Roma 39 d.C. Marco Quinto Rufo

Iniziamo questo appuntamento con un doveroso ringraziamento, grazie a tutti gli amici che hanno aderito al bt per promuovere il nuovo volume di questa serie davvero speciale e ricordare così, con l’occasione, un vero riferimento della narrativa rosa. Grazie ad Adele Vieri Castellano, perla rara e preziosa.

Ogni giorno vi parleremo di uno dei capitoli di questa saga appassionante, emozionante e intrigante, animata da personaggi fortemente chiaroscurali che vibrano tra le pagine per le emozioni e per la capacità da parte di Adele di tratteggiare in modo così nitido e credibile, nelle loro passioni e negli slanci vitali, figure che appartengono a spazi e tempi lontani, che improvvisamente si ripopolano e si rianimano per restituirci la loro storia, all’interno della Grande Storia.

Vibrano di vita a tal punto da stagliarsi in modo inconfondibile su uno sfondo storico tratteggiato in modo eccellente, che non è solo una quinta scenica ma ambientazione scrupolosa a tal punto da animare la pagina, nel ripopolarsi di voci, di colori e suoni, di sapori e illusioni, gemiti e sospiri, grida e preghiere, sogni e ideali. Tutto ciò che rende l’uomo persona, persona nel mondo dell’antica Roma.

Uomini e donne con le loro fragilità e con i loro talenti, con vizi e virtù, che combattono e ci coinvolgono in modo totalizzante perché si fanno portatori di emozioni universali ma che hanno la particolarità di essere profondamente legati al contesto storico – culturale cui appartengono. Ogni capitolo di questa saga ci consente di riappropriarci di un mondo che sembra perduto e lontano, vivendolo nella lettura e nella riproduzione dell’immaginario di Adele, così brilla preziosa ogni storia nella Storia, scrollandosi la polvere del tempo.

Abbiamo l’onore di aprire questo blog tour riproponendo il primissimo capitolo in ordine cronologico della serie ROMA CAPUT MUNDI, che in realtà nasce nella fase creativa dell’autrice in un secondo momento,  quasi fosse una promessa alle sue lettrici da mantenere. Roma 39 M. Quinto Rufo ci racconta infatti ciò che è accaduto a personaggi capisaldi della serie, prima che si arrendessero al loro Destino d’amore.
39 D.C., Città di Roma, Gaio Giulio Cesare Germanico, Caligola, imperatore.Il tribuno Marco Quinto Rufo in battaglia è come un lupo selvaggio e feroce. Il suo coraggio conquista subito Caligola, che vede in lui il guerriero che saprà proteggerlo. Gli occhi di ossidiana, i capelli corvini e la fiera prestanza di Marco conquistano invece Agrippina, sorella del divino Cesare, che presto lo avvolgerà nelle spire sensuali e insidiose del suo fascino. Ma non riuscirà a possedere il cuore del tribuno né a tenerlo all’oscuro della congiura che sta ordendo contro l’imperatore. Non c’è nulla che possa scalfire la lealtà di Marco. C’è solo una cosa davanti alla quale è inerme: il Fato. Una profonda inquietudine lo invade al pensiero di ciò che lo aspetta a Roma e non riesce a dimenticare il desiderio impetuoso che ha provato in sogno verso una donna dagli occhi verdi come le foreste germaniche. Lo stesso sogno che ha turbato la giovane Livia, che si prepara al matrimonio con il dolce Settimio Aulo Flacco…

Il primo romanzo della serie ha stregato i lettori, soprattutto grazie al magnetismo e al carisma del protagonista, così questo volume prequel nasce per soddisfare le curiosità e soprattutto per completare la caratterizzazione di un personaggio così forte come Rufo ma rimane un inizio perfetto, compiuto, armonico per affrontare la serie Roma Caput Mundi.

Rufo si mostra nella sua nobile virilità, si presenta onesto e sincero nel suo mondo di doveri e affetti, un mix irresistibile di rigore e passione, di sacrificio e lealtà.

Ci racconta il suo percorso di vita, le scelte e gli eventi che lo hanno portato a diventare il cane da guardia di Caligola. Gaio Giulio Cesare Germanico, personaggio discusso e bistrattato dalla storiografia senatoria e dalla tradizione, uomo pericoloso e imprevedibile. 

Rufo coerente nell’obbedienza e costante nella disciplina, nella morale rigorosa e nella responsabilità profonda.

Un cane da guardia che è tuttavia un lupo: il lupo

“Perdonami, mio Cesare, per la prima volta sono al cospetto di un dio sceso tra i mortali. Permettimi di omaggiare la tua divina ,maestà con il solo dono che un soldato di Roma ha il dovere di porgere al suo imperatore.”

