TITOLO: Un cuore oscuro
AUTORE: Maria Luisa Minarelli
EDITORE: Amazon Publishing
GENERE: Noir
PREZZO: ebook 4,99 € | cart. 9,99 €

TRAMA
Milano, 1980: Pina Accorsi, una sarta di mezza età, viene trovata cadavere nel suo appartamento in una casa di ringhiera sul Naviglio Pavese. Ha la gola tagliata ed è stata derubata.
Milano, 1938: la giovane Olimpia Cavenaghi sogna di lasciare la sua misera casa di ringhiera in viale Col di Lana per fuggire a Roma ed entrare nel favoloso mondo del cinema.Che cosa unisce due donne tanto diverse, a oltre quarant’anni di distanza? È quello che deve scoprire il commissario Marco Pisani, chiamato a indagare sulla morte di Pina Accorsi.
Con Un cuore oscuro Maria Luisa Minarelli ci conduce in un lungo viaggio nella storia d’Italia, dalle feste popolari del regime fascista ai ricevimenti del bel mondo romano a Cinecittà, dagli anni della guerra agli scontri sanguinosi tra partigiani e tedeschi, dal boom economico agli anni di piombo. A tessere una trama noir ricca di colpi di scena, una carrellata di personaggi magistralmente delineati, fino all’epilogo sbalorditivo.

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Una donna, una femme fatale.
Una vita, una nazione.
Una storia, la Storia.
Un pugno di ricordi, la memoria.
Presente, passato.
Mirabilmente intrecciati, emozioni e suspence, passione e sacrificio, ambizione e la sfida tra chi indaga e chi sfugge.
Il talento di questa autrice dalla grazia inconfondibile si conferma, la naturalezza con cui -grazie a riferimenti puntuali e precisi, impeccabili nelle ricostruzioni del contesto socio-culturale dell’ambientazione storica- riesce a tessere una trama ricchissima che si snoda ordinata e pulita nel corso di decenni.

Vite che si intrecciano, destini che si sfiorano, volti che si incrociano, mentre il tempo scorre. Passano giorni, mesi, anni, governi ed epoche. Il tessuto connettivo di questo romanzo resta la memoria, così che si mantiene un ordito strettissimo nella trama ma con richiami continui al presente narrativo, alla situazione della contemporaneità.
C’è un filo rosso ed è rosso sangue. Rosso scarlatto come quello versato da una protagonista scaltra e ambiziosa, pronta a tutto. Rosso come l’amore disperato e sacrificato.
E poi il nero, il nero del noir più raffinato.
C’è un indagine, un commissario caparbio, che ricorda (gioco autoreferenziale delizioso, quasi una strizzatina d’occhio complice al lettore) il celebre avogadore Pisani, protagonista affascinante della serie ambientata nella Venezia del XVIII sec.d.C. della stessa autrice.

La sua squadra umanissima, dall’esperto braccio destro al giovane entusiasta, storditi dalla frenesia di un mondo che sta cambiando troppo velocemente, tra gli anni di piombo, i colletti bianchi e le rivoluzioni tecnologiche, ai colleghi della magistratura, coraggiosi o inetti.
Argento, come un particolare, un nastro che lega la vita di due donne solo apparentemente lontanissime per estrazione sociale, età, scelte di vita e ruoli. Unite dall’omicidio e dal mistero.

Infine tutti i colori vividi e tenui, spregiudicati e delicati come le pagine della storia d’Italia, di un paese di sognatori, lavoratori, idealisti, partigiani e poveri, dignitosi uomini e donne in cerca di felicità.
Dall’assassino di una povera sarta nel Ticinese parte questo viaggio a ritroso nella memoria, una caccia al colpevole frugando nel passato, viaggiando nel tempo

I luoghi, ne era convinto, serbano memoria degli avvenimenti drammatici di cui sono stati testimoni e parlano a chi sa ascoltarli, ma ci vuole silenzio e raccoglimento.

«È proprio vero che il diavolo si nasconde nei dettagli.» «Ma il lavoro comincia adesso» ricordò Marco raffreddando gli entusiasmi. «Avete mai sentito parlare di piste fredde?»

Sul filo dei ricordi, il commissario e la sua squadra riannoderanno le fila di questa indagine singolare, ripercorrendo le tappe della vita di questa antagonista di primo livello, audace e affascinante, dalla “vita di ringhiera” alla promessa nel Ventennio di una sfolgorante nuova vita nella Roma di Cinecittà, ai Fasti decadenti della Repubblica effimera di Salò in conflitto con l’orgoglio ruvido dei partigiani, fino agli anni della ricostruzione e del boom, della prosperità.
Giocando al gatto e al topo, tra ricordi e fantasmi, ipotesi e misteri, segreti e bugie.

«Che strana indagine!» commentò Calisti. «Tutta condotta sul filo della memoria dei vecchi. Pensate» continuò, «sono passati più di quarant’anni, c’è una guerra di mezzo, documenti distrutti, è crollata la monarchia, è nata la repubblica, c’è stata anche la guerra fredda, scoperte scientifiche, progresso tecnico inimmaginabile, e questi settanta/ ottantenni si ricordano ancora di cosa facevano in gioventù, sono in grado di ricostruire eventi, impressioni, stati d’animo…

Fino a che punto si è disposti a osare?

Bello, bello, bello.

Saffron