Titolo: Still

Autore: Kennedy Ryan

Serie: Grip #2

Genere: Music romance; contemporary romance

Data di pubblicazione: 10 settembre 2019

Sinossi

Sarò lì.
Nella buona e nella cattiva sorte.
Fino alla morte.
Puoi contare su di me.
Le promesse che la gente fa.
I giuramenti che facciamo.
Ipotesi del cuore.
L’emozione ci dice ciò che proviamo, ma la vita… la vita ha la capacità di immergerci in acqua bollente, far bruciare le nostre illusioni, mettere alla prova la nostra fede e le nostre convinzioni.
Il fluttuare dell’amore è una farfalla, ma l’amore collaudato è un’ancora.

Per Grip e Bristol, l’amore è cominciato in cima a una ruota panoramica sotto le stelle.
Ma quando quell’amore verrà messo alla prova, voleranno o cadranno?

La serie:

0.5) FLOW- Recensione: https://www.haremsbook.com/flow-serie-grip0-5-di-kennedy-ryan-recensione/

1) GRIP- Recensione:https://www.haremsbook.com/gripgrip-series1-di-kennedy-ryan-recensione/

2) STILL

RECENSIONE

Giuro di riuscire a sentire il suo battito cardiaco… o forse è il mio. Forse è lo stesso, il mio cuore non batte finché non lo fa il suo e viceversa.

Ancora una volta colpita e affondata dalla penna magistrale di Kennedy Ryan con Still, il secondo capitolo della serie Grip.

Come elevare un romanzo d’evasione a una sorta di viaggio alla conoscenza, sempre più profonda, di un problema che ancora oggi affligge la nostra società: l’integrazione razziale e l’odio razziale in tutte le sue forme.

È come se l’autrice tramite la storia d’amore di Grip e Bristol ci invii una lettera aperta con cui ci mostra come la bieca intolleranza che vive in alcune menti possa ancora oggi segnare, indirizzare e alterare la percezione dell’essere umano in quanto tale, come possa offuscare il giudizio alla mera esteriorità del colore della pelle senza mai andare oltre, senza mai guardare l’anima e il cuore che dentro quel corpo sono racchiusi. Senza mai prendere in considerazione che ciò che ci rende umani è l’amore che proviamo.

Senza alcuna remora, senza fronzoli ne parafrasi ci mostra quello che in cuor nostro sappiamo da sempre: il dolore è dolore, la perdita è perdita, lo strazio è strazio, l’annientamento è annientamento indipendentemente a quale razza o religione apparteniamo.

L’essere umano soffre dentro il proprio cuore e Kennedy Ryan con Still ce lo ha raccontato facendocelo vivere come se fosse nostro, trafiggendo con ogni parola, con ogni pensiero l’anima e corpo di chi legge.

Quando leggiamo una storia d’amore arriviamo alla fine del libro agognando il lieto fine e con Grip, nonostante il percorso travagliato, lo abbiamo avuto e lo abbiamo amato.

La voce mi rotola addosso come sciroppo, denso, dolce e appiccicoso sulla pelle. Volto la testa, incontrando gli occhi che vedo ogni mattina quando mi sveglio, il colore del cioccolato picchiettato di caramello. Il sorriso lento di Grip ha la stessa sontuosa curva creata dalle labbra carnose che mi fa tremare il respiro dal giorno in cui l’ho conosciuto.

 Ma cosa succede dopo che i due amanti si trovano e si dichiarano il loro amore? Cosa accade alle e nelle loro vite, nella routine giornaliera?

Questo in genere non è raccontato nei libri e allora l’autrice ci ha donato un bellissimo regalo narrandoci in Still la vita di Grip e Bristol dopo essersi ritrovati.

Gli ultimi mesi sono stati… non ho parole per esprimere quanto sia felice. È appagamento rivestito da passione, avvolto attorno alla più profonda e onesta connessione che abbia mai avuto con qualcuno.

 Se la vita di coppia è normalmente complicata, il raggiungimento di un compromesso fra due esseri distinti che si amano, figurarsi come può intricarsi ancor di più se il mondo gli rema contro, ostacola e infierisce ritenendola una coppia sbagliata solo ed esclusivamente per il differente colore della pelle.

Ed ecco che leggeremo di quanto l’amore fra Grip e Bristol è unico e indissolubile, di come siano due pezzi che si incastrano in maniera perfetta, completandosi e nutrendosi a vicenda con la devozione che si dimostrano.

Siamo sopravvissuti al disprezzo e alla condanna di gente che non ci conosceva, …

… e di gente che invece ci era vicina, come i membri della mia famiglia che non volevano vederci insieme.

 Leggeremo delle loro aspirazioni e del loro reciproco supporto, dei sacrifici fatti pur di vedere realizzati i progetti, tanto cari a Grip, di aiuto alla comunità nera a cui appartiene e di diffusione del messaggio di integrazione ed uguaglianza scontrandosi continuamente con il fanatismo dei bianchi e con la chiusura dei neri.

 “Sai che è questione di tempo, vero?”

“Non è il primo uomo di colore che finisce con una figa bianca.”

“Sei solo una fase per lui.”

“E come tutte le fasi, gli passerà. Svanirai quando sarà stanco di doverti spiegare il suo essere nero e di dover rispondere alle tue domande stupide. Un giorno vorrà essere capito, non solo essere scopato.”

 Trovare il muro dei suprematisti bianchi non è una novità per Grip, ma dover affrontare e superare anche l’ostracismo dei neri contrari alla sua unione con Bristol diventa estenuante e debilitante.

