” Io, in quanto donna, nel mio paese non ho diritto a nulla.”

Care dame, oggi vi porto con me nel XIX secolo, tra Inghilterra e Francia, con il romanzo di Danielle Steel  “La duchessa”
Titolo: La Duchessa
Autrice: Danielle Steel
Pubblicazione:30 aprile 2018
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Historical Romance
  • DANIELLE STEEL

    Inghilterra, XIX secolo. Angélique Latham, orfana di madre, cresce nel magnifico castello inglese di Belgrave, circondata dall’amore del padre Phillip, il Duca di Westerfield, e in compagnia dei due fratellastri. Intelligente, ben istruita e bellissima, a diciotto anni aiuta il genitore a gestire gli affari di famiglia.
    Ma una grave malattia sorprende Phillip, il quale, sapendo che la legge estromette Angélique dall’eredità, poco prima di morire consegna alla figlia, in gran segreto, un’ingente somma di denaro, allo scopo di proteggerla anche dalle angherie dei fratellastri. La ragazza infatti, poco dopo i funerali, viene cacciata di casa dagli eredi maschi. Ma quando si cade bisogna sapersi rialzare: per questo Angélique parte alla volta di Parigi e ricomincia da capo.
    E il destino, si sa, aiuta chi osa: camminando per le strade della capitale, Angélique si imbatte in una giovane prostituta in fuga da un uomo violento. Dopo averle prestato soccorso, un’idea la folgora: con il contributo lasciatole dal padre, aprirà un’elegante casa di piacere. Nasce così Le Boudoir, il luogo prediletto da uomini d’affari, politici e aristocratici, un rifugio sicuro per i più peccaminosi segreti, dove i desideri carnali vengono esauditi da splendide donne protette dalla Duchessa Angélique.
    Ma questa nuova vita, sempre sull’orlo dello scandalo, è davvero il riscatto che Angélique cerca? L’incomparabile Danielle Steel ci porta in un viaggio indietro nel tempo, tra l’Inghilterra, Parigi e New York, e ci racconta un’incredibile storia di sopravvivenza e liberazione.

RECENSIONE
Angélique, orfana di madre dalla nascita, vive protetta nel castello di famiglia. Adorata dal padre, il duca di Westerfield.
” Man mano che Angélique cresceva, si prendeva sempre più cura del padre, lo accudiva con attenzione, si preoccupava quando non era in salute, lo accudiva personalmente in caso di malattia, era la figlia perfetta e spesso Philipp si sentiva colpevole di non portarla a Londra troppo di frequente.”
Una malattia debilitante assale l’anziano duca, che preoccupato per la figlia, conoscendo le leggi sulla successione del casato, affida alla giovane un ingente somma di denaro, dicendole di tenerla nascosta e di non farne parola con nessuno. L’uomo infatti non si fida del primogenito che erediterà il titolo e del secondo figlio, consapevole che hanno sempre odiato la sorella minore, colpevole di essere la figlia della seconda moglie del padre e figlia prediletta. Perciò non crede che si prenderanno cura della dolce Angélique alla sua morte. Come predetto dal duca, appena dopo il funerale, la ragazza appena diciottenne, si vede messa alla porta dal nuovo duca.
“Purtroppo mia cara, le giovani donne nella tua situazione hanno un unica scelta: lavorare. E sono ben pochi i lavori che puoi fare. Non sei stata educata per diventare un’insegnante.”
Così la fanciulla si ritrova a fare da balia a sei bambini, figli di una coppia di conoscenti del fratello che l’ha raccomandata facendola passare per una parente povera. Angélique si adatta presto alla nuova situazione. Finché un giorno a causa di un ospite che le fa delle avances, viene licenziata sui due piedi senza referenze. Si ritrova di nuovo senza protezione di una famiglia né lavoro, dal momento che nessuno si fida ad assumerla come  tata. Decide di trasferirsi in Francia, sperando che i francesi siano meno rigorosi.
“Non le restava che sperare che qualcuno, a Parigi le desse una possibilità come bambinaia. Ma perché qualcuno avrebbe dovuto farlo? Per quanto ne sapeva la gente poteva essere un’assassina. Il pensiero che non desse neanche lontanamente quell’impressione non la sfiorò.”
Purtroppo neanche in Francia riesce a trovare un lavoro onesto. L’ incontro in un vicolo, con una ragazza ferita e sanguinante, le cambia per sempre la vita. Soccorrendo la donna scopre che fa la prostituta, attraverso i racconti della nuova amica, prende una decisione. Quando tutte le porte ti vengono chiuse in faccia, ti ritrovi ad aprire quella che mai avresti pensato di varcare.
“- Sono serissima,- rispose Angélique – e se mettessimo in piedi il miglior bordello di Parigi? Uno di quelli davvero lussuosi, con donne bellissime, frequentato dagli uomini migliori? Se ci mettessi la casa, pensi di poter trovare delle ragazze ben ammanigliate e con clienti importanti?”
Usando i soldi che aveva ricevuto dal padre, apre  ” Le boudoir della duchessa”, riuscendo in breve tempo a farlo diventare la casa di appuntamenti più ricercata di Parigi, frequentata da nobili e politici importanti. Ma è veramente questo che vuole dalla vita? Essere la madame più conosciuta in Francia a soli vent’anni?  Mi fermo qua per non spoilerare il  seguito.
Avevo già letto dei romanzi di questa autrice, mi piace il suo modo di descrivere le varie vicende dei  protagonisti, chiaro e dettagliato. Lo fa anche in questo romanzo, ma con mio dispiacere non l’ho trovato ai livelli dei precedenti. La trama è poco originale e la storia scorre lenta, anche se Angélique è un bel personaggio. Una donna che non si abbate facilmente, si rialza in fretta ogni qualvolta qualcosa o qualcuno cerca di farla soccombere. In questo romanzo la Steel, mette in evidenza le condizioni della donna nel XIX secolo, ( anche se esistono ancora oggi in alcuni paesi che si considerano moderni) quando la donna era  alla mercé del padre o dei fratelli. Donne usate e abusate quando erano a servizio, senza diritti e senza soldi propri. Donne, che se scacciate dalla famiglia si ritrovavano a lavorare nelle case chiuse, perché non avevano altri sbocchi per sopravvivere. Mi sono piaciuti i personaggi che interagiscono con la protagonista, gente di estrazione sociale umile, ma disponibili e di gran cuore, che  a differenza dai nobili che incontra la ragazza, le danno una mano senza pretendere niente in cambio. Devo purtroppo evidenziare alcuni refusi e qualche imprecisione nella traduzione, niente toglie alla lettura ma non si può fare a meno di notarli. Se avete voglia di qualcosa di leggero e non impegnativo ve ne consiglio la lettura.
Alla prossima
Maria
Storia