Salve, Dame! Oggi ho il piacere di parlarvi de “Il Pedone”, di Skye Warren, pubblicato in Italia dalla Triskell. Volete sapere cosa ne penso? E allora seguitemi!

Titolo:
 Il Pedone
Autrice: Skye Warren
Serie: Endgame #1
Pagine: 216
Genere: Erotico
Collana: Romance
Editore: Triskell Edizioni
Data di uscita: 28 Febbraio 2019
SINOSSI:
Il prezzo della sopravvivenza…
Gabriel Miller è entrato nella mia vita come una tempesta. Ha abbattuto mio padre con una
gelida vendetta, lasciandolo senza un soldo in un letto d’ospedale. Ho lasciato il mio college
privato femminile per prendermi cura dell’unica famiglia che mi sia rimasta.
C’è solo una cosa che potrà salvare la nostra casa, una sola cosa di valore che mi sia rimasta.
La mia verginità.
Un’asta proibita…
Gabriel appare a ogni svolta. Sembra trarre piacere nel vedermi cadere. In altre occasioni, è
l’unica gentilezza in un brutale mondo sotterraneo.
Ma sta giocando un gioco più complesso di quanto io sappia. Ogni mossa ci avvicina, ogni
segreto ci allontana. E, quando il pezzo finale verrà mosso, solo uno di noi rimarrà in piedi.
RECENSIONE:
Avery James ha tutto. Soldi, un padre premuroso, un fidanzato accorto, una posizione sociale
di tutto rispetto. La conosciamo durante la festa organizzata per il suo diploma, all’alba della
sua partenza per uno dei college privati più rinomati. D’altronde, per lei, solo il meglio.
L’uomo sorride con una certa indulgenza. «Sarà una bella acquisizione per te, figliolo.»
Riesco a mantenere un’espressione gradevole, sebbene io speri di essere qualcosa di più di
un’acquisizione. Io voglio essere la sua compagna. Lui lo sa, vero? Ma Justin ha quel sorriso
pubblico, quello troppo brillante e troppo bianco. Quello che non significa niente.
Avery, però, non è la classica ragazzina viziata.
Avery vuole amore, vuole affermazione; sa di valere molto, ma è combattuta fra la voglia di
urlare al mondo i suoi diritti e la consapevolezza di dover rispettare il ruolo che la società le
impone.
Annaspa in un ruolo troppo stretto per lei, ma nessuno pare accorgersene. Nessuno, tranne
uno sconosciuto, che la afferra prima che lei rovini per le scale.
Poi due mani afferrano le mie braccia, riportandomi su suolo sicuro. Riesco a intravedere
dei furiosi occhi dorati, quasi felini, selvaggi, prima che l’uomo mi sfrecci accanto e scenda
le scale. Mi aggrappo al corrimano intagliato, le ginocchia deboli; mi serve un altro minuto
prima di potermi staccare dalla ringhiera di legno, ma il mio respiro è ancora irregolare.
Per lo scampato pericolo, per le mani di quell’ uomo sulle mie braccia nude.
Ho adorato questo pezzo: c’è un significato metaforico che mi ha fatto accapponare la pelle,
un background di intenti che, a posteriori, vi farà vibrare l’anima.
Un contatto, il loro che la accende, che la infervora, ma che verrà presto accantonato, perché
lei ha già un ragazzo, ha già un futuro che la vede muoversi in un universo dorato, dove tutti
sono ai suoi piedi.
Avery James è la classica ragazza da invidiare, ma niente è mai come appare. O no?
È così che mi sento in questo momento, come se volassi. Non riesco a immaginare che tra
meno di un anno precipiterò dal cielo.
Ben presto, la situazione si ribalta. Un anno dopo, tutto l’agio ormai si è sgretolato,
polverizzato come un castello di sabbia, trascinando nel baratro anche Avery. Si ritroverà, per
la prima volta in vita sua, a dover trovare un modo per sopravvivere e l’unico modo per farlo,
sarà quello di rivolgersi a uomini da cui dovrebbe solo stare lontana, ma a cui è sempre stata
vicina. Uomini che, fino a qualche mese prima, la adoravano, ma che ora la guardano come
un pezzo di carne al macello. Uomini senza scrupoli, che fanno affari al limite della legalità.
Uomini che vedono in lei una pedina sacrificabile, per poter concludere finalmente il pino di
vendetta contro suo padre. Uomini che le forniscono la chiave di volta per comprendere,
finalmente, che il suo mondo dorato non era altro che una discarica.
Ho incontrato un milione di uomini nella mia vita. Stretto mani. Sorriso. Eppure non mi
sono mai sentita così esposta come ora.
Questi non sono uomini, sono animali . Sono predatori. E io sono la preda.
Fin dove ci si può spingere per disperazione?
Qual è il limite?
Non c’è limite alcuno, quando si tocca il fondo, e Avery ormai ne è consapevole.
