Io mi sentivo intera prima, poi è arrivato lui e mi sono spezzata a metà.

 

Titolo: Un nuovo inizio
Autrice: Monique Scisci

Sequel de CHIUDI GLI OCCHI
Editore: Newton Compton editori
Genere: Erotic romance
Uscita: 3 gennaio 2019
Pagine: 416

 

 

TRAMA

Sono trascorsi sei mesi da quando Mads se n’è andato e per Josephine sono cambiate molte cose. Il suo rapporto con Ben si è nuovamente raffreddato e la sua amica Celine frequenta un biologo e ha sempre meno tempo per lei. Josephine si rifugia tra le pareti della Maison, l’unico luogo in cui sente ancora viva la presenza di Mads. Il suo sfogo è James, un giovane musicista che si è offerto di soddisfare ogni suo desiderio. Insieme a lui, sperimenta l’universo della dominazione scoprendo inclinazioni che non credeva di avere. Tuttavia, continua a soffrire di attacchi di panico e Celine, preoccupata, le consiglia una terapeuta. Un uomo dal fascino rude, lo sguardo intenso e molti tatuaggi. Dopo un periodo di assestamento, Josephine inizia ad aprirsi e il trasporto che sente nei suoi confronti si trasforma in qualcosa di più profondo. Il loro rapporto si rafforza quando Josephine scopre che l’amato padre non è chi credeva…

 

RECENSIONE

Care Dame, ho avuto il piacere di leggere in anteprima il secondo capitolo della Serie Chiudi gli occhi di Monique Scisci dal titolo Un nuovo inizio.

Gli eventi narrati in questo romanzo seguono temporalmente il primo con un salto temporale di sei mesi.

Sei mesi che la nostra protagonista Jos ha passato a leccarsi le ferite provocate dall’abbandono dell’uomo di cui si è innamorata, il suo Padrone: Mads.

L’abbandono è una delle sensazioni più feroci che un essere umano sperimenta e io lo vivevo giorno dopo giorno, … a prescindere dalla nostra volontà, veniamo privati di un pezzo di noi.

Spesso avevo la sensazione di vivere fuori dal tempo, in una specie di bolla sospesa.

Il fatto è che mi mancava. Ero contaminata dal dolore.

Jos è psicologicamente ed emotivamente distrutta, si ritrova sola e dolorante a vivere questo senso di vuoto destabilizzante che risulta acuito dalla certezza, consolidata dal suo viaggio in Svezia sulle tracce di Mads, che l’uomo non tornerà mai da lei, che non potrà mai essere suo.

La sua assenza era ovunque. Ero in balia di un sentimento vivo che non smetteva di torturarmi perché nel profondo nutrivo l’irragionevole speranza che le cose sarebbero potute cambiare. Eppure sapevo che non era possibile.

E se anche razionalmente lo accetta, consapevole degli impedimenti che hanno obbligato Mads ad allontanarsi da lei, il suo cuore è distrutto in un milione di pezzi, il suo spirito irrequieto, che aveva trovato sollievo nella dominazione esercitata da Mads e nel poter cedere il controllo delle sue azioni e delle sue emozioni a quell’ uomo rigido e severo, prepotente e sadico, ora si ritrova spaesato, sbandato, senza quell’ àncora che le dava stabilità, ancorandola alla realtà.

Perdere Mads aveva significato non avere più qualcuno che si prendesse cura di me, che avesse potere sulla mia volontà e che, in un modo del tutto singolare, alleggerisse il peso delle mie responsabilità.

Mads era riuscito non solo a farle palpitare il cuore, ma anche, attraverso la sottomissione e l’accettazione del dolore, preludio del piacere fisico più sublime, a raggiungere l’oblio e la pace interiore che la sua vita frenetica e colma di responsabilità anelava.

La persona che ero prima di Mads non c’era più e nemmeno la donna che ero stata con lui. In chi o cosa mi fossi trasformata, non saprei dirlo.

