L’AMORE È UN ATTIMO

Jessica Park

Sperling&Kupfer

YA

LA TRAMA

Adottata all’età di sedici anni, dopo una vita trascorsa a passare da una famiglia all’altra, Allison è determinata a tenere gli altri a distanza. All’inizio del suo terzo anno di college, si rende conto però che scomparire agli occhi del mondo, e nascondersi tra le note dei suoi auricolari, non è poi così facile. E così, un pomeriggio, suo malgrado, Allison viene trascinata in un esperimento: improvvisamente, si ritrova di fronte a una folla di spettatori, costretta a interagire con un perfetto sconosciuto per tre minuti. Ma né lei, né Esben Baylor sono preparati alle conseguenze di quei 180 secondi. 180 secondi snervanti ed elettrizzanti che per Allison saranno solo l’inizio per capire se per lei è finalmente arrivato il momento di credere in se stessa, negli altri e, soprattutto, nell’amore.

RECENSIONE

Quanto possono cambiare la tua vita, 180 secondi?
Quanto è difficile sostenere uno sguardo per 180 secondi?
Gli ingredienti di questo romanzo new adult, partono proprio da qui: un esperimento sociale da far conoscere tramite i social più famosi, una ragazza che passa la sua vita a proteggersi dagli altri e a rimanere nella penombra di un’ esistenza anonima e tranquilla, un ragazzo che cerca di tirar fuori del buono dal mondo e dagli altri postando sui social qualsiasi cosa possa donare positività.
Allison e Esben sono i protagonisti di questo romanzo che, all’inizio sembra la classica storia fra due ragazzi universitari americani, ma che poi si apre in un crescendo di emozioni e di situazioni, affrontando anche argomenti complessi con la leggerezza e la profondità che caratterizzano i giovani.

Allison è una ragazza delicata, che nasconde il suo carattere, la sua forza e io suo passato dietro ad un muro di silenzio e anonimato…in fin dei conti 17 anni di affido passati a rimbalzare da una famiglia all’altra non possono che creare degli strani meccanismi di autodifesa.
Ora la sua vita però sta assumendo una piega di normalità da quando è stata adottata da Simon, che la coccola e la rispetta come una vera e propria figlia, da quando frequenta l’università, e da quando ha capito che nascondersi dietro le sue cuffie e la sua musica la possono tranquillizzare.
Nella sua vita, a mancare è anche la fiducia in se stessa, il suo saper credere nella sua capacità, il coraggio di affrontare e interagire con gli altri, il capire che non tutte le persone sono negative, menefreghiste e cattive.

A cercare di tirarla fuori da questa situazione, da questo stato d’animo, appare, come una ventata di aria fresca Steff: l’amica-sorella che con Allison ha condiviso la stessa sorte dell’affido fino a diciotto anni, ma che ha saputo reagire e affrontare la vita in modo completamente diverso.
Steff è frizzante, allegra leggera, determinata, amorevole: è la parte di coraggio che per tutta la prima del romanzo manca ad Allison.
Steff che si sa godere la vita, che conosce ragazzi, che si veste in modo appariscente, che però abita dall’altra parte degli stati uniti e che nasconde un terribile segreto da cui vuole proteggere la sua amica e sorella Allison.
E poi appare lui: Esben Baylor.

