Titolo: Nel mio cuore ci sei tu

Autrice: Robin York

Casa Editrice: Newton Compton

Data di pubblicazione: 12 giugno 2019

Genere: Contemporary Romance/New Adult

Serie: Caroline&West Series

La serie:

1) Non dimenticarmi mai – 29 luglio 2016-Recensione:https://www.haremsbook.com/non-dimenticarmi-mai-caroline-west-series-1-di-robin-york-recensione-di-francesca/

2) Nel mio cuore ci sei tu

Sinossi:

Caroline continua a sognare West. La sua pelle calda, i suoi muscoli, le sue mani addosso a lei. Poi si sveglia e torna alla realtà: West se n’è andato. E prima di andarsene, le ha spezzato il cuore. Ma un giorno, all’improvviso, West le chiede aiuto. Una tragedia ha colpito la sua famiglia: una famiglia già abbastanza nei guai. Senza pensarci, Caroline sale su un aereo per raggiungerlo e stargli vicino. Sono di nuovo insieme, ma lui sembra completamente cambiato: è nervoso, pare avercela con il mondo. Caroline non sa come comportarsi. Dovrebbe tornare nell’Iowa e occuparsi della causa contro l’ex fidanzato che ha postato le loro foto private per vendicarsi. E invece eccola lì. Profondamente innamorata di West. Ancora.

Recensione:

Care Dame,

oggi vi parlo de Nel mio cuore ci sei tu di Robin York in uscita il 12 giugno per la Newton Compton.

Dopo quasi tre anni dalla pubblicazione di Non dimenticarmi mai, abbiamo finalmente la possibilità di leggere la conclusione della storia tra Caroline e West.

Una lettura che mi ha profondamente colpito, mi ha annodato lo stomaco e che non può lasciare indifferenti per la profondità e intensità con cui l’autrice tratta determinate tematiche.

Nel primo volume, l’intreccio narrativo era incentrato su Caroline alle prese con il revenge porn – ossia la pubblicazione online di foto osé da parte dell’ex fidanzato – e abbiamo assistito alla separazione forzata dei due protagonisti.

Il secondo volume si apre circa due mesi e mezzo dopo da dove li avevamo lasciati. Troviamo una Caroline che cerca di andare avanti con la sua vita affrontando il processo e le relative conseguenze, ma allo stesso tempo si strugge al ricordo dei momenti trascorsi insieme a West.

“Quel peso continuo nello stomaco, tutta la giornata davanti durante la quale avrei provato e fallito nel tentativo di togliermi di dosso quella marea di ricordi, di sensazioni. Dovrò conviverci e poi lo perderò, ogni bel ricordo che ho di West, di nuovo, quando invece non vorrei altro che gettarmi ancora in quel sogno e vivere lì. È uno schifo.”

Fino a quando, dopo alcuni mesi di totale silenzio e distacco, Caroline riceve una chiamata da parte di West in cui le annuncia l’avvenimento di una tragedia e implicitamente le chiede aiuto. Caroline non ci pensa due volte e prende il primo aereo per raggiungerlo a Silt, la città natale di West. Al suo arrivo, però, ciò che l’aspetta la coglie impreparata:

“Il West che mi ha lasciato a Des Moines più di quattro mesi fa era un ragazzo, a volte persino un ragazzino, ma la persona che mi sta aspettando è un uomo grosso, possente, quasi cattivo e, quando lancia un’occhiata nella mia direzione, mi paralizzo.”

Eh sì, perché se nel primo volume era Caroline ad aver bisogno di aiuto, in questo è West ad aver necessità di essere salvato da se stesso.

West è caduto nella spirale dell’autodistruzione, è avvolto dal manto dell’oscurità e naviga nelle acque più profonde degli abissi. È cresciuto in una famiglia altamente disfunzionale in cui violenza, abusi e alcolismo sono all’ordine del giorno.

Il suo unico desiderio è sempre stato quello di proteggere la sorellina Frankie da tutto questo, ma ventun anni sono pochi per affrontare problemi così grandi, soprattutto da solo e respingendo la mano tesa di chi si preoccupa per lui e ha a cuore il suo futuro.

Nonostante l’atteggiamento scontroso e strafottente che West ha nei confronti di Caroline, lei non molla mai, non si scoraggia di fronte a nulla. E questo, badate bene, non perché abbia la famosa sindrome da crocerossina. Affatto.

“Ciò che West mi lascia vedere: è ferito e questa durezza è l’unica arma di difesa che ha. Sono qui per lui. Non per me.”

“Ha una corazza che lo separa dal resto del mondo. Voglio che sappia che la vedo. So che cos’è e, se vuole, può togliersela quando sta con me.”

Caroline sa leggere West come un libro aperto. Perché? Perché lo ama, molto semplice. Quando amiamo profondamente una persona, non ci fermiamo mai di fronte all’apparenza, ai meccanismi che l’altro mette in atto come autodifesa. L’amore ha poco a che fare con la razionalità, è solo ed esclusivamente il cuore che muove le nostre azioni. Caroline conosce West e va oltre, mostrandogli dei punti di vista diversi e alternativi, altre vie per la risoluzione dei problemi.

