Ciao Amici, il libro di cui vi parlo oggi è PRIMA CHE FACCIA BUIO, contemporary romance di Laura Pellegrini, pubblicato il 30 novembre in una versione rinnovata a cura della Gilgamesh Edizioni. Un romanzo intenso, emozionante, che vi ruberà il cuore.Venite a conoscere Gianluca e Manaar.

 

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Titolo:Prima che faccia buio

Autrice:Laura Pellegrini

Editore:Gilgamesh Edizioni

Pubblicazione:30 novembre 2016 ebook-Cartaceo 5 dicembre 2016

Genere:Contemporary romance

 

 

 

SINOSSI

Cos’è la normalità se non un qualcosa di arbitrario e opinabile. Si determina un preciso stato mentale e fisico come qualcosa di comune e riscontrabile nelle vite altrui, identificandolo come normale; mi chiedo però se non sia invece ciò che scalda il cuore nel profondo a fare di un momento la quotidianità vera, l’essenza della vita.

Sullo sfondo di una guerra, dove i sentimenti pare non possano avere spazio, nel deserto di una terra lontana, tra albe e tramonti, le vite di un uomo e una donna si incontrano. Due mondi opposti, due missioni differenti, ma un unico desiderio: viversi.
Una storia d’amore e di vita, di passione e desideri, alla ricerca continua dell’equilibrio tra i sentimenti e i doveri e di quell’angolo perfetto di normalità, dove incontrarsi, amarsi, volersi.
Gianluca e Manaar, un soldato e un medico volontario. Ordine e istinto. Guerra e pace.

 

 

 

RECENSIONE

Alcune strade portano più ad un destino che a una destinazione.
Jules Verne

Manaar e Gianluca non potrebbero essere più diversi: lei è un medico volontario impegnato da anni in missioni umanitarie all’estero, lui  un coraggioso soldato sopravvissuto agli orrori della guerra.

Lei è portatrice di vita, lui di morte.

Due mondi opposti e distanti che si attraggono, due vite che si intrecciano per un particolare gioco del destino.

In Libano, l’ amata terra natale da cui è stata costretta a fuggire tanti anni prima, Manaar trascorre un breve periodo in compagnia di Bahira, la sua migliore amica, cullata dai ricordi di un passato dolceamaro, prima di prendere parte a una nuova missione in qualità di medico volontario.

Vorrei farle capire che il mio non è un capriccio, ma una scelta. Non vado a cercare la morte, ma a portare la vita, finché Dio me lo concederà. «Sono un medico Bahira, chi si prende la briga di uccidere un medico?» ironizzo. La prendo per le spalle e la volto verso di me. Le sorrido. «E poi sono un osso duro io!»
«Ci sono donne, ci sono bambini. Hanno bisogno di me, io ho bisogno di loro. Dio mi ha dato un dono e non usarlo significherebbe offenderlo.»

Nel corso degli anni ha partecipato a numerose missioni umanitarie nei luoghi più disparati, ha salvato migliaia di vite e regalato a questa gente prostrata dalla fame e annichilita dagli orrori della guerra, un briciolo  di umanità e normalità.

La guerra è un limite,la morte violenta è un limite.E tutto questo per cosa?

Soldi? Potere?Ma chi detiene i soldi e il potere?Noi?

Il nemico è solo lo spauracchio delle nostre paure

A una vita tranquilla,”normale”, scandita dai ritmi del lavoro di corsia e dominata dagli affetti, Manaar preferisce mettere la propria esistenza al servizio degli altri.

Figlia di profughi rifugiatisi in Italia,Manaar conosce la disperazione di questa gente perché l’ha vissuta sulla propria pelle solo pochi anni prima.E’ una donna coraggiosa e altruista in cui forza e dolcezza si amalgamano in modo armonioso.

Credo che nella vita ognuno di noi abbia una missione da compiere,che sia piccola o grande.La mia è di portare un sorriso.

 

Gianluca aka Skyfall è una testa di cuoio, un uomo burbero e arrogante, poco incline ai rapporti sociali e con una forte tendenza al comando. Coraggio, disciplina e  spirito di sacrificio  sono valori imprescindibili per chi come lui è nato in una famiglia di militari. Diventare un soldato era il suo destino,l’ennesima missione che  ha portato a compimento.

 

“Mi chiamo Gianluca,detto Skyfall per la passione smodata che ho per il paracadutismo.Ho trentacinque anni e sono una testa di cuoio.”

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“Io non sono un eroe,come non sono un modello da seguire.Sono solo un uomo che fa il proprio lavoro cercando di portarlo a termine.”

 

La professione ha sempre occupato il primo posto nella sua vita in cui  non c’è mai stato spazio per l’amore… fino all’incontro con la dottoressa Manaar.

Il loro primo incontro non nasce sotto i migliori auspici:si studiano,si guardano con diffidenza e si scontrano.

 

“Mi giro di scatto e la vedo. Lei è lì, illuminata dalla luce fioca che proviene dal piazzale. Fa un passo in avanti guardandosi attorno spaurita. Gli uomini si fermano all’istante a fissarla. Il silenzio è quasi imbarazzante. «Scusate, io… cercavo solo dell’acqua» dice e si strofina le mani sui pantaloni infilati dentro un paio di stivali. […]
Lei è la donna che mi è venuta incontro questa mattina, la prima ad aver parlato. L’unica che mi abbia guardato negli occhi, anche se per un breve momento.[…]
È bella, semplicemente bella, ma distolgo lo sguardo nello stesso istante in cui lo penso. Non voglio mi veda mentre la fisso. […]
«Il suo nome qual è Dottoressa?» domanda Lucio sorridendo gentile.

