Buongiorno, Dame!

Finalmente la Triskell Edizioni ci ha dato la possibilità di leggere il secondo volume della serie Endgame! Skye Warren continua a narrarci la storia di Gabriel Miller e Avery James ne “Il Cavallo” e io l’ho letto per voi. Che sacrificio, eh?

Volete sapere cosa ne penso? E allora continuate a leggere la recensione, ma sappiate che sconsiglio di proseguire a chi non ha letto “Il Pedone”, primo volume di questa meravigliosa serie, visto che inevitabilmente potreste incappare in indesiderati spoiler.

Pronte?

TITOLO: Il cavallo – Endgame#2
EDITORE: Triskell Edizioni
DATA DI PUBBLICAZIONE: 11 settembre 2019
FORMATO: ebook (Euro 3,74) – copertina flessibile (Euro 10,75)

SINOSSI:

Il potere del piacere…

Gabriel Miller mi ha portato via tutto. La mia famiglia, la mia innocenza, la mia casa. L’unica cosa che mi sia rimasta è la determinazione nel riprendermi ciò che è mio.

Pensa di avermi sconfitta, pensa di aver vinto. Quello che non ha capito è che ogni pedone ha la possibilità di diventare una regina.

E il gioco è appena cominciato.

LA SERIE ENDGAME:

IL PEDONE – ENDGAME #1

– IL CAVALLO – ENDGAME #2

– THE CASTLE – ENDGAME #3 (inedito in Italia)

RECENSIONE:

Tanto tempo fa, vivevo in un castello. L’avrei difeso a costo della mia vita, ma non era ciò che Gabriel Miller voleva da me. Lui voleva la mia innocenza. Gliel’ho data, ma non è stata sufficiente. Ora sono determinata a riprendere possesso della casa della mia famiglia.

Io non so giocare a scacchi. Ci ho provato, eh? Ho insistito, cambiato insegnanti, addirittura ho tentato da sola seguendo dei tutorial, ma niente. Non fa per me. Troppa astuzia, troppi percorsi mentali. Troppi giochi cerebrali che non sono nella mia indole. Io sono un caterpillar che punta inesorabile al risultato. Percorro la mia strada senza ripensamenti e non potrei mai stabilire a tavolino una strategia di attacco o difesa.

Nel gioco degli scacchi, invece, è tutta una macchinazione. Quando compi una mossa, lo fai perché consapevole del risultato che, probabilmente, otterrai dopo almeno quattro scambi sulla scacchiera.

È premeditazione, è intelletto.

Ed Avery James e Gabriel Miller sono maestri in questo.

E io cado e cado.

Nel primo volume di questa serie abbiamo visto il crollo fisico e psicologico di Avery, abbiamo vissuto con lei ogni suo attimo di disperazione; la malattia del padre, il bisogno di avere soldi per il proprio sostentamento, la decisione di mettere all’asta la sua verginità, unico suo bene non ancora venduto.

L’abbiamo vista arrivare a essere l’ombra di se stessa, denigrata finanche da coloro che, in passato, la idolatravano. Dal lustro e dal lusso alla disperazione più nera, come unica ancora la mano dell’uomo responsabile di tutti i suoi guai.

Non c’è niente che tu possa fare al tuo corpo che potrebbe farmi passare la voglia di te […]. Ti voglio in tutti i modi, e sempre e ovunque. Ti voglio così dannatamente tanto che vorrei potermi fermare, perché fa male, cazzo.

Gabriel Miller l’abbiamo conosciuto subito, forse ancor prima di renderci conto che si stesse parlando lui; ricordate l’uomo che riacciuffò Avery e che le evitò di rovinare lungo le scale della casa paterna? Era il prologo de “Il Pedone” e Avery era ancora la bambolina in mostra nella cristalliera elitaria.

Gabriel che era una contraddizione vivente, che offendeva e comprava, che reclamava e, infine, allontanava.

E ora?

Sono fatta di qualche altro materiale inumano, incendiato dalle cose che dovrebbero disgustarmi: quest’uomo e il modo in cui mi tratta. È l’insopportabile bellezza della resa.

Sapete qual è la peculiarità del cavallo, nel gioco degli scacchi?

“ […]il Cavallo cattura occupando la casa su cui si trova il pezzo dell’avversario da catturare.” (Wikipedia)

Ovviamente, non posso svelare nulla, ma tenete a mente la definizione che avete appena letto, sarà una delle chiavi di volta di tutta questa storia.

Mille congetture hanno invaso il mio cervello durante la lettura di questo secondo, adrenalinico, stupefacente volume. Mille ipotesi che, pagina dopo pagina, la Warren smontava continuando una storia talmente tanto intrisa di colpi di scena da costringere il lettore a non posare il libro neanche per un minuto.

Una storia in cui l’Autrice dosa sapientemente eros e suspance, in cui tutti i personaggi da lei magistralmente descritti potrebbero essere il Cavallo. Se poi si intende quello della squadra nemica, intendiamoci; in ogni partita, sulla scacchiera ce ne sono quattro e solo due di essi sono nemici.

E se non fosse un Cavallo nemico?

In inglese, questo pezzo si chiama Knight, ossia Cavaliere; e chi è che corre sempre in soccorso di quella che a tutti gli effetti è la Regina di questa intricata ragnatela di eventi?

 

Gabriel Miller.

Una vita di disciplina e ora sono un cazzo di tossico.

Gabriel che, a parer mio, è il vero protagonista di questa parte di storia, con il suo crollo emotivo e la sua resa ai sentimenti.

Lui così schivo da costruirsi un’armatura in grado di difenderlo dal dolore più sordido, quello di non riuscire a farsi amare e accettare.

Così risoluto, ma al contempo così abituato  a non ricevere nulla.

Gabriel, che maschera le sue attenzioni e i suoi gesti di protezione per far sì che nessuno capisca chi è in realtà e, soprattutto, cosa prova.

Ho adorato il suo percorso interiore, vederlo diventare quasi dipendente da Avery, alla stregua di un tossico che brama la sua dose di droga preferita (citazione non propriamente colta, ma siate sincere: ci sta da Dio!).

Devo essere sincera, in questo secondo volume mi sarebbe piaciuto leggere anche un suo Pov, per avere  anche le sue impressioni e non doverle solo dedurre o immaginare, ma forse il suo fascino deriva anche – e sottolineo anche, perché parliamo comunque di un pezzo da novanta dell’Olimpo dei protagonisti maschili – da questa voluta impenetrabilità.

Il Cavallo”, rispetto al primo libro della Endgame Series parte un po’ più a rilento, concedendo ad Avery il tempo di fare il punto della situazione. Ci sono molti paragrafi introspettivi in cui la ragazza ci porge, attraverso sue considerazioni, un breve riassunto de “Il Pedone” e ho gradito molto questa sorta di escamotage, perché ho avuto così il modo di rinfrescare gli eventi e gustarmi quindi al meglio il seguito.

Dopo questa introduzione, la storia parte e non si ferma più. È davvero un susseguirsi di rivelazioni, scoperte, macchinazioni e giochi di potere che vi farà arrivare all’ultima pagina con l’ansia a mille e il cervello pieno di dubbi. Il finale ovviamente è aperto, visto che a concludere la storia arriverà – dateci una data e nessuno si farà del male – il terzo volume in cui ogni arcano verrà svelato. Almeno spero!

L’amore fa fare cose orribili agli uomini.

Laura