Mi sento come se mi stessi risvegliando da un torpore in cui mi ero confinata da anni. Tutto il mio corpo reagisce al suo tocco. “Christian…” Il suo nome mi scivola dalle labbra.

Titolo: Dirty – A Sad love story

Autore: Hellen C. Worth

Genere: Forbidden

Editor: Self publishing

Pagine: 282

Prezzo: ebook 0.99

Data d’uscita: 4 Dicembre 2018

 

 

TRAMA

Valentina è una donna simile a tante altre: un’esistenza qualunque dedicata al lavoro, alla famiglia, ai figli. Niente sembra poter distruggere questo equilibrio. Tutto cambia nel momento in cui incontra Christian, un ragazzo molto più giovane di lei. Vittima e carnefice al tempo stesso, si ritroverà a essere protagonista inconsapevole del mutamento di Valentina. Un viaggio crudo ed esplicito nell’età della maturità della donna, alla scoperta del proprio io attraverso l’esplorazione dei desideri più nascosti che ottenebrano i sensi.

 

 

RECENSIONE

Care Dame, oggi vi parlo di Dirty: a sad love story scritto da Hellen C. Worth, un erotic romance in cui il tema trattato colpisce molto l’intimo umano. Un tema non facile, ma qui portato all’attenzione di chi legge senza fronzoli, senza edulcorazioni. La realtà nuda e cruda che a volte si abbatte su di noi senza nessun preavviso, frutto solo dell’incedere del tempo, delle trasformazioni del corpo e dell’animo, dell’ineluttabile cambiamento della nostra vita.

L’amore è un sentimento prezioso che va sempre coltivato, coccolato, rinnovato e maneggiato con cura. Mai va tradito o vessato con bugie o omissioni. Si nutre di fiducia, verità e sincerità.

Va infiammato, alimentato come un fuoco, deve essere ardito e intraprendente, dolce e appassionato, sporco e carnale.

Quando anche una sola di queste sensazioni viene a mancare, ecco che l’amore si crepa, si rompe quell’equilibrio che tiene insieme tutti i pezzi di questo meraviglioso sentimento.

Questa è la storia di Valentina e Giovanni, la storia di un amore forte e intenso, fiorito in gioventù e appassionatamente coltivato per ben dieci anni… fino alla crepa.

Valentina è una bella donna, prossima ai quarant’anni, madre amorevole di due bambini, moglie devota al marito Giovanni e ai figli. Ma c’è qualcosa che negli ultimi mesi la turba. Si sente sola, oppressa dalle responsabilità familiari che da tempo ricadono solo sulle sue spalle.

 

Esaurita la forza di lottare, sul finire di una giornata sposante, troppo simile a quelle che da mesi si ripetono in un nauseante moto perpetuo, mi arrendo…

Rallento il passo.

Inspiro e chiudo gli occhi, lasciando che sia la fantasia a prendere le redini.

Mi sento così stanca… E sola. Stringo le mani attorno alle braccia. … gli occhi mi pizzicano.

Vorrei piangere. No, vorrei solamente qualcuno che mi stesse accanto.

 

Giovanni è sempre più preso dal lavoro, si accumulano sempre più i ritardi nei rientri a casa e, se non bastasse, è scostante, la ignora, la allontana rifiutandole quel contatto fisico che lei brama.

Valentina sente che lo sta perdendo, sente pesare su di lei il ruolo di “moglie e madre” come l’unica veste che le è rimasta da indossare. Eppure, Valentina e Giovanni erano innamorati, di quell’amore travolgente e appassionato.

Cosa sta succedendo? Perché tutto si sta sgretolando sotto i suoi occhi?

 

Osservo il debole riflesso del mio volto sul vetro. Sono forse quelle rughe che sono comparse attorno agli occhi, o la pelle ingrigita dalle notti insonni passate a prendermi cura dei figli, a rendermi così poco interessante agli occhi di mio marito?

Avevamo tanti sogni, tanti progetti, mentre ora siamo due universi distanti anni luce uno dall’altro.

 

Queste sono le domande che la donna si pone sempre più avvilita e demoralizzata. Vorrebbe riavvicinarsi a quel marito che la rifiuta, che la fa sentire indesiderata come se lei non fosse più la sua donna. Ci prova con tutta se stessa, fallendo.

