Torna la nostra guerrera Maxwell, l’autrice che sa come infiammare le pagine e che ci ha stregato con il suo erotismo provocante e provocatorio, sin dalla storia indimenticabile di Eric Zimmerman e Judith Flores (per chi ha adoratola serie bollente Chiedimi quello che vuoi  è in arrivo anche il pov dal punto di vista maschile dopo lo spin off Sorprendimi, dedicato all’affascinante Bjorn). Per poi sorprenderci con la leggerezza di Paradiso cercasi e il peccaminoso Passa la notte con me.

Di questa autrice dallo stile inconfondibile per vivacità e brio, abbiamo imparato ad apprezzare anche la capacità di saper tratteggiare storie frizzanti e divertenti, piene di calore umano, di sentimento, animate da personaggi sempre di impatto – a volte sopra le righe, eccessivi, caotici, anticonformisti – pronti a lottare per la loro felicità.

La leggiamo oggi in anteprima, grazie a tre60, in una storia di sentimento e di amicizia, di amore e di rinascita: Non chiedermi di amarti.

Non chiedermi di amarti

Niyomismalosé (2011)

Megan Maxwell

28 febbraio 2019

tre60

narrativa

 

A vent’anni tutte sognano l’amore eterno. Ma Nora non sogna: lei, il principe azzurro, l’ha trovato in Giorgio ed è convinta che la loro unione sia destinata a durare per sempre. E invece Giorgio, dopo vent’anni di matrimonio e al compimento dei (fatidici?) quarant’anni, perde la testa per una seducente ventenne e se ne va di casa. Nora è sconcertata e ferita, ma soprattutto è terrorizzata all’idea di dover ricominciare tutto da capo. Però la vita a volte restituisce più di quello che prende… Grazie al sostegno di Chiara, la sua migliore amica, Nora recupera lentamente la fiducia in se stessa e trova il coraggio di trasformare la sua passione per la fotografia in lavoro. E così che incontra Ian, un ragazzo affascinante, premuroso, che la fa sentire speciale. Ian, però, è molto più giovane di lei. Nora esita: sa quanto dolore può venire da una relazione, specialmente quando la differenza di età è così marcata. Riuscirà Ian a convincerla di essere l’uomo giusto per lei? E Nora finirà per dirgli «Non chiedermi di amarti», rinunciando, magari per sempre, alla possibilità di essere felice?

Niyomismalosé è innanzitutto una storia di amicizia. Racconta la storia di Nora e Chiara, due “amiche sorelle” come amano definirsi, due ventenni che si sposano, con due italiani affascinanti e fetenti (ahi ahi che brutta figura facciamo menomale che ci salva il papà della protagonista) e cercano di costruire la loro vita, di realizzare il loro sogno d’amore.

Innamorate, piene di progetti e speranze, vivono le loro esistenze preoccupandosi di amare la loro famiglia e proteggerla, in particolar modo i loro figli meravigliosi.

Affrontano insieme tutti i colpi del destino – lutti e dispiaceri – e le insidie di una suocera ODIOSA e meschina (in parte riabilitata da una giustificazione gravissima svelata nel corso del romanzo).

A quarant’anni una svolta drammatica. La verità, con la sua cruda e spietata realtà, irrompe nella vita grigia delle due donne, scuotendo ogni loro certezza e destandole dal torpore di una esistenza piatta, fatta di doveri e responsabilità.

Il mondo che aveva cercato di tenere su in ogni modo le stava cadendo rumorosamente addosso

Costrette a ricominciare a vivere, sceglieranno – Chiara la vulcanica sarà un traino irresistibile per Nora – di vivere finamente.

Qualche ruga, qualche chilo di troppo, tante delusioni, troppi rimpianti.

La fine del matrimonio diventa un inizio. Una ripartenza.

Nora non sa come vivere senza il marito. Sulla soglia dei quarant’anni con tre figli, sente di dover “sopravvivere”, schiacciata in parte dalle convenzioni sociali dure a morire anche nel XXI secolo. Sarà Chiara a motivarla e a darle la spinta necessaria per disporsi al cambiamento, un’evoluzione che è già nella protagonista. Tanto desiderata anche dai figli, soprattutto dalla figura meravigliosa del primogenito Luca. A partire da una remise en forme in una palestra frequentatissima e alla moda.

