Titolo:Stregata

Autore: kresley Cole

Editore:Leggereditore

Prezzo: € 13,60 cartaceo – € 4,99 ebook

 Serie:Gli Immortali#17

Genere:Paranormal Romance

 

SINOSSI

Abyssian “Sian” Infernas non ha mai dimenticato la bellissima fanciulla, Calliope “Lila” Barbot, che diecimila anni prima gli ha spezzato il cuore. Ha aspettato la sua risurrezione per ottenere vendetta, e ora che la principessa Lila è prigioniera nel suo mistico castello, il demone re dell’Inferno ha finalmente l’opportunità che aspettava. Anche Lila, tuttavia, è salda nel suo proposito di abbattere per sempre quell’essere malvagio. I due, però, finiscono con provare l’uno per l’altra sentimenti di natura ben diversa dall’odio e dal rancore. Ma quando affioreranno le verità di un passato molto lontano, il loro tenue legame riuscirà sopportare secoli di inganni, una maledizione e una guerra soprannaturale incombente?

RECENSIONE

Buongiorno, Harem!

Ho letto per voi “Stregata”, diciassettesimo volume della serie “Gli Immortali”, di Kresley Cole.

Volete sapere cosa ne penso? E allora venite con me!

Aveva atteso per diecimilatrecentotrentaquattro anni, tre mesi e diciassette giorni che quella femmina tornasse da lui.

Chi non vorrebbe un uomo talmente tanto innamorato da aspettarci per eoni?

Sian è il sovrano di Pandemonia, sinonimo di Inferno. Alleato di Møriør, è talmente bello da diventare leggendario.

Fisicamente perfetto… la frase ‘affascinante come il diavolo’ è stata coniata usando come pietra di paragone questo sire rinomato per essere seducente … e per la caccia aggressiva che le femmine gli danno… Il più antico demone vivente… esperto nell’uso di tutte le armi, ma da dieci millenni impugna la stessa ascia da guerra… da solo può abbattere un intero esercito… di recente incoronato re di Pandemonia, altrimenti detta inferno.

Salito al trono dopo la morte del fratello, si ritrova a perdere la sua epica avvenenza trasformandosi in un demone grosso e imponente.

Solo il ritrovamento del Fuoco Infernale potrebbe consentirgli di assumere nuovamente le sue fattezze perfette, ma, ahimè, nessuno sa in quale anfratto di Pandemonia sia nascosto.

L’odore di quell’essere era simile a quello del fuoco… ed era maschile. Cinghie di cuoio si intrecciavano sul petto possente, entrambi i capezzoli erano attraversati da sottili sbarre di metallo. Si lanciò un’occhiata alle spalle, e alla luce di quei glifi intravide le ali avvolte intorno a lei. Ali? Queste si ritrassero con un suono frusciante. Rivolta in avanti, Lila inclinò sempre più il volto verso l’alto… e la mente le si sconvolse. Un mostro. Era alto più di due metri, con corna sporgenti. Una fascia nera si irradiava da indecifrabili occhi d’onice per scendere lungo le guance ed estendersi sulla fronte massiccia. Deglutì a fatica.

« Sei un demone?»

Quello non poteva essere Abyssian Infernas. I suoi lineamenti erano rozzi e sogghignanti.

«Sono il demone.»

La sua compagna, la principessa Karinna di Sylvan, era una fey che lo aveva ingannato, deluso, circuito.

Sian soffrì pene inenarrabili per cercare di conquistarla, come solo i demoni che incontrano la propria compagna sanno fare, arrivando persino a recidere le proprie corna per lei.

Kari, però, sposò un altro e morì di parto dando alla luce il suo primogenito, spezzando in due il cuore del demone legato a lei.

Diecimilatrecentotrentaquattro anni, tre mesi e diciassette giorni dopo, Kari si è reincarnata in Lila, principessa di Sylvan.

Promessa sposa di Saetth, re dei fey, viene da suo stesso promesso sposo mandata in esilio, colpevole soltanto di essere figlia di chi aveva osato complottare contro il monarca.

Il re ripose la spada. Scrutandola dall’alto in basso diede inizio al processo con una domanda: «Perché dovrei credere che non fossi coinvolta nel complotto dei tuoi genitori per rubarmi la corona?»

Lila catturò il suo sguardo con i propri occhi inquietanti.

La sua difesa consistette di sette parole: «Perché è ancora sulla tua dannata testa.»