Non ha più nulla da barattare per soldi, nulla se non il suo corpo, la sua verginità.
Rabbia legittima si mescola con la disperazione. Sono già in caduta libera… perché non
dovrei spalancare le braccia?
Fra i tanti uomini che la osservano come merce, denigrandola e minandola nell’orgoglio, c’è
anche Gabriel Miller, l’artefice del tracollo paterno, colui che, senza battere ciglio, ha
annientato suo padre.
Lo sguardo di Gabriel mi scorre sul corpo. Incrocia il mio sguardo, l’espressione assorta .
«Non ha scelta. È la cosa più preziosa che abbia.»
Non è una cosa, vorrei gridare. Questo è il mio corpo.
Gabriel è una contraddizione vivente. Tanto è sprezzante il suo tono e freddo il suo sguardo,
tanto i suoi gesti riscaldano, seppur per brevissimi istanti, il cuore di Avery.
Ma è davvero un ossimoro vivente, oppure la sua è tutta strategia?
«Hai intenzione di lasciarmi andare?» Mi sfiora le tempie con le labbra.
«Presto, verginella.»
«Non chiamarmi così.» La mia voce trema solo un po’, rivelando il mio tumulto interiore.
«Come dovrei chiamarti? Principessa? Tesoro?»
«Potresti chiamarmi col mio nome.»
Abbassa la testa, la sua bocca proprio accanto al mio orecchio, la sua voce un mero soffio.
«C’è solo un modo in cui ho intenzione di chiamarti. Mia.» Il senso di possesso nella sua
voce mi fa rabbrividire.
«Mai.» Ma una vocina dentro la mia testa dice non ancora.
Fa un passo indietro e ride quieto.
«Puoi scappare, verginella. Ma poi tornerai.»
Con la narrazione della trama mi fermo qui, perché sarebbe impossibile continuare senza
rischiare di anticiparvi troppo. Quello che vi ho raccontato, lo leggerete nel prologo e nel
primo capitolo e credetemi, non è nulla rispetto a quanto troverete nella parte restante del
libro.
Ho a lungo cercato di capire, durante la lettura, chi o cosa fosse il Pedone ma tutte le mie
congetture sono state spazzate via una a una, costringendomi a farne di nuove.
Sarà Avery? Sarà Gabriel?
Ci sono centinaia di miti su come giocare a scacchi lasci emergere la vera identità di una
persona: come quella di un figlio perduto da lungo tempo e riunitosi con il padre per via di
un’insolita combinazione di scacchi. Messaggi scritti in legno bianco e nero, in infinite
quantità di mosse.
Una partita a scacchi che inizia fin dalle prime parole del prologo, che ci avvince, che ci
irretisce, che ci porta all’immedesimazione, che ci lascia basiti, che ci rende consapevoli di
quanto un evento possa influenzare il futuro.
Eravamo due persone che si tenevano strette su una zattera, con l’intero oceano che si
estendeva attorno a noi in ogni direzione.
Mossa dopo mossa, difesa dopo difesa, Avery e Gabriel si avvicinano e si allontanano, in un
gioco di scherni e approcci che si avviluppano alla mente e al cuore del lettore come edera.
La Warren è riuscita a costruire una storia in cui si respira cruda e nuda realtà, in cui il limite
fra lecito e illecito è talmente tanto impalpabile da divenire quasi inesistente, in cui le parti si
sovrappongono, ballando sulla scacchiera di lacrime e dolore che è la loro stessa vita.
Non esiste una vittima, non c’è un carnefice: tutti rivestono entrambi i ruoli, tutti arroccano,
tutti tentano lo Scacco Matto.
Scacco matto. La parola viene dall’antico persiano. Alcuni dicono che significhi che il re è
morto, ma la traduzione è un po’meno catastrofica… a seconda di come la si vede. Il re è
indifeso. Il re è sconfitto. Quando non rimane alcuna mossa, l’unica opzione è la resa.
Una storia che leggerete col fiato sospeso, che vi porterà a girare pagina col cuore in gola con
il desiderio, ma con al contempo timore, di sapere cosa accadrà.
La tensione sessuale che si percepisce fin dal loro primo incontro, e che permea
profondamente ogni singola pagina, farà da sfondo a un susseguirsi di eventi complesso, ma
semplice, coadiuvato dalla penna dell’Autrice, che si sposa alla perfezione con le vicende
narrate, andando ad amplificare il pathos con il suo stile pulito e ricercato.
Posso solo accennarvi che non vedrete più gli scacchi come passatempo per la famiglia.
«Mi fai male, sai?»
«Cosa?»
«Ogni volta che penso a te, mi fa male.» Si mette una mano sul petto . «Qui.»
Concludo con un appello alla Triskell: dateci subito il secondo volume! Io, nel frattempo, mi
consolerò con dei tutorial su come realizzare una Difesa Siciliana perfetta.
Se devi cambiare per essere amata, quanto vale quell’amore?
Alla prossima,
Laura
STORIA
EROS