In occasione dell’uscita de La prima stella della notte, ultimo appuntamento con la serie Chicago Stars di Susan Elizabeth Phillips, edito Leggereditore, è partito un blogtour per celebrare la conclusione di questa serie indimenticabile

  1. Il gioco della seduzione (It Had to Be You)
  2. Un posto nel tuo cuore(Heaven Texas)
  3. E se fosse lui quello giusto?(Nobody’s Baby But Mine)
  4. Un piccolo sogno(Dream a Little Dream)
  5. Il Lago dei desideri(This Heart of Mine)
  6. Lady Cupido – Gli incontri del cuore(Match Me If You Can)
  7. Seduttore dalla nascita(Natural Born Charmer)
  8. La prima stella della notte (First star I see tonight)

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La cosa più difficile per chi è eccellente nel proprio campo è confermare le aspettative e rinnovarsi. La Phillips è una regina indiscussa nel genere, è veramente la signora del romance, perché ha il suo stile e, soprattutto, la cifra stilistica di questa autrice non ha nulla di tecnico o di acquisibile con l’esperienza. È tutto legato alla sua sensibilità: qui c’è l’originalità, la capacità di saper raccontare i sentimenti in tutte le stagioni della vita con un tatto, una ironia e una profondità sempre incredibili ed emozionanti. Sa cogliere il senso profondo dell’umanità, le debolezze e le risorse degli uomini e delle donne, colti in qualsiasi momento della loro vita, con le loro fragilità e aspettative. I suoi romanzi hanno una coralità speciale perché riproducono la vita con tutti i suoi sapori e i suoi momenti, ogni protagonista dà un contributo speciale alla storia, per riprodurre le emozioni e i sentimenti che ci accompagnano ogni giorno. Rende ogni suo romanzo un appuntamento immancabile, perché le sue storie sono puro piacere di evasione romantica, intelligente, ironica. Ogni romanzo è un concentrato di calore umano e di commedia esilarante ma sempre un piccolo gioiello di romanticismo e di sentimento, narrato con una sensibilità tutta personale.

I suoi protagonisti sono eroi che popolano la fantasia di ogni donna, sexy virili e con un pizzico di vulnerabilità disarmante, quell’aura di mascolinità che trasuda sex-appeal è sempre mitigata da un pragmatismo sano e da una generosa dose di ironia, qualità che li rendono veramente indimenticabili. Sono uomini veri, che hanno un trascorso, e il loro fascino è il risultato del loro vissuto. Sanno vivere, almeno imparano a vivere, incarnando valori e principi nobili: sacrificio, devozione, onore, rispetto e lealtà. Le sue eroine sono vere donne, che hanno lividi sul cuore e ferite nell’anima , la loro forza è la risposta ad un presente difficile, una sfida da cogliere come opportunità, perciò imparano a vivere personificando aspirazioni e progetti, solidarietà e voglia di riscatto: caparbie, fiere, intelligenti e coraggiose, determinate.

È un piacere enorme occuparsi di questa autrice che è una maestra della narrativa rosa ed è un privilegio curare, nel blogtour dedicato all’ultimo volume della serie Chicago Stars la tappa dedicata al protagonista maschile preferito. Ci consente infatti, di ritrovare tutti i personaggi che abbiamo imparato ad amare, che sono rimasti impressi nella nostra memoria con tenerezza e con una familiarità difficilmente riscontrabile.

Abbiamo scelto l’inimitabile coach Dan Calebow… perché è in fondo un archetipo di questi personaggi meravigliosi.

Il protagonista del primo romanzo è in fondo un po’ il papà del meraviglioso Bobby Tom Denton, del leggendario seduttore e magnetico Cal Bonner o del tenebroso disarmante Gabe Bonner, del’irresistibile ragazzaccio Kevin Tucker, del fascinoso arrogante Heath Champion, del sexy Dean Robilland e… del carismatico Cooper.

