scandella

 

Sinossi

Evelyn Spencer, brillante studentessa dell’università di Dartmouth, ha un problema di concentrazione a letto.

Con il suo ragazzo Jake la passione non manca, ma per quanto impegno ci metta Evelyn non riesce mai a raggiungere il culmine del piacere.

Persino da sola ha delle difficoltà, ma la sua vita raggiungerà una svolta quando si deciderà a comprare un sex toy con il quale riuscirà a trovare la pace dei sensi.

A un certo punto, però, anche quello non basta più. Perché a Evelyn manca il contatto umano, il calore di un ragazzo che si sdrai al suo fianco dopo una notte d’amore.

E l’unico che sembra sapere cosa lei voglia è Lester McHall. Lo stesso Lester McHall che è stato suo compagno al liceo, quello che le ha fatto passare anni d’inferno prendendosi gioco dei suoi sentimenti e diventando il suo bullo personale. Per quanto la curiosità di Evelyn sia incontenibile, deve riuscire a evitare di finire in fondo alla lista delle sue conquiste di una notte, perché lei non è quel tipo di ragazza. Eppure, quando una sera decide di cogliere l’attimo, non riesce a pentirsene. Perché Lester sa esattamente cosa le piace…

 

In occasione della recente uscita de SO COSA TI PIACE, cogliamo l’occasione per presentare il testo di Susanna Scandella

 Lasciamo la parola all’autrice:

  •  Perché una lettrice dovrebbe leggere il tuo libro?

Perché, da lettrice, so quanto sia bello poter estraniarsi dalla vita reale e vivere altre vite. La mia speranza è che leggendo So cosa ti piace, loro non solo vivranno insieme ai miei personaggi, si immedesimeranno, ma soprattutto avranno un periodo in cui le loro mente verrà catturata dalle emozioni che ho cercato di far provare. Poter trasmettere i miei pensieri, sapere che altri hanno letto le mie parole e sono entrate in loro, mi da una sensazione che non riesco ancora a descrivere. In sintesi, dovrebbero leggerlo perché posso assicurare che ho messo tutta me stessa, mente e cuore, in quelle pagine. Sto donando alle lettrici la mia anima, in tutta la sua essenza.

  •  Che cosa c’è di innovativo e quali sono gli elementi di continuità con il genere o con la tradizione?

Di innovativo credo sia proprio il genere new adult, di cui fa parte So cosa ti piace. Ho voluto mettere dell’ironia, parlando di argomenti “caldi”, ma senza cadere nella volgarità. Per quanto riguarda la tradizione e la continuità del genere c’è solo una parola che rappresenta al meglio il mio romanzo: l’amore. Una piccola anticipazione? Come il padre di Evelyn le dice, dandole ancora una volta una lezione di vita, quando si parla d’amore non si può sbagliare.

  • Che cosa ti ha spinta a scrivere?

Mio fratello Claudio. Sembra strano, perché lui non lo sa! In effetti mi è sempre piaciuto farlo (scrivevo per il giornalino scolastico e fare temi era il mio compito preferito), ma, forse ingenuamente, non avevo mai pensato a poter scrivere davvero un libro. Quando sono rimasta incinta ed è terminato il mio contratto di lavoro, la mia famiglia mi chiedeva cosa pensavo di fare della mia vita, perché sentivo di voler cambiare campo. Non ho trovato la risposta fin quando mio fratello una mattina mi ha telefonato, mi ha fatto quella che sembrava la solita domanda, ma in realtà ha acceso qualcosa in me. Magari era solo il momento che succedesse, ma non finirò mai di ringraziarlo per quell’istante, perché, inconsciamente, mi ha aperto gli occhi sulla mia passione più grande, oltre a mia figlia.

  • Da che cosa è nata la storia? Quali sono state le fonti di ispirazione?

Varie e ancora di più! Un misto tra telefilm, un mio compagno di scuola che mi piaceva, ma che mi ha messa in imbarazzo più di una volta (spero non legga questa intervista! 🙂 ), ma, soprattutto, ci sono io. Ci sono le mie idee e naturalmente la magia che accade quando le dita scorrono sui tasti e la mente va a briglia sciolta. Dico magia, perché dopo aver scritto, rileggo e mi sorprendo da sola di alcune cose che non pensavo minimamente di avere la capacità di riportare su carta.

 

  • Quando scrivi? E come? in modo organizzato e continuo o improvviso, discontinuo?

Questa è la parte che mi piace di più. Scrivo quando la mia piccola dorme. In questo modo posso stare con lei e non perdermi nulla. Giochiamo, cresciamo insieme e quando lei si riposa (quei pisolini di giorno e di notte), io vado a trovare la mia altra passione, la scrittura, immergendomi completamente in lei. Di solito scrivo in modo continuo e specialmente per So cosa ti piace, ho fatto tutto impulsivamente. In due settimane avevo la mia prima stesura. La magia mi ha avvolta!

 

  • Quali strategie hai adottato per promuovere il tuo libro e che tipo di strumenti hai usato – e usi per proporlo all’attenzione dei tuoi potenziali lettori?

Messaggi, post su facebook, blog, forum, minacce… scherzo! Mi è capitato di dirlo anche in palestra. C’erano delle ragazze e, anche se sono tremendamente timida (non si direbbe dal libro, eh?), mi sono esposta e ho chiesto loro se volevano leggerlo. Insomma, praticamente quando vedo qualcuno parlo di So cosa ti piace, almeno finché non mi chiederanno di smetterla.

  • Perché la scelta del self publishing?

Perché sono convinta che sia una modalità per farsi conoscere in crescita e, sinceramente, desideravo davvero tantissimo far leggere un pezzo di me stessa agli altri. Spero solo che il mio lavoro sia all’altezza delle aspettative. 🙂

 

  • Progetti per il futuro?

Crescere, crescere e ancora crescere. Sono felice di poter insegnare a mia figlia che la mente può essere un luogo stupendo da esplorare. Da piccola pensavo di non avere fantasia perché mia sorella Manuela mi diceva di disegnare, ma mentre lei era bravissima e creava capolavori da restare a bocca aperta, io non avevo idea di cosa poter mettere sul foglio. Se non avevo qualcosa da riprodurre non sapevo come muovermi. Capire che anche io sono capace di creare i miei mondi, e che quei sogni a occhi aperti che facevo potevo riprodurli a parole, mi ha dato una soddisfazione inimmaginabile!

 

  • Tre persone da ringraziare

Di sicuro, Valeria Luzi. Un giorno ho deciso di scriverle e lei mi ha dato il supporto morale di cui avevo bisogno, oltre alla sua esperienza di scrittrice! Ho trovato in lei un’amica e una persona splendida sulla quale poter contare per muovermi in questo mondo meraviglioso.

Poi, i miei genitori, Elena e Giorgio, che mi hanno permesso di realizzare i miei sogni, non imponendomi mai i loro e dandomi sempre l’appoggio per ogni mio colpo di testa.

Ce ne sarebbero così tante altre che lo spazio non mi basterebbe. Se devo sceglierne un’ultima, non posso che ringraziare mia figlia, la mia piccola Chiara. Senza di lei, ne sono sicura, non ce l’avrei mai fatta ad avere il coraggio di inseguire il mio sogno.