È qui che Nora incontra Ian…

Gli occhi neri. Il corpo scultoreo. L’ intensità del suo sguardo. I capelli lucidi e corvini, la sensualità in ognuno dei suoi movimenti, esperti e misurati. Tutto questo, proprio questo, quella mattina mi sembra qualcosa di meraviglioso e difficile.

Virile, splendido, sexy da morire, occhi di velluto che tradiscono promesse peccaminose, giovane. PIÙ GIOVANE.

Ian è molto, molto di più. Non è spoiler, posso svelarvi subito che questo aitante istruttore è, in realtà, un detective sotto copertura che indaga su una serie di furti e un giro sospetto di opere d’arte e gioielli riconducibile ad attività losche di tipo mafioso. Un tocco noir piacevolissimo e ben inserito in modo funzionale all’interno della trama, così da renderla più accattivante.

Ian è garbato, gentile, protettivo, intelligente, rispettoso. PERSEVERANTE! Per fortuna… perché il divario di età sembra uno scoglio per Nora. Forse perché per la protagonista diventa un alibi, l’ultima insidia da aggirare prima di riprendere in mano la sua vita totalmente e scrollarsi di dosso il suo passato.

Questa storia è, soprattutto, una storia di donne. Di ripartenze e di seconde chances. Nora deve imparare ad amare se stessa come donna, al di là del suo ruolo di madre e di moglie. O ex moglie.

Ian è lo stordimento dei sensi, è un soffio di vita che la ridesta dopo il torpore di anni. Un Highlander irresistibile

«L’amore è così», affermò lui con un sospiro, divertito. «A volte ci fissiam osulel persone sbagliate, a volte ci innamoriamo e non veniamo corrisposti»

«…definisci Nora con una parola»

«Meravigliosa.»

«Sai come ti ha definito lei?…Difficile», sussurrò Chiara. «Perciò, se unisco le vostre definizioni, insieme formate una coppia meravigliosamente difficile.»

«Bel titolo per un romanzo.»

Non aspettatevi l’erotismo piccante e volutamente provocatorio, scandaloso, cui ci ha abituato nei romanzi erotici la Maxwell ma l’elemento erotico è presente, in modo proporzionato. Si tratta di una sensualità sempre calda in cui l’elemento erotico fa parte della conquista personale da parte della protagonista, che ritrova sicurezza e si riappropria della propria femminilità, della propria emancipazione e indipendenza. Un modo per riprendersi la propria libertà, tanto da farle ricominciare una nuova vita o farla cominciare a vivere finalmente. Felice e sicura, consapevole.

“ Non chiedermi di amarti” è una storia che ripropone una delle caratteristiche fondamentali della guerrera Maxwell: un affresco giocoso e chiassoso della vita con tutti suoi colori e tutti suoi sapori, con tutte le sfumature dell’amore e i ritratti dolce – amaro della quotidianità. I suoi personaggi sono sempre vincenti perché sono rubati alla realtà, sono letteralmente strappati ad una lezione in palestra, ad una passeggiata tra i negozi madrileni, ad un pomeriggio di telefonate e chat tra amiche confidenti, tra lacrime e sorrisi che si scambiano sulla soglia dei quarant’anni (Blanca la poliziotta tutta d’acciaio, le bio della palestra, i colleghi di Ian, i genitori focosi del bel poliziotto, la solitudine e il fallimento nella parabola di Giorgio ). Sono persone più che personaggi, in cui è impossibile non identificarsi. Apprezzando quel tocco di brio e di spregiudicatezza che li contraddistingue, quella euforia e quella voglia di vivere incredibile. Ci ricordano l’importanza di credere, sempre e a qualsiasi età, nel domani e nel diritto di trovare la propria felicità. Il meraviglioso padre gondoliere della protagonista riassume perfettamente lo spirito di questa storia di rinascita

Lui dice sempre che una persona ha la libertà del sorriso quando è felice. E che questo si riflette nel suo volto, negli occhi e nell’anima

 

Saffron

PS: Ok. Bio (riferimento al testo). Siamo sempre la generazione del grunge. X. Dei citofoni. Del contatto umano. Dei baci rubati nei corridoi con zaino in spalla e cuffie del walkman nelle orecchie (mio Dio quanto pesavano) per sentire gli spezzoni delle hit di MTV. Abbiamo visto crollare muri, governi e imperi. Tramontare sogni ottimistici e utopie ideologiche. Siamo disincantati e forse arrabbiati. Abbiamo messo in discussione ogni istituzione e punto di riferimento sociale, politico ed economico.

Però, nessuno come noi sa rialzarsi 😉