I nostri visi sono a pochi centimetri di distanza, i respiri caldi si mescolano. La mia voce mi sorprende. “Sterling, non giocare con me”. Sono senza parole. “Questo non fa parte del gioco, Scarlett”.

Care Dame, dopo la serie How to Date a Douchebag ecco che Sara Ney ci allieta con una nuova serie spin off della suddetta, la Jock Hard Series e oggi vi parlerò di Solo tu nell’universo, titolo italiano dell’originale Jock Row.

Titolo: Solo tu nell’universo  
Titolo originale: Jock Row
Serie: Jock Hard #1
Autrice: Sara Ney
Editore: Newton Compton
Genere: New Adult/Sport Romance
Data di pubblicazione: 30 maggio 2019
Jock Hard Series
1. Solo tu nell’universo
2. Jock Rule
Scarlett è la tipica ragazza che si offre di non bere per poter guidare a fine serata. Quella che ha sempre tutto perfettamente organizzato fin nei minimi dettagli. Quella che tiene i capelli alle ragazze quando hanno esagerato con i cocktail…
Lei e le sue amiche frequentano il Jock Row, il posto più esclusivo di tutto il campus universitario, famoso perché è lì che si concentrano tutti gli atleti del college a fine giornata. E Scarlett è, dal canto suo, una campionessa mondiale nel tenere le amiche fuori dai guai e i ragazzi a distanza di sicurezza. Ma il suo primato non tarda a causarle dei problemi: la fama di guastafeste le chiude ben presto in faccia le porte del Jock Row.
“Rowdy” Wade è la punta di diamante della squadra di baseball dell’università, nonché lo sfigato a cui è toccato l’ingrato compito di tenere Miss Perfezione fuori dalla porta del locale, per evitare che rovini altre feste con le sue stupide regole.
Peccato che Scarlett non abbia nessuna intenzione di essere lasciata fuori.

Ho voluto specificare il titolo in lingua perché è il Jock Row il cuore di questo romanzo o meglio il punto d’inizio di questa storia.

Jock Row è un quartiere residenziale dove sono riunite le abitazioni occupate dagli atleti delle varie discipline praticate all’Università dello Yowa.

…ragazzi della Jock RowNon sono ragazzi, appartengono a una specie di studenti completamene diversa.

Sono uomini, con delle responsabilità e dei doveri. Lavorano sodo e se la godono alla grande. Più grandi. Più muscolosi. In condizioni fisiche perfette, probabilmente più in forma di quanto saranno mai nel resto della vita. Spavaldi. Veloci.

…e, maledizione, sono anche belli.

In ognuna di queste case, nei giorni di riposo, vengono organizzate feste alcoliche frequentate assiduamente dalle varie groupie in cerca di atleti da poter accalappiare per una notte e magari legare a loro a lungo termine.

A una di queste feste, nella casa dei giocatori di baseball, Scarlett Ripley accompagna due amiche a caccia di atleti, più per svagarsi, dopo una lunga infreddatura, e tenerle d’occhio, che per accalappiare.

Scarlett ha voglia di socializzare, di rifuggire alla tendenza a isolarsi in casa a leggere un buon libro. Certo non disdegna i bei ragazzi, anche lei ha gli occhi per guardare, ma la sua schiettezza, la sua lingua senza filtri e la sua propensione a mettere in guardia le sue superficiali amiche dalle vere intenzioni dei ragazzi che le adocchiano, la mettono nella sgradevole posizione di essere cordialmente accompagnata fuori dalla casa, col veto assoluto a rimetterci piede quella sera e tantomeno in seguito.

Sento una grossa mano che mi afferra gentilmente una spalla da dietro…ruoto di scatto la testa e poso lo sguardo su una grande mano, … che mi copre la spalla.… Virile. I miei occhi si spostano verso l’alto, seguendo il braccio attaccato alla mano. Viaggiano vero l’alto, su un avambraccio nudo e muscoloso. … incontrano un paio di occhi verdi, curiosi e inquietanti, ….Una bocca piena, piegata all’ingiù.

Labbra morbide, atteggiate in una piega imperscrutabile e infelice: è irritato…Il ragazzo che sto seguendo è grosso. Più grosso degli altri…Chi diavolo è questo ragazzo?

Viene sorteggiato, con la pagliuzza più corta, Sterling ‘Rowdy’ Wade, il capitano della squadra, che accompagnandola all’esterno crede di aver risolto la questione, ma Scarlett si rivelerà un osso duro poiché è determinata a non allontanarsi dalla veranda dove è stata relegata, preoccupata per le sorti delle due amiche svampite che ha lasciato dentro.

“Allora, te lo dico senza tanti giri di parole, okay? Non è niente di personale…Le cose stanno così”, continua. “I ragazzi hanno deciso che per il resto della serata non hai il permesso di rientrare in casa”.

“Perché?”

Bloccacazzi”.

“Scusa, cosa?”

È così che ti hanno chiamata: Bloccacazzi. Avresti dovuto lasciar perdere …”

Per impedirle di rientrare il nostro capitano è costretto a restare lì fuori al freddo e al gelo, a fare da babysitter alla nostra impertinente Scarlett avviando a suon di botta e risposta una conversazione così stimolante, ironica e divertente, che li coinvolgerà a tal punto da non veder trascorrere il tempo.

“E adesso?”.

“Adesso ti faccio da babysitter”.

