Titolo: Respect

Autore: Jay Crownover

Editore: Newton Compton

Data di pubblicazione: 14 febbraio 2019

Welcome Series

Bad love (Welcome series #1) di Jay Crownover Recensione

Big love – Welcome to the Point#2 di Jay Crownover. Recensione

Love forever – Welcome series #3 di Jay Crownover. Recensione

Breaking Point Series

Honor (Break-in Point #1 recensione) 

Instinct (Dignity – Breaking Point #2) recensione 

«Jay Crownover non delude mai!»
Breaking Point Series

C’era una volta la bellissima principessa Karsen. La sua, però, non è una favola come le altre. Karsen viveva in un regno di malvagità e corruzione, ma al riparo dagli orrori del mondo. Ignara della sofferenza, la principessa era innamorata della città che bruciava intorno a lei, ne amava gli angoli oscuri, le ombre spaventose. Fu così che consegnò il suo cuore nelle mani di un uomo pericoloso e violento, sorda ai suoi avvertimenti: lui diceva di non meritarla, ma lei non voleva credergli. Nonostante la sua indole brutale, quando erano insieme lui si dimostrava attento e premuroso. Karsen doveva sapere che l’oscurità avrebbe inghiottito la città e l’uomo che amava, ma il dolore per il suo tradimento fu tale che si trovò costretta a fuggire, con il cuore spezzato. Gettò via la corona sperando di riuscire a dimenticare e lasciarsi tutto alle spalle. Ma nel regno oscuro di questa favola, la famiglia è tutto. E Karsen non ha altra scelta se non tornare indietro. Ora, però, non è più un’ingenua principessa…
Un’autrice bestseller del New York Times e di USA Today
È facile amare la luce, ma ci vuole coraggio per amare il buio

Titolo originario FINALMENTE rispettato (sulle cover possiamo sorvolare?).

FINALMENTE Booker, l’angelo nero, il custode dei cancelli dell’Inferno.

FINALMENTE Karsen, regina dalla corona di ferro e spine, principessa di una favola cattiva.

FINALMENTE l’amore proibito, non solo impossibile e disperato. 

Chiudiamo la serie che forse ho amato di più di Jay Crownover, cala il sipario su un luogo indimenticabile, sul mondo dei cattivi, sullo scenario di degrado di “The Point”, un quartiere dove si annida il male, quella parte del tessuto urbano di ogni città volutamente dimenticata.

La Crownover decide di raccontare le storie di coloro che vogliono vivere la vita alle loro condizioni: si piacciono così come sono e non hanno paura di giocare secondo le loro regole. Crimine e delinquenza, droga e morte, sangue e disperazione, popolano il quartiere malfamato in cui ha ambientato la Welcome e la Breaking the Point in cui, a differenza della serie precedenti, l’eroe in questione non è un eroe per riscatto ma è un cattivo, talmente cattivo, da poter essere l’unico a risolvere la situazione.
Il male si combatte con il male, questa sembra la legge a The Point.

Ci ritroviamo nel mondo di The Point, si rinnova la magia delle serie tratteggiate da questa autrice: non avere mai cali, reinventarsi ad ogni progetto e rinnovare il ritmo, appuntamento dopo appuntamento, lasciandoci totalmente coinvolti in quella atmosfera e indissolubilmente legati ai personaggi che popolano quel mondo e che lo animano con le loro storie personalissime. Sono personaggi indimenticabili che rendono le loro vite speciali. Torniamo all’inferno, al cospetto del male, di Nassir tragico e magnifico, vero volto del Male e carezza sensuale del Diavolo; scendiamo nell’oscurità dove si muove silenzioso e letale Bax, unico eroe possibile che lotta contro il peccato agendo nel pericolo come ombra letale e irresistibile; alla corte di Race, il re biondo e corrotto, un’anima tormentata e doppia, stretto nella sua doppia pelle, che vive in costante conflitto tra il desiderio di fare la cosa giusta e la convinzione di avere una missione: arginare e dominare il caos della violenza, burattinaio capace di dominare e regolare come un tiranno illuminato il regno del vizio; salutiamo Titus paladino vero, puro e incorruttibile, dilaniato dal senso della giustizia e del dovere; ritroviamo Stark, il genio tormentato dal magnetismo misterioso, un eroe, un supereroe in stile The Point: anticonvenzionale, difficile, ammaccato e imperfetto, invincibile eppure vulnerabile, un mix irresistibile che nasconde il cuore grande, sotto un’armatura danneggiata, come un uomo di latta.

Accanto a loro personaggi femminili che, come pennellate di colore nell’oscurità, leggere e decise, vibrano di amore e vitalità: la purezza di Dovie, la grazia di Brysen, il fascino di Reeve, l’umanità di Honor, la dignità di Noe. Caparbie, fiere e generose, leali.

Ora si offre a noi il guardiano dei cancelli di The Point. Da una parte Titus da una parte Booker. Non una pedina, neanche un alfiere…un cavaliere, forse. L’anello di congiunzione tra gli emisferi di questo mondo, quasi traghettatore di anime.

