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In occasione della recente uscita de IL POSTO DEL MIO CUORE, cogliamo l’opportunità di presentare il testo di Emily Pigozzi

Lasciamo la parola all’autrice:

▪ Perché una lettrice dovrebbe leggere il tuo libro?

Perché ci metto tutta me stessa? È riduttivo, ma è la verità. Cerco di costruire donne vere, persone vere, come flussi di coscienza, che prendano il lettore e lo affabulino, lo travolgano di emozioni e pensieri.

  • Che cosa ti ha spinta a scrivere?

Sai che non lo so? Istinto fin dall’infanzia, era qualcosa che mi veniva facile, mi faceva stare bene. Le poesie, i temi a scuola sono stati la mia prima palestra, poi è maturato lentamente il desiderio (e forse la maturità, almeno lo spero) di affacciarmi alla narrativa. Il mio primo romanzo è nato da un pensiero difficile, un vissuto personale: l’ho vomitato, letteralmente, quando oramai le cose si erano sistemate. Non mi ero quasi resa conto che stavo creando un romanzo: lì, il mio desiderio di raccontare storie si è liberato, ha preso vita. Forse nulla succede per caso.

  • Da che cosa è nata la storia? Quali sono state le fonti di ispirazione?

Le mie storie sono nate dal quotidiano: veri e propri lampi di vissuto, di persone che ho incrociato, di storie che ho sentito. Attingo dalla vita, che come diceva la grande Alda Merini, è il più bel teatro da guardare.

  • Quando scrivi? E come? in modo organizzato e continuo o improvviso, discontinuo?

Organizzato, altrimenti non ne vengo fuori! Quando sono nella fase della prima stesura, ogni momento è buono per scrivere. Per le correzioni e le aggiunte me la prendo più con calma, ma in prima stesura mi obbligo a ritmi molto tirati, per quanto sia possibile con due bimbi piccoli. Ogni giorno devo scrivere almeno una frase, o anche una pagina come minimo: poi ho un quadernetto disordinato dove appunto idee, bozze di trama, scene…

  • Quali strategie hai adottato per promuovere il tuo libro e che tipo di strumenti hai usato – e usi- per proporlo all’attenzione dei tuoi potenziali lettori?

Diciamo che seguo consigli di scrittrici più esperte e delle quali mi fido: all’uscita del primo romanzo, lo scorso anno (Un qualunque respiro) non ero nemmeno su facebook: per me i libri si promuovevano con le presentazioni, al massimo sui blog. Di lì, ho iniziato a capire le dinamiche, o almeno alcune: confesso che ancora parecchie mi sfuggono, ho poco tempo e faccio ciò che posso, con l’aiuto di blogger speciali e fantastiche che si prendono davvero a cuore le nostre storie.

  • Progetti per il futuro?

Sto lavorando a uno storico un po’ complesso: è un progetto che adoro, ma al momento la concentrazione necessaria è un’utopia! Scrivo la sera tardi, se non crollo addormentata, tra giocattoli sparsi dappertutto! Però è bello così: intanto, ho due romance contemporanei quasi pronti, e a uno dei due mi piacerebbe dare una piega eroticamente soft. Vedremo.

  • Tre persone da ringraziare

I miei figli, che mi rendono infinitamente felice. Mio marito, che a volte non mi capisce, ma è speciale. Una scrittrice che ascolta i miei sfoghi e c’è sempre (posso fare il nome? Lei sa chi è)