Spesso è un vero e proprio riferimento per l’energia, la virilità e l’ironia scanzonata. Dan Calebow, è il coach degli Stars, che si è lasciato alle spalle un’infanzia difficile, di povertà e abusi, il football è stata la sua occasione di riscatto, la sua salvezza, nel momento in cui ha deciso di scommettere tutto su se stesso. Impegno, costanza, sacrificio e disciplina. Tutto nei Chicago Stars, da giocatore e da coach. Fino a quando Phoebe -l’uragano Phoebe- non lo travolgerà con la sua disarmante e provocante irriverenza, il suo atteggiamento naïf che nasconde una personalità incredibilmente complessa, una sfida da affrontare.

«Devo avere la sua parola, coach, prometta di non farle del male.»

«Lo prometto.»

«Ha parlato un po’ troppo in fretta per i miei gusti. Non le credo.»

«Sono  un  uomo  di  parola  e  prometto  che  non  le  farò  del  male.»  Flettè  le  mani.

«Quando la ucciderò, lo farò il più in fretta possibile, in modo che non senta niente.»

Viktor sospirò. «È esattamente quello che temevo.»

Una figura di riferimento sia da un punto di vista professionale che dal punto di vista personale. Un self made man che ha saputo riscattarsi, con la grinta e l’agonismo da atleta, con la disciplina e la serietà da coach. Sa affrontare nella vita ogni prova, come ha saputo fare sul campo di fronte gli avversari. Solo una persona riuscirà a farlo tentennare…Parliamo della sfida più bella, ovviamente, quella di una vita.

«Niente di così interessante. Gli allenatori dovrebbero rappresentare un modello.»

«Davvero noioso.»

«Anche i proprietari delle squadre.»

Phoebe scese dal bordo del mobiletto e si mise in modo che lui potesse vedere bene le curve superiori del suo senooltre  i  dorati  lacci  intrecciati.  «Oh,  cielo.  Perché  ho  l’impressione  che  stia  per arrivare una predica?»

«Forse perché sa che se la merita.»

Phoebe avrebbe voluto avvolgersi nel suo accappatoio di ciniglia vecchio e spesso.

Invece, lasciò scivolare la lingua sulle labbra. «Le grida mi turbano, quindi la prego di essere gentile.»

Gli occhi di Dan divennero più scuri.

«Signora,  lei  è  davvero  un  fenomeno.  Credo  di  avere  tutte  le  ragioni  per  gridare, considerando il fatto che lei sta mandando in rovina la mia squadra di football.»

«La sua squadra? Cielo, Mr Calebow, credevo che fosse mia.»

 La sua generosità e il suo affetto burbero sono indimenticabili, la sua sensualità ruvida

La sollevò fino a stringerla tra le braccia. Per un istante i loro occhi si incontrarono e Phoebe temette che lui potesse ritrarsi come  aveva già fatto, invece le sue grandi mani  da  atleta  la  strinsero  più  forte  contro  il  proprio  grembo.  Le  loro  labbra  sì unirono, aperte e vogliose. Phoebe gli intrecciò le braccia intorno al collo e insieme sprofondarono ancora di più nel divano. Phoebe sentiva le mani di Dan su tutto il suo corpo. Entrambi persero il senso di quanto precario fosse il loro equilibrio finché non rotolarono  giù  dal  divano.  Quando  arrivarono  sul  tappeto,  Dan  si  girò  per  non schiacciarla  sotto  il  proprio  peso.  Anche  dopo  essere  finiti  a  terra,  non  staccarono subito le bocche uno dall’altra. Quando alla fine Phoebe aprì gli occhi per guardare

Dan sotto di sé, lui stava sorridendo. «Ti stai divertendo tanto quanto me?»

«Di più.» Lei non potè resistere e gli baciò quella piccola cicatrice sul mento.

 Il ritratto che l’autrice ci presenta è quello di un uomo dai tratti marcati, decisi, indimenticabili. Mai scontato tuttavia, basta pensare al rapporto estremamente particolare con la sua ex… e ricordiamolo, sono passati vent’anni, più di vent’anni, dalla prima edizione! Anche se le pagine di questa autrice hanno una freschezza e un fascino intramontabile, c’è qualcosa di estremamente moderno e provocatorio.

Dan  cambiò  corsia.  «Quella  sciarpa  che  hai  sotto  il  colletto  del  cappotto.  Ti dispiacerebbe usarla per bendarti?»

