Gli abbracci oscuri
Julia Montejo

HarperCollins


Vista da lontano, mentre cammina per le strade di Madrid o fa colazione nella sua cucina, Virginia sembra una donna sicura di sé, del tutto a proprio agio nella vita tranquilla che ha scelto dopo anni decisamente avventurosi: adesso ha un marito fantastico, due bambine che l’adorano e un eccitante progetto lavorativo che riempie le sue giornate. Bisogna avvicinarsi di più per scorgere nel suo sguardo un’ombra, la traccia di un desiderio che banali baci e carezze non sono in grado di saziare.
A Daniel, un uomo enigmatico e affascinante che nasconde quasi tutto dietro gli occhiali da intellettuale, basta un istante per intuire che i desideri di Virginia hanno un’origine lontana e nascono nel suo passato. E dal momento in cui la incontra, a una festa, sa esattamente come controllarli.
Inizia così un sottile gioco di forze che riporta Virginia all’infanzia, nei sobborghi popolari di una città del nord della Spagna dove le case sembrano prigioni e chiunque voglia andarsene deve sempre pagare un prezzo. E che la costringe a chiedersi che senso abbia andarsene, tradire le proprie origini e rinnegare ogni ricordo per salvare solo i pezzi di vita che mostrano il meglio di noi, se poi il passato torna, implacabile, a bussare alla porta.
Un romanzo duro, senza concessioni, in cui il confronto con il passato trascina la protagonista a un punto di non ritorno, trasformando profondamente la sua vita.

Recensione:
Mi trovo in grande imbarazzo, perché non so davvero da che parte cominciare. È il genere di imbarazzo che si prova quando una lettura lascia delle forti emozioni, e si sente la necessità di voler condividere e trasmettere tali emozioni, nello stesso modo in cui le si è percepite, a coloro che potrebbero avvicinarsi al libro in futuro. La speranza è quella di riuscire a far comprendere al lettore l’entità e la mole di sentimenti che uno scritto come questo è capace di scaturire, perché “Gli abbracci oscuri”, è un testo raffinato e ponderato, che racchiude più piani testuali e mette in discussione una pluralità di argomenti che toccano la morale. Si va quindi dal tema del tradimento, a quello dell’egoismo, passando per il rancore e la vendetta.
Come fulcro centrale si ha la narrazione della vicenda di una fotografa che ha da poco superato l’età della maturazione, Virginia. A quarantacinque anni, è giunta ad un punto di stabilità della sua vita: moglie e madre, non contempla altro al di fuori della tranquilla ed abitudinaria quotidianità che la circonda. Ma, sebbene la sua vita possa considerarsi perfetta, la protagonista sente che qualcosa le manca. La sua attuale condizione, è infatti il frutto del sacrificio di ambizioni e temperamento: questa vita non è quella per cui è nata. Virginia, in passato, era una persona diversa: indomita, indipendente, strafottente. Una proposta di lavoro, ovvero la realizzazione di un servizio fotografico per pubblicizzare il resort di un misterioso miliardario, Daniel Gonzalez, è motivo di rimessa in discussione per Virginia.

«Ti piace?» mi chiese come se quell’isola gli appartenesse. Mi parve quasi che me lo stesse offrendo, che mi stesse tentando con il paradiso. In quello che risiedeva il suo successo nelle relazioni personali, la capacità di farti credere di poter entrare, insieme a lui, in un mondo migliore.
Fu quel movimento della testa, il modo in cui gli occhi si persero nell’oscurità, a sedurmi, alla fine.

È l’inizio di una lotta interiore. Prima, per convincersi ad affrontare una nuova sfida, che la vedrebbe ritornare alla sua passione primaria, la fotografia, ma che la porterebbe lontana dalla sua famiglia; in un secondo tempo, per resistere alle strategie di seduzione che Daniel tenta in tutti i modi di mettere in atto nei sui confronti.

Daniel Gonzàlez poteva scegliere se passare inosservato o diventare il centro dell’universo. Era un uomo dai mille volti e li cambiava a seconda del momento, con l’abilità di un giocatore delle tre carte.
«Dio non esiste. Ero io» mi disse solenne. «Ma dai. Mi stai prendendo in giro. O sei pazzo.» «Devo esserlo, perché sento il bisogno di raccontarti tutto. Voglio che tu sappia tutto».
«Ho bisogno che mi ami, Virginia» mi sussurrò. «Io ho bisogno che mi racconti il perché.»