 

Lila, costretta a mimetizzarsi per anni nel mondo degli umani, troverà lavoro a Disneyworld, dove si trova a fingere di essere ciò che lei è in realtà.

Ferma sulla balconata del castello nell’abito da ballo color fiordaliso, una tiara scintillante sui capelli, Lila contemplava la bellezza notturna del suo regno magico. Mentre una piacevole brezza le sfilava qualche ciocca castano chiaro dallo chignon, di sotto cominciò a risuonare la sinfonia del regno. Sospirò nel rivivere il suo ultimo ballo. Il profumo delle rose e della cera di candela aveva riempito l’aria mentre Saetth la faceva volteggiare per l’immacolata sala da ballo. Chiudendo gli occhi, sollevò la gonna con la mano guantata e barcollò…

«Entrate nella magia!» annunciò un umano all’altoparlante, strappandola al suo sogno a occhi aperti.

«La magia del mondo di Walt Disney!»

Era un vero peccato che la sua vita fosse tutta una finzione. La pagavano per vestirsi in quel modo. Il suo abito da ballo nello stile degli esseri fatati era di poliestere, e coperto dalle ditate lasciate dalle manine sporche di dolciumi dei bambini umani che lo toccavano con reverenza: Sei davvero una principessa delle fate?

Lo sono. Lo sono davvero.

 

Innamorata e fiduciosa di tornare presto fra le braccia del suo Saetth, non dubita quando proprio lui si presenta insieme alla veggente Nïx – io adoro questa folle, pazza valkiria! – per chiederle di spingersi fino a Pandemonia: una volta lì, non avrebbe dovuto fare altro che carpire le strategie che Sian avrebbe attuato per conquistare Sylvan. Come sua unica protezione, il fatto di essere la compagna predestinata del demone e  si sa, un demone innamorato non farebbe mai del male alla propria femmina.

Quasi mai.

 

«Io voglio soltanto la vendetta. Lei non merita altro.»

Con la narrazione mi fermo qui e credetemi, ho raccontato solo in minima parte quello che troverete fra le pagine di questo libro meraviglioso.

La penna magica e carica di fantasia della Cole colpisce ancora, tenendoci incollate a questa storia, trascinandoci e impedendoci di staccare gli occhi dalle sue parole.

Lila e Sian sono due personaggi che ho amato molto, sia per le loro imperfezioni che per il loro orgoglio ferito.

Fata e demone, sono talmente tanto “umani” nei loro atteggiamenti da sembrare quasi reali.

Il loro rapporto si costruisce man mano sotto i nostri occhi, che diventano testimoni di quanto l’amore possa sconfiggere barriere e annullare desideri di vendetta.

Ho adorato gli screzi e i dispetti, il loro correre per fuggire l’uno dall’altra, sebbene la forte attrazione fisica li riporti poi sempre a desiderarsi visceralmente.

«Ti deciderai mai a darmi qualche vestito?»

Lui parlò rivolto ai suoi seni: «Mi sento particolarmente invogliato a non farlo.»

 

La passione dirompente sarà infatti uno dei collanti di questa coppia così atipica, ma riuscirà da sola a tenere unite due teste calde così orgogliosamente indipendenti e desiderose solo di predominare sull’altro?

Ho apprezzato da morire il carattere scanzonato e deciso di Lila che, contrapposto alla durezza di Sian, dà molti spunti per siparietti che rubano più di un sorriso.

L’indole “umanizzata” della fey arriverà a contaminare  quella infernale del demone e, al contempo, Sian costringerà Lila ad aguzzare l’ingegno per uscire incolume dalle penitenze che lui le riserva per punirla di averlo ferito nella sua vita precedente.

Uno scambio, il loro, che non vede né vincitori né vinti, ma solo l’evolversi delle proprie identità, in un crescendo che li porterà a raggiungere l’apice della loro potenza.

Un quid pro quo di cui i protagonisti inizialmente neanche si rendono conto, e che vivranno giorno dopo giorno, ansito dopo ansito, emozione dopo emozione.

Chapeau per le descrizioni ambientali: solo una penna come la Cole può descrivere gli inferi e farci desiderare di essere lì per giocare con un mastino infernale o per fare un bagno con i serpenti marini.

Consigliatissimo, ovviamente, a chi ha già letto i volumi precedenti di questa serie, ma anche a chi non ne ha ancora avuto il piacere: fidatevi, sono storie che vi coinvolgeranno!

Alla prossima,

Laura

Non l’amava perché la desiderava ; la desiderava perché l’amava.

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