«Che cosa?»

«Ora.»

«Oh, per amor del cielo.» Phoebe afferrò quella sciarpa e se l’annodò sugli occhi. «È ridicolo! Non hai in mente niente di perverso, vero?»

Ci fu un lungo silenzio.

«Dan?»

«Be’, immagino che tutto dipenda da quanto sia conservatore il tuo punto di vista.»

«Hai detto che ti saresti lasciato tutto alle spalle. Che volevi una bella vita sessuale ordinaria.»

«Ahah.»

«Non sembri molto convinto.»

«Vedi, le cose stanno così. Dopo una vita di eccessi, probabilmente sarebbe meglio che rallentassi gradualmente. In quel modo non sarà uno shock eccessivo. E questa è una cosa che ho in mente da molto tempo.»

«Mi stai rendendo nervosa.»

«Bene, tesoro. Davvero ottimo.» Poi Dan si lanciò nei sussurri più dolci e sporchiche lei avesse  mai  sentito in vita sua  finché la  sua pelle non fu  tanto arrossata  che dovette sbottonarsi il cappotto. Ma in ogni caso non le avrebbe detto dove la stava portando. Quando alla fine lui fermò la macchina, Phoebe si rese conto che quel suo monologo l’aveva distratta così tanto che si era dimenticata di fare attenzione a dove stessero  andando.  Le  ruote  avevano  percorso  un  tratto  di  ghiaia?  Si  concentrò  per ascoltare i rumori lì intorno, ma sebbene non sentisse affatto quello del traffico non era certa se lui l’avesse o meno portata a casa sua.

«Dovrai  aspettare  qui  per  un  paio  di  minuti  mentre  sistemo  alcune  cose.  Torno subito,  quindi  non  agitarti.»  Le  sfiorò  le  labbra  con  le  sue.  «Promettimi  che  non rovinerai tutto sbirciando. Ciò vorrebbe dire che non ti fidi di me, e allora che razza di matrimonio sarebbe il nostro?»

«Mi stai veramente mettendo alla prova. Lo sai, non è vero?»

«Lo so, tesoro.» Dan le mordicchiò il labbro inferiore. «Mentre aspetti, perché non ripensi  a  tutte  le  cose  che  ho  detto  che  ti  avrei  fatto?  In  questo  modo  non  ti annoierai.»

È sexy, sexy da impazzire, con un carisma forte e diretto, in lui c’è una sensualità temperata dall’ironia che rende personaggi come lui incredibili e maschi alfa non troppo perfetti, più accessibili, e quindi ancora più irresistibili e desiderabili.

 Dan inarcò la schiena come un grosso felino della giungla, spinse i fianchi e Phoebe venne di nuovo.

Lui rise sentendo i suoi brividi, poi le riempì la bocca con la lingua e s’impossessò del  suo  corpo.  Adesso  era  suo.  Un  dolce  bottino,  vinto  su  un  campo  di  battaglia setoso.  Ogni  centimetro  apparteneva  a  lui  e  l’avrebbe  preso  come  desiderava.  Con vigore e a fondo, facendole sentire il crudo potere di una forza così tanto più grande della sua. Usandola in modo indecente. Sensuale. Facendola gridare ancora e ancora di passione. Il sudore gli scorreva lungo il corpo, ma Dan non avrebbe raggiunto il piacere prima di aver finito con lei; non l’aveva sentita abbastanza, neppure quando le aveva piegato le ginocchia contro le spalle ed era affondato in lei fino a scoppiare. Non era abbastanza! Voleva di più. Più del suo sesso. Voleva il suo cuore. La sua anima. Phoebe  emise  un  grido  basso  che  lo  straziò,  qualcosa  si  sciolse  dentro  di  lui, qualcosa che avrebbe dovuto rimanere legato stretto, e forte, e al sicuro. Spaventato da  istinti  che  si  erano  sviluppati  nella  sua  infanzia,  istinti  che  l’avevano  messo  in guardia  dai  dolori  roventi  e  insopportabili  delle  emozioni  dolci,  Dan  la  fece  girare come una bambola di pezza. Con una mano posata delicatamente dietro il collo per farle tenere la testa in basso, le sollevò i fianchi e la fece mettere in ginocchio. Quei capelli biondi ondeggiavano come una rete dorata sul cuscino. Dan entrò dentro di lei da dietro, mentre stringeva tra le mani la morbida abbondanza dei suoi seni e ruotava i capezzoli tra le dita, portandola a quel dolcissimo confine appena prima del dolore. Phoebe  gridava  il  suo  nome,  implorandolo  di  trascinarla  ancora  oltre  il  limite,  e questa volta Dan sapeva che non poteva mandarcela da sola.