Gettò il macabro trofeo, e la testa mozzata di Siward rotolò nella polvere, sbattendo sul primo gradino di legno. il boato che seguì fu udito oltre le palizzate del castra, nell’ammasso di case che stava ai piedi della collina, salì al cielo e cozzò contro la volta celeste

Un lupo di fronte alla grande impresa e alla cruenta avventura che lo aspetta insieme con i suoi batavi.

Un soldato di Roma, una colonna della romanità, anche di fronte al dolore più straziante.

Un figlio e un amico, che cresce e matura nella gratitudine e nel rispetto nei confronti dei suoi compagni di armi e di avventura, di vita, come Aquilato. In guardia e sempre all’erta tra le insidie delle congiure e degli intrighi di palazzo.  Scandali e bugie, invidia e lussuria.

Un uomo dalla sensualità innata

Tutto quel corpo mortale e caldo con la sua aura di pericolo, a dominarla…

Si domandò come poteva circuirlo, in che modo avrebbe potuto possederlo, come avrebbe potuto servirsene.

Quando i loro occhi si incrociarono per la prima volta, Agrippina seppe che in qualunque momento della sua vita, in qualunque circostanza e qualsiasi cosa sarebbe accaduta tra loro, per dividerli o unirli, lei non lo avrebbe mai dimenticato.

Lo fissò e fu come guardare nell’Arno della Sibilla, dove non c’è futuro né presente né passato.

Solo al secondo richiamo insistente si ridestò, come da un sogno

Improvvisamente soggiogato da un incontro fatale, da due occhi verdi come le foreste delle province lontane dell’Impero, occhi severi e brillanti, incatenati a lui in uno sguardo rubato, che lo cercano pudichi e maliziosi, che lo inseguono anche nei sogni

Livia, promessa sposa dal sonno turbato, già sua, pur non sapendolo.

…si convinse che sarebbe stato un buon marito e il pettine scivolò nei capelli, dalla nuca alle punte.

Poi, a un tratto, provò di nuovo quella sensazione di smarrimento, di vuoto, le parve di vedere davanti a sé il volto severo di un uomo, occhi fieri di tenebra, che la fissavano. Sbatté le palpebre, si guardò intorno sollevandosi di scatto dallo schienale. Ebbe il presentimento che lui stesse per entrare di prepotenza nella sua vita.

“Padrona?”

Il cuore in gola, a Livia parve di essere sospesa tra il presente e ciò che non poteva più essere, tra i vivi e i morti, posseduta come i devoti seguaci di Cerere che passavano attraverso gli spettri notturni, liberati dal fondo dell’oltretomba. Spettri venuti per far vivere ai predestinati una vita estranea, la vita di un altro o per mostrar loro il destino…

Destino. I sogni che accarezzano le anime dei protagonisti, come rivelazioni e presagi.

Marco sentì il bisogno di rilassarsi, chiudere le palpebre e la cascata riapparve, come per magia…qualcosa cui non seppe dare un nome prese corpo nella sua mente...il corpo di una donna come seta sotto le dita

Marco riaprì di scatto le palpebre.

Non prima di aver visto gli occhi quasi felini di una donna bellissima che lo fissavano.

Verdi come muschio.

Avventura, passione e intrighi, eros e sentimento.

Si compie il Destino di Roma e il destino di Rufo, di onore e gloria, di amore. Come seguendo una forza inarrestabile che si genera dall’autrice, come un moderno deus ex machina, diventando un filo rosso nella narrazione, che dona impalcatura rigorosa alla trama.

In questo volume infatti il legionario forte e virtuoso, vera incarnazione dei valori di Roma, andrà incontro al suo destino. 

Destino che è sempre un protagonista secondario nei libri della serie, e il suo destino è un destino d’amore: ha il volto di Livia.

Il Fato. Che governa il destino di un uomo e ogni cosa, al di fuori delle devastazioni del tempo. A cui niente e nessuno può resistere.

Il suo Fato, di fronte al quale era inerme.

Inquieto, aspirò il gelo dell’ultimo inverno che gli entrò nel petto, così ghiacciato da sembrare rovente come una lancia tuffata nel fuoco.

Los sentiva, così come le redini tra le mani, come il caldo tepore del dorso della bestia sotto polpacci, come l’odore delle migliaia di uomini in marcia.

Qualcosa, qualcuno lo aspettava a Roma.

Un’immagine gli attraversò la mente come una saetta, troppo imprevista e fulminea per poterla osservare appieno. Chiuse per un attimo gli occhi e solo allora gli parve di discernere la repentina visione.

Occhi verdi, come le foreste germaniche.

