Io appartenevo a lei. Cuore e anima maledetta.

Continuavo a ripetermi che non avevo nulla da offrirle, ma non era vero. Avevo l’amore. Pup. Doe. Ray. Qualunque cazzo fosse il suo nome. L’amavo più di quanto fosse normale, razionale, o ragionevole.

Care Dame oggi vi parlo di King Segreto inconfessabile, secondo capitolo della serie King di T.M. Frazier.

Un dark romance ammantato di suspense, intriso di tutta una serie di sentimenti contrastanti che sono sicura riusciranno a sconvolgervi, destabilizzarvi e scioccarvi.

King. Segreto inconfessabile

T. M. Frazier

King Series #2

18 febbraio 2020

Newton Compton

dark romance

King Series
All’improvviso ricordo ogni cosa. L’amnesia se n’è andata, restituendomi tutti i ricordi rimasti imprigionati per mesi nell’oblio. La nebbia si è diradata e la mia memoria è tornata. Anche se avrei preferito che non lo facesse. Adesso che conosco la verità, ho più paura di prima. Perché ci sono segreti molto oscuri che riguardano il mio passato. Segreti che rischiano di mettere in pericolo le persone che amo. Chiedere aiuto a King, l’uomo che ha salvato la mia vita e il mio cuore, è fuori discussione. Questa volta sono io a doverlo proteggere. Anche se significa sposare qualcun altro…
«Questo libro va letto. Punto e basta.»
«Un romanzo pieno di colpi di scena, amore, sesso, violenza e vendetta.»
«L’ho letto tutto d’un fiato.»
Recensione

Una precisazione obbligatoria deve essere fatta sul titolo originale Tyrant, Il tiranno, che nella sua semplicità è l’apice e la base di questo romanzo, il protagonista occulto. Esso è la naturale prosecuzione del primo capitolo della serie che come ricordiamo finiva con un cliffhanger spiazzante, tanto da rimettere in gioco tutte le informazioni che avevamo acquisito, pagina dopo pagina, su Doe e King.

Doe è stata prelevata da suo padre, il senatore, un uomo che si mostra freddo e indifferente nei suoi confronti più interessato ai suoi impegni politici che alle sorti della figlia. Come se realmente Doe fosse tornata dal suo fantomatico viaggio a Parigi.

Nessuno, forse tranne Tanner, sembra rendersi conto dello stato di shock in cui versa Doe dovuto agli sconvolgenti eventi che si sono abbattuti su di lei: il tradimento di King e la scoperta dell’esistenza di Sammy.

Scioccata. Sbigottita. Non trovo le parole. Sopraffatta. Stordita. Ma scioccata è la parola che meglio descrive come mi sentivo dentro quell’auto.

Erano semplicemente degli estranei che, quando mi ero rifiutata di seguirli, avevano tirato fuori l’artiglieria pesante.

Da questo momento in poi la storia si dipana in una sequenza di scoperte, rivelazioni ed eventi che si susseguiranno in una girandola impazzita che travolgerà Doe e investirà King in uno spietato e allucinante gioco delle illusioni, dove nulla è come appare, dove verità, ricordi e sensazioni si sovrapporranno, si mescoleranno finc la atroce, abietta, inimmaginabile realtà del passato e del presente si paleserà dinanzi agli occhi nella sua forma più spietata.

Se col primo romanzo l’autrice ci aveva sconcertato e ammaliato con un linguaggio crudo, con dei personaggi, Doe e King e tutti i co primari, delineati nella loro crudele e spietata veridicità, perfettamente contestualizzati, con un escalation di azioni ed emozioni travolgenti regolati dalle passioni esplosive che deflagrano coinvolgendo a vario titolo tutti, in questo secondo capitolo la trama si infittisce, si arricchisce di personaggi, si vela di un’aura cupa sollecitata da quel manto di amnesia che a sprazzi si scosta lasciando intravedere, frammento dopo frammento, istante dopo istante come flashback ciò che si cela nella mente traumatizzata di Doe.

