Titolo: Non lo avevo considerato
Autore: Francesca D’Isidoro
Genere: Contemporary Romance
Editore: Self Publishing
Data di pubblicazione: 08 Marzo 2018
Serie:The Fate #1
TRAMA
Da quando, due anni prima, il fidanzato storico l’ha lasciata per la sua attempata commercialista, Diletta vive nella convinzione che la sua vita sia finita. Praticamente, non riesce a trovare più stimoli in nulla. Ed è, infatti, senza entusiasmo alcuno, che, quella sera, si lascia trascinare dalla sua migliore amica nel solito locale…
Francesco è fuggito dalla sua scintillante vita parigina rifugiandosi nella città di provincia che gli ha dato i natali, pur di lasciarsi alle spalle una storia che l’ha distrutto. E, quella sera, ha solo intenzione di divertirsi un po’…
Il destino, però, si sa, alle volte sa essere molto beffardo ed ha in serbo per Diletta e Francesco qualcosa che non avrebbero assolutamente mai considerato…
RECENSIONE

Care Dame “Non lo avevo considerato” cantava Renato Zero in un suo celebre pezzo, qui a non essere contemplato è l’Amore che può giungere inaspettatamente nella vita di due persone come un’improvvisa folata di vento che scompiglia i capelli. E proprio mentre un venerdì sera, all’esterno infuria la natura e vorticano i fiocchi di neve, all’interno di un locale due sguardi si incontrano per la prima volta: quelli di Diletta e Francesco. Diletta che si stava godendo una serata “pro sbronza” con la sua migliore amica Eleonora, vede entrare nel locale un uomo che la fulmina con i suoi intensi occhi blu e il sorriso ammaliatore.

con movimenti eleganti si girò.. regalandomi lo spettacolo di due spalle degne di una copertina di “GQ”. Aguzzai lo sguardo propendendomi in avanti…Ma niente mi avrebbe preparato alla sensazione che provai quando quei due occhi blu incrociarono i miei… …Oh. Mio. Dio. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo avrebbe dovuto dichiarare quel sorriso illegale. Sicuramente chiunque ne fosse stato vittima avrebbe perso ogni capacità di intendere e di volere, di giudizio e di esercitare il suo libero arbitrio. Disarmante…

 

Francesco, reduce da una giornata difficile, culmine di un passato che lo ha spinto a non credere più nei sentimenti e a voler soltanto divertirsi senza mai più scottarsi, rimane colpito da una ragazza minuta, graziosa e dolcemente timida.

Quella ragazza, allo stesso tempo, riusciva ad apparire ai miei occhi tenero cucciolo e indomabile predatore. E la cosa mi piaceva. Molto.

Il loro sembra un percorso già scritto, un fuoco d’artificio che divampa illuminando la notte.

 Inarcai la schiena più e più volte sotto l’assalto incessante di quei baci arditi. Lui leccava, succhiava, assaporava…Gli allacciai le gambe intorno al collo, guidata dal dilagante bisogno di farmi portare ancora più su, e lui accolse quella tacita supplica….E, in un delirante crescendo di sensazioni, raggiunsi la cima più lontana, quella sopra la quale l’orizzonte diventa invisibile.

Si ritroveranno di fronte in tutt’altro ambito e torneranno a cedere alla tentazione, ma molti ostacoli si profileranno all’orizzonte prima che possano fare un po’ di chiarezza. Ostacoli provenienti dal loro distinto passato e che faranno sembrare una scommessa d’azzardo il loro probabile futuro.

Francesco, visti i trascorsi, ha bisogno di dolcezza e Diletta sarà il suo rifugio, un nido che temerà di inquinare con le conseguenze di errori mai dimenticati. Non mancheranno i colpi di scena ed i momenti in cui tutto sembrerà precipitare, così come scene divertenti in cui la vena humor di Diletta la farà da padrone.

 Quel posto avrebbe fatto impallidire lo chalet dei Forrester a Big Bear. Ma che dico? Quel posto lo Chalet dei Forrester non lo vedeva proprio! E pensare che io non mi sentivo neanche lontanamente una provetta Brooke Logan. Al massimo avrei potuto ambire al ruolo di Taylor. Sì, il ruolo di Taylor mi si addiceva, senz’altro, di più. Piangermi addosso, d’altronde, era stato il mio sport preferito, fino a poco tempo prima.

L’Amore in fin dei conti è il più grande degli azzardi, perché quando ami ti rendi vulnerabile e per chi come Francesco, ha già provato il dolore che può recare l’essere troppo vulnerabili, non è semplice lasciarsi andare…neanche quando le sensazioni provate con Diletta hanno un sapore unico, mai sperimentato prima. E Diletta Palazzeschi è una giovane donna, brillante avvocato, sicura negli affetti e nei valori, ma nella vita amorosa non ha avuto molta fortuna. Forse per questo non perde tempo ad arroccarsi nel proprio orgoglio, tutt’altro. È pronta a vivere il momento senza porsi il problema del quanto potrà essere doloroso “dopo” e lo fa con un malizioso candore che irretirà un uomo “di mondo” come Francesco.

Il blu intenso delle sue iridi sortì ancora una volta quell’effetto devastante su di me. Piccoli brividi caldi mi percorsero l’epidermide. Come al rallentatore lo vidi avvicinare le sue labbra alle mie. E mi persi. Completamente.

Francesco De Sanctis oltre ad aver raggiunto traguardi lavorativi di alto livello e aver il tesoro più prezioso al mondo un uomo possa desiderare, è un uomo provato, che si è lasciato pervadere dal cinismo per non soccombere al dolore e alla sensazione soffocante del fallimento personale. Diletta sarà per lui una boccata d’aria fresca e frizzante dopo tanti profumi sofisticati e…risibili.

Nella loro storia, personaggi secondari aiuteranno a mostrare sfaccettature diverse dei due protagonisti. Per esempio i genitori di Diletta che renderanno bene l’idea del calore familiare, al contrario dell’algida madre di Francesco che riuscirà ad acquistare punti soltanto in seguito. O le amiche di Diletta, Eleonora, Daniela e la giunonica Eva che dipingono un’amicizia solida, forte e su cui si può contare.

Questo libro ha una trama accattivante e lo stile frizzante dell’autrice mi ha piacevolmente intrattenuto, ma qualcosa mi ha impedito di immedesimarmi nei personaggi ed esserne totalmente coinvolta. A mio avviso, una profondità mancante, uno sviluppo maggiore dal punto di vista introspettivo, nonostante il doppio PoV dei due protagonisti e la percezione di restare “chiusa fuori” da alcune scene che avrebbero meritato, a mio parere, maggiore spazio (dando anche più coerenza alle vicende) e che, invece, trovano il continuo soltanto in narrazioni successive. Ed è un peccato perché la storia mi è piaciuta ed avrei gradito maggiore spessore per potermi immergere nella travagliata storia di Francesco e Diletta. Inoltre, per quel che concerne la scrittura, risulta semplice e abbastanza scorrevole, anche se ho riscontrato qualche errore ed avrei consigliato un’ulteriore rilettura anche per la scelta di termini, a mio parere, inadatti. Vi invito a leggere questo libro e vivere la storia di Francesco e Diletta.

Alla prossima!

Mary

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