Purtroppo il percorso non è sempre facile e lineare e, per quanto noi possiamo stare vicino a chi amiamo, è l’altra persona che deve trovare il coraggio e la volontà dentro di sé per uscirne. E questo richiede tempo. West ferirà di proposito Caroline per allontanarla dal torbido in cui è sprofondato.

«Tutti facciamo tutto da soli, West. Da soli, per noi soli. Tutti. Ma a volte lo facciamo perché abbiamo una ragione e tu sei stato la mia ragione. Mi hai detto che stavo bene, che non ero debole, che non avevo fatto niente di sbagliato e ti ho creduto. Hai fatto la differenza, per me».

West capirà che Caroline è la sua differenza? Sapete che non amo molto dilungarmi nel racconto dei romanzi, per cui lascio a voi scoprire le sorti di questi due protagonisti.

Nel mio cuore ci sei tu è un romanzo che oserei definire di formazione, è una storia incentrata sulla rinascita e sul cambiamento, sulla capacità di saper affrontare ciò che la vita ci pone davanti cogliendo nuove opportunità.

È un romanzo che può apparire triste per le vicende narrate, ma non è così. Ho apprezzato moltissimo i vari messaggi che l’autrice ha lanciato. L’amore non è il punto focale, c’è ed è palese. Questo libro non ci parla della nascita di una storia d’amore, ma di ciò che l’amore comporta. Le sue conseguenze. Come ad esempio la bellezza del sacrificio: cosa siamo disposti a fare per chi si ama, quanto siamo pronti a metterci in gioco e a rischiare. Una storia che ci insegna che non è ciò che ci è successo a definire chi siamo, ma come abbiamo reagito. Non siamo mai dei falliti, ognuno di noi conta e ha valore. Una storia che fa riflettere sul valore che ha ogni nostra singola scelta, perché abbiamo la capacità e la possibilità di scegliere. Sempre, c’è sempre una via d’uscita. Ed è anche un libro che ci parla del futuro attraverso ciò che è necessario non perdere mai: la speranza. La speranza che le cose non rimangano mai immutate, ma si evolvano; la speranza di credere nelle altre persone perché non siamo mai soli; la speranza che le nostre scelte ci portino a qualcosa di bello.

Ci sono molte frasi che hanno catturato la mia attenzione, ve ne propongo una che ritengo racchiuda un concetto fondamentale che non bisogna mai perdere di vista.

Sopravvivere non è la stessa cosa di vivere.

Quanto è vero, eh? Non facciamoci mai fagocitare da ciò che ci circonda, rischiando di rimanere impigliati in una rete senza possibilità di uscita. A volte è necessario un pizzico di sano egoismo per intraprendere nuovi percorsi, per fare cose nuove mai provate prima e perché no, anche per commettere errori, cadere e rialzarsi finché non si incontra ciò che ci fa felici e stare bene.

Nel mio cuore ci sei tu racconta tutto questo attraverso due personaggi assolutamente ben caratterizzati a tutto tondo. Ho trovato che l’autrice sia stata molto brava nel narrare questa storia: ha usato in modo adeguato l’angst per mostrarci l’impasse psicologica e ha scavato nel profondo dell’animo umano dei protagonisti facendo sì che ne esca quasi un quadro tridimensionale. Sono personaggi che sembrano quasi vivi, reali, assolutamente credibili in ogni azione, pensiero e atteggiamento.

Prima di concludere vorrei spendere due parole sulla mia valutazione. Quando si ha a che fare con questa CE   è inevitabile incappare in qualche problema.

Trovo il titolo azzeccato e la cover molto delicata, ma purtroppo ancora una volta mi tocca sottolineare come l’editing non sia dei migliori. Nel testo sono presenti diversi errori (dopo di che e per lo più scritti in questa maniera quando la forma corretta e corrente è quella univerbata); la virgola per introdurre il discorso diretto che è tipica del sistema anglosassone, ma errata nella lingua italiana che richiede l’uso obbligatorio dei due punti; regionalismi e altre imperfezioni ed espressioni poco felici.

Avevo pensato di abbassare la mia valutazione di mezzo punto, ma poi ho ritenuto che fosse un peccato penalizzare il buon lavoro dell’autrice a causa dell’incompetenza linguistica delle traduttrici/editor. Prego per l’ennesima volta di prestare più attenzione. Eh, sono una sognatrice, che volete farci! Non perdo mai la speranza di poter leggere un testo editato come Cristo comanda.

Perdonate la paternale, ma rimango sempre stizzita di fronte a testi trattati con superficialità.

Tornando a noi, voglio lasciarvi con un ultimo estratto.

“Non ci vuole nulla di speciale per combattere contro il mondo e contro tutti i modi in cui cerca di ingabbiarci, di trattenerci, di limitarci, e di impedirci di realizzarci. Dobbiamo solo sapere che cosa vogliamo ottenere. Dobbiamo sapere con chi vogliamo stare e che cosa siamo disposti a cedere per averlo.”

Alla prossima,

Francesca

STORIA