cover endora - donne d'ombra e di spada

Sinossi:

Endora- secondo episodio – Il reggimento guidato da Nyadeia è arrivato nei territori di confine, dove le incursioni dei Qanaky si fanno sempre più sanguinose. E qui, tra agguati, battaglie e assedi, lei deve arrendersi all’idea che anche la sua vita privata non è scevra da pericoli e da scontri. Soprattutto l’unione con l’uomo che ha sempre amato, ma che non ricambia il suo amore.

Anche Killiar sta cominciando a pensare che quel matrimonio non sia stato una buona scelta. Continua a rimpiangere Izrhad, la sua prima moglie, una donna con un carattere totalmente diverso, e la sua inquietudine lo porta ad agire in maniera impulsiva e a correre rischi che potrebbero costargli molto, forse troppo.

E Daigo, infine, è inquieto. Il suo amore verso Naydeia è senza speranza, il suo astio contro Killiar cresce di giorno in giorno. Eppure l’Aldair è un uomo astuto e intelligente: sa che le sue intenzioni potrebbero fargli rischiare la forca, ma non rinuncerà a costruire le proprie trame.

Nel frattempo, a Omira, la capitale, il potente Yadosh sta per cadere in una trappola. Il suo progetto segreto per ridare dignità agli uomini di Endora ha scatenato una ferocia inestinguibile, perché chi ancora porta avanti il complotto storico che ha dato il potere alle donne non può permettere che le cose cambino. Persino un uomo furbo e senza scrupoli come lui può trovarsi avviluppato in una rete di inganni, tessuta da una nemica digrandeintelligenza.

All’orizzonte si profilano nubi nere per tutti…

A Endora il matrimonio può essere una condizione molto pericolosa. Per un uomo. 

In occasione della recente uscita de “Endora-Donne d’ombra e di spada”, cogliamo l’occasione per presentare il testo di Fernanda Romani.

Lasciamo la parola all’autrice:

