Sinossi  “La Maschera Rossa”

 

 Venezia, 1821

Ludovica ha trascorso gran parte della vita in convento, ma nel giorno del suo diciottesimo compleanno decide di lasciare il monastero che l’ha ospitata in cerca di indipendenza e libertà. Non ha molto con sè tranne pochi ricordi e la speranza di un futuro migliore. Cammina sola per la città con una maschera rossa a celarle il viso. A Venezia si festeggia il Carnevale e la ragazza viene travolta dalla magia e dall’euforia dei festeggiamenti. In Piazza San Marco conosce per caso un uomo affascinante, misterioso e mascherato come lei. Tra i due si accende una scintilla che ben presto diventa fuoco: Domenico, questo il nome dello sconosciuto, la porta nel suo palazzo affacciato sul Canal Grande dove la giovane e innocente Ludovica scoprirà ben presto dei piaceri che le erano fino a quel momento sconosciuti. Domenico le farà assaporare il gusto del peccato che difficilmente la giovane Ludovica riuscirà a scordare… L’innocenza perduta per sempre, corpo e cuore donati a un uomo che la ragazza sente che probabilmente non rivedrà mai più. Ma il destino a volte è imprevedibile e riserverà a entrambi piacevoli sorprese.

Un racconto dall’ambientazione storica nello stile del romance puro dove sentimento e sensualità si fondono perfettamente per una lettura romantica e coinvolgente.

 In occasione della recente uscita de  “La Maschera Rossa”, cogliamo l’occasione per presentare il testo di Marta Savarino

 

Lasciamo la parola all’autrice:

 Perché una lettrice dovrebbe leggere il tuo racconto?

 Bella domanda… anzitutto prima di rispondere lasciatemi ringraziare per lo spazio che mi mettete a disposizione. Detto questo, penso che questo racconto debba essere letto perchè, trattandosi di uno storico dall’ambientazione magica come può essere quella del Carnevale di Venezia, ci permette di staccare per un po’ dalla realtà e dalla vita di tutti i giorni. Tutti i romanzi lo fanno, è vero, ma questo racconto ha un’atmosfera davvero particolare.

  •  Che cosa c’è di innovativo e quali sono gli elementi di continuità con il genere o con la tradizione?

 Per quanto riguarda gli storici tendo a rimanere fedele alla tradizione del romance a cui mi ispiro, con i contemporanei invece oso di più cercando di scrivere di argomenti originali. Con lo storico vado con il classico, diciamo. Per la Maschera Rossa i miei modelli di riferimento sono state le mie autrici preferite, le regine del Romance storico per quanto mi riguarda, vale a dire Lysa Kleyas e Mary Balogh. Per i romanzi invece principale fonte di ispirazione sono stati Anne e Serge Golon e la loro Angelica Marchesa degli Angeli.

  •  Che cosa ti ha spinta a scrivere?

 Leggere non mi bastava più. Ho sempre avuto molta fantasia, sin da bambina e per molti anni mettevo su carta il frutto della mia immaginazione disegnando. Poi da grande ho iniziato a scrivere seriamente, non storielle e fan fiction come da ragazzina e ho smesso di disegnare. Così ho iniziato il mio primo romanzo, la Vendetta di Isabelle ed era il 2010.

  •  Da che cosa è nata la storia? Quali sono state le fonti di ispirazione?

 La Maschera Rossa nasce come racconto molto breve che faceva parte di un’antologia di racconti con tema il Carnevale veneziano del 1800. Non ne sapevo nulla, zero. Con l’aiuto di un’amica e studiando l’argomento ho creato la storia di Ludovica e Domenico che però ritenevo sprecata e limitata in una raccolta con altri racconti dello stesso tema. Infatti il mio racconto non l’ha notato nessuno, così l’ho ripreso ed è diventato la novella che ho pubblicato a gennaio di quest’anno. Sono soddisfatta del risultato e devo dire che la Maschera mi sta dando delle belle soddisfazioni.

  •  Quando scrivi? E come? in modo organizzato e continuo o improvviso, discontinuo?

 Scrivo quando riesco, a volte se ho del tempo libero a casa da sola non riesco a combinare nulla e trovo l’ispirazione quando invece ho le bambine e il marito che mi girano intorno. A volte non scrivo per settimane e poi all’improvviso ricomincio a scrivere come per magia. Quindi si può dire che scrivo in maniera discontinua, all’improvviso e per niente organizzata!

  •  Quali strategie hai adottato per promuovere il tuo libro e che tipo di strumenti hai usato – e usi per proporlo all’attenzione dei tuoi potenziali lettori?

 Non sono un’autrice popolare, non sono una di quelle onnipresenti nei gruppi su Facebook che in un modo o in un altro riescono a promuovere e vendere i propri romanzi, non sono una che quando pubblica qualcosa di nuovo ha gruppi di amici e “fan” pronti a sponsorizzarla e sostenerla… magari, sarebbe tutto più semplice! Scrivo da qualche anno ormai ma non sono ancora riuscita a ottenere il successo che altre più fortunate ottengono al primo romanzo. Non ho strategie, chiedo ai blog come ho fatto con voi e partecipo alle iniziative in cui a volte vengo coinvolta. So fare tutto ma non pubblicizzarmi… colpa del mio carattere, ho sempre paura di infastidire più che attirare l’attenzione.

 

  • perché la scelta del self publishing?

 Dopo anni di case editrici e carenza di serietà…quella del self publishing mi è sembrata l’unica soluzione per me. Le grandi Case Editrici non mi considerano così come gli agenti letterari. Benissimo, faccio da me e sto ottenendo più soddisfazioni e riscontro di pubblico in pochi mesi da self che in anni di casa editrice.

  •  Progetti per il futuro?

 Ho finito in questi giorni il mio quarto romanzo, un rosa contemporaneo che pubblicherò una volta terminato l’editing, penso per aprile. Poi si vedrà, magari mi prendo una lunga pausa o magari continuo lo storico che avevo iniziato un paio d’anni fa. Dipende dal riscontro che avrà questo romanzo e se avrò ancora ispirazione per scrivere qualcosa di nuovo!

  •  Tre persone da ringraziare

 Tre sono poche, come facciamo?

Prima di tutti mia sorella Carla… e poi le mie amiche di Facebook che mi hanno sostenuto di più di quelle “reali” che non hanno mai mostrato grande interesse per i miei romanzi.