Non c’è più tempo.

I lupi sono sempre più vicini…

Harem’s Book ha avuto il privilegio e il piacere grazie a Mondadori, di organizzare il review tour destinato all’uscita in Italia della dilogia Il Re delle cicatrici che Leigh Bardugo ha dedicato al re Nikolai, composta da: “King of scars” e  “Rule of wolves” ambientati circa mezzo anno dopo gli eventi di Sei di corvi, hanno per protagonista Nikolai e Nina (cfr. Dilogia Six of Crows). Per un quadro generale su questo mondo misterioso, intrigante, ricchissimo e affascinante vi rimandiamo al nostro articolo Benvenuti nel Grishaverse. Qui troverete la recensione del primo volume Il Re delle Cicatrici

 

  • La legge dei lupi
  • Rule of Wolves King of Scars #2
  • Leigh Bardugo
  • 26 aprile 2022
  • Mondadori

Il secondo volume della serie Grishaverse “IL RE DELLE CICATRICI”. Anche in questo secondo e ultimo volume della dilogia ritroviamo tre dei personaggi più amati del GrishaVerse: Nikolai Lantsov, Zoya Nazyalensky e Nina Zenik. I tre, re, generale e spia di Ravka, dovranno continuare insieme la loro lotta per strappare all’oscurità il futuro del loro paese. Altrimenti non potranno che assistere al suo disfacimento definitivo.

Mentre l’imponente esercito di Fjerda si prepara all’invasione, Nikolai Lantsov chiama a sé tutte le armi di cui dispone per opporsi all’inevitabile: il suo ingegno, il suo fascino, e persino il mostro che porta dentro. Una parte di lui, forse il corsaro, forse il demone, forse il principe che si è guadagnato il trono con le unghie e con i denti, lo anela addirittura, lo scontro. Ma per sconfiggere l’oscura minaccia che incombe su Ravka potrebbe non bastare nemmeno il coraggio di un giovane sovrano abituato a rendere possibile l’impossibile. Anche solo per sperare di riuscirci, il re ha bisogno di alleati, forti, leali e pronti a tutto.

In prima fila c’è Zoya Nazyalensky, fedele compagna di infinite battaglie, che, nonostante abbia perso tanto per colpa della guerra, e abbia visto morire i suoi uomini e risorgere il suo peggior nemico, non ha intenzione né di abbandonarlo né di arrendersi. Se sarà necessario abbracciare i suoi poteri per diventare l’arma di cui il suo paese ha bisogno, non si tirerà indietro. Costi quel che costi.

Il re di Ravka può contare anche su Nina Zenik, spia abile ma talvolta spericolata, che, per colpa del suo ossessivo desiderio di vendetta, rischia di giocarsi l’unica possibilità di libertà per la sua patria e di guarigione per il suo cuore ferito.

Re, generale e spia: insieme dovranno trovare il modo di strappare all’oscurità un futuro per sé e per il proprio paese. Oppure prepararsi ad assistere alla sua drammatica e definitiva caduta.

Nikolai.

Unico.

Multiforme ingegno di stampo omerico, affascinante canaglia, eroe moderno, re visionario e brillante, meritava ASSOLUTAMENTE la sua storia.

E la Bardugo l’ha raccontata in modo superbo, con una maturità – stilistica e narrativa – sorprendente.

Eppure questa non è la storia di Nikolai. O almeno, non solo…

Cambia l’atmosfera.

Davvero si sente l’ombra oscura della Faglia allungarsi su Ravka e sui paesi vicini. Il buio sembra un’onda fumosa che travolge ogni cosa inghiottendo la vita. L’ oscurità scivola lentamente tra popoli e palazzi, nelle chiese, nei palazzi e nei conventi tra le strade e nelle case. In silenzio getta ombre su questo secondo capitolo, tra venti di guerra, conflitti insanabili e scontri inevitabili. 

Tre Santi, tre Grisha dal potere infinito, erano morti di morte violenta. Il tentativo di Nikolai di sottoporsi all’obisbaya e liberarsi del suo demone era fallito. Il potere dell’Oscuro continuava a vivere dentro di lui, e ora…Era ovvio che dovessero esserci delle conseguenze.