“Delizioso. Ci possiamo affezionare”.

Si potrebbe pensare che dopo questa esperienza umiliante Scarlett si arrenda e desista dal presentarsi ad altre feste. E invece no! Continuerà imperterrita ogni venerdì, ad ogni festa, ad accompagnare le amiche e puntualmente a essere bloccata fuori in veranda. La differenza? Dal secondo venerdì Rowdy sarà lì fuori ad aspettarla, intrigato da questa particolare ragazza di cui ammira l’intelligenza, l’arguzia, la generosità, la lealtà e l’ironia. Ragazza di cui finora non ha potuto ammirare le grazie dato che si presenta sempre infagottata come se abitasse al polo nord: piumino, cappello, muffole e sciarpa.

Venerdì dopo venerdì le chiacchere, le batture, i giochi di domande e risposte (obbligo o verità), attizzano e placano al contempo la voglia e il desiderio di conoscersi, di svelare ogni più piccola sfaccettatura di entrambi, facendo nascere un’ intimità amicale che cela un’ attrazione fisica molto forte e potente, a stento trattenuta.

… stasera, quando l’ho vista, ho deciso di essere egoista con il suo tempo, di restare fuori e cercare di farla ridere per far comparire quella fossetta sulla sua guancia.

Ce l’ho fatta: pensa che sia simpatico. La maggior parte delle ragazze vede solo la mia faccia. Il corpo. La divisa.

La chimica, la sincronia che si istaura fra Scarlett e Rowdy è una forza viva e potente che si nutre della loro voglia di conoscersi, perché parola dopo parola si scoprono diversi dai soliti stereotipi di giocatore bello, ma stupido e nerd bella, ma oca. È un lento apprezzarsi, un lento avvicinarsi, un lento desiderarsi, un lento innamoramento che li avvolge e non travolge, ma alla fine li riempirà completamente d’amore.

“Questo stupido gioco sta diventando un’ossessione per te”.

“Le tue risposte mi divertono, è il mio nuovo gioco preferito”.

“E poi è il modo migliore di conoscere una persona”.

“Facendole delle domande imbarazzanti?” “Sì. Esattamente”.

“Sai che penso? Che questo gioco ti piaccia quanto me. È lungo e lento come…”. I preliminari. Non lo dice, ma io so che lo sta pensando.

Questa storia, raccontata da Sara Ney, parla di un amore dolce e travolgente, non per i tempi ma per la profondità e l’intensità. L’autrice ha costruito un plot dove lo slow burn è descritto nella sua accezione più bella. Generalmente trovare un lento innamoramento in una storia comporta un rallentamento della storia stessa con conseguente noia del lettore. Qui invece i due personaggi con la loro arguzia, la loro ironia, la loro personalità scoppiettante, con il loro linguaggio irriverente e spesso “dirty” rendono tutto il percorso vivace e brillante, facendo innamorare il lettore prima di loro e delle loro personalità, poi della storia così dolce e romantica, ma al contempo carica di una tensione sessuale acuita dal desiderio spasmodico che questi due ragazzi hanno l’uno per l’altro. Desiderio che però contengono percependo in loro una forma di rispetto, delicatezza e voglia di scoprirsi pian piano.

Il sangue corre in tutte le vene del mio corpo, i nervi vibrano, quando mi mette le nocche di una mano sotto il mento per farmi alzare lo sguardo e mi accarezza il lato della mandibola con il suo pollice enorme. “Che stai facendo?”, sussurro. “Non lo so”.

Per tutta la narrazione, semplice e lineare, non troviamo nessun escamotage che possa interferire con la storia d’amore. Appare ovvio che l’intento dell’autrice non era impressionarci con le montagne russe dell’ angst: non ci sono colpi di scena, tradimenti o incidenti. C’è la semplice volontà e il desiderio di farci conoscere l’amore, il primo amore, quello semplice e puro fatto di profonda conoscenza, fatto di comprensione e di intensa attrazione.

L’amore che evolve dal sentimento primo: l’amicizia. L’amore che mette radici sia nella mente che nel cuore. L’amore fatto di rispetto, di generosità e dedizione, di desiderio spasmodico, di passione carnale e soddisfazione sessuale. E tutte le emozioni provate da Scarlett e Rowdy sono così forti e dirette che filtrano attraverso le pagine non investendo il lettore, ma accarezzandolo, avvolgendolo, coccolandolo.

È raro trovare uno slow burn così piacevole e intrigante, è raro mantenere vigile l’attenzione, ma grazie al bellissimo lavoro di caratterizzazione di Scarlett e Rowdy ne vengono fuori due personaggi bellissimi e completi.

Se a ciò aggiungiamo uno stile di scrittura fluido e pulito, arricchito da dialoghi brillanti e condito da battute mordaci con un uso, adeguato all’età, di un dirty talking che aumenta la temperatura dei loro interludi molto sexy e travolgenti, ecco che l’autrice ha costruito un romanzo coinvolgente, piacevole e rilassante.

Quindi non mi resta che consigliarvelo, una lettura che sono sicura vi emozionerà e concluderete con il cuore colmo e gli occhi a cuore.

Lei non è affatto come pensavo che fosse la sera in cui l’ho trascinata sulla veranda, quella ragazza impertinente che discuteva per tornare dentro. Dio, sono così felice di averla buttata fuori a calci nel sedere, perché adesso questo sedere è mio.

Giusi