 

La mia mano si muove in modo automatico verso Giovanni, mossa dalla disperata necessità di soddisfare un bisogno di calore che da troppo tempo non trova corrispondenza.

“È’ da tanto che noi…”

“È tardi”, sancisce brusco Giovanni,…

“Ti prego”, quasi imploro.

“Sono sfinito, Vale. Non sono in grado”, replica laconico, allontanando la mia mano e innalzando così l’oramai consueto muro invisibile tra noi.

Umiliata e delusa,…

Abbandonata, relegata ancora una volta nella mia gabbia fatta di solitudine,…

 

Giovanni non la ama più? Non la desidera più? Perché il suo sguardo è sfuggente? Perché il senso di colpa lo sta dilaniando?

 

 

Non posso fare a meno, … di domandarmi dove si rifugino i suoi pensieri durante i silenzi sempre più frequenti.

 

L’incontro casuale, in un momento di particolare sconforto, con un ragazzo parecchio più giovane di lei rimescolerà le carte che la vita aveva predisposto per lei. Valentina incontra Christian, anzi si scontra con lui casualmente in una giornata piovosa e lo scambio di sguardi tra i due è fatale. I suoi occhi azzurri come il ghiaccio la trapassano innescando una connessione a livello viscerale che farà nascere nella donna tutta una serie di emozioni e sensazioni che credeva aver perso nel tempo.

È un ragazzo, bagnato fradicio, come me.

Faccio in tempo a scorgere il dolce sorriso che mi rivolge, e un paio d’occhi di un azzurro intensissimo.

 

Rincontrarlo giorni dopo non è una casualità: doveva essere un gioco, una scommessa.

Mai giocare col fuoco, mai spingersi vicino alle fiamme se non si è in grado di ritrarsi in tempo.

E Valentina non è in grado, non ha la forza di sottrarsi all’attrazione magnetica, alla sensualità spiccata di Christian, al suo fascino acerbo ma ammaliante, al desiderio che i suoi occhi esprimono ogni qual volta si posano su di lei.

 

 

Ho la testa completamente svuotata. Quei magnifici occhi azzurri che mi fissano con insistenza non concorrono ad aiutarmi.

Porto una mano al petto tentando inutilmente di placare il battito furioso del mio cuore. Le gambe minacciano di cedermi,…

Sto andando in iperventilazione. Perché deve avere un profumo così buono?

Quel profumo… Quella pelle… Non so cosa mi prenda. Mi sento sciogliere dentro, e provo il bisogno impellente di abbandonarmi contro di lui. Solo un secondo… Un secondo soltanto…

 

Come se lei fosse tornata a essere una donna sensuale, come se lei fosse in grado di farsi desiderare da un ragazzo bellissimo come un dio che potrebbe avere ai suoi piedi ragazze giovani e bellissime.

 

 

Potrei avere centinaia di donne, eppure, fra tutte, ho scelto Valentina. Perché?

 

Invece Christian vuole lei, desidera lei, la vuole possedere, la vuole in ogni modo possibile e immaginabile.

Complice l’ultimo rifiuto di Giovanni, l’ultima delusione alla sua anima e al suo cuore Valentina decide di essere egoista, di cedere alle lusinghe del ragazzo, di cedere al suo desiderio spasmodico di sentirsi di nuovo amata e desiderata.

 

Vorrei poter dire che in questo momento il pensiero è rivolto a mio marito, ai miei figli… ma non è affatto così: ho relegato la mia famiglia in un angolo della mente, soverchiata dal mio egoismo, dal mio viscerale bisogno di vivere questi istanti in compagnia di Christian.

 

E cederà, si lascerà trasportare in questa voragine di sesso crudo, intenso, senza limiti e senza inibizioni.

 

Sesso. Solo sesso. Libero. Senza condizioni. Solo così ho la facoltà di cancellare tutto. Non sono più una moglie, una madre; sono solo un corpo che pretende d’essere appagato.

In bilico su una fune tra follia e felicità.

Ne ho bisogno. Ne ho un disperato bisogno, ancor di più di quello che sono disposta ad ammettere.