Noah Booker è cattivo. 

Noah Booker è solo Booker. 

Non una persona, un uomo. Grande, grosso e cattivo, pericoloso.

Ha le mani sporche di sangue. Tanto.

È terribilmente sexy, sa di pericolo e paura.

Un sopravvissuto, che ha imparato a lottare. Un guerriero. Non un mercenario, non un fante sulla scacchiera dei giochi di poter a the Point, quanto piuttosto un gladiatore.

In lui c’è la forza segreta e irresistibile della disperazione, sotto la sua pelle ferita e marchiata scorre come energia segreta e misteriosa la compassione, quella saggezza amara, di chi troppo ha visto e sofferto.

Quella umanità dolorosa che lascia la sofferenza, che si traduce in una gentilezza toccante e irresistibile, che ha stregato Kristen da subito. Troppo presto, troppo in fretta. In modo incontrollabile, inevitabile.

La chiamavano cotta giovanile. Non lo era. Per me era un tipo d’amore feroce, armato di denti e artigli, che sentivo scavarmi nelle viscere ogniqualvolta mi veniva dato un buffetto sulla testa e detto quanto fossi giovane, che avevo ancora tutta la vita davanti…«Per averti. Ho aspettato abbastanza per averti, Karsen».
Era passato così tanto tempo… troppo tempo… ma non abbastanza. Non sarebbe mai passato abbastanza tempo.

Le ombre che segnano i protagonisti di The Point sono sempre più profonde ma, come diceva Cohen, c’è una crepa in ogni cosa ed è da lì che entra la luce. Come i segni della vita, cicatrici che diventano uno spiraglio, fessura da cui far passare la luce. Booker ha tantissimo da rivelare, pagina dopo pagina. Booker è uno squarcio nel buio di the Point

Due destini intrecciati fin da principio, il gigante e la bambina, la Bella e la Bestia…

Karsen Carter era la luce della speranza, l’idea di futuro

L’unico modo per renderla sua per sempre… era darle per il momento la libertà. C’era una volta una bellissima principessa che chiamava casa dolce casa un regno corrotto… Credeva che gettare via la sua corona arrugginita e ammaccata l’avrebbe aiutata a dimenticare, invece non aveva fatto altro che suscitare in lei un anelito verso tutto ciò che si era lasciata alle spalle. Aveva detto a se stessa che non avrebbe mai più rimesso piede in quel regno tormentato, ma lì la famiglia era tutto, quindi non aveva altra scelta che ritornare… Non aveva mai voluto le chiavi del regno. Avrebbe preferito di gran lunga costruirsene uno tutto suo.

Non è una principessa, è una amazzone. E ormai è una donna. In lei scorre il sangue di the Point: la linea di demarcazione tra giusto e sbagliato è netta, il senso di giustizia forte e dirompente ma…il confine tra bene e male è sempre labile

Karsen è fuggita sentendosi tradita, col cuore spezzato.

Karsen è stata tradita e manipolata da persone che ama, eppure non molla. Non si ritira, non scappa. Combatte. Una amazzone, una regina feroce. Una principessa pronta a combattere per il suo amore e per il suo principe.

Le ragazze come Karsen credono negli eroi e nel lieto fine. Mi rifiutavo di essere colui che le avrebbe portato via l’ottimismo. Non le serviva sapere che le persone che splendevano raggianti nel suo mondo non erano stelle che illuminavano il cielo notturno, ma piuttosto meteore che si stavano consumando prima di schiantarsi sulla Terra, proprio come chiunque altro… Potevi rimuovere la ragazza da The Point, ma non potevi rimuovere The Point dalla ragazza

Karsen è in serio pericolo. Il suo cuore, la sua vita sono sotto minaccia. 

Booker è la sua rovina e la sua salvezza, il suo angelo custode dalle ali arruffate e piegate, strappate, precipitato all’inferno. Ma si sa, gli uomini sono angeli con un’ala soltanto, possono volare solo rimanendo abbracciati…

Un abbraccio caldo, erotico, sensuale e disperato. Fatale.

Karsen era una piccola piromane che dava alle fiamme tutto il mio corpo e diffondeva il fuoco in quei posti freddi e bui, deserti e abbandonati, che avevo dentro al cuore.

In questo regno malandato, tra le macerie germogliano le speranze. Tra gli orrori e la disperazione cresce, tenace, la speranza. Di amare, di poter vivere e non solo sopravvivere. Di rendere The Point un luogo migliore, degno di essere chiamato “casa”.

Era giunto il momento. Mi stavo aggrappando a qualcosa che non sarebbe mai stato mio. Era giunto il momento di liberarla.
La osservai allontanarsi e mi domandai come effettivamente proteggerla dal resto del mondo una volta portata a casa e consegnata alla sua famiglia. Ecco perché non tentavo mai di fare la cosa giusta… era molto più facile lasciare che tutte le cose sbagliate, che avevano sempre dominato nella mia vita, definissero ciò che ero.

