Non potrei mai dimenticare Emerald, nemmeno se lo volessi con tutto me stesso. Il suo volto è nel sole o nella pioggia di tutte le mie giornate, nelle facce e nelle voci di chi incontro sulla mia strada. Si riflette persino nei sogni, rifrangendosi in un caleidoscopio di ricordi.

“Amami come se non esistesse un domani e io fossi il tuo ultimo giorno di vita”.

TITOLO: SEI IL MIO DESTINO

AUTORE: GIULIA ROSS

SERIE: COLORS #1

EDITORE: NEWTON COMPTON EDITORI

GENERE: CONTEMPORARY ROMANCE – LGBT

PUBBLICAZIONE: 04 FEBBRAIO 2019

 

 

SINOSSI

Un nome. Un tatuaggio sul cuore e un ricordo doloroso. Questo è ciò che è rimasto di Emerald nella vita di Andrew. Lui ora vive con Eva, la sua mistress e insieme migliore amica, tentando di dimenticare il suo primo e perduto amore. I sentimenti per Emerald tuttavia sono troppo forti per soffocarli e adesso è arrivato il momento di affrontarli, in un modo o in un altro. È così che Andrew racconta la sua storia, dal primo incontro con il ragazzo dagli occhi color smeraldo, prigionieri nella villa di Madame, fino all’ultimo momento trascorso insieme e alla promessa di amarsi per sempre. Gli anni sono passati e ritrovarsi sembra ormai impossibile. Proprio quando tutto sembra perduto, però, un viaggio inaspettato e il matrimonio di un membro della famiglia di Eva aprono le porte a una nuova avventura. Le strade del destino sono come fiumi sulla terra, che scorrono separati per poi infine rincongiungersi nel mare. Sapranno Andrew ed Emerald ritrovarsi con la forza del loro amore?

 

RECENSIONE

Care Dame, ho avuto il piacere di leggere in anteprima Sei il mio destino, primo volume della serie Colors di Giulia Ross. Un erotic romance MM dalla narrazione travolgente e coinvolgente.

È proprio un personaggio conosciuto in Ai tuoi ordini, Andrew, che incontriamo in questo romanzo e che ne sarà il protagonista indiscusso insieme ad Adrian, raccontando in una sequenza di immagini mai sbiadite e più che mai vivide e dolorose la sua storia, i suoi ricordi fin dove la mente lo può portare indietro nel tempo.

L’Andrew che abbiamo conosciuto è un uomo che ha scelto di donare la sua volontà e la sua obbedienza alla sua Mistress, Eva, conscio che la sua posizione di sottomesso gli garantisce la possibilità di chiudere fermamente il suo cuore all’amore e dedicare così alla donna che gli ha salvato la vita, la giusta ed esclusiva devozione e obbedienza.

 “Io ti ho dato solo una casa. Un rifugio sicuro, quando ne avevi bisogno. Ma tutto il resto… La schiavitù… la devozione… sono stati strumenti che tu, e tu soltanto Andrew, hai scelto per dimenticare la vita passata”.

Andrew non vuole amare nessuno. Il suo cuore non ha mai dimenticato il pulsare veloce, il battito concitato che solo una persona era stato in grado di suscitare.

Il suo cuore non ha mai dimenticato il suo primo amore, l’alito d’aria che ha dato vita e speranza a un corpo senza anima.

Per quanti anni possono passare Andrew è legato e bloccato al suo passato, un passato tremendo e al contempo l’unico momento in cui lui abbia gioito. Un passato che lo ha reso quello che è oggi, i cui artigli sono perennemente conficcati nel suo cuore e nel suo corpo.

Sollecitato dall’amorevole interessamento della sua Mistress, Andrew decide di raccontare per la prima volta i dolorosi ricordi che da tredici anni invadono la sua mente e torturano il suo cuore, catapultandoci in un inferno in terra, dove dei ragazzi non sono più esseri umani, ma pezzi di carne privati della loro identità, del loro nome, dei loro ricordi.

Sono passati quasi quattordici anni da allora. Eravamo solo dei ragazzi che condividevano un’unica e inconsapevole colpa: essere troppo belli in un mondo piegato dalla lussuria.

