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Sinossi
Emma é una ragazza semplice dall’inconsapevole fascino magnetico. La sua vita tranquilla, al confine dell’invisibilità, verrà sconvolta da un cambiamento radicale ed improvviso che la catapulterà nel complesso e violento mondo di streghe e vampiri. Un’inaspettata e travagliata transizione ne muterà in modo definitivo la natura e l’essenza trasformandola in un essere sovrannaturale mai esistito prima. Quando la straordinaria ragazza, accompagnata dai suoi amici di sempre e da un nuovo e viscerale amore, si troverà ad affrontare con coraggio la sua nuova vita imparando ad amarla e ad amare se stessa come mai prima, scoprirà di possedere uno sconfinato ed incontrastabile potere. È, questa, una appassionante ed intensa storia di amicizia, fratellanza e amore.

In occasione della recente uscita del terzo capitolo della The Hybrid’s Legacy Saga , cogliamo l’occasione per presentare il testo “Emma”, libro primo della saga di Francesca Pace.

Lasciamo la parola all’autrice:

▪ Perché una lettrice dovrebbe leggere il tuo libro?

Che domandona… “Emma” è una bella favola moderna che rispetta tutti canoni del passato… buoni sentimenti, una morale sana e l’affetto della famiglia e degli amici che ti aiuta a superare ogni tremenda difficoltà. Ci tenevo a dare un messaggio pulito e di speranza mentre scrivevo le avventure di Emma e dei suoi amici. È un romanzo, questo primo, pensato per mia figlia e volevo mostrarle una realtà nella quale ogni cosa è possibile se si è coraggiosi, determinati e forti come la protagonista, che porta il suo nome, e che, comunque, non manca di sfumature e debolezze che la rendono eccezionale.

▪ Che cosa c’è di innovativo e quali sono gli elementi di continuità con il genere o con la tradizione?

Tornano gli elementi dell’Urban Fantasy “classico”… streghe e vampiri sono i personaggi di questa storia, ma non i protagonisti. Credo che l’originalità sia anche in questo, nel fatto che, in realtà, la storia potrebbe spogliarsi di questi elementi sovrannaturali, che l’arricchiscono e la colorano, senza dubbio, e l’intreccio rimarrebbe comunque in piedi. In più l’ibrido si cui si parla nella Saga è un elemento decisamente nuovo.

▪ Che cosa ti ha spinta a scrivere?

Non cosa, ma chi. Mia madre quando avevo 11 anni mi ha regalato un diario per spronarmi a comunicare con il mondo, ero una ragazzina introversa e di poche parole. Ancora oggi scrivo un diario, è una piacevole abitudine che chiude le mie giornate. Presto quelle pagine sono divenute il mio rifugio sicuro, il luogo in cui la mia fantasia si animava e prendeva vita. Rileggo quelle pagine con terrazza quando mi capita di sfogliarle.

▪ Da che cosa è nata la storia? Quali sono state le fonti di ispirazione.

La verità? Mi metto a nudo e te lo dico… io non nasco mamma e moglie, nel senso che ho sempre lavorato e avuto una carriera ben avviata, poi ho deciso di mollare tutto per fare la mamma. Non nego che a volte questa scelta mi vada un pelino stretta, così, pensando a mia figlia e all’esempio che avrei voluto darle, ho deciso di mostrarle che una donna può e sa fare molto, che non deve “chiudersi” in un dolo mondo quando ne può vivere infiniti.

▪ Quando scrivi? E come? in modo organizzato e continuo o improvviso, discontinuo?

Io non sono affatto organizzata… ho due bimbi piccini e scrivo quando ho tempo. Puntualmente vengo letteralmente folgorata da pensieri e interi capitoli quando sono in auto o in giro con i bimbi e poi impazzisco per ricordare quanto avevo in mente. Ho provato a fare una sorta di scaletta degli eventi e bozza dei personaggi, ogni volta, però, la storia prende pieghe inaspettate e i personaggi “decidono” da soli la via da intraprendere. Il processo creativo è piuttosto buffo, immagino scene e dialoghi, a volte li improvviso in auto… le persone penseranno io sia pazza. Insomma, vedo cose e le descrivo poi con le parole, lasciandomi, spesso, suggestionare e guidare dalla musica.

▪ Quali strategie hai adottato per promuovere il tuo libro e che tipo di strumenti hai usato – e usi- per proporlo all’attenzione dei tuoi potenziali lettori?

Nella promozione sono una frana… vera! Comunque, mi sono affidata ai social con campagne pubblicitarie gestite per eventi. Devo dire che ho avuto buonissimi ritorni in termini di visibilità e vendita. Da poco mi sono avvicinata alle fiere, vincendo la mia timidezza, ho deciso di metterci la faccia. Sono stata al Romic e mi sono divertita da matti, tanto da voler ripetere l’esperienza aTorino e Milano.

▪ perché la scelta del self publishing?

Inizialmente é una scelta “forzata”. Le offerte che ho ricevuto dalle CE sono state a dir poco imbarazzanti. Ne ho dovute rifiutare alcune e nel mentre ho imparato a gestirmi come autrice. Oggi adoro il mondo del self e, sebbene, siano arrivate proposte meno imbarazzanti, ho preferito rimanere il capo di me stessa.

▪ Progetti per il futuro?

Intanto, finire la Saga. Sto scrivendo il quarto e ultimo volume. Poi vorrei cimentarmi con un epic fantasy e un contemporaneo del quale é già uscito in un’antologia il racconto.

▪ Tre persone da ringraziare

Il mio compagno, Andrea. Lui ci ha creduto da subito e mi ha dato e mi da coraggio ogni giorno. È la mia forza. La mia migliore a mica, Serena. Come ho scritto anche nel romanzo, lei è il mio personalissimo sole, illumina le mie giornate anche ora che viviamo distanti. E i miei bimbi. Loro mi danno la forza di affrontare ogni cosa… anche se a volte li legherei! …oops, sono quattro, ma gli ultimi due sono piccini piccini…fanno per uno!