Care lettrici, il libro di cui vi parlo oggi è L’unica donna per me, secondo volume della serie Jock Hard di Sara Ney.

 

Titolo: L’unica donna per me

Autrice: Sara Ney

Editore: Newton Compton Editore

Pubblicazione: 13 ottobre 2020

Serie: Jock Hard#2

 

 

 

 

SINOSSI

Kip Carmichael non è un ragazzo carino. È rude. Trasandato. Un gigante. Ha una chioma ribelle e una barba così folta che i compagni di squadra lo chiamano Sasquatch. La prima volta che Sasquatch nota Theodora “Teddy” Johnson a una festa al Jock Row, lei è da sola vicino al fusto della birra, abbandonata dalle sue “amiche” a caccia di atleti. Una settimana dopo l’altra, osserva la bella ma timida Teddy farsi mettere in ombra e passare inosservata. Alla fine, però, Sasquatch si fa strada tra la folla con le sue spalle larghe, e si offre di farle da fata madrina “pelosa”. Appena i loro occhi si incontrano, per lui è finita. Insegnarle le regole per conquistare un atleta è la parte facile. Non innamorarsi di lei è una partita già persa in partenza.

 

RECENSIONE

A volte capita che anche se non si ha voglia di uscire, le amiche riescano a convincerci ad accompagnarle a una festa. Questo è quello che succede a Theodora “Teddy” Johnson che un venerdì sera si ritrova al Jock Ros, la sede della confraternita degli sportivi del campus.

Stasera ti metterai in gioco. Uscirai dalla tua zona di confort e forse conoscerai qualcuno, non restare attaccata alla parete.» Inarco le sopracciglia con fare convincente e punto il dito contro la mia immagine riflessa, incapace di astenermi da un discorsetto di incitamento.

Non restare attaccata alla parete, intesi?

 

 

Teddy non ama particolarmente le serate “festaiole”, la sua timidezza la porta sempre a fare da tappezzeria e le amiche che l’abbandonano per andare alla conquista dei vari giocatori, di certo non l’aiutano a integrarsi. Anche quel venerdì si ritrova in un angolino, col bicchiere vuoto in mano e aria spaesata.  Ed è in questa posa che la nota uno dei più strani esponenti della confraternita, Kipling Carmichael o più semplicemente Kip.

Quella ragazza è rimasta fin troppo tempo vicino al fusto. Forse dovrei dirle che è vuoto, senza più un goccio di birra, e che stiamo aspettando qualcuno che venga a ritirare quel coso infernale, ma…non lo faccio, invece, mi appoggio alla parete e prendo una lunga sorsata della birra che ho portato e messa al sicuro dentro il frigorifero nel retro della casa.

Dietro la sua facciata di ragazzo rude, con barba, baffi, e capelli lunghi e non curati, tanto da meritarsi il nome di Sasquatch, Kip osserva per buona parte della serata quella ragazza. Osserva ogni suo comportamento: quando si guarda in giro spaesata, mentre i ragazzi le si avvicinano e lei li rifiuta invece di accettare la loro compagnia come fanno le sue amiche. Tuttavia, non riesce a inquadrarla, perché non è il solito tipo di ragazza che invade la casa tutti i fine settimana.

Ha un bel faccino.

Se ti entusiasmano i visi semplici e naturali, solo con un filo di trucco.

Non è il mio caso.

Non mi interessano i volti, sexy o graziosi o meno che siano.

Non esco con le ragazze. Non faccio sesso, non mi faccio coinvolgere da nessuna. Ma. La ragazza è carina in modo inconsapevole.

 

Per Teddy è un venerdì sera come gli altri in cui si ripete sempre lo stesso copione, ma stavolta si accorge di essere osservata da un tipo strano e in cuor suo spera che non decida di abbordarla. Ma la fortuna non l’assiste, perché Kip non solo le si avvicina, ma addirittura la sorprendente chiedendole come mai sia ritornata, dal momento che già il venerdì precedente fosse palese che non le piacesse il posto e chi lo frequentava.

«Mi stavi osservando anche la settimana scorsa?»

Si stringe nelle spalle. «Sì.»

La sua onestà mi confonde. La maggior parte dei ragazzi mentirebbe o si inventerebbe una scusa poco convincente.

«Perché?»

«Non avevo niente di meglio da fare.»

Ah, allora è ok.

«E non trovi che sia strano?»

«No. Non quando ti stai annoiando.»

Il ragazzo sbuffa attraverso la peluria che cresce sotto al suo naso greco.

«Non è che sia interessato a te.»

Che bello. «Accidenti, grazie.»

«Senza offesa.»

 

Anche se totalmente diversi per carattere e abitudini, tra i due nasce una strana amicizia. Kip sente di dover aiutare e proteggere la ragazza. Teddy sempre più incuriosita da quel ragazzone che sembra, e veste come un montanaro invece che come un giocatore di rugby, accetta la sua fantasiosa proposta di insegnarle come trattare e conquistare i ragazzi, ma soprattutto come evitare che le amiche continuino ad approfittarsi di lei.

 

«Hai bisogno di un burattinaio che ti aiuti a capire come comportarti? Qualcuno che ti dica cosa dire e fare?»

«Non essere drammatico. Non sono ridotta così male.»

«Lo sei eccome. Ti serve una…- cerco la parola giusta. Schiocco le dita nel silenzio.»

«Madrina pelosa.»

«Una cosa?»

Sono un fottuto genio, ecco cosa sono.

«Una madrina pelosa. Tipo una Fata madrina, ma al maschile.»

Parola mia, ho inventato questa stronzata, così su due piedi.

Le intenzioni sono buone, ma riuscirà Kip a evitare di farsi coinvolgere sentimentalmente da Teddy e a non seguire gli impulsi che lo spingono verso la ragazza?

Questo romanzo ha dato un senso tutto suo alla frase vivere solo nei weekend, (LOL) dal momento che si svolge in una manciata di venerdì e qualche sabato. Niente contatti o vita vissuta durante il resto della settimana. Devo dire che mi ha lasciata perplessa la scelta dell’autrice di impostare così la trama, anche se scorre comunque in modo fluido. I dialoghi sono frizzanti e spesso divertenti. I personaggi principali sono particolari e quasi senza contatti esterni a parte qualcuno secondario di poco conto. Teddy è una ragazza che sembra vivere in un mondo tutto suo, fuori dal tempo; è una ventunenne che non ha mai avuto un ragazzo, anche se molto carina e viva in un campus universitario. Kip è un ragazzo di ventidue anni che sceglie la castità, disgustato dalle ragazze che lo avvicinano per la sua avvenenza e i suoi soldi. E questo è il motivo per cui si trasforma in un montanaro nell’aspetto fisico. Se devo essere sincera, non sono riuscita a immedesimarmi in nessuno dei due protagonisti. Il doppio Pov permette al lettore di seguire i ragionamenti dei protagonisti, lo coinvolge nelle sue domande e osservazioni.

La storia resta poco sostanziosa, anche se l’autrice ha inserito molte scene hot per renderla più avvincente. Tuttavia, nonostante le tante pecche, è una lettura leggera e piacevole con cui passare qualche ora di relax. Una riflessione però me l’ha lasciata: quante cose ci facciamo andare bene per paura di uscire dalla nostra comfort zone? Quante volte accettiamo comportamenti sbagliati da parte dei nostri “amici” solo per non perderli? Tuttavia, a un certo punto dobbiamo dire basta, non fosse altro che per ritrovare il rispetto di noi stessi e non inquinare del tutto i bei ricordi.

Alla prossima

Maria

STORIA