Salve Dame! Ho letto per voi in anteprima “Iron Flowers – Regina di cenere”, di Tracy Banghart. È il secondo e ultimo volume della serie omonima pubblicata in Italia dalla DeA Planeta Libri. In questo libro troveremo l’epilogo alle vicissitudini di Nomi e Serina, riusciremo finalmente a scoprire cosa il destino ha riservato alle due sorelle; per questo motivo, consiglio di proseguire la lettura solo a chi ha avuto il piacere di leggere il primo volume per evitare di andare incontro a inevitabili spoiler, presenti tra l’altro già nella sinossi

TITOLO: IRON FLOWERS – REGINA DI CENERE

AUTORE: Tracy Banghart 

EDITORE: DeA Planeta Libri

GENERE: Fantasy Young Adult

DATA DI PUBBLICAZIONE: 10 Settembre 2019

PREZZO: € 7,99 (ebook) – € 13,60 (copertina rigida)

LA SERIE:

Iron flowers – Regina di cenere

 

SINOSSI:

Se c’è una cosa che Nomi ha imparato durante il suo inaspettato anno a corte come Grazia è che non bisogna arrendersi mai. Nemmeno quando tutto sembra perduto. Nemmeno quando Malachi, l’uomo che ama più di se stessa e legittimo erede al trono, viene spodestato dal fratello minore e bandito dal regno. Armata di coraggio, Nomi conduce Malachi nell’impenetrabile prigione di Monte Rovina. È convinta che l’unica persona al mondo che possa aiutarli sia sua sorella, Serina. Ma quando Malachi e Nomi arrivano alla prigione, non trovano ad aspettarli le donne vinte e ferite che hanno sempre immaginato. Perché le prigioniere di Monte Rovina si sono ribellate: alle loro ingiuste condanne, al loro ingiusto destino di donne. E Serina, la dolce, remissiva Serina, è il capo della rivolta. Il dolore, la violenza e la sofferenza hanno cambiato sia Nomi sia Serina, eppure le sorelle sono pronte a combattere fianco a fianco. Per liberarsi dell’usurpatore e per ristabilire la giustizia – e l’uguaglianza – in tutto il regno.

RECENSIONE

“Non c’è nessuna scelta se non ti è concesso di dire no.”

Nomi e Serina, due sorelle talmente diverse da sembrare estranee agli occhi di chi non le conosce.

Almeno, questo è quanto ricordiamo di loro dopo aver letto il primo volume di questa dilogia fantasy. Nomi è concreta, amante del sapere; ne è così tanto desiderosa da arrivare persino ad apprendere la lettura, cosa del tutto proibita alle donne di Viridia e che sconvolgerà la vita sia a lei che a Serina.

Serina è una vera e propria ancella, una odalisca votata al compiacimento del suo compagno. È stata tirata su con l’ideale di diventare, un giorno, una Grazia. Ma di questo abbiamo già letto. Sappiamo già cosa accadrà alle due una volta arrivate nel palazzo del Supremo, conosciamo già il destino di Serina e di Nomi. Quello che non sappiamo, è che nulla è immutabile.

La fine del primo volume ci lascia con tanti punti in sospeso: il tradimento di Asa nei confronti di suo padre e di suo fratelloMalachi, la ribellione guidata da Serina su Monte Rovina.

La Banghart ci guida in questo mondo distopico per seguire le gesta delle due sorelle, ora così simili da divenire interscambiabili. Ed è proprio questo che succede. Serina assume sempre più le sembianze di Nomi, diventando sicura di sé, ribelle. Senza quasi rendersene conto, diventa il fulcro della storia e ne tende le fila.

E Nomi?

“C’erano tantissime cose per cui Nomi avrebbe potuto piangere. L’aver lasciato sua sorella, la paura per il fratello e i genitori. Lo strazio al pensiero del tradimento di Asa. E lei aveva pianto per la bellezza delle stelle.”

Una prigionia, per definizione, è qualsiasi cosa ti impedisca di muoverti liberamente. E Nomi, per un anno, ha avuto la sua prigione fatta di stucchi dorati e pizzi preziosi. Quale peggior punizione per un animo libero come lei se non quella di venire rinchiusa, sebbene in un palazzo reale? E quale peggior colpo per un animo sincero e puro se non quello di essere tradito?

Asa, il suo unico amico, colui che lei credeva di amare, ha mirato al suo cuore e l’ha centrato in pieno. La usa, la sfrutta, solo per arrivare a compiere il suo piano mefistofelico.

Nomi, che per la prima volta in vita sua aveva abbassato le difese, Nomi che pensava di aver trovato l’amore, Nomi che credeva di aver scovato la soluzione per liberare Serina dalla prigionia su Monte Rovina. Vede sgretolare il suo mondo, il suo piano, vede cadere i suoi sogni, uno dopo l’altro.

“[…] non sono più bella. Né sottomessa. Né obbediente. Né accomodante. Non sono nemmeno di ferro, perché il ferro è forte ma solido, inflessibile. E certe volte devi essere flessibile. Certe volte devi saperti adattare.”

Riusciranno Nomi e Serina ad adattarsi? Riusciranno a trovare il modo di risollevare le sorti del loro Paese e a salvarlo dal dominio sanguinolento di Asa?

Sta a voi scoprirlo, leggendo il secondo volume di questa serie che, per giudizio personale, sarebbe più corretto definire distopicache fantasy, anche se l’assenza iniziale di una descrizione della società e dei luoghi contribuiscono a renderne completamente soggettiva l’interpretazione.

Ho apprezzato la storyline, la giusta conseguenza delle azioni intraprese nella prima parte della storia, magistralmente evolute in questa seconda parte. Non nascondo che ho dovuto rinfrescare un po’ la memoria a causa del lasso di tempo intercorso fra la prima e la seconda pubblicazione, ma gli eventi scorrono senza intoppo alcuno, definendosi e trovando soluzione.

Forse, una pecca di questo libro è l’aver dilazionato un po’ troppo, a mio avviso, gli eventi. La prima parte risulta essere una sorta di riassunto degli accadimenti precedenti e, considerando la lunghezza di questa sorta di sintesi, si rischia di annoiare un po’ il lettore.

Ci sono parecchie introspezioni, a volte utili e a volte, sempre secondo mio parere, ridondanti; spezzano l’azione e, in alcuni momenti, leniscono il pathos che il momento descritto genera.

Ho adorato la scelta di continuare fino alla fine a incentrare la storia sulle due protagoniste femminili; non ci sono maschi alphapronti a salvare la donzella indifesa, i luoghi comuni di ogni romanzo – fantasy o romance – qui non esistono. Sono Nomi e Serina a combattere, a decidere, a risolvere. Prendono in mano la loro vita e quella dei loro cari e vanno incontro al loro destino, senza rimostranza alcuna.

A volte, è questo quello che ci occorre; leggere e sognare, immedesimarsi in una donna caparbia e capace di andare oltre l’urlo disperato.

Alla prossima,

Laura