La legge dei Lupi” è un epilogo o almeno una risoluzione soddisfacente di un capitolo della saga multi-serie. Dal simile al simile. E la pace è stata custodita nella ricostruzione, tenacemente, dal nuovo sovrano. Riannodiamo i fili del racconto dopo un cliffhanger mostruoso e troviamo il re Nikolai alle prese con un doppio fronte interno (legittimazione del potere, malcontenti e tensioni socio-religiose) e esterno (guerra con  Fjerdae pressioni ai confini di Shu Han e Kerch). Il suo generale bellissimo e spietato, Zoya Nazyalensky, fedele compagna di infinite battaglie, armata di altera bellezza, è instancabile e inesauribile, anche se restia a esplorare i limiti effettivi del suo potere. La loro spia, Nina, infiltrata e segnata dal dolore, con la sua nuova compagna di avventura Hanne. I fedelissimi. I vecchi amici. Il popolo, o almeno parte di esso…

Sulla scacchiera il Re ha opportunità, alleati e qualche asso nella manica. Ma troppi segreti. 

Ovviamente Nikolai stava mentendo. Ma i re facevano quello che volevano; i bastardi facevano quello che dovevano.

Korol Rezni. Re delle Cicatrici. Decisamente non era il peggiore tra i molti modi in cui era stato chiamato, ma al suono di quelle parole il demone dentro di lui si risvegliava…troppi nemici: l’Oscuro, i Fjerdiani, gli Shu, la jurda parem e quel dannato demone

«Viviamo tutti nella paura.» Zoya spronò il cavallo al galoppo.

L’attesa, il prologo alla guerra, sa di politica e macchinazione, di strategia mascherata da diplomazia. Il punto di vista della narrazione si sposta di capitolo in capitolo, permettendo alla storia di svilupparsi come un ordito fittissimo in cui la trama e l’elaborato intrecciarsi di diversi fili sono tessuti insieme. Benché ci sia un calo inevitabile nella tensione narrativa cresce l’attesa, monta la tensione

La guerra era come il fuoco: improvvisa, affamata e più difficile da fermare una volta che prendeva piede. Nikolai avrebbe fatto tutto il possibile…

La guerra arriva. Con il suo clamore e la sua epica drammaticità. Sfrigola nell’aria la sete di potere, l’urgenza di lottare e la brutalità dello scontro. I toni e il registro si fanno alti, il ritmo della narrazione diventa incalzante e rallenta solo nei passaggi ironici e graffianti che stemperano pathos e regalano momenti piacevolissimi

«Al mio segnale» disse. «È un’idea terribile» commentò Adrik avvilito. «Ho un’eccedenza di cattive idee» ribatté Nikolai. «Devo pur spenderle da qualche parte.»

L’azione prende il posto della premeditazione, saltano i piani, i progetti e i sotterfugi. Tutto è in campo. 

Sarebbe stato uno stupido altrimenti. Ma una parte di lui, forse il corsaro, forse il demone, forse il principe che si era guadagnato il trono con le unghie e con i denti, anelava lo scontro.

Il nostro Re tenta l’impossibile, costretto a una mossa difensiva, quasi a un arrocco, una mossa disperata per muoversi contemporaneamente su più piani ma le sorti del conflitto sono incerte. E come in una partita a scacchi solo la Regina può salvare il suo re. La vera regina, potente, il pezzo che gode della mobilità maggiore sulla scacchiera, non a caso chiamato il generale, lo stratega, più potente di una torre, o di un alfiere.

“Khaj pa ve. Noi ti vediamo.” Zoya era una guerriera, un generale, una Grisha che indossava le squame di un drago intorno ai polsi. Perché quelle parole la riempivano di paura?

I personaggi si evolvono secondo un arco narrativo coerente e compiuto all’interno della trama. Si tratta di sanare traumi, perdonare se stessi e, come ci ricorda l’autrice nei suoi Ringraziamenti, trovare la propria strada nell’oscurità

…forse era questo il trucco: sopravvivere, avere il coraggio di restare vivi, di costruirsi la propria speranza quando di speranza non ce n’era più.

Basti pensare al personaggio di Nina, a quanto e come sia cambiata per sempre dopo Crooked Kingdom, attraverso l’elaborazione del lutto e del dolore

Gli Shu avevano un detto che le era sempre piaciuto: Yuyeh sesh. “Disprezza il tuo cuore.” Avrebbe fatto ciò che andava fatto.

Così come tutti i personaggi che abbiamo imparato a amare, tutti hanno lottato, sono caduti. Alcuni si sono rialzati, altri giacciono a terra e vivono nei ricordi. Mai come in questo volume la Bardugo ci mette di fronte alle sfumature più complesse dell’amore: l’amore come scelta, l’amore impossibile, l’amore come sacrificio. Alcuni personaggi che fanno un passo indietro – ci aspettavano tutti un Nikolai protagonista assoluto e glorioso – altri un passo avanti. Alcuni riemergono dall’ombra, a volte anche nell’oblio e decidono di riemergere alla luce…SPOILER NON MI AVRETE MAI!