Shiba Inu: è questo il suo nuovo nome, quello che gli viene inculcato nella mente non appena si risveglia nel dormitorio di una villa sperduta nel nulla.

Fa freddo. Fa tanto freddo.

Ho paura.

Non so dove mi trovo. E nemmeno chi sono! “Shiba!”.

Dimmi, tesoro, ricordi qualcosa della tua vita prima di oggi?”. L’angosci ami pervade più amara di un veleno. “Non ricordo niente”, rispondo in un soffio. “Nemmeno il tuo vecchio nome, vero?”. Faccio cenno di no. “Be’, ora ne hai uno nuovo. Questo è un nuovo inizio per tutti. Hai capito, Shiba?”. Inizio? Ho l’impressione che quella sia la fine.

Rapito insieme ad altri adolescenti Shiba Inu si rende subito conto del ruolo che avrà da questo momento in poi: farà parte del gruppo dei “Cuccioli” che dovranno essere addestrati dai “Colori”, ragazzi appena più grandi di loro, sorvegliati e vessati dai “Cavalieri” e dalla loro padrona, “Madame”.

Diventerà, come gli altri, uno schiavo sessuale, il suo corpo non sarà più suo, ma alla mercé di chi pagherà per il suo viscido piacere.

“… dovrete accettare che in questa casa niente dipende dalla vostra volontà. Niente vi appartiene, nemmeno i vostri cuori.”

Sono insignificante come un granello di polvere che danza nell’aria prima di cadere a terra, inevitabilmente.

 

Intimiditi, minacciati, soggiogati, a nulla valgono le deboli proteste, anzi sono l’input per scatenare la diabolica perversione di chi li ha schiavizzati, la scusa per esercitare su di loro le più bieche forme di svilimento, umiliazione e torture.

Ed è qui in questo inferno ammantato di lussuria e depravazione che Shiba posa gli occhi su Emerald, è qui che il cuore di Shiba avrà un sobbalzo. In quel preciso istante tutta la disperazione e la devastazione che prova vengono illuminate da un flebile raggio di luce, di speranza.

…la mia attenzione viene calamitata dal ragazzo silenzioso coi capelli neri.

Ho l’impressione che il mio cuore abbia appena smesso di battere.

Anche lui mi sta guardando. All’improvviso non ho più paura, né freddo. Il mio corpo brucia come investito da un incendio.

La speranza che in questo abisso ci sia qualcosa o meglio qualcuno di speciale in grado di farlo sentire ancora vivo, un essere umano.

La speranza è un sentimento flebile ma al contempo potente. È quello che permette a Shiba di farsi forza e non soccombere a questo destino crudele di cui non ricorda l’inizio. Nulla del suo passato è nella sua mente: le sue origini, la sua provenienza, la sua identità. È come se fosse nato in quel posto senza ricordi e scoprire come tutto ciò sia stato possibile lo getta nel terrore più assoluto.

Siamo prigionieri. Nessun ricordo, nessuna identità se non quella che ci hanno appena assegnato.

La nostra vita non ci appartiene più.

Non posso fare ameno di sperare che l’oscurità mi inghiotta e che domani mi sveglierò in un’altra realtà.

Le lacrime mi scivolano sul viso confondendosi con tutto il resto. Non ho altre vie d’uscita. La mia nuova vita è solo all’inizio e fa già male.

 

Solo Emerald con il suo sguardo di giada riesce a smorzare quel terrore, a placare la sua paura, il futuro che gli si prospetta.

La connessione fra i due è immediata e potente, ma mentre Shiba cerca un contatto, Emerald lo rifugge. C’è qualcosa che lo frena e non è solo il divieto perentorio imposto dagli aguzzini, pena la morte, di non innamorarsi, ma qualcosa di più oscuro che tormenta Emerald.

“Non devi amarmi. Io non posso perdonarmi per ciò che ho fatto in passato. Sono sporco! Sono una persona crudele, capisci?… “Ho promesso sulla mia vita che non mi sarei mai più concesso di amare”. “Ma tu… Tu, ragazzino innocente, mi hai fatto ricordare che cosa voglia dire desiderare ardentemente l’affetto di qualcuno! Le sue cure. La sua passione. Hai resuscitato tutto questo dentro di me, dopo i miei sforzi per reprimerlo. Hai fatto sì che il mio cuore ricominciasse a battere, ma non posso…”.