Una lotta a cui partecipiamo attivamente, attraverso le riflessioni della donna, sapientemente narrate, con unno stile fluido ed accattivante. L’empatia col personaggio di Virginia diventa quasi palpabile, e il suo struggimento, la dura determinazione (acquisita con la maturità) per non perdere il contatto con la realtà, diventano elementi pienamente condivisibili.

I suoi baci, sempre più miseri, cercavano di nutrirmi, le carezze mi mantenevano sospesa sul sempre più fragile filo della vita. Svuotata di ogni cosa, era rimasto solo lui.
Tra le nuvole alte e chiare, elevai una preghiera silenziosa: che il veleno di Daniel, la sua essenza tossica, sparisse il prima possibile dal mio sangue

I temi seduzione e tradimento riempiono quindi la prima parte del libro (diviso in tre sezioni). Un tradimento a cui Virginia cede per sfinimento, in quanto coinvolta in un incidente in barca con Daniel, in una situazione in cui i due risultano dispersi e senza via d’uscita, in attesa della morte. A dir poco stupendi gli squarci che ci vengono regalati in questi momenti. Le riflessioni, le confidenze, l’abbandono fisico, segnato dal ritorno alle origini, ai bisogni primari. I personaggi di Virginia e Daniel conquistano e riempiono la scena in maniera magistrale.
La seconda parte è dedicata al rimorso, ai sensi di colpa. Al cercare, da parte di Virginia, di dimenticare e seppellire ricordi e sentimenti. La lotta, in questo caso, è contro se stessa. La violenza che Virginia si autoinfligge, per cercare di rientrare nella quotidianità è palpabile e logorante. Accompagniamo la protagonista nel viaggio attraverso la presa di coscienza. Virginia si rende conto di essere profondamente segnata e cambiata e, nel suo sacrificarsi per la famiglia, di essersi ingannata da sola. L’insistenza di Daniel non le è d’aiuto in questo frangente, per cui Virginia finirà per abbandonarsi al proprio, egoistico, piacere.

Sentivo la mancanza delle confessioni, delle chiacchiere possibili e impossibili con le dita intrecciate, i sensi all’erta e il desiderio avido di conoscersi nel profondo, sapendo con certezza che non ci sarebbe stato un domani. Vivere fino a scoppiare. Ecco cos’avevo fatto su quella barca ed era impossibile ripeterlo in un matrimonio.
Un’ora dopo tornavo a casa convinta che avrei amato quell’uomo anche se avessi dovuto rivoltare il significato di quella cosa che chiamiamo amore. Ci aveva nutrito la stessa terra. Condividevamo radici. Lo amavo e lo temevo.
Le mie figlie e Alex erano reali, semi che avevo piantato e fatto crescere. Daniel era stato solo un incidente, irreale come i sogni e gli incubi della mia infanzia. Anche l’amore si esaurisce. A volte si rompe all’improvviso, altre muore sfibrato per il logorio del tempo. Esattamente come un vestito, perché spesso ciò che chiamiamo amore non è altro che un cappotto con cui decidiamo di proteggerci. E lì dentro rimaniamo, al sicuro, perdendo più o meno la libertà di movimento, a seconda di quanto è confortevole il nostro cappotto, in salvo dal mondo, dal tempo e dalla solitudine. Due corpi che si scaldano reciprocamente e che per quello pagano un prezzo proibitivo. E lo fanno perché fuori fa freddo e hanno paura.


La terza parte compie una rapida virata. Tutte le carte vengono rimescolate. Scopriamo quindi che dietro alla misteriosa figura di Daniel, si nasconde un disegno oscuro, dettato dal rancore e dalla sete di vendetta. Dopo il cedimento di Virginia, assistiamo alla sua ascesa, alla ripresa delle proprie facoltà. Ma oramai è troppo tardi. I piani di Daniel hanno logorato l’esistenza di Virginia, annientandola. Quando la donna, abbandonando tutto ciò che possedeva, compie un viaggio di ritorno alle origini, si renderà finalmente conto di essere stata la vittima di un delirante carnefice. L’affannosa scoperta di una cruda e dolorosa verità, sconvolgerà per sempre Virginia, fino a scarnificarla.
Un libro che vi conquisterà e vi lascerà a bocca aperta. Una scrittura che seduce ed incanta, che sorprende e sconvolge. Quando crederete di aver raggiunto un equilibrio, tutto cambierà. Vi sentirete beffati, per la semplicità con cui l’autrice sarà capace di attirarvi ed ingannarvi. Una lettura vivace, e fuori dal comune. Profonda e che porta a riflettere. Un chiaroscuro che non racconta, ma suggerisce. Un testo che consiglio di tutto cuore.

Curcuma