Come atleta è indimenticabile, come coach insostituibile, è un grande uomo dal grande cuore che non ha problemi a stare accanto ad una grande donna dal grande cuore, dal grande cervello. Questa resta una meravigliosa lezione della zia SEP, che ci propone un maschio alpha concentrato di testosterone che non soffre la vicinanza di una donda alpha, perché non teme di essere nel cono d’ombra di una protagonista che brilla, una donna del calibro di Phoebe. Le ritroviamo quasi in tutti i volumi della serie, come presenza costante, ironica, saggia e riflessiva, esempio di fascino e sicurezza, un uomo felice ed appagato, che ha lottato e ora protegge ciò che ha conquistato ed ama (la sua famiglia, la sua squadra, i suoi ragazzi) cercando di trasmettere i valori puliti dello sport: lealtà, solidarietà, sacrificio, costanza, impegno, passione, coraggio. Quelli della vita.

Dan Calebow era alto, castano chiaro e bellissimo. Era invecchiato bene e nel corso di quegli ultimi dodici anni, ovvero da quando Molly l’aveva conosciuto, le rughe sul suo viso dai lineamenti virili non avevano fatto altro che accentuare la sua personalità. La sua presenza era in grado di riempire una stanza, trasmettendo la piena consapevolezza del proprio valore. Dan faceva il coach quando Phoebe aveva ereditato la squadra. Purtroppo, all’epoca lei non sapeva assolutamente nulla di football e Dan le aveva subito dichiarato guerra. All’inizio le loro discussioni erano così accese che una volta Ron McDermitt aveva dovuto sospendere Dan perché aveva insultato Phoebe, ma poco dopo quella rabbia si era trasformata in una cosa completamente diversa. Molly considerava leggendaria la storia d’amore tra loro due e molto tempo prima aveva deciso che, se non avesse potuto vivere ciò che avevano Phoebe e Dan, allora non avrebbe voluto proprio nulla.

Un modello per il forte senso di protezione e l’affetto ruvido che mostra nei confronti dei suoi “ragazzi”

Dan si era limitato a dargli un avvertimento…«Papà grida sempre, ma fino a oggi non l’avevo mai sentito alzare la voce con Kevin» disse Tess. «E anche Kevin gli ha urlato contro. Ha detto che sa cosa sta facendo, che non si è fatto male e che papà non deve intromettersi nella sua vita privata.» Molly trasalì. «Scommetto che questo a vostro padre non è piaciuto affatto.»

«A quel punto lui si è messo a gridare ancora più forte» disse Julie. «Zio Ron ha cercato di calmarli, ma è arrivato il coach e si è messo a urlare anche lui.» Molly sapeva che sua sorella Phoebe detestava quelle grida. «Cos’ha fatto vostra madre?»

«È andata nel suo ufficio e ha messo su un disco di Alanis Morissette.»

Quando era con la propria famiglia, Dan abbracciava sempre qualcuno. Molly sentì una fitta al cuore.