«Manaar.» Manaar… Manaar che mi guarda negli occhi, Manaar che non ha paura, Manaar che in mezzo a uomini grandi e grossi come noi beve una birra in tranquillità. Voglio che tutto questo finisca, subito.

 

Manaar prova in tutti i modi  a instaurare un rapporto civile ma Gianluca ha spesso un atteggiamento sgradevole e maleducato.

In realtà il suo comportamento è un blando tentativo di resistere al sentimento che sta germogliando nel suo cuore e di cui ne avverte la pericolosità.

“Le donne distraggono,ti abbassano il livello di guardia al punto da friggerti il cervello e poi diventi un problema non solo per te stesso,ma anche per chi ti sta accanto

Quella donna esercita su di lui un fascino ipnotico, gli fa abbassare la guardia per scrutarlo dentro; si addentra nei meandri più oscuri e reconditi della sua anima per mostrarci  uno spiraglio di luce, di normalità.

“Siamo abituati a ben altro, all’adrenalina che scorre nelle vene, a gestire la paura, al buio pesto che avvolge, ai proiettili che passano a pochi centimetri e al loro sibilo inconfondibile. Siamo uomini addestrati per gli assalti, per non lasciare nulla dopo il nostro passaggio, se non ordine e coerenza, non a questo. Ma la cosa peggiore di questa staticità è lei. Lei che ovunque
mi volto è davanti a me, che mi sfida a viso aperto davanti ai miei uomini. Lei che mi guarda negli occhi e non ha paura. Ho deliberatamente evitato di salutarla cercando di dare il buon esempio al mio gruppo, eppure la sua gentilezza e i suoi sorrisi sinceri hanno abbattuto quelle barriere indispensabili. Saluta tutti. Parla con tutti. Porta da bere a tutti e quella sua espressione quasi materna, amorevole, la stessa che riserva ai suoi pazienti,si infiltra nelle crepe del bisogno atavico che ognuno di noi ha: l’amore. Siamo lontani da casa da mesi ormai e per quanto questo mestiere faccia parte delle molecole del nostro corpo, sentirsi amati, supportati, accolti, rimane sempre una parte fondamentale del nostro essere. Ma l’amore stesso e la considerazione dell’altro creano dipendenza.”

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“Un uomo,una donna, nulla di diverso dalla normalità.E forse è proprio questo il problema.La normalità che ci neghiamo di vivere bussa sempre alla porta prima o poi,come in questo caso.Solo che ad aprire bisogna avere fegato,un coraggio da leoni più che in mille battaglie, perchè la normalità è il nemico peggiore per chi come me, fa questo mestiere.

 

Accanto a lei, Gianluca sveste i panni del Supereroe per diventare semplicemente un uomo col suo bagaglio di paure e  fragilità.

 

Un uomo in balia di sentimenti ed emozioni che dopo essere stati messi a tacere per tanti anni,reclamano prepotentemente di essere ascoltati.

“Lei è il veleno peggiore che abbia mai dovuto ingoiare perchè seduce solo con un dannato respiro, con una parola mentre intanto ti divora il cuore.”

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L’amore rende fragili, fa soffrire ma è anche ciò che ci fa sentire vivi e completi.

“Mi fermo all’angolo delle sue labbra,il mio respiro che diventa il suo.
“Lo dica Dottoressa.Non riuscirò a trattenermi ancora a lungo.”mormoro.
“Allora non lo faccia” bisbiglia.

 

 

Questo è il grande insegnamento che Manaar trasmette al suo Gianluca. A tutti noi.

Prima che faccia buio è il primo romanzo che leggo di Laura Pellegrini, un’autrice dotata di un indiscusso talento scrittoriale che usa per narrare storie intense di amore e di vita vissute da uomini e donne straordinari nella loro normalità.

Il libro è strutturalmente armonioso, un perfetto mélange di tenero romanticismo,suspense e carnalità ferina.

“Risucchia il mio respiro, l’aria che ho nei polmoni mentre mi schiaccia contro il suo petto, pelle su pelle, bocca su bocca.”

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Lo stile dell’autore è elegante e personale e i personaggi sia principali che secondari sono descritti in modo accurato.

Ho molto apprezzato la scelta di ambientare la storia  in Libano, una terra lontana, martoriata da morte e distruzione; un luogo devastato, inaridito dalla guerra, in cui però può  ancora attecchire e germogliare il seme dell’amore.

In tal senso Prima che faccia buio non è solo un romanzo che racconta la storia  meravigliosa, struggente e piena di passione di Manaar e Gianluca, ma un libro che, descrivendo in maniera vivida, sentimenti antichi, quasi estinti, quali la speranza, il coraggio, l’amicizia, ce ne fa riscoprire il valore.

Mi complimento con l’autrice per averci regalato pagine così intense e vibranti di emozioni, un microcosmo di umanità sensibile e generosa, governato dall’amore.

Alla prossima

Vanilla

Storia

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Sensualità

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