Un ritmo incalzante introduce personaggi che diventeranno vecchi amici, parte integrante della serie, perché sono funzionali ma fondamentali per restituire il quadro complessivo della saga. I rapporti tra di loro, le relazioni che stringono, sono forti e autentiche, vissute da uomini di onore e di valore e da donne di orgoglio e di lealtà. Conoscono i sentimenti e li vivono in modo profondo.

Questo primo volume all’interno della serie è un piccolo gioiello, perché rivela pieghe nascoste di un personaggio tanto amato, e alcune fragilità di un personaggio che sarà sempre nel corso della saga una colonna. Rufo, custode del mos maiorum, colonna della integrità e della identità di Roma, con i suoi occhi ossidiana, in cui arde una volontà ferrea ed una saggezza antica, quasi fosse l’austero guardiano della giustizia, dal carisma granitico

Nome completo: Marco Quinto Valerio Rufo
Nato a Roma il 20 novembre del 12 d.C.
Gens: Valeria 
Padre: Manio Valerio Rufo – Madre: Emilia Lepida
Capelli: neri
Occhi: castano scuro
Segni particolari: cicatrice sul braccio sinistro simile a un serpente
Colore preferito: viola
Metallo: il ferro che non si piega 
Portafortuna: l’agata, una pietra di diversi colori
Giorno fortunato: il martedì, il giorno del dio Marte
Ascendente: leone
Nato durante la secunda vigilia in una fredda notte di novembre, quarto di tre fratelli tutti morti in tenera età, sempre protetto da bambino da una madre apprensiva, fin da piccolo è sempre stato taciturno e misterioso, riflessivo e affascinante. Proprio perché protetto, ama il rischio, non teme gli avvenimenti drammatici e, per alcuni versi, li va a cercare. Però non cerca mai il pericolo per dimostrare di essere il più coraggioso: semplicemente, si sente completo solo in situazioni pericolose. 
È astuto, conosce la natura umana, è discreto, fedele e al contempo capace di infrangere le regole. Quando incontra il piccolo Lucio Arrunzio Stella trascorre con lui ogni giorno per le strade di Roma, è il fratello che non ha mai avuto e, quando il padre lo porta con sé in Germania Superiore, l’unico motivo di sofferenza per Marco sarà dover abbandonare il grande amico.
Eppure questa sua sofferenza resta ai più invisibile, perché Marco rivela raramente ciò che gli passa per la mente, ha un carattere volitivo, difficile da interpretare e, come tutto ciò che èsfuggente, crea intorno a sé un fascino irresistibile.
Il suo è un segno d’acqua, è tutto fuorché superficiale. Pensa a lungo a tutto quello che gli viene detto, pensa anche quando deve agire e se ritiene di aver subito un’offesa, reagisce con tutta la propria virulenza perché subisce l’influenza del pianeta dominante, il focoso Marte. Però le sue reazioni non sono mai fini a sé stesse, riflettono solo l’alta consapevolezza che ha di sé stesso. 
Non sopporta la stupidità, la vigliaccheria, è ascendente leone, quindi forte, positivo, magnetico, spesso inquieto. Ha un approccio aperto e diretto, passionale e generoso e detesta le persone bugiarde, tortuose, così come i compromessi. 
In seguito ad un episodio terribile la sua esistenza è diventata una continua battaglia per ottenere vendetta e raggiungere obiettivi che non sono mai di piccola portata, sia a livello materiale sia morale. Per vendicare il padre ha dimenticato la pietà, ha strappato la pelle al suo omicida senza indugio, senza dare tregua né a sé stesso, né ai suoi nemici.
Aquilato, il batavo che lo ha raccolto in fin di vita dopo le torture dei bructeri, è diventato un amico fedele e in un certo senso Rufo ha potuto pagare il prezzo della sua salvezza salvando i bambini del villaggio da un attacco di lupi. Per questo si è conquistato la lealtà dei batavi che insieme a lui diventeranno le guardie del corpo addirittura dell’imperatore Caligola.
Idee, ideali e sentimenti sono sempre in primo piano per lui, li segue con costanza e caparbietà il suo unico difetto è quando si lascia sopraffare dalla sua natura molto emotiva. Èleale e franco, ma la stessa lealtà e la stessa franchezza la pretende anche dagli altri, spesso queste qualità sfociano in un’eroica dedizione a una causa, che sia quella imperiale o della famiglia o dei suoi legionari. 
È intelligente, aperto e perspicace, il suo coraggio non è mai in discussione, ha grandi qualità strategiche e la capacità di capire immediatamente le debolezze altrui. Ha sempre posseduto una buona eloquenza, ha il dono d’osservazione, le facoltà d’analisi e di sintesi, una naturale imponenza fisica  e il magnetismo che lo ha reso popolarissimo come legato tra i suoi legionari.
È un uomo sensuale e passionale, capace di amare profondamente la sua donna, Livia, che fin da subito lo ha colpito con i suoi occhi e la sua bellezza quasi esotica. Ormai uomo maturo ha capito che ogni sua energia va investita nel bene della famiglia e Livia e Valeria Rufilla diventano il solo bene che deve difendere contro tutto e contro tutti.