La mia vita, da quanto mi ero risvegliata senza memoria, era stata un casino di eventi incredibili legati insieme tra loro in un nodo mostruoso. Ogni volta che avevo creduto di poterlo sciogliere, il nodo non aveva fatto altro che stringersi di più, …

È come un gioco di specchi che ci riportano una realtà distorta; distorta da chi maschera abilmente dietro una facciata di perfezione le più turpi abiezioni.

Scoperta dopo scoperta il quadro diventa sempre più chiaro, i pezzi tornano al loro posto, la mente si fa lucida e ciò che si era dato per scontato, gli amici, la loro sincerità e bontà, la loro devozione verrà rivalutata: l’infido e distruttivo sarà il salvatore, il buono e l’amorevole si svelerà il più feroce dei mostri.

Mentre, dall’altro lato della sopraelevata, King combatte i suoi demoni personali, combatte per la sua vita, già duramente segnata dalle sue perdite e dai suoi dolori, per poter riprendersi ciò che incautamente ha lasciato andare: Doe.

Non puoi prenderti ciò che è mio senza pagarlo a caro prezzo. Aveva preso la mia ragazza. Voleva prendersi la mia vita. Avrebbe pagato con il sangue.

La vendetta è dolce. È quello che si dice.

Riuscivo praticamente ad assaporare la vendetta, salivavo immaginando il momento in cui…

Perché pur profondamente diversi King e Doe sono l’uno il complemento dell’altra, i due pezzi di un puzzle che non possono esistere se non incastrati insieme, metaforicamente e fisicamente.

Si cercano, si bramano, si desiderano come l’aria per respirare; basta uno sguardo, un comando della bocca che ecco la passione divampa, le scintille sfrigolano per trasformarsi in una deflagrazione sporca, rude, animalesca. Non ci sono filtri, dolcezza, ma bocca sporca e mani che strattonano, si intrufolano, scavano e trovano calore, piacere e godimento.

Un amore, il loro, che non teme nessuna barriera, né la lontananza forzata, né la differenza di età, né di status. Loro si appartengono e per questo si troveranno sempre, si proteggeranno sempre a qualunque costo.

…ogni fibra del mio corpo mi diceva che la mia vera famiglia si allontanava sempre di più…

Una scrittura, quella della Frazier, sicuramente non per tutti i palati; la violenza descritta, le devianze perpetuate, il linguaggio usato non lasciano nulla all’immaginazione.

Una lettura in cui pathos, afflizione, tenerezza, generosità, orrore e amore, tantissimo amore si alternano regalando un’altalena emotiva che difficilmente riusciremo a dimenticare. L’autrice riesce a mostrarci il bello e la bruttezza della vita, ci mostra l’amore incondizionato e l’amore malato, quello subdolo e psicotico, quello che non vorremmo mai incontrare nemmeno nei nostri incubi: il mostro della porta accanto.

Un romanzo, questo, come i suoi personaggi tutti, coerente dall’inizio alla fine; non ci sono edulcorazioni, non ci sono variazioni di registro.

King era e rimane fino alla fine il rozzo delinquente tatuatore, sboccato e prepotente, possessivo e geloso sino al parossismo.

Pronunciare il suo nome mi faceva sentire ancora in grado di respirare, e allo stesso tempo mi toglieva l’aria dai polmoni. Ma King era questo; una contraddizione sotto ogni aspetto.

Doe, la nuova Doe, manterrà il punto, è decisa a non indietreggiare neanche di fronte a King. Lotta per la sua nuova vita, lotta per il suo amore, lotta per riesumare i ricordi perché è lì che ci sono tutte le risposte alle mille domande che affollano la sua mente, anche se è certa che, risposte o non risposte, il suo cuore oramai è di King, il suo corpo è di King per sempre, per l’eternità.

…King mi aveva salvata…mi aveva salvata da me stessa. Non mi ero mai aspettata di potermi innamorare di King. Il mio rapitore, il mio tormentatore, il mio amante, il mio amico, il mio mondo. Eppure era successo. 

Avendo scoperto con questa prima dilogia la penna superlativa di T.M. Frazier mi auguro che la Newton Compton ci regali la possibilità di leggere i successivi romanzi della serie i cui protagonisti saranno i migliori amici di King e che abbiamo avuto modo di apprezzare in questi due primi romanzi.

Giusi

 

 

ARC courtesy of Newton Compton in exchange for an honest review