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COSA RIMANE DI NOI

 Un ex poliziotto. Due vite da ricostruire.

Un bambino da trovare. L’inferno da distruggere.

SINOSSI

Esiste l’inferno o è solo la realtà che viene creata dalle nostre paure?

Luca è un uomo distrutto che ha lasciato la Polizia dopo una tragedia che ha colpito la sua famiglia.

Nicole, sua moglie, non esce più di casa, rinchiusa nel suo mondo.

Entrambi verso l’autodistruzione, non riescono nemmeno a guardasi in faccia.

Un uomo misterioso propone a Luca di riavere la sua vita, lui può aiutarlo. Ma a una condizione: “Devi ritrovare mio figlio”.

Per l’ex poliziotto inizia una vera discesa agli inferi: dovrà riprendere clandestinamente la sua attività di investigatore. Affrontare un mondo fatto di bambini scomparsi, persone marce, corrotte, spregevoli. Alla ricerca di quello che anche lui ha perso.

Unico obiettivo: poter rimettere insieme i pezzi di quelle vite distrutte.

In occasione della recente uscita di COSA RIMANE DI NOI, cogliamo loccasione per presentare il testo di M.S. (MANUEL SGARELLA)

 Lasciamo la parola all’autore:

 Perché una lettrice dovrebbe leggere il tuo libro?

 Una lettrice o un lettore. Mi piace pensare che mentre scrivo ci si possa rivolgere a più tipologie di lettori. Il perché non lo saprei dire, non penso di essere migliore di altri. Ma una cosa cerco di mettere sempre in quello che scrivo, ovvero quello che mi piacerebbe leggere: quel qualcosa tra le righe che va oltre la parola scritta, è quel qualcosa che ti stringe il cuore mentre leggi, a prescindere dalla storia. Non è detto che si riesca nell’intento, ma diciamo che è un bell’obiettivo da porsi.

  •  Che cosa c’è di innovativo e quali sono gli elementi di continuità con il genere o con la tradizione?

 Questo libro (COSA RIMANE DI NOI) non è un romance come lo era IL TEMPO CHE CI SERVE. Per un semplice motivo: mi piaceva sperimentare e potermi immergere in un altro genere, ma “sporcarlo”. Come il romanzo precedente che non è un romance puro, questo libro non è un giallo o un noir puro. Ha una forte contaminazione con altri generi, come la storia d’amore che esiste, è presente, anche se in una maniera diversa, meno fisica.

  •  Che cosa ti ha spinto a scrivere?

 Se intendi a scrivere in generale, non saprei dire. A me piace raccontare storie, sotto qualsiasi forma, trovando il mezzo (articolo, sceneggiatura, testo teatrale, romanzo) più adatto a rappresentare quella storia. Poi ogni volta è una scoperta, e il bello in fondo è divertirsi. Penso che poi questo venga percepito, spero, in chi legge.

  •  Da che cosa è nata la storia? Quali sono state le fonti di ispirazione?

 La storia di COSA RIMANE DI NOI nasce dalla mia paura più grande, una paura nata e cresciuta appena sono diventato padre. Un’apprensione (il timore di perdere mia figlia all’improvviso) che dovevo gestire in qualche maniera. E così è nata la storia del Cieco. Un modo per esorcizzare quella paura affrontandola di petto. Sono passati un po’ di anni da quella prima stesura, avevo paura a pubblicare questa storia. Poi mi sono convinto: mi è stata utile, e ho pensato potesse servire anche a qualcun altro. Senza presunzione, ma a volte mettiamo sotto un tappeto quello che non vogliamo vedere. Ma così le paure diventano più grandi, diventano mostri.

  •  Quando scrivi? E come? in modo organizzato e continuo o improvviso, discontinuo?

 Scrivo quando posso. Dipende da come si organizza la mia vita con il lavoro (che non è molto regolare come orari) e con le esigenze della famiglia. Però, quando ho una storia, la faccio crescere pensandoci. Poi quando scrivo cerco di seguire i consigli che mi diede il mio professore di sceneggiatura una volta: scrivi tutti i giorni, non importa se poi cestini, ma non ti fermare mai.

Non lo ringrazierò mai abbastanza per questo, e altri consigli.

  •  Quali strategie hai adottato per promuovere il tuo libro e che tipo di strumenti hai usato e usi- per proporlo all’attenzione dei tuoi potenziali lettori?

 Cambiando genere ogni volta è un’esperienza diversa per ogni romanzo. Quel che posso dire con sicurezza è che mi piace il confronto. Da quando è iniziata questa avventura di self publishing ho incontrato persone grandiose e disponibili che hanno donato il loro tempo e il loro talento senza chiedere niente in cambio. Hanno creduto in un’idea, in una storia. E, col tempo, capisci che è una grande fortuna averle incontrate.

  •  Perché la scelta del self publishing?)

 Non ci credevo. Mi ha convinto un’amica, Daniela Volontè, che aveva letto alcune mie storie. Ero scettico, poi come ho detto sopra, ho scoperto un mondo di persone nuove.

  •  Progetti per il futuro?

 Nessuno in particolare. Continuerò sicuramente a scrivere, tornerò sul romance cercando prospettive che mi stimolino, e poi si vedrà. Dipende anche dalla fiducia che mi daranno lettrici e lettori. Persone che, come me, credo vogliano sempre nuove storie da scoprire.

  •  Tre persone da ringraziare

 Non è facile nominarne solo tre. Ci sarebbe un lenzuolo di persone che, come accade a tutti, ci “illuminano” ogni giorno. Sicuramente mia moglie Chiara. Mi sopporta da 13 anni. Legge ogni mia storia ed è molto critica. Poi Daniela che mi ha convinto in questa avventura. E quel professore di cui accennavo prima, Gaetano. Oggi non c’è più, ma è lui che mi ha fatto capire che “qualcosa tra le righe” è la magia di una storia.