Roma 39 è uno spiraglio da cui osservare il passato di Rufo in retrospettiva ma può essere anche un inizio invitante ed è il preludio perfetto della serie, per scoprire Roma Caput Mundi in modo famelico…fidatevi! 

E così inizierete questa avventura travolgente.

Dimenticate che è un romance.

Dimenticate che ha ambientazione storica.

Dimenticate che appartiene ad una gloriosa e fortunatissima serie.

Dimenticate che è stato scritto da Adele Vieri Castellano, garanzia di qualità.

Adesso assaporate semplicemente la storia avvincente e intrigante, godetevi l’ambientazione nella Roma di epoca giulio-claudia che non è solo un’atmosfera piacevolissima che avvolge ogni parola, ogni gesto, quanto piuttosto aria che i personaggi respirano. Così naturale, compiuta e verosimile da renderli vivi, da restituire loro pensieri ed emozioni, scelte comprensibili solo in quel contesto storico – culturale. Valori, paure, illusioni ed aspirazioni che sono credibili e diventano reali perché appartengono ad ogni uomo ma sono tremendamente affascinanti se riprodotte in quel momento, a Roma, nella Roma di prima epoca imperiale.

È uno “storico”, una storia di uomini e donne con i loro sogni e con le loro ambizioni, con le loro esistenze che si intrecciano mirabilmente alla Grande storia, fatta di miseria e fama, eventi. I destini incontrano la Fortuna.

Ritrovate il piacere di questa serie che ha qualcosa di speciale, per la restituzione puntuale ma mai noiosa del contesto, per la forza e l’energia di questi personaggi che sono di forte impatto. Non hanno nulla del maschio alfa stereotipato ma sono affascinati perché i valori che incarnano sono irresistibili, audaci, per le scelte che fanno in una vita coraggiosa; sono virili per ciò in cui credono e per l’ambiente in cui si muovono (il carismatico Rufo, l’irrequieto magnetico leone Messalla, il misterioso Lupo, il coraggioso Aquilato, il beffardo irresistibile Raghanar).

Le eroine sono incredibilmente fiere e determinate, perché devono lottare con una società patriarcale fortemente maschilista, contro le segregazioni e le rinunce, devono conquistarsi il loro spazio e il loro ruolo. La libertà, innanzitutto quella di amare e di essere se stesse (la generosa saggia Livia, la modernissima idealista Ottavia, l’indipendente  e affascinante Giulia, la travolgente e irresistibile Isholde ). Accanto ad essi si muovono figure interessanti e vivide che brillano per la personalizzazione dei personaggi.

Godetevi gli scenari suggestivi e grandiosi, solleticheranno la vostra fantasia e il desiderio di avventura, con spontaneità e naturalezza, con la grazia di chi sa padroneggiare la materia in cui snodare un intreccio fitto ma lineare, avvincente ma non dispersivo. 

Ritrovate questa autrice che ci restituisce una delle grandi abilità o delle grandi fortune di un vero autore: il racconto del gesto. La capacità di saper narrare ogni istante, restituendo la sensazione di esserne partecipe: mentre scorrono le pagine coglierete l’attimo esatto in cui leggendo si perde il contatto con la realtà per essere totalmente avvolti, totalmente incantati e rapiti dalla storia. Sarete lì tra le traverse della Suburra o su un triclinio a gustare pietanze e pettegolezzi, in processione per le vie sacre che portano all’antico culto laziale, tra i marmi del tribunale e il vociare del mercato, nella penombra di un lupanare o nello spogliatoio di bagni e terme, tra il sangue e il sudore di un campo di battaglia, di un’arena o una pista; sentirete il suono degli scudi, il tintinnare dei sesterzi e l’odore intenso degli incensi che si levano al cielo e riempiono gli atri delle case; non vi sfuggirà la melodia languida dei sistri o la cadenza lugubre e marziale dei soldati in marcia, né il fruscio di pepli o di passi furtivi nelle notti calde.

Godetevi la forza, la passione, la grazia e l’eleganza di questa saga.

Che vi aspetta non possiamo anticiparvelo ma vogliamo invitarvi a leggere i contributi dei nostri amici, impreziositi da contenuti speciali e a seguirci partecipando anche al grandioso giveaway abbinato!

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