  • Perché una lettrice dovrebbe leggere il tuo libro?
  • Io spero che i miei libri possano suscitare emozioni, le stesse che provo io quando li scrivo. Sono profondamente legata a ognuno dei miei personaggi, soffro e gioisco assieme a loro e vorrei trasmettere tutto ciò che sento mentre creo le mie storie.
  • Che cosa c’è di innovativo e quali sono gli elementi di continuità con il genere o con la tradizione?
  • Non penso di aver scritto qualcosa di innovativo. Il tema della società matriarcale è stato trattato da altri autori, sia nel fantasy che nella fantascienza. Forse l’aspetto più originale è la prostituzione maschile come condizione auspicata e favorita fin dall’infanzia, l’unica attività che consente a un uomo di diventare ricco. Un elemento che i miei romanzi hanno in comune con la tradizione è l’ambientazione pseudo-medioevale, a cui però ho voluto aggiungere degli aspetti rinascimentali.
  • Che cosa ti ha spinta a scrivere?
  • Sono sempre stata una divoratrice di libri, ma la passione per la scrittura è abbastanza Ho cinquantadue anni e scrivo da circa tre. Avevo fatto qualche sporadico tentativo vent’anni fa, ma poi decisi che non faceva per me. L’evento scatenante è stato l’ incontro con una persona, amica di un’amica, che scrive da sempre e per di più scrive fantasy, l’unico genere a cui avrei voluto dedicarmi.
  • Dopo quell’incontro mi sono rimessa a scrivere, ho cominciato a frequentare luoghi, in Internet, dove poter trovare persone da cui imparare, poi ho iniziato con i concorsi.
  • Ho pubblicato diversi racconti in antologie tramite concorsi e selezioni, e ho visto che la mia passione mi portava dei risultati.
  • Questo l’ha rafforzata e ha rafforzato la mia decisione di dedicarmi alla scrittura nella maniera più professionale possibile. Cerco di essere costante, di documentarmi con attenzione, di imparare a scrivere sempre meglio e di trarre preziosi insegnamenti dall’editing. Voglio andare avanti, raccontare le mie storie e cercare un pubblico che voglia leggerle.
  • Da che cosa è nata la storia? Quali sono state le fonti di ispirazione?
  • Questa saga, che ho progettato in quattro episodi, è nata per soddisfare l’esigenza di scrivere dei racconti spin-off di un’altra che ho in fase di stesura, affrontando la stessa tematica: la società matriarcale. Mi resi conto subito che l’altra saga che era adatta per creare degli spin-off. Si tratta di un universo molto complicato, che per essere compreso ha bisogno di un prologo didascalico, cosa assolutamente irrealizzabile se si vuole scrivere racconti. Così è nata la prima storia ambientata a Endora, un mondo totalmente diverso dall’altro di cui sto scrivendo, più semplice da capire e da tratteggiare con pochi cenni. Quel primo racconto s’intitolava “L’alternativa” e mi fu pubblicato in un’antologia fantasy. Fu un tentativo, ma con il tempo ne delineai altri che divennero una serie di racconti che poi si tradussero in un breve prequel e in un racconto, pubblicato tramite selezione, che, in seguito, divenne il primo capitolo di “Endora”. Ormai era nato un nuovo universo, del tutto indipendente dall’altro che avevo creato, al quale lo collegava il tema della società matriarcale. Un tema che ho deciso di sviluppare in diverse storie, raccontando la difficile condizione degli uomini all’interno di una società che li penalizza solo perché nati uomini. Ho voluto usare questo rovesciamento di ruoli come metafora della condizione femminile nelle società umane, di varie epoche e culture.
  • Quando scrivi? E come? in modo organizzato e continuo o improvviso, discontinuo?
  • Scrivo ogni volta che riesco a trovare un po’ di tempo per farlo. Non sono affatto organizzata, anche se sto cercando di migliorarmi per riuscire a scrivere di più. Gli appunti e le bozze li scrivo a mano e a matita su diversi quaderni, di ogni dimensione. La prima stesura la scrivo al pc, salvandola in maniera regolare dentro una chiavetta USB. Il mio più grande cruccio è che sono lentissima a scrivere. Ho dato la colpa al fatto che rifletto troppo mentre scrivo e sto provando a farlo più velocemente, senza soffermarmi più di tanto a perfezionare la scrittura, ma badando soltanto alla stesura della storia.
  • Quali strategie hai adottato per promuovere il tuo libro e che tipo di strumenti hai usato – e usi per proporlo all’attenzione dei tuoi potenziali lettori?
  • Ho dovuto imparare a promuovermi e proprio per questo mi sono iscritta a Fb, cercando di capire le tecniche e gli strumenti. Faccio regolarmente spam all’interno di svariati gruppi e ho un pagina dedicata a Endora. Quest’ultima non mi pare molto efficace, perlomeno se confrontata con le dichiarazioni di altre autrici che considerano la propria pagina come un mezzo per tenersi in contatto con le proprie lettrici. Per il primo episodio di Endora chiesi a molti blog se erano disposti a recensirmi e ottenni una  ventina di risposte affermative, purtroppo, dopo più di un anno dall’uscita del libro, due terzi di quei blog non mi hanno ancora recensita. Per il secondo  episodio, avendo imparato la lezione, ho chiesto pochissime recensioni e solo a blog affidabili. Sto anche pensando di farmi un gruppo su Fb, per vedere se mi può essere utile ad avere un rapporto più ravvicinato con le lettrici.
  • Perché la scelta del self publishing?
  • E’ stata una concomitanza di eventi a determinare la scelta. Avevo proposto Endora a un editore che pubblicava fantasy a puntate, ma mi venne risposto che avevano cambiato la loro politica editoriale e che accettavano solo manoscritti completi. Io avevo scritto solo il primo episodio ma pur di partecipare a un concorso di quell’editore avevo reso pubblica l’idea di base della storia. Temevo che qualcuno se ne impadronisse e la pubblicasse prima di me, così mi decisi a fare il grande passo del self-publishing.
  • Progetti per il futuro?
  • Ho intenzione di portare a termine l’altra trilogia che stavo scrivendo. Il tema è sempre quello della società matriarcale ma le implicazioni sono diverse. Mentre il tema di Endora è “riusciranno gli uomini a ritrovare la libertà?” , la domanda fondamentale dell’altra saga è “gli uomini meritano la libertà?”. Questo è il dubbio che tormenterà il protagonista fino alla fine della vicenda.
  • Tre persone da ringraziare
  • La prima è Sarah Bernardinello, la persona grazie alla quale ho ricominciato a scrivere dopo aver abbandonato l’idea per tanti anni. La seconda è Valeria Barbera: fin dai miei primi tentativi è sempre stata presente con i suoi consigli e la sua esperienza. Grazie al suo prezioso editing vinsi il mio primo concorso e pubblicai con un editore il mio primo racconto fantasy, il primo racconto ambientato a Endora.
  • E infine Babette Brown alias Annamaria Lucchese, blogger e preziosa amica. E’ stata la prima a recensirmi e a darmi fiducia, senza mai smettere di sostenermi e incoraggiarmi.