 

Scoprirà una nuova sessualità e sensualità mai sperimentata prima, più intensa, più dirompente. Più intraprendente, in grado di trasportarla in quell’oblio fatto di soddisfazione e appagamento condiviso con il suo giovane amante.

 

Labbra. Lingua. Denti. Ci stiamo divorando, consumando. Finiremo bruciati dalla fiamma del piacere.

Questo pensiero mi rende libera… e finalmente felice.

Il  mio corpo, disteso sotto il suo, sembra liquefarsi.

Lento e preciso. Tutti i pensieri si dissolvono,…

No, questo non è peccato. Questo è piacere.

La stanza è pregna dell’odore peccaminoso del sesso. Le pareti riecheggiano i nostri ansiti. Non mi sono mai sentita così sporca, eppure è proprio questo pensiero che mi eccita ulteriormente.

 

Una relazione, quella di Valentina e Christian retta da sotterfugi e menzogne, di attimi rubati, di amplessi focosi e travolgenti, di abbracci e carezze. È come se in Valentina convivessero due donne che grazie a Christian si sono svelate entrando in conflitto fra di loro, creandosi, per non soccombere, due vite parallele atte a soddisfare le sue necessità.

 

 

Il mio cuore è spezzato a metà. Entrambe stanno battendo, ma il suono che producono non è lo stesso. Due ritmi differenti, ma con un unico scopo: amare.

 

La vita dei due amanti è una bolla in cui Valentina è entrata volontariamente, dove esistono solo loro due: nessuna responsabilità, nessuna colpa, solo desiderio, carnalità, passione e godimento.

 

 

Lo voglio fare impazzire di piacere.

“Valentinaaa”.

È mio. Christian è mio.

Disarmante. L’effetto del tocco di Christian è qualcosa che non ho mai sperimentato prima. L’unica cosa che mi resta da fare è esplodere….

Baci selvaggi, carezze languide. Ancora, ancora… La mia mente non ha spazio per nient’altro.

Ansiti e sospiri. Le mani di Christian sono ovunque su di me, la sua bocca lascia tracce di fuoco sulla mia pelle sensibile. Mi sta marchiando: dentro e fuori.

Mi piace, pretendo che lo faccia esattamente così, in questo modo primitivo.

Le dita del mio amante artigliano la mia carne, rivendicano possesso.

Mi piace, Cristo. Mi piace.

 

Fuoriuscendo da questa bolla Valentina viene travolta e stravolta da tutta una serie di emozioni che la destabilizzano. Ed ecco arrivare il senso di colpa che offusca il desiderio spasmodico che sente per il giovane, ma al contempo rinvigorito e alimentato dalla rabbia per la perseverante assenza del marito.

Giovanni che è consapevole che la sta perdendo, Giovanni la cui vergogna gli impedisce di guardare negli occhi la moglie. Giovanni che crede di non avere altra scelta.

Spalle basse, mani nelle tasche. Procedo a capo chino, a passo spedito.

Dovrei tornare a casa. Almeno, era quello che ero intenzionato a fare… ma non ci riesco. Il terrore di non essere capace di affrontare lo sguardo di mia moglie mi destabilizza e mi rende debole.

Forse potrei trovarla già a letto. Solo così avrei modo di evitare di dover lottare contro quel senso di colpa che mi divora ogni volta che siamo costretti a confrontarci faccia a faccia.

A nulla serviranno i ripensamenti dell’uomo. Valentina rimarrà determinata, si prenderà ciò che brama. Ma a che prezzo? Tornerà indietro sui suoi passi?

Ti ho dato tutta me stessa, Giovanni, e tu mi hai gettato come un vecchio straccio. Una consapevolezza che mi scaraventa in una voragine senza uscita.

 Cosa vuole realmente da Christian? Cosa è per lei realmente: un nuovo amore o il mezzo per soddisfare il suo ego e la sua anima feriti?

E a Christian basterà il ruolo di amante, di incontro occasionale o bramerà qualcosa di più?

“Non puoi uscire così dalla mia vita, Valentina”, sussurro a me stesso,… “Non sono uno che si riesce a dimenticare facilmente”.

