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TRAMA:
È difficile essere all’altezza di un padre che è un’istituzione. Lo è per Isabella, cresciuta in una famiglia dove dimostrarsi inappuntabile non è una scelta, ma un dovere. Essere quello che gli altri si aspettano però non è sinonimo di felicità. Il tradimento del suo fidanzato storico le fa capire che è arrivato il momento di dare una svolta alla sua vita, trasferirsi a Bologna e cambiare sede di studi sono i primi passi in questa direzione. In una notte che cambia tutto, Isabella conosce Denis, estroverso, vitale, l’antitesi del suo mondo. E in quella notte con lui, infrange tutte le regole. Tatuato e batterista in una punk rock band, i Bad Attitude, Denis non è il genere di ragazzo che possa portare a casa. Ma quando lui è l’unica persona che ti fa stare bene, ti fa sentire giusta, cosa sono le convenzioni? Quando i problemi con la band e una famiglia invadente si fanno seri, l’amore e la passione per la musica basteranno ad aiutarli a realizzare i loro sogni?

In occasione della recente uscita di “ La mia musica sei tu” cogliamo l’occasione per presentare il libro di Alessandra Angelini

Lasciamo la parola all’autrice:

Perché una lettrice dovrebbe leggere il tuo libro?

Iniziamo con una domanda facile per rompere il ghiaccio, eh? Posso consigliare “La mia musica sei tu” a chi cerca un romanzo dove si parla di crescita personale, un libro che parla di speranza, amicizia e seconde opportunità. E poi amore, quello vero, quello che non ha bisogno di mille ‘ti amo’, quello in cui sono i fatti a parlare non le facili promesse. Dopo questa credo che abbandoneranno tutti…

Che cosa c’è di innovativo e quali sono gli elementi di continuità con il genere o con la tradizione?

Vediamo, in comune con la tradizione del romance c’è la storia d’amore, le difficoltà, il cattivo della situazione e il finale, no, come finisce non ve lo dico! Direi che gli elementi ci sono tutti, quello che credo differenzi il mio libro da altri (storia a parte) è la coralità del racconto. Nella vita di tutti i giorni il nostro cammino si incrocia con quello dei nostri familiari, amici e colleghi. Così la storia di Isabella è la storia della sua famiglia, e la storia di Denis è la storia degli altri ragazzi della band. Una famiglia anomala ma di cui vorrei fare parte.

Che cosa ti ha spinta a scrivere?
Leggo fin da ragazzina, ogni libro mi raccontava qualcosa e mi teneva compagnia. Fino a qualche tempo fa mi bastava leggere le storie raccontate da altri, poi in un momento particolarmente buio ho deciso di provare a mettere su carta quello che mi passava per la testa, una forma di sfogo, e da allora non ho più smesso.

Da che cosa è nata la storia? Quali sono state le fonti di ispirazione?

Amo la musica, mi accompagna in ogni momento della giornata, peccato che come Isabella io sia una frana a suonare. La storia di Denis e Isabella ce l’avevo in testa da qualche tempo, a un certo punto mi sono detta: “e se l’ambientassi nel mondo della musica?” Ho iniziato a scriverla quasi per scherzo, l’ho fatta leggere a delle amiche e, capitolo dopo capitolo, mi hanno convinto ad andare avanti. A differenza di altre autrici non mi sono ispirata a un personaggio reale per creare Denis e i componenti dei Bad Attitude, casomai loro sono una sorta di ‘tributo’ a quella musica che amo e mi accompagna da una vita.

Quando scrivi? E come? in modo organizzato e continuo o improvviso, discontinuo?

Io sono l’esempio da non seguire, amateur fino in fondo, scrivo in modo completamente discontinuo, scrivo quando mi sento di farlo. Non potrei fare altrimenti. Ho provato a forzarmi, a tenere un ritmo costante, ogni volta è stato un fiasco colossale. Per me la scrittura deve essere naturale, come un flusso che si trasferisce dai miei pensieri alla tastiera, se ci metto troppo, risulta farraginoso e devo tornarci sopra mille volte.
Come altri, sono una scrittrice della notte. Di solito scrivo la sera o nel fine settimana, quando sono libera dal lavoro e dalle incombenze di casa. Mi piazzo sul divano, lotto per una decina di minuti col gatto e le sue manie di protagonismo, e inizio. Scrivo di getto, perché la storia ce l’ho in mente (altra pessima abitudine) e vado avanti fino a terminare un capitolo, o almeno un pezzo saliente.

Quali strategie hai adottato per promuovere il tuo libro e che tipo di strumenti hai usato – e usi- per proporlo all’attenzione dei tuoi potenziali lettori?

Benedetti furono gli inventori di Internet e di FB! Senza queste piattaforme il libro sarebbe rimasto una cosa per pochi, pochissimi intimi. Ho fatto promozione grazie al supporto di blog, che come Harem <3, che si sono dimostrati aperti e disponibili a ospitare anteprime e recensioni. Senza le blogger e FB probabilmente il libro non sarebbe mai uscito dalle mura di casa mia.

Perché la scelta del self publishing?

Perché in self publishing ho potuto scegliere in completa autonomia che strada far prendere alla storia, ho scelto titolo e copertina. Nel bene e nel male le sorti della mia storia erano il frutto di mie decisioni. Poi perché non avevo un editore interessato…

Progetti per il futuro?

Per il momento ho sospeso la scrittura di un libro un po’ particolare, ma a cui tengo molto, e mi sono ‘lasciata’ convincere a proseguire con la storia di questi quattro ragazzacci. Ovviamente non ci è voluto molto a convincermi dato che amo Denis, Julien, Nico e P.E., credo che abbiano ancora molto da dire. Avevo diversi appunti da parte, vediamo cosa ne salterà fuori.

Tre persone da ringraziare

Il mio ragazzo, senza di lui e il suo sostegno smetterei di scrivere ogni due giorni. La mia professoressa delle medie che mi ha fatto appassionare alla lettura, quando mi ha consigliato di leggere “Il buio oltre la siepe” mi ha regalato più di un libro, mi ha regalato un intero nuovo mondo. Tutte le splendide persone che questo libro mi ha permesso di conoscere.