ViaDiGuarigioneBanner

Sinossi

Ian Leadgrave è uomo insoddisfatto e con problemi di salute. Un giorno, dopo aver tentato di tutto, prova una cura sperimentale rivoluzionaria e solo apparentemente priva di controindicazioni. Dopo quella che sembra una ripresa inaspettata, Ian incontra Aalina, una donna bellissima e triste, di cui si innamora perdutamente. La sua vita cambierà radicalmente e, con essa, anche la realtà che lo circonda.

La Gabbia_Banner

Sinossi

Dispersa e braccata, una ragazza si risveglia in un luogo lugubre e oscuro, dove non ci sono appigli ma solo paura e desolazione. Nella disperata ricerca di una via d’uscita, due uomini diametralmente opposti si alterneranno davanti ai suoi occhi in un gioco estenuante, in un susseguirsi incessante di percezioni e immagini in cui realtà e fantasia sembrano fondersi tra loro di continuo. La lotta per uscire viva dal maniero apparentemente incantato in cui sembra essere precipitata, metterà a dura prova la sua sanità mentale e farà crollare ogni sua certezza.

NottiCaccia_Banner

Sinossi

Dorylis è una giovane donna che lotta contro la sua discendenza e, ogni notte, va incontro al suo destino sfidando la sorte e la maledizione che pesa sulla sua esistenza. Consapevole di essere diversa e conscia dell’importanza di ciò che è chiamata a fare, prosegue il suo cammino cercando di essere forte e di rimanere distaccata. Tuttavia, non provare alcuna emozione diventa ogni volta più difficile, e quando si troverà ad affrontare l’ennesima preda, Dorylis capirà che per sopravvivere dovrà per forza lasciarsi guidare dalle sue emozioni.

IlPozzo_Banner

Sinossi

L’ultima cosa di cui ha memoria, è lei stessa che gira le chiavi nella toppa della porta di ingresso ed entra in casa. Poi, più nulla fino al suo risveglio, violento ed improvviso, all’interno di un pozzo. Prigioniera contro la sua volontà e per motivi che, forse, si ricollegano alla sua professione, la protagonista deve riuscire a liberarsi e fuggire prima che sia troppo tardi. Nulla, però, è come sembra e anche un solo un movimento sbagliato in quella prigione sotterranea potrebbe rivelarsi fatale.

Un autore è anche un narratore, in parte un incantatore.
Scrivere è spesso raccontare, perciò offrire generosamente parte della propria immaginazione, squarci della propria fantasia, catturare l’attenzione del lettore per condurlo in un viaggio personalissimo, per trasportarlo in un’avventura unica. Proporre un’altra realtà, l’alternativa del sogno e della dimensione letteraria. Per alcune ore esiste solo la voce narrante, solo quelle righe e quelle immagini. E dopo la parola “fine” resta un pizzico di nostalgia. Questo è l’incanto.
Così fa l’autrice, che davvero sa ammaliare perché utilizza tutti gli strumenti a disposizione –esperienza, intuito, bagaglio letterario, creatività- per attirare il lettore in una dimensione perfettamente costruita, così da calarlo in storie e racconti che hanno la stessa cifra stilistica ma con accortezze nella composizione, nel lessico e nello svolgimento della trama, che conferiscono riflessi diversi.  Il “nero” ha più sfumature.
Ogni racconto infatti mostra una sfumatura diversa della inquietudine, si passa dalla sensazione dell’oppressione a quella del delirio, dell’ansia e della paura.

Il turbamento, il senso di apprensione, l’ansia provocata dall’ incertezza, dal timore di perdere se stessi.

Il pozzo è tutto giocato su una scelta narrativa vincente, cioè presentare la situazione nel vivo, nel momento del pericolo, nel pozzo. Non sappiamo perché la protagonista si trovi nell’angusto spazio di prigionia, a rischio di morte. L’autrice infatti ci cala immediatamente nella realtà inquietante con toni cupi che richiamano l’angoscia e anche la paura serpeggiante.

11110500_10206700310570061_7776672173839398581_n

L’ultima cosa che ricorda la protagonista è una scena banale e rassicurante, una giro di chiavi nella toppa della porta di ingresso di casa sua. Poi il risveglio traumatico e lo shock, il buio, la nausea.

 Pozzo snLa disperazione, dettata da un senso di claustrofobia e da particolari raccapriccianti, non si trasforma tuttavia in rassegnazione ma in sdegno, in forza vitale. Di combattere, cercare la libertà, assecondando l’istinto di sopravvivere al pericolo, a “quell’abbraccio mortale che la stava lentamente trascinando nella tomba.
Il ricordo dell’amore dona la forza di resistere all’oscurità. La protagonista è speciale perché è un poliziotto e sa che il suo corpo stesso è l’arma più letale, saprà così attingere alle risorse insperate della sua natura, senza lasciarsi inghiottire dall’oscurità.

Nel racconto La gabbia di filo spinato, l’inquietudine è la privazione della libertà, ma questa volta alla claustrofobia si sostituisce il silenzio, la desolazione. Lo scenario è un luogo spettrale e mortifero, in cui una voce sinistra e inquietante alimenta l’ illusione della fuga e della salvezza.
Brividi e sofferenza raccontano il dolore istantaneo con un impatto visivo fortissimo, quasi una visione. E quando non si può distinguere tra carnefice e salvatore?