“Mia… sei solo mia…”

 Hellen C. Worth con una scrittura cruda e secca, a volte accorata e dolorosa ci lascia facilmente calare nei panni di Valentina. Ci fa sentire sulla nostra pelle lo sconforto e la delusione. I dubbi sul suo essere donna a 360° con voglie e desideri, fame d’amore e di attenzioni.

Ci fa percepire la sua anima dilaniata tra il giusto e lo sbagliato, il momento in cui cede al proprio egoismo desiderando per lei le attenzioni e l’amore che le sono venuti a mancare. La presa di coscienza del proprio potere di donna, ancora bella e sensuale di poter far cadere ai suoi piedi un ragazzo, l’accettazione della propria propensione a desiderare il sesso nella sua forma più cruda e sporca.

Christian mi possiede in modo furioso e selvaggio. Fammi male. Non fermarti. Dolore e piacere si fondono, regalandomi sensazioni mai provate prima.

Mi sento sporca e trasgressiva, e questo alimenta il mio piacere.

Emozioni, sensazioni e sentimenti che sono stati incastrati nelle parole semplici, nei discorsi lineari che l’autrice ha usato per narrare questa storia, che balzano fuori dalle pagine investendo il lettore e colpendolo forte, destabilizzandolo prima e poi, invece, aprendone la mente alla consapevolezza che Valentina potrebbe essere ciascuna di noi: una donna come tante con debolezze, punti di forza, desideri, aspettative, bisogni e necessità.

Anche i pensieri maschili, le loro emozioni e i sentimenti, lasciano un segno nel lettore. Dimostrazione evidente della capacità della scrittrice di calarsi nella mente maschile.

L’esperienza vissuta da Christian, relazionarsi con una donna più grande, con tutto il bagaglio emozionale che lo accompagna ci vengono dilazionati nel tempo grazie a dei cammei intercalati al racconto di Valentina.

Le trasmetto col corpo quello che a parole non riesco a comunicare. Valentina, mia schiava e mia padrona. La guardo negli occhi. Vorrei riuscisse a entrare nella mia testa, e che leggesse tra la confusione dei miei pensieri.

Mi ha reso folle, folle di un sentimento che non ho mai provato e che non riesco a spiegare.

È mia, cazzo!

Mia. Mia. Mia.

Devo averla.

Voglio scoparla. Voglio possederla tutta, in ogni modo possibile. Nessuno tranne me deve averla. Voglio farle male. Toccarla ovunque, marchiarla con le mie mani.

 Come anche i pensieri di Giovanni che ci svela man mano il suo dramma, le sue scelte, le sue colpe.

Penso a me stesso, allo schiavo in catene che sono diventato. Penso a mia moglie, alle bugie che sono costretto a raccontarle; alla sofferenza che leggo nei suoi occhi, alla distanza che ogni giorno sento frapporsi sempre più fra di noi.

Il tutto arricchito dai ricordi di quel passato felice che fa da fondamenta alla storia dei due sposi.

L’alternanza di questi pov, gestita in maniera armoniosa, crea un quadro completo degli eventi, delle vicissitudini che coinvolgono tutti i protagonisti stravolgendo le loro vite, regalandoci uno spaccato più che realistico, dove non viene censurato nulla: né la passione, né il linguaggio crudo e incisivo. Grazie anche a uno stile di scrittura semplice e diretto, pulito e corretto segno di un editing più che accurato.

Una lettura che consiglio a tutte le donne giovani e meno giovani sicura che vi intrigherà e coinvolgerà nel bene e nel male, riuscendo a suscitare in voi tutta una gamma di emozioni contrastanti come è successo a me.

Un romanzo dove l’amore è descritto in tutte le sue sfumature, anche quelle più torbide, dove il sesso diventa il mezzo con cui i sentimenti cercheranno di farsi strada sino al cuore dei nostri protagonisti restando li, ingabbiati per sempre.

Gemiti. Sospiri. La voce di Christian, quelle parole sussurrate sulla mia pelle. Ancora. Le sue mani. Calde carezze che riempiono il vuoto dentro la mia anima. Di più. Christian che mi entra dentro, e incide il mio cuore… per sempre.

Alla prossima,

Giusi

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