SINOSSI

Capita a tutti di avere una giornata storta, ma quando è la SFIGAcon la S maiuscola a regnare sovrana, non c’è niente che giri per il verso giusto. Insomma, l’espressione “mai una gioia” sembra essere stata coniata per Ethan.

E dire che lui vorrebbe solo sentirsi normale, accettato…uguale a tutti gli altri. Avere uno straccio di possibilità con la ragazza dei suoi sogni. E andarsene, sì, andarsene, mandando a quel paese coloro che gli hanno sempre reso la vita un inferno.

Facile? Per niente, tanto che quando finalmente qualcosa inizia a muoversi, lui quasi non se ne rende conto. Il cambiamento però è concreto e reale, come un colpo di stecca che spinge la palla nr 8 della sua esistenza in una direzione inaspettata. Certo, non proprio quella che lui avrebbe desiderato, ma fare lo schizzinoso non è qualcosa che uno come lui si possa permettere. E forse, in fondo, nemmeno lo vuole…soprattutto quando sono due occhi chiari ironici e attenti a seguire ogni sua mossa.

RECENSIONE

Wow! Il libro di cui i parlo oggi è uno young adult autoconclusivo che è impossibile non amare!!

Non si tratta del solito romance in cui i protagonisti riescono ad emergere per la loro bellezza. Il loro amore, o la loro esistenza che ad un certo punto subisce una sensazionale svolta… No, assolutamente!

L’impianto narrativo, al primo impatto, e anche dalla lettura della sinossi, sembra semplice, e per certi versi non rende onore a dovere al romanzo in sé.

La storia narrata, o meglio, la storia che viene messa in evidenza è quella di Ethan, un adolescente con cui la vita non è stata per nulla generosa; ma a rendere ancora più rilevante e realistica la storia di Ethan è il delinearsi sullo sfondo dei personaggi secondari. Personaggi che intrecciano il loro vissuto, le loro problematiche, con la vita del ragazzo, tanto che, in alcuni punti del libro, lo stesso Ethan diventa spettatore tanto quanto il lettore che si trova sempre più coinvolto emotivamente nella storia.

Ethan aveva sempre saputo che sua madre non lo amava, che per lei un figlio era una palla al piede, l’ostacolo che si era posto fra lei e chissà quale futuro luminoso: qualcosa di cui avrebbe dovuto liberarsi, anziché lasciarsi convincere dalle insistenze altrui.

Illuso come solo un bambino può essere, aveva pensato per troppo tempo che prima o poi lei avrebbe iniziato ad amarlo e che comunque i suoi genitori avrebbero contribuito al suo sostentamento finche non avesse finito gli studi….

Ethan sapeva, nel profondo del suo essere, che qualsiasi cosa avesse fatto non sarebbe bastata a strappare un briciolo di amore a sua madre….

Il linguaggio utilizzato nella narrazione è semplice, diretto, ed arriva subito al lettore.

Ho apprezzato molto l’utilizzo degli intercalari dialettali e dello slang adolescenziale che rendono più realistica la narrazione e la collocazione spazio-temporale dei personaggi.

Altro punto di forza è di sicuro l’utilizzo della terza persona e non della narrazione diretta del protagonista. A mio avviso questo permette al lettore di creare, man mano che procede con la lettura, una propria opinione sui vari personaggi, sui loro caratteri, sulle loro vicende, sul modo che, essi stessi, hanno di reagire.

“…non siamo abituati a parlare con qualcuno che può capire quello che diciamo, eh? Nessuno dei due…”

Ethan capì che non si riferiva alla capacità di comprensione delle parole, e nemmeno all’intelligenza dell’interlocutore. No, era qualcosa di più sottile, qualcosa che li accomunava in quanto emarginati, lui per la condizione della sua famiglia, lei per il suo sentirsi maschio nel corpo di una femmina. Entrambi abituati a galleggiare in un mondo che non era fatto per loro, cercando di dirsi reciprocamente come dovevano vivere la loro vita. Non potevano funzionare.