Ciò non impedirà a Shiba di innamorarsi perdutamente di lui, di mostrargli in rari e fugaci momenti privi della sorveglianza cosa il suo cuore prova, cosa il suo animo desidera.

All’improvviso due labbra carnose si chiudono sulle mie, salvandomi. Emerald. Riconosco la sua bocca pur non avendola mai assaggiata prima. I capelli profumati mi sfiorano il viso, poi la sua lingua si insinua tra le mie labbra. È solo un bacio, eppure dentro dime scoppia la tempesta. È calore allo stato puro. Energia, passione…

Oggi è il mio primo bacio. Il mio primo amore…

 

La sua più grande debolezza si rivela la sua più grande forza. Forza che lo spingerà a compiere scelte estreme che lo porteranno all’oggi, al dolore costante che lo accompagna, al rimpianto per quello che non è stato.

Il peso della libertà per me e i miei compagni mi schiaccia tanto da soffocarmi. A volte ho l’impressione di non riuscire più a respirare all’idea che da un mio fallimento possa dipendere la loro vita. Vorrei davvero fare qualcosa di buono. Vorrei aiutare con tutto me stesso le persone che hanno rappresentato una famiglia in questo anno di torture, eppure mi sento debole e vulnerabile. Impotente.

 

Shiba, il cucciolo, che si trasformerà in tigre pronto a combattere per Emerald e per tutti gli sventurati caduti in quell’inferno, pronto a combattere contro i demoni che avvolgono l’anima di Emerald.

Emerald ammantato in un alone di mistero e ambiguità,

 “È un seduttore, uno dei peggiori. Abile a manipolare la mente. Ed è un bugiardo, sopra ogni cosa”. “…Non devi fidarti di Emerald, ragazzino lui è il peggio che questa casa possa offrirti….”

Chi è davvero Emerald?

Rifletto una seconda volta che in fondo non so nulla di questo ragazzo dalla bellezza stravolgente e l’animo schivo.

 Emerald riluttante ad aprirsi con Shiba, Emerald che nel momento in cui apre la sua corazza lascia intravedere il suo io ormai fatto a brandelli da quella vita, dalle sue azioni, dal suo rimorso.

“Taci”, sbotta Emerald…

“Cosa?”, mormoro. “Smettila di dire che mi ami” ringhia freddo. Sono costernato. “Non… Non ho detto una parola. Emerald…”, balbetto senza capire. La sua mano si avvicina e mi schiaccia il petto proprio all’altezza del cuore. “Lui sì”, sibila fissandomi lo sterno. “Il tuo cuore sta gridando e io non posso ascoltarlo, dannazione!”.

 Da Shiba ed Emerald ad Andrew e Adrian il passo è breve. La potenza dell’attrazione, la verità dei sentimenti, che pur celati fioriscono, li portano a sperare in qualcosa di più nonostante il loro destino sia avvolto nel più assoluto pessimismo.

Cosa ne sarà di loro?  Contro cosa e chi dovranno combattere?

Di chi fidarsi realmente? E cosa ancor più importante si fideranno l’uno dell’altro tanto da poter vivere questo amore appena sbocciato?

Ho chiuso il mio cuore in un angolo remoto di me, così da non sentirlo più accelerare per le emozioni, da non provare sentimenti,… Tutto questo in nome di un amore perduto, lontano e ormai irraggiungibile. Credevo che, come me, anche Emerald non avrebbe mai trovato pace, finché non ci fossimo rincontrati. Mi sbagliavo. 

Quando ho iniziato la lettura di questa storia ero pronta a immergermi in un amore travagliato e difficile. Non ero pronta a ciò che parola dopo parola l’autrice, per bocca di Andrew mi ha narrato, sempre più consapevole che nel mondo orrori di questo genere esistono. Questo per sottolineare quanto ne sia rimasta coinvolta e sconvolta.