Ma la loro forza non viene mai meno, il loro amore non può essere distrutto: Grip ha aspettato Bristol per otto lunghi anni e ora è tutta sua, la donna con cui ha deciso di passare la sua vita, la donna dalla quale vuole dei figli, la donna con la quale costruire una famiglia.

 “Non sai che quando facciamo l’amore mi sussurra poesie. Mi fa sentire preziosa. Morirebbe per me e, senza pensarci due volte, anch’io farei lo stesso per lui.”

Bristol, una donna che è cresciuta, si è fortificata, ha messo da parte dubbi e paure e si è concessa di amare liberamente e apertamente l’uomo meraviglioso di cui si era innamorata a prima vista.

Sembrerebbe che nulla possa toccare questa coppia perfetta, perché loro lo sono, ma la vita non è perfetta, la vita nel suo scorrere lenta è inesorabile e dispensatrice di gioie e dolori.

Il dolore non ha colore, il dolore è dolore.

Vivremo insieme a Grip e Bristol una gioia indescrivibile annientata all’istante da una condanna senza appello.

Una notizia devastante.

Mi copro la bocca, ma non posso coprire il cuore. Non posso silenziare l’urlo che rimbalza nelle camere della mia anima. È penetrante. È doloroso.

Le mie dita sono intorpidite. Le lacrime mi riempiono gli occhi, sospese, ma si rifiutano di cadere, gelate dal brivido che striscia nelle mie ossa e in ogni cellula del corpo.

Un’agonia inimmaginabile mi sovrasta, l’incredulità attutisce tutti i suoni attorno a me, silenziando le mie risposte, i miei polmoni si comprimono dolorosamente mentre vado a fondo, ancora e ancora, annegando ma incapace di morire, e io voglio morire.

 

Paura, dolore, sbigottimento e incredulità, e poi ancora dolore accompagnato da un amore immenso che non può essere annientato nemmeno dalla consapevolezza della perdita.

Scene strazianti descritte con delicatezza, ma non per questo incapaci di arrivare al cuore e all’anima del lettore che ne risulta inevitabilmente coinvolto.

Durante questo difficilissimo percorso si instaurerà un fortissimo legame empatico con i due protagonisti. Ci sentiremo parte integrante della loro famiglia e gioiremo con loro, soffriremo e piangeremo con loro fino a lasciarci travolgere da quell’amore intenso che nasce dalla generosità.

La scelta compiuta da Grip e Bristol, durante questo percorso doloroso ma colmo d’amore, potrebbe essere scambiata per puro egoismo, ma noi chi siamo per giudicare? Noi al loro posto cosa avremmo fatto?

 

Che vuoi fare? Ogni parola di questa domanda silenziosa è come una goccia di acido che mi brucia la lingua. Non posso chiederglielo. Non ho nemmeno il coraggio di chiederlo a me stesso.

 

Mettere su carta i miei pensieri su Still non è stato semplice perché semplice non è questo romanzo.

L’autrice con le sue parole, poetiche e melodiose, ci ha lasciato entrare nelle vite e nell’anima di Grip e Bristol permettendoci di sentire in toto le loro emozioni e i loro sentimenti.

 

Oggi mi chiedi se ti amo, se prendo te per averti e tenerti stretta,

E il mio cuore risponde sì. Sempre. Eternamente. Persino dopo. Ancora.

Man mano che si legge si viene travolti dalla passione di Grip per la sua musica attraverso il suo Rap e per il suo impegno nel sociale.

Veniamo letteralmente investiti e ammantati dal suo amore per Bristol: profondo e puro, ma anche carnale e lussurioso descritto in modo intenso e vibrante accompagnato da un dirty talking che carica le scene erotiche di una sensualità sconvolgente.

Una sensualità che sprigiona anche da Bristol, il cui amore e desiderio per questo splendido uomo è totalizzante, trascinante, infuocato.

Una passione, la loro, che li ingloba e li rende un “uno” completo, consci che nulla e nessuno li potrà dividere.

La passione carnale mi scorre nelle vene, il desiderio selvaggio possiede ogni parte di me. Voglio che occupi ogni spazio vuoto.

 E il dolore: straziante, immenso, annichilente, devastante potrà dividerli?

Si sente e si percepisce strisciare, insinuarsi, tagliare e fare a pezzi. Distruggere o quanto meno provarci.

Un romanzo che racconta la vita con le sue mille difficolta, che racconta come si affronta ciò che speriamo non ci accada mai, non ci tocchi mai. Un romanzo che racconta della forza insita in ciascuno di noi che ci permette di fare la scelta giusta al momento giusto.

La vita è la più grande forma di equalizzazione. Ha un modo di strappar via quei privilegi, rendendoli irrilevanti. Nero, bianco, ricco, povero… quando piove, ci bagnamo tutti. Quando piove a dirotto, a volte, non c’è riparo.

…una tempesta di dolore e tragedia per la quale non c’è privilegio, non c’è via d’uscita.

Le cose più difficili della vita non hanno via di fuga, né espedienti. Non c’è modo di aggirarle, bisogna attraversarle.

 Un’opera magistrale, quella della Ryan che conferma anche con Still la sua profonda sensibilità, il suo animo poetico e la sua ineguagliabile bravura sotto tutti gli aspetti: linguistici, stilistici e narrativi.

Un romanzo da non perdere, da leggere assolutamente, che fa soffrire ma al contempo ci da una lezione sull’amore incondizionato e sulla generosità senza uguali.

Qualunque periodo di tempo abbia una fine non sarebbe abbastanza per un amore come il nostro. Un amore come il nostro può essere soddisfatto solo dall’eternità.”

Alla prossima,

Giusi

STORIA

 

 

 

 

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