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Sinossi

Non ti aspettavo nel mio mondo, e tu ci sei piombato dentro con tutte le scarpe.

Galeotta fu una maledetta oliva maldestra, a combinare l’incontro tra Angelica e Steven, o forse un solo gioco del destino, fatto sta che se non fosse stato per lui, la ragazza si sarebbe ritrovata a cadere nel bel mezzo della festa indetta dall’azienda in cui lavora. E basta un solo sguardo in quegli occhi blu perché il suo salvatore prenda le sembianze di un dio e diventi il suo eroe.
Ma Steven è ben più di quanto appare: è attraente, ma è anche dispotico, arrogante, abituato a prendere tutto ciò che desidera senza tante cerimonie e a tirare le fila del gioco e ora trova che Angelica sia… eccitante. Solo che non ha fatto i conti con il carattere della ragazza, che lo porterà a riflettere sul suo normale modo di agire. Forse.

In occasione della recente uscita del romanzo My precious girl, cogliamo l’occasione per presentare il testo di Erika Bissoli

Lasciamo la parola all’autore:

Perché una lettrice dovrebbe leggere il tuo libro?
Per afferrare una cima dalla nave dei sogni e lasciarsi trasportare, anche solo per qualche tempo, sull’isola che non c’è. Perché esiste.

Battute a parte, chi cerca una storia romantica ma strappata alla realtà dovrebbe leggere My precious girl.

Che cosa c’è di innovativo e quali sono gli elementi di continuità con il genere o con la tradizione?
Ho scelto di dare forza alla mia Angelica (il cui nome non è casuale). Nonostante il profondo amore che la legherà a Steven, non si lascerà mai sopraffare dalla carattere del suo uomo. In questo differisco.
Come carattere di omogeneità, invece, ho voluto dare a Steven le normali caratteristiche dell’uomo che tanto le donne amano: bellissimo, forte, combattente e anche tenero, a volte… ma solo a volte!

Che cosa ti ha spinto a scrivere?
Il desiderio. La volontà di cimentarmi in qualcosa di importante. La condivisione, forse questa è stata la cosa più difficile.
Soprattutto, penso sia stata la voglia di creare qualcosa di mio, e di mettere su carta una fantasia a cui mi sento, ora più che mai, molto legata.

Da che cosa è nata la storia? Quali sono state le fonti di ispirazione?
Tutta colpa del lord del maniero Jesse Ward. Dopo aver letto la trilogia e aver detestato la debolezza di Ava con ogni fibra del mio essere (per spiegare i motivi dovrei fare spoiler e non mi piace), ho voluto dare una personalità diversa al mio personaggio femminile.
Questo all’inizio, poi le cose mi sono sfuggite un po’ di mano e Angelica è diventata quello che è diventata e Steven è… ah! Il mio amore e la mia dannazione!

Quando scrivi? E come? in modo organizzato e continuo o improvviso, discontinuo?
Di solito sono molto organizzata: scalette, appunti… stavolta la timeline l’ho scritta alla fine, in rilettura. Ho seguito l’avvicendarsi della storia parola dopo parola, riga dopo riga, pagina dopo pagina. Si sono inserite situazioni che non avevo immaginato, e il libro è lievitato tanto da diventare una trilogia.
Stavolta ho scritto di getto, godendomi il viaggio senza quasi conoscere la meta.
Ogni scrittore dovrebbe farlo, almeno una volta nella vita.

Quali strategie hai adottato per promuovere il tuo libro e che tipo di strumenti hai usato – e usi- per proporlo all’attenzione dei tuoi potenziali lettori?
In realtà, in questo sono ancora alle prime armi e sto navigando a vista.
Attualmente sto proponendo il mio romanzo in network e cerco recensioni. Per il futuro… non so, magari troverò altre vie, ma a dirla tutta, sono una persona riservata e spammare a destra e a manca come se non ci fosse un domani non fa per me.

Perché la scelta del self publishing?
Ho pubblicato altro con una CE, sotto pseudonimo. E mi sono trovata bene, ma per questo progetto, volevo che tutto fosse solo mio.

Progetti per il futuro?
Oddio, millemila progetti! Talmente tanti che non basterebbe una giornata per elencarli tutti quanti.
Per ora, solo terminare la my precious trilogy e proseguire con broken arrow, fantasy distopico a tinte molto dark, e poi racconti, la mia gioia e il mio tormento.

Tre persone da ringraziare
Nell’ordine, ma anche no: mio marito, che anche se è un rompi appoggia i miei progetti e le mie aspirazioni, L. che senza di lei non saprei il reale significato di “volere è potere”, e la mia Kira, piccola mezza pincher sempre al mio fianco (raggomitolata sul divano) che sopporta l’insopportabile ticchettio della tastiera del mio portatile fino a notte fonda. E intanto mi tiene al caldo.