Il ritmo che l’autrice imprime alla narrazione è incalzante, tanto da impormi ritmi di lettura serrati poiché la necessità di sapere, di conoscere il susseguirsi degli eventi era spasmodica.

Giulia Ross ha tracciato una story line avvincente, drammatica e particolarmente sconvolgente per il tema trattato, ma al contempo passionale e lussuriosa, ricca di nobili sentimenti dove l’amore e l’amicizia fanno da padrone.

Non ha lesinato però l’aspetto più bieco dell’ambiente che fa da sfondo a questa storia descrivendo ogni azione, ogni evento in maniera lucida e vivida senza risparmiarci nessun aspetto.

E ciò mi porta alla caratterizzazione dei personaggi tutti: principali e secondari.

La descrizione degli stati d’animo, dello smarrimento, della confusione, del terrore e del dolore oltre all’umiliazione sono così intensi da provocare in chi legge vero e propria contrizione.

D’altronde leggere dell’amore che Shiba sente sfarfallare nel suo cuore solo posando lo sguardo su Emerald dà sollievo alla devastazione che invade il lettore al solo pensiero di ciò che ragazzi come i nostri protagonisti stanno subendo proprio in quel momento.

Quindi troviamo un ottimo bilanciamento e distribuzione delle emozioni per tutta la narrazione.

Mentre Shiba è un personaggio di facile comprensione con mente e animo con cui è facile empatizzare, Emerald è un giovane ambiguo, manipolatore che usa il suo fascino e l’esperienza acquisita in quei luoghi a suo vantaggio. Al contrario di Shiba, non ancora toccato dalla brutalità e dalla perversione, Emerald ha visto troppo, ha subito troppo e il suo animo ne è uscito devastato, chiudendosi a qualunque sentimento, rifiutandosi di provare amore anche se lo desidera ardentemente. Troppo impaurito, si crogiola nel senso di colpa per le azioni commesse in passato. Una personalità complessa, intrigante e interessante che al pari di Shiba tiene avvinto il lettore desideroso di conoscerne le sorti.

Uno stile di scrittura, quello della Ross, pulito, diretto e incisivo oltre che corretto, che permettono una immedesimazione completa nella storia e una empatia a tutto tondo con i due protagonisti.

Un romanzo ottimo che poteva essere perfetto, a mio avviso, se non fosse per un piccolo particolare che sin dall’inizio della narrazione mi ha dato il sentore di qualcosa di stonato.

L’autrice durante il racconto introduce un elemento futuristico, non reale, che contraddice l’impostazione così realistica del plot.

Nonostante, andando avanti con la lettura io abbia compreso il motivo dell’uso di questo escamotage, su cui poi ruota la salvezza di quei giovani sventurati, non mi ha convinta al 100%.

Anche se distratta da questo fastidioso prurito sottopelle non posso esimermi dall’elogiare l’autrice in quanto è stata in grado di suscitare in me tutta una serie di emozioni che mi hanno travolta durante la lettura: dolore, paura, terrore, disgusto, amore e lussuria sono sensazioni e emozioni che travalicano le pagine di questo romanzo.

Ogni sguardo, ogni sfioramento o carezza nascosta, ogni bacio o atto carnale intriso di lussuriosa passione fra Shiba ed Emerald colpiscono e accendono la frenesia di voler sapere di più.

Ogni lacrima versta da Andrew e Adrian, ogni pugnalata al cuore fa desiderare di entrare dentro le pagine e consolare questi due dolcissimi e sfortunati ragazzi.

Come al solito mi sono dilungata, ma era necessario dovendo parlare di un romanzo che al di là della storia dell’amore travagliato e doloroso di Andrew e Adrian ha puntato l’indice su un inferno che non vorremmo vedere, di cui non vorremmo sapere nulla tanto è aberrante e degenere, e lo fa senza remore, descrivendoci alla fine la cruda realtà.

È una lettura che consiglio a chi ama le storie d’amore intense, travagliate, passionali. A chi non vede il sesso dei protagonisti, ma solo l’amore che scorre fra di loro. A chi non ha timore a calarsi in un mondo che non dovrebbe esistere, ma che per sventura c’è.

Alla prossima,

Giusi

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