Il potere continua ad essere un tema fondamentale, affrontato a livello umano e mortale, così che la ricerca del potere, spasmodica e ancestrale nella Trilogia Tenebre e Ossa, adesso è veleno che infetta ogni animo e raggiunge perfino i santi. Il potere serpeggia e porta la guerra, tra giochi di potere, intrighi, tradimenti e rovesciamenti del destino. La sete di potere ha intossicato i guerrieri Grisha e gli uomini, è una dipendenza pericolosa, un assaggio di onnipotenza, letale più della parem.

Un romanzo dalle molteplici voci, Nikolai non è propriamente il protagonista ma il Korol Rezni ogni volta che compare sulla pagina spiega le sue ali e ci incanta col suo carisma beffardo e con la sua forza di esprimere una saggezza scanzonata e travolgente. Affascinante e sexy, profondo, forse il più saggio. Colui che ha conosciuto il Male, vento selvaggio che non appartiene ai palazzi, pur avendo un grandissimo progetto e avendo votato la sua vita al bene del suo popolo. 

In un panorama così conflittuale ci sono ali più grandi, più maestose e terribili da spiegare, quelle di un drago. I draghi sono custodi potenti, creature pronte a difendere con la forza e a ogni costo, forse gli unici in tempi in cui il Male sembra aver intaccato a Faglia e tutto il mondo conosciuto sembra ormai contaminato dall’Oscurità. 

…non ho combattuto davvero per il trono. Non proprio. La mia battaglia è sempre stata per questo disastro di paese. L’Oscuro credeva di essere la chiave per salvare Ravka. Forse sono caduto anch’io nella stessa trappola. Ma non è troppo tardi…

In questi tempi forse il volo libero di un’aquila non è sufficiente, forse serve la guardia di un mostro terribile, antico come un drago. Zoya lo sa, resterà una sentinella brutalmente sincera, lucida appassionata coraggiosa e fiera, tanto da rischiare di eclissare quello che dovrebbe essere il vero protagonista. Nikolaj è il suo re, essi sono un binomio, una realtà inscindibile e complementare anche se sarà messa a dura prova.

Siamo tutti mostri…

«Un mare in tempesta. Una barca. Una bandiera con due stelle. Ti sei mai chiesto…»

Nel panorama cruento e complesso delle strategie di guerra si muove Nina perseguitata dai fantasmi del passato, lotta per la sua patria cercando di trovare la sua strada e di concedersi uno spiraglio di felicità ma in guerra forse non c’è spazio per l’amore.

Tempi di guerra e i santi ritornano. Si tenta l’impossibile e si chiede l’aiuto di chi è in grado di trovare l’impossibile non con mezzi ortodossi… Un ritorno graditissimo! Così come inevitabilmente un crepitio tra le pagina anticipa ogni comparsata della figura più carismatica della Bardugo

«Come ti chiamiamo ora?» chiese…«Come ti chiamano tutti?»

«Ho avuto migliaia di nomi. Probabilmente non ha importanza.

Un catalizzatore, quasi un profeta della debolezza e della fragilità umana, l’incarnazione del potere e delle sue conseguenze. Giganteggia sulle macerie della sua smodata ambizione eppure come un burattinaio silenzioso tutto governa e tutto decide, a tal punto che la sua fine sarà titanica e spesso oscura i personaggi di questo secondo volume con il suo magnetismo. Anche con una beffarda ironia distaccata, immortale

…osservava il suo esercito di fedeli, i suoi accoliti, le persone con cui avrebbe costruito una nuova era. Per la prima volta da secoli gli venne voglia di whisky.

Tra giochi di potere e risvolti politici la guerra va avanti, tanti i dolori e il sacrificio di tanti, la pace  sospirata arriverà, una pace armata e grondante sangue, con una corona pesantissima da portare, una corona figlia delle battaglie.

La legge dei Lupi è un giusto epilogo: aumenta la complessità per l’intreccio fittissimo e la ricchezza del World building amplia gli orizzonti, cresce la complessità di personaggi indimenticabili. L’autrice è generosa perché ci consente di salutare vecchi amici e ci regala anche un finale in cui sembra anticiparci che il mondo Grishaverse ha ancora tantissimo da offrirci. Questo secondo volume risente nel ritmo narrativo della gestazione del conflitto e della complessità dei rapporti di potere, offrendoci tuttavia una prospettiva a volo d’uccello sulle diverse realtà etnico – geografiche create dall’immaginario Bardugo. Le dinamiche relazionali tra i protagonisti sono sempre affascinanti e creano dei momenti di altissima tensione narrativa soprattutto quando ci troviamo di fronte a personaggi titanici, basti pensare all’antagonista per eccellenza o anche al protagonista che sebbene faccia fatica a volte a far emergere la sua voce, sicuramente riesce a splendere per carisma; così come le eroine femminili forti e potenti.