Se volevano avere un dialogo, dovevano uscire da quella mentalità. Sempre che volessero, effettivamente, un dialogo.

Ethan si ritrovò a pensare che, sì, lo voleva. Non aveva mai incontrato nessuno come lei e forse, per una volta, aveva l’occasione di essere se stesso, senza maschere. L’occasione di avere un’amicizia vera.

…ormai, tra Aida e Melissa, stava diventando un’abitudine. Avere delle amiche non era tutto rose e fiori, si rese conto in quel momento: a volte le persone, anche solo esistendo, ti mettono davanti a dilemmi e interrogativi più grandi di te…

È un crescendo di emozioni, di sentimenti che si insinuano nel lettore lentamente, fino ad esplodere quando si è al culmine delle vicende narrate dall’autrice.

Non si può non provar affetto per Ethan, rabbia nei confronti di sua madre, compassione per suo padre, stupore e ammirazione per Melissa, ripudio per i comportamenti dei bulli del paese, tenerezza nei confronti di Aida…

Ognuno di loro arricchisce di una sfumatura la storia di Ethan, dona un nuovo riflesso alla vita di provincia che è quella in cui molti di noi siamo calati quotidianamente.

Melissa si mosse, stiracchiando il braccio libero, puntellandosi su quello premuto contro il fianco di Ethan per sollevare la testa sulla spalla di lui.

Ethan si chinò verso di lei per controllare che si fosse svegliata e per un attimo, un soffio, si trovarono faccia a faccia, occhi negli occhi, le bocche vicinissime e i nasi quasi a contatto. Il respiro di Melissa era caldo sulla pelle.

Il mondo si ridusse ulteriormente, chiudendosi su quel voto così vicino al suo, sul calore di quel corpo estraneo e familiare premuto contro il proprio.

È delicato ed intenso il modo in cui l’autrice narra del ripudio da parte della madre con cui Ethan si trova a fare i conti da sempre; è curioso il modo in cui sboccia l’amicizia con Aida e con Melissa; è realistico e pragmatico il modo in cui vengono trattati temi come il bullismo, l’omosessualità, il disturbo di genere; è attenta e poliedrica la lettura che ne viene data dai vari personaggi del libro: tutti hanno una propria opinione su questi temi dovuta anche al loro particolare background esistenziale.

Ho trovato decisamente d’effetto anche il modo in cui si conclude il libro: non si tratta di redenzione, non si tratta di… miracolo, non si tratta di un “banale” happy ending… NO, niente di tutto questo: è un respiro più ampio quello con cui si conclude questo libro. Se dovessi sintetizzare con un’unica parola, direi che questo libro si conclude con la VITA. È con l’aprirsi a lei, alla vita, al saper accettare le sfide, che si conclude questo romanzo, e non è un finale legato solamente alle vicende di Ethan, ma è un nuovo modo di porsi che interesserà tutti i protagonisti del romanzo.

Lui deglutì e prese un respiro profondo, alzandosi a sua volta.

Quello che stava per dire avrebbe cambiato tutto, per lui. Avrebbe significato non solo provare ad avere una possibilità con lei, ma anche vedere il mondo in modo diverso, smettere di dibattersi per cercare di occupare un posto che non sarebbe mai stato suo e iniziare a ritagliarsi la sua nicchia, quella in cui più gli piaceva stare. Insieme alle persone che finora avevano dimostrato per lui affetto

Non posso quindi far altro che consigliarvi la lettura di questo libro, ma soprattutto non posso non fare i miei più sinceri complimenti all’autrice per il modo in cui ha affrontato i temi trattati nel suo romanzo; tanto che viene voglia davvero di conoscere Ethan e i suoi amici per potersi unire a loro e condividerne le esperienze.

Di sicuro una lettura da consigliare a tutti, non solo a lettrici e lettori adulti.

Complimenti!

Curry