Scattiamo entrambi in piedi. Esben fa cadere la sedia all’indietro e il tavolino di lato, mentre io trattengo un singhiozzo. Ci precipitiamo l’uno verso l’altra. In un lampo, il suo corpo è premuto contro il mio, lui mi afferra per la vita e mi solleva da terra, come se aspettassimo da un’eternità questo attimo in cui ci ritroviamo, come se non potessimo più rimandare…Mi aggrappo a Esben con una fiducia cieca e irrazionale, basata unicamente sull’istinto. Senza lasciarmi, lui mi rimette a terra e io intreccio le dita per essere sicura che il nostro abbraccio non finisca. Sta tremando, addirittura più di me, e il suo respiro è affrettato e irregolare mentre affondo il viso nel suo petto. Potrei nascondermi per sempre. O forse non sarebbe un modo per nascondermi, forse sarebbe un modo per vivere. Forse… forse…
No, non posso.
Come se fossero dotate di una volontà propria, le mie mani si spostano sulle sue spalle e mi ritrovo con i palmi appoggiati al suo torace. Vedo le mie dita su di lui, le vedo adattarsi alla sua forma, stringergli la camicia e tirarlo verso di me. Lui china la testa e io alzo la mia fino a che appoggia la guancia contro la mia…
In questo istante non sono in me, quindi non riesco a fermarmi e giro la bocca verso la sua. Le sue labbra sono pronte, come se aspettassero le mie, come se lui sapesse già che cosa avrei fatto. Con grande naturalezza, cominciamo a baciarci. Non è un bacio lento, né tenero. È un bacio intriso di un desiderio inspiegabile, un bacio che reclama salvezza, guarigione, resa e…

Esben è pazzesco con il suo modo di fare, dolce, preciso, delicato, buono, positivo…è il moderno principe azzurro: quello che riuscirà a salvare Allison dai suoi drammi interiori non con il cavallo bianco e la spada, ma coinvolgendola nel mondo dei social e degli esperimenti sociali e virali.

«Lo so, ma i segreti ti trascineranno a fondo e ti faranno annegare. Sei stato tu a insegnarmelo. Noi andiamo oltre i segreti. Decisamente oltre. Non devi essere per forza infallibile, Esben. Puoi essere umano e stare male e preoccuparti e… soffrire. E sapere che condividi tutto con me ti rende più coraggioso ai miei occhi. È così che mi hai fatto sentire.» i rispondere niente. Volevo solo che lo sapessi.»

Ultimanente, nei vari libri che ho letto, il protagonista maschile incarna sempre il prototipo del bello e dannato: quello che salva se stesso con l’amore della protagonista o che con il suo passato poco chiaro, o macchiato di qualche colpa, riesce a redimere la protagonista femminile..
Beh, sappiate che, chi deciderà di leggere questo libro, si imbatterà in qualcosa di completamente diverso: Esben è un angelo buono, che attraverso i suoi principi sani e la sua lealtà riuscirà a tirar fuori il meglio di Allison; anche se, proprio perchè stiamo parlando di ragazzi giovani, non riesce a non far emergere le sue debolezze e le sue fragilità, soprattutto verso la fine del romanzo, quando un evento emotivamente molto pesante, sconvolgerà la vita di tutti i protagonisti.

E poi, a calamitare l’attenzione su questo libro è il modo in cui inizia la storia fra Esben e Allison.. 180 secondi di sguardi… nessuna parola… solo sguardi che poi diventano elettricità, richiesta di aiuto, desiderio, complicità, paura, necessità… e si concludono con un bacio pazzesco fra due ragazzi che si ritrovano catapultati in una storia che non sarà per nulla banale durante tutto lo svolgimento del romanzo.
A rendere piacevole la lettura è di sicuro il linguaggio utilizzato, che si addice perfettamente ai personaggi: si tratta di un linguaggio fresco, frasi relativamente brevi, ma piene di sentimenti, che danno più spazio al sentimento, alla messaggio che si vuole trasmettere che non alla forma utilizzata, tipo dei ragazzi giovani, che non usano troppe architetture linguistiche.
Il POV è quello di Allison che durante tutto il romanzo, grazie all’amore di Esben, all’affetto di Simone a Steff, riesce ad affrontare una crescita e una scoperta interiore senza pari.
Quello che passa è un messaggio di positività, di speranza, nonostante, vi posso garantire, nella seconda metà del romanzo ho pianto così tanto da non riuscire a vedere le parole scritte nella pagina che avevo davanti.
Lo consiglio? …assolutamente sì!
Forse è un pochino lento nella parte iniziale, ma poi, sappiate, non ve ne pentirete perchè è un libro che riesce a farvi andare oltre: sia nelle emozioni che nella storia raccontata.

Curry