Jay Crownover lavora sulla trama, intreccia le esistenze drammatiche in una storia che ha il sapore della fatalità, tesse le esistenze misere di The Point in un progetto, in un disegno più grande che ha il dolore come lezione della vita, figure titaniche e carismatiche si scontrano inevitabilmente per affermarsi, bruciano nelle fiamme di the Point, si consumano nei rimorsi e nelle ammende per scontare i propri peccati.   Cercano redenzione mentre amministrano la giustizia spargendo vendetta quasi con spirito catartico per restituire una immagine compiuta e appagante a tutta la storia di The point, la degna conclusione di questa serie.

…sole, luce e un pizzico di dolcezza. Tutte quelle sensazioni esplosero sulla mia lingua e mi fecero venire l’acquolina in bocca. Avevo sempre saputo che il primo assaggio di lei mi avrebbe rovinato. Karsen era il capolinea. Niente avrebbe mai potuto superare quella donna e il modo in cui i suoi baci mi annullavano. Per tutta la mia vita, le persone avevano tentato di farmi fuori, di darmi il colpo di grazia. Mi volevano in ginocchio, esigevano la mia sottomissione…il suo destino erano il sole e la dolcezza. Non era una donna che viveva di notte, e non avevo alcun diritto di chiederle di nascondersi nell’oscurità con me e tutti i miei demoni belligeranti

«Ci sei tu all’origine di tutto questo, Karsen. Sei la ragione per cui The Point è cambiata così tanto». «Ma di che stai parlando?». Toccava a me avere una voce più che confusa. «Ognuno voleva che fosse un luogo dove potessi essere al sicuro. Volevano tutti che diventasse una città dove volessi ritornare… un luogo dove volessi restare. Hanno lavorato così tante persone per rimettere in sesto The Point..» Abbassò la voce roca e la addolcì il più possibile. «Sei l’erede al trono arrugginito». Non mi ero mai sentita parte dei reali, era più un dettaglio marginale, ma The Point era un regno per cui tutti quelli che amavo avevano versato sangue

Noah restituito alla sua umanità e alla sua dignità di uomo grazie al rispetto di se stesso, ci ricorda che l’amore insegna innanzitutto ad amare se stessi con tutte le nostre imperfezioni.

Quella cicatrice sul volto da monito e condanna diventa crepa nell’armatura intaccata da cui si riverbera luminoso il sentimento.

So che dentro di te c’è oscurità, ne hai molta. So che ti dà la forza e che influenza le decisioni che prendi. L’ho sempre saputo. Ma riesco anche a vedere del bene. So che c’è una luce dentro di te, anche se sono l’unica che può vederla. E sai perché solo io ci riesco?». La sua voce era roca quanto la mia quando fece quella domanda…
Amarci mentre la sua vita era in pericolo e la mia appesa a un filo non era meglio di innamorarsi l’uno dell’altra quando lei era troppo giovane per capire quanto pericoloso potesse essere… Karsen poteva anche essere la principessa di The Point, ma era la regina, l’innegabile sovrana del mio cuore guasto e truce.
Volevo rispetto e l’avevo ottenuto. Solo ora mi rendevo conto di averlo preteso dalle persone sbagliate.

Onore, dignità, rispetto.

3 motori della narrazione, 3 cardini delle esistenze a The Point, 3 principi su cui rifondare una città.

Casa è dove chi amiamo e se questi uomini e queste donne straordinarie diventano portatori di valori forti e nuovi, di principi rielaborati e assorbiti a tel punto da personificarli, possono viverli nel grigiore senza speranza del degrado e allora… questo regno malandato può diventare davvero “casa”.

A volte la fine è solo l’inzio.

Patria di ree regine, sede del trono del Diavolo, di angeli caduti e reietti, di guerrieri ed eroi. Imperfetti e vulnerabili, unici nella loro forza di volontà.  

L’autrice ci offre sempre un amore intenso, una passione travolgente forte e potente ma incredibilmente delicata nei sentimenti e nelle fragilità  umane; riesce a rinnovarsi e offrirci serie dopo serie coppia dopo coppia dinamiche sempre nuove sempre intriganti convincenti ogni volta che incontriamo un suo protagonista siamo convinti che ci aspetteremo una piccola delusione perchè abbiamo troppo amato i precedenti e invece…invece c’è qualcosa di unico e di speciale in ogni suo personaggio perché questa autrice sa frugare dentro l’anima.
Anche in quella più  buia.

Un minuti di silenzio sulle cover…richiamo sbiadito all’atmosfera Colazione da Tiffany non solo fuorviante ma un insulto all’intelligenza del lettore e grave mancanza perché The Point è quasi una coprotagonista.  

Epilogo fantastico, epilogo bis… STREPITOSO.

Ancora una volta Jay Crownover sa catturare il lettore, in modo violento e spietato, afferra il cuore violentemente e lo scuote, lasciandolo stordito e commosso. Poi lo lascia con amore, colmo di sentimento e di umanità, di consapevolezza.

E io ho lasciato un pezzo del mio cuore lì, tra la miriade di luci che illuminano la notte più nera di The Point.

INDIMENTICABILE

Saffron