Lo stile è evocativo e sa sapientemente dosarsi perché se le figure sono vivide e tratteggiate con pennellate decise a tal punto da farle emergere immediatamente, tutto l’apparato dell’ambientazione e della costruzione di questo mondo letterario è caratterizzato da ombreggiature leggere in cui i vari elementi linguistici, fonetici, etnici e folkloristici emergono in modo naturale, come qualcosa di perfettamente coerente, assimilato, come parte dei costumi della realtà (letteraria) offerta dalla Bardugo. I diversi popoli che animano il mondo della Bardugo ampliano ancor più la realtà Grishaverse rendendola un piccolo mondo letterario in cui si distinguono eroi imperfetti e fragili che conoscono l’amore segreto per il potere e il pericolo che ne deriva, la responsabilità che ne comporta e la paura di perderlo.

In questo mondo, lo confesso, un sorriso incantato lo strapperà sempre il mio corsaro inafferrabile libero come il vento, un principe consorte canaglia che adoro, anche se il mio cuore (spezzato) ti appartiene, moi soverenyi.

Saffron

Che review tour! grazie grazie grazie a Mondadori e ai nostri compagni di avventura 

Per approfondire 

Grishaverse è un mondo creato da Leigh Bardugo in cui scienza e magia si scontrano, il reale e il possibile si sfiorano, il mito e la conoscenza si compenetrano. È un progetto inaugurato con la trilogia di Tenebre ossa e ampliato con i due volumi Sei di corvi e del Language of Thorns una raccolta di fiabe e di spunti folk che nell’immaginario dell’autrice avrebbero accompagnato l’infanzia e l’adolescenza dei personaggi, proseguendo in seguito con la Dilogia dedicata al principe Nikolaj, finalmente in Italia.

Il Grishaverse è un universo fantasy, una geografia letteraria e un immaginario fecondo, profondissimo, dalle suggestioni letterarie e culturali interessantissime poiché l’autrice attinge ad un patrimonio incredibile e la sua fantasia vivace ci restituisce una realtà letteraria che è un viaggio infinito e bellissimo. Regolato da leggi e sistemi, l’ambiente immaginario che diventa a tal punto caratteristico di una epoca, di un insieme di individui e creature da divenire reale. Una fonte di sogni e d’ispirazione, un rifugio ideale, un alimento della fantasia: coerente, in espansione, dinamico. Potente.

I volumi della trilogia e della dilogia possono essere letti anche separatamente come muovendosi all’interno del Grishaverse per seguire determinate vicende, è infatti una multisaga, materiale fertile per la trasposizione di Netflix che si incentra sul tema del Grisha quale soldato con talenti eccezionali, abilità fuori dal comune: curare ferire, controllare gli elementi della natura e gli agenti atmosferici, intervenire sui fenomeni naturali e altri poteri tra magia e scienza, o meglio Piccola Scienza. Ogni libro della serie allarga quest’orizzonte letterario e aggiunge strati di questa atmosfera fantastica creata dalla Bardugo grazie ad un approfondimento di ogni personaggio continuo e alla precisione nel tratteggiare l’immenso e complesso Word building, ambizioso e coerente, in cui animare una saga epica.

Continuiamo il nostro viaggio letterario in un paese lontano dalle connotazioni post medioevali/rinascimentali o in una distopia fuori dal tempo dai riverberi ottomani e caucasici o forse dalle sfumature levantine. Fortemente impregnato di retaggi e suggestioni della cultura russa. Ravka è una terra ferita da conflitti e dilaniata da lotte intestine, a tal punto che in questa società rigidamente gerarchizzata, la monarchia deve poggiare la propria sicurezza e la propria autorità innanzitutto sul controllo del territorio affidato agli eserciti.

La guerra fratricida è parte dei libri di storia e dei Santi, come il sacrificio della Sun Summoner Evocaluce per la distruzione della la Shadow Fold, la Falda d’Ombra, un luogo impenetrabile, simbolo della guerra e delle divisioni del Paese, eredità di una colpa ancestrale, un’enorme spaccatura di pura oscurità. Creature terribili erano le sentinelle di questo luogo oscuro e qui, in un momento drammatico, Alina ha sacrificato sé stessa per porre fine al delirio de L’Oscuro. 

Dal simile al simile.

Continua… https://www.haremsbook.com/benvenuti-nel-grishaverse-di-leigh-bardugo/ 

 

 

Benvenuti nel Grishaverse di Leigh Bardugo