e questa è la reazione di Marls non appena la vede: «Ehi, George, vuoi farmi l’onore o cosa?», disse qualcuno alle spalle di mia sorella con un forte accento dell’Essex. Mi girai per guardare nella direzione da cui proveniva quella voce e sentii il cuore cadermi nello stomaco, risalire e fermarsi in gola. Cazzo. Era stupenda. Non molto alta, con tutte le curve nei posti giusti; indossava un vestito argentato e scarpe nere di vernice con il tacco alto. Aveva i capelli biondi e gli occhi erano di un blu tendente al castano, o di un castano tendente al blu. Non avrei saputo dire, ma erano castani chiazzati di blu e viceversa. Sì, lo notai dopo un solo sguardo. George stava dicendo che si chiamava Ashley e io la fissai, senza dire una parola. La fissai e basta.”

Ashley è cresciuta in una famiglia disfunzionale e disastrata, è una ragazza tutto pepe, sveglia, sagace, ha capito come funziona questo mondo e difficilmente si fa mettere i piedi in testa. I loro dialoghi sono molto esilaranti, perché Ashley ha sempre la battuta pronta e si diverte a tenerlo sul filo del rasoio:

«Buon compleanno, Ashley. Sei bellissima». Non so dove fossero spariti tutti, ma all’improvviso restammo solo io e lei, in piedi a fissarci.

«Sei Marley Layton», affermò. «Sono io». «Hai detto che sono bellissima». «L’ho detto». «Non sono stupida. Questi mezzucci non ti faranno entrare nelle mie mutande». Risi per la sua schiettezza. «Chi ha mai detto che sei stupida?», le chiesi. «Be’, hai pensato che fossi abbastanza stupida da credere che mi trovi bellissima». «Non ho pensato niente del genere, tesoro. Ti ho detto che sei bellissima perché lo sei. Sei stupenda». Che cavolo, la maggior parte delle donne si beava di quelle cagate, non le metteva in dubbio. «Be’, grazie. Neanche tu sei male, ma comunque non ci vengo a letto con te».

Marley è assolutamente terrorizzato dall’effetto che questa ragazza ha su di lui. Per la prima volta si ritrova a sorridere, a scherzare, a stare bene con una donna al di fuori della camera da letto. Sviluppa un forte senso di protezione nei suoi confronti, il suo pensiero primario è quello di accudirla, di prendersi cura di lei sotto tutti gli aspetti:

«Perché sei stato così carino con me, perché ti sei preso cura di me?». Si voltò e incrociò il mio sguardo a testa alta. «Perché mi piaci, un sacco». Non esitai a rispondere, tuttavia non riuscivo a credere di averlo appena detto. Ero risoluto sul fatto che non avevo intenzione di dire nulla, e poi l’avevo appena sparato fuori. Questa ragazza. Questa fottuta ragazza mi stava confondendo.”

Il passato di Ashley giocherà un ruolo fondamentale nella nascita del loro rapporto. Nonostante sia schietta, sfrontata a parole, nasconde una fragilità di fondo che la condiziona. Teme che Marley non sia sincero, che per lui sia l’ennesimo capriccio da Rockstar, che le stia dietro solo per portarla a letto e Marley farà di tutto per smentire le sue convinzioni e rassicurarla sulla sua buona fede.

«Cosa desideri, Marley?» «Te, Ashley. Ti voglio», le dissi onestamente. Ma stiamo pur sempre parlando di Marley, lo specialista nel combinare guai, un ragazzo che ancora è totalmente inesperto per quanto riguarda il campo amoroso. Io mi fermo qui, ma il loro percorso dovrà ancora affrontare diversi ostacoli e soprattutto  fare i conti con il carattere e le paure di entrambi.

 

Qualche considerazione finale. È ufficiale: io amo questa donna. È un genio e ha, a mio avviso, tanto talento. Ha messo in piedi una serie degna dei più grandi colossal. Tenete presente che ciò che vi ho raccontato è un decimo di ciò che leggerete e come vi preannunciavo a inizio recensione i colpi di scena e nuove verità non mancheranno, il tutto in pieno stile Lesley Jones. Ancora una volta è stata in grado di mettere in piedi un libro che racchiude tutta la gamma di emozioni: sofferenza, pathos, dolore, tormento, ma anche, stavolta, gioia e divertimento, nonostante lo confesso, in alcuni punti abbia sviluppato un principio di gastrite Lol. Se dovessi scegliere una parola per definire questo libro credo sarebbe ECCESSO: nelle ambientazioni, nelle vicende e nel lessico.

 Non dimentichiamoci che questo testo parla di Marley ed è narrato totalmente dal suo punto di vista. La Jones ha utilizzato il dirty talking in maniera adeguata, trattandosi di un ragazzo, e alcune vicende che vi possono sembrare forse stravaganti oppure esagerate e smodate, trovo che siano perfettamente consone al personaggio e adeguate al contesto. Ho amato profondamente questo personaggio perché sotto la patina della rockstar si nasconde un ragazzo come tanti altri, con le sue fragilità e incertezze. La Jones ce lo presenta a tutto tondo, analizzando ogni sfaccettatura. L’ho adorato particolarmente per come si è posto nei confronti di Ashley poiché, seppur compiendo alcuni errori, ne emerge un ragazzo protettivo, innamorato e romantico. Non mi rimane che augurarvi buona lettura, nell’attesa di leggere l’ultimo volume di questa saga epica.

Alla prossima

Francesca

 

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