«Phoebe, so che a te Kevin piace, ma questa volta ha davvero esagerato.» Quando Dan era arrabbiato, il suo accento dell’Alabama diveniva sempre più marcato. «È la stessa cosa che hai detto l’ultima volta» replicò Phoebe. «E anche a te lui piace.» «Non riesco a capire! Giocare con gli Stars per lui è la cosa più importante in assoluto. Perché sta facendo del proprio meglio per mandare tutto all’aria?» Phoebe sorrise dolcemente. «Probabilmente tu sei in grado di rispondere a questa domanda molto meglio di noi, dal momento che anche tu ti comportavi nello stesso modo finché non sono arrivata io.» «Devi avermi confuso con qualcun altro.» Phoebe si mise a ridere e l’occhiataccia di Dan venne mitigata da quel sorriso intimo che Molly aveva visto e invidiato migliaia di volte. Dan socchiuse gli occhi. «Ti prometto una cosa, Phoebe. Troverò quel figlio di puttana che le ha fatto questo e poi gli staccherò la testa.»

«Dan! Che cosa ci fai…» Non riuscì ad aggiungere altro, prima che il pugno di Dan Calebow lo centrasse in pieno.

Kevin vacillò all’indietro, inciampò nell’angolo del divano e cadde a terra.

Kevin rivolse un’occhiata perplessa a Hannah.

«Non sono brava a battere,» rispose lei con la sua vocina da bambina spaesata «ma

So correre molto velocemente.»

«Amico» disse con tono di disgusto Dan.

Kevin stava per dire qualcosa per confortarla, quando la bambina rivolse a sua zia uno sguardo che quasi lo fece cadere in terra. Era soltanto un sorriso. Ma non uno ordinario. Oh, no. Era uno scaltro sorriso da piccola imbrogliona! Zia e nipote si scambiarono una perfetta occhiata d’intesa e lui quasi si strozzò. Era stato ingannato! Hannah era una vera peste, proprio come Molly! Si voltò verso Dan, che sembrava volesse scusarsi. «Io e Phoebe ancora non abbiamo capito bene se le pensa in anticipo oppure se le vengono spontanee.»

La sua tenerezza burbera nei confronti dei giocatori e della famiglia è irresistibile

Dan Calebow era il presidente degli Stars, oltre che il marito di Phoebe. Si erano conosciuti quando lei aveva ereditato la squadra di suo padre. A quell’epoca Dan era il coach principale degli Stars e Phoebe non sapeva assolutamente nulla riguardo al football, cosa che adesso era difficile da credere. I loro primi scontri erano leggendari, quasi quanto l’amore che ne era nato in seguito. L’anno prima uno dei canali via cavo aveva realizzato un film strappalacrime su di loro e Dan veniva ancora preso in giro perché a interpretarlo era stato l’ex cantante di una boyband.

Un esempio per il suo modo di amare completo, maturo, consapevole

Dan si teneva in forma magnifica per avere ormai quarant’anni. A eccezione di qualche ruga di espressione, non sembrava molto diverso dai tempi in cui giocava, quando i suoi occhi glaciali e la sua fredda determinazione in campo gli avevano fatto guadagnare l’appellativo di ‘Ice’. Dan e Heath erano sempre andati d’accordo, ma ogni volta che Heath menzionava Phoebe, come era accaduto quella mattina, Dan replicava sempre nello stesso modo. «Quando due persone testarde si sposano, imparano a scegliere accuratamente quali sono le battaglie per le quali vale la pena lottare.» Dan parlò piano in modo da non distrarre Darnell, che si stava preparando a effettuare un tiro. «Questa sfida è unicamente tua, amico.»

È l’uomo da sognare e il maschio da desiderare la persona da sposare e da volere come padre dei propri figli

Gli uomini erano accanto al falò… tutti e sei… uno più bello dell’altro. Phoebe si leccò il labbro inferiore e indicò il più anziano, un grande gigante biondo che aveva una mano sul fianco. In un giorno indimenticabile presso il Midwest Sports Dome, Dan Calebow le aveva salvato la vita lanciando una spirale perfetta. «Io scelgo lui» disse dolcemente. «Sempre e per sempre.»

È l’uomo perfetto, il protagonista maschile perfetto.

«Ti stai divertendo tanto quanto me?»

«Di più.» Lei non poté resistere e gli baciò la piccola cicatrice sul mento.

«Phoebe, tesoro, devo toglierti di dosso questo vestito.»

«Non metterti a gridare» sussurrò lei.

«Credevo di averti già spiegato…»

«Non ho niente sotto.»