– Mi fai male – gracchiai e quando alzai gli occhi trovai i suoi quasi alla mia altezza, i suoi capelli adesso erano chiari e lui sembrava davvero diverso.
– Sono qui per salvarti, fidati di me – lo sentii rispondere e sotto il mio sguardo stranito vidi il suo viso cambiare ancora e tornare gentile.
A quel punto lo seguii senza più parlare, completamente sopraffatta da quello che mi stava accadendo.”

La desolazione più forte è la distorsione fortissima della realtà, per cui si alternano in modo febbrile speranza e angoscia, realtà e fantasia, mentre la protagonista cerca di recuperare la coscienza di sé.

pizap.com14339536906292

Non riuscivo a capire cosa passasse per la mente di quell’uomo. Prima si trastullava con la mia paura costringeva ad assecondarlo con la forza e, un attimo dopo, con gentilezza diceva che voleva aiutarmi. Era incomprensibile ed io ero decisamente troppo distrutta e spaurita per continuare a reagire. Ad ogni passo, che riecheggiava sordo nel devastante silenzio di quel vecchio maniero solitario, sentivo la stanchezza invadermi e il mio corpo cedere. Il sangue di cui ero coperta ora era secco e potevo scorgere tagli e numerose lacerazioni sulla mia pelle; stavo male e un vago senso di nausea mi impediva di procedere spedita. Lui se ne avvide e fermandosi si girò e mi sollevò tra le braccia. Non opposi alcuna resistenza…

 Nel racconto In via di guarigione, il senso di inquietudine si fa più sottile, diventa la paura più grande, quella del’ignoto. E se il black out fosse del proprio inconscio?

Il protagonista è il relitto di un uomo, alla deriva emotiva, che deve constatare che ”in quel viaggio misterioso che è la vita se ne era andata ed ora anche la salute”. Soffre infatti di un disturbo terribile, di vertigini posizionali parossistiche e, nello sconforto, dopo numerosi tentativi di cura fallimenti, decide di provare una terapia sperimentale, dall’esito assolutamente incerto. L’ immobilità della malattia è come un simbolo dell’inettitudine di Ian, del suo immobilismo:

 un viaggio onirico, della sensazione di cadere, di affondare e di rimanere impigliato in una sorta di ragnatela imprecisa e dai contorni freddi e sbiaditi, non mi era rimasto più nulla. Niente ombre, nessun disagio, non provavo più alcuna paura.

11390463_10206699069939046_3321987992236942562_n

Questa terapia innovativa non sembra avere controindicazioni, anzi, mostra una insperata ripresa e un possibile risveglio degli affetti, così che Ian indaga i suoi sentimenti e affronta i cocci di un matrimonio stantio. E torna ad amare, la bellissima e triste Aalina, una presenza evanescente eppure insostituibile, quasi inafferrabile, dalla sensualità diafana e inquietante. Si rivelerà solo alla fine, con un colpo di scena magistrale. Secco,inaspettato perfetto

Infine, in Notti di caccia, l’ inquietudine si manifesta nell’idea di ineluttabilità, una sensazione che si avverte fortemente nella notte, col suo manto nero che avvolge la realtà e nasconde i segreti più oscuri e arcani. Buio e silenzio accolgono il lettore,  in un incontro fatale, in un bosco spettrale

Ancora adesso, dopo che tutto si era nuovamente concluso, il volto di quel giovane era impresso nella sua mente come un marchio indelebile.

 Sulla famiglia della protagonista grava una maledizione, compiuto il rito passaggio, Dorylis dovra raccogliere la sanguinosa eredità del padre e del nonno

Ogni plenilunio un veicolo diverso sostava di fronte a casa loro mentre uno sconosciuto attendeva che Dorylis la raggiungesse. Ignorava l’identità dell’individuo con cui la figlia si sarebbe incontrata, uomo o donna che fosse. Solo di una cosa, però, era certa: anche quella notte non avrebbe dormito, sveglia in attesa del ritorno della sua bambina, coperta di sangue e forse ferita, esausta e triste…

Così una madre nell’ inquietudine, mentre assapora il gusto amaro dell’attesa, con l’anima consumata dal dolore e il cuore colmo di straziante apprensione. Ma la protagonista è fiera e coraggiosa, accetta il suo destino, fino a quando una preda speciale la farà vacillare:

Perché vuoi attaccarmi, femmina? – domandò e la sua voce suonò alterata e rauca, con una leggera inflessione gutturale e profonda.

11535791_10206698779931796_4105977455102067970_n

Le colpe dei padri ricadono sui figli, gravano sulle esistenze e la consapevolezza di una predestinazione toglie ogni possibilità:

Era una speranza, la sua, irrealizzabile quasi quanto quella di tornare ad essere una ragazza normale. Questo, però, non sarebbe mai accaduto e lei lo sapeva bene perché…”

Una riflessione sulla scelta del racconto, a mio parere ambiziosa, perché è una forma di scrittura difficile, che conserva il carattere narrativo, d’invenzione, ma è più breve e meno complessa del romanzo. Tuttavia è destinata a una lettura ininterrotta, perciò ha in sé la difficoltà di condensare tutta la trama in un’unica vicenda, mantenendo sempre alto il ritmo della narrazione.

L’abilità di chi scrive sta nello sfruttare le potenzialità di questa forma letteraria, ricordando che non è una fiaba perché mira a presentare i fatti come realmente avvenuti, eppure attinge a un repertorio del fantasy, del paranormal, del gothic o perfino dell’horror.

Bisogna saper fare una magia, per questo un giudizio eccellente

10885300_1377090135925020_1548574589240827391_n - Copia (2)

Saffron