Dan sbatté le palpebre. «Niente? So che indossi dei collant. Ho visto…»

Lei scosse la testa. «Niente collant. Niente reggicalze. Il vestito è troppo stretto.»

«Ma hai le calze nere…»

«Sono delle autoreggenti.»

Dan scivolò via da sotto di lei. «Phoebe Somerville, mi stai dicendo che non indossi neppure le mutandine?»

«Si sarebbe visto il segno.»

«Solo un paio di calze nere?»

«E una spruzzata di White Diamonds.»

Lui saltò su e la tirò in piedi senza troppa delicatezza. «Andiamo subito in camera da letto, cara. Poiché ci sono buone probabilità che mi prenda un infarto prima della fine della serata, voglio morire nel mio letto.»

Le conferme sono sempre qualcosa di speciale, quando si ha che fare con una maestra del genere come SEP è meraviglioso aprire le pagine e cercare quella sensazione di familiarità che dà conforto e piacere, il vero piacere della lettura. La vera bravura sta proprio nello stile personale, nella cifra inconfondibile di questa autrice che fa della sensibilità -personalissima- nella caratterizzazione dei personaggi e nella capacità di raccontare l’amore in tutte le stagioni e la vita con tutti i suoi sapori, il proprio marchio personale. Un punto di riferimento per i lettori, perché dopo anni ha la capacità comunque di rinnovarsi e reinventarsi, mentre racconta la vita e l’amore, il trascorrere del tempo, una gamma incredibile di sentimenti dell’animo umano, sempre con accenti diversi, rigenerandosi e lasciandoci ricordi e ritratti indimenticabili.

Non resta che godervi questo ultimo appuntamento con la serie Chicago Stars, cogliere l’occasione per rileggere questa serie che brilla come un piccolo tesoro prezioso della narrativa rosa. E proseguire con la prossima tappa del blogtour!

Dal 9 febbraio in ebook

dal 23 in libreria

disponibile già in pre-order

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Sinossi

Piper Dove è una ragazza ambiziosa e determinata: il suo sogno è diventare la migliore detective di Chicago e riscattare un passato difficile e tormentato. Il suo primo incarico consiste nel pedinare Cooper Graham, celebre ex quarterback dei Chicago Stars, una vera e propria star in città. Peccato che venga scoperta quasi subito… Ora che rischia di perdere casa e agenzia, Piper non ha altra scelta che accettare il lavoro nel club alla moda di Cooper, lo Spiral, ma la vita dell’ex campione negli ultimi tempi è diventata piuttosto movimentata e rischia di coinvolgere la ragazza in affari ben più pericolosi di una crisi finanziaria. Qualcuno ce l’ha con Cooper e sta facendo di tutto per sabotare le sue attività e minarne la popolarità. Piper sa che ormai è troppo tardi per slegare il proprio destino da quello di un uomo che la attrae terribilmente e che sente poter essere quello giusto. Perché niente intriga di più lo spirito competitivo di uno sportivo che una sfida impossibile: conquistare una donna spaventata dai sentimenti.

Un nuovo, eccitante capitolo di una delle saghe romance più acclamate. La storia complicata e pericolosa di una donna disposta a rischiare il tutto per tutto per la vita che sogna di conquistare.

Susan Elizabeth Phillips è una delle maestre della narrativa femminile internazionale, l’unica ad aver vinto ben cinque volte il prestigioso rita Award. I suoi romanzi si sono posizionati ai vertici delle classifiche usa e hanno raggiunto i primi posti anche in Germania e Regno Unito. Il suo successo è legato alla capacità di cogliere con estrema delicatezza e con un tocco d’ironia le sfumature dell’animo femminile, dando vita a scene di grande sensualità e intensità. Di questa autrice, Leggereditore ha già pubblicato i romanzi Odio quindi amo, Volare fino alle stelle, Le promesse di una vita, Una scelta impossibile e La grande fuga, e la serie completa dei Chicago Stars, composta dai romanzi Il gioco della seduzione, Heaven, Texas. Un posto nel tuo cuore, E se fosse lui quello giusto?, Un piccolo sogno, Il lago dei desideri, Lady Cupido, e Seduttore dalla nascita.