Mi ero concessa del tempo per riflettere sulle parole di Mads a proposito dell’inclinazione switch.

Sarei stata in grado di possedere qualcuno con la stessa intensa forza con cui lui aveva posseduto me? Ma, soprattutto, era davvero ciò che volevo?

Jos si ritrova alla deriva, in balia degli eventi, gravata dall’enorme crisi lavorativa che ha investito la sua azienda, dal peggioramento delle condizioni di salute della madre e dall’ingestibile rapporto con il fratello Ben.

Gli eventi si erano susseguiti in un’escalation inarrestabile. … la situazione stava precipitando,…

Tutto ciò culmina con un crollo emotivo che si palesa con gravi attacchi di ansia, tanto da portarla a consultare uno psicoterapeuta. Ed è attraverso le impacciate e tentennanti sedute con Gabriel che Jos comincia ad aprirsi, a esternare le proprie emozioni anche se sempre restia a parlare di Mads e di ciò che il suo abbandono ha rotto dentro di lei.

“Il fatto è che l’amore non vince su tutto. Vede, noi eravamo due cariche che non avrebbero mai dovuto incontrarsi”.

“Esplodemmo”

Già, esplodemmo o meglio, a esplodere ero stata io, in mille piccoli pezzi che si erano poi sparsi ovunque e ora il mio compito era di ritrovarli e di ricompormi,…

 

Incomincia per Jos un percorso in salita per riappropriarsi della sua vita, della sua azienda e della sua identità.

È convinta che nulla potrà colmare il vuoto lasciato nel cuore dall’assenza di Mads, è sicura che l’amore assoluto che prova per il suo Padrone sia inestinguibile. Quell’uomo tenebroso gli è entrato sottopelle, la sua oscurità era luce e scintilla per il suo essere. Solo lui sapeva riportarla in vita, solo lui sapeva farla librare nell’oblio del piacere estatico, passando inevitabilmente attraverso il dolore.

 

Quando una schiava si innamora del proprio Padrone, nel suo cuore non c’è più posto per nessun altro. Nessuno sarà in grado di immergersi così tanto in profondità, nessuno potrà riempire quello spazio,…

Finché Gabriel, pian piano, si insinua nella sua vita, gli mostra un altro aspetto dell’amore: la condivisione.

La condivisione fra due partner, la condivisione della gioia e della spensieratezza, della “normalità”.

Il suo fascino essenziale mi colpì in modo profondo al punto che non riuscii a staccargli gli occhi di dosso. C’era qualcosa di selvaggio in lui.

Conosci una persona, la frequenti e ogni volta ti sembra sempre la stessa, poi accade qualcosa, non so dire di preciso cosa, ma da quel momento tutto cambia. Cambiano le sensazioni che ti procura.

E quando questo cambiamento avviene, non c’è modo di tornare indietro.

Uno di noi avrebbe dovuto provare a essere felice e chissà che nel tentativo il trasporto che sentivo nei suoi confronti si sarebbe tramutato in qualcosa di più intenso, meno fisico.

Stavo, … sperimentando, forse per la prima volta, la prospettiva di un legame maturo, fatto di piccoli gesti e attenzioni quotidiane.

Le sue attenzioni promettevano un tipo di rapporto meno torbido, reale, visibile, un legame fatto di parole, dialogo, ragionamenti e condivisione, in pratica ciò di cui avevo bisogno.

 

Ma ciò basterà a Jos? Riuscirà a soffocare i suoi istinti, le sue pulsioni? Riuscirà a frenare il richiamo che la Maison esercita su di lei ancora e ancora?

 

La Maison mi faceva uno strano effetto, manteneva vivo il legame che avevo avuto con Mads, lo rendeva reale. … Era la dose di verità di cui il mio lato masochista aveva bisogno.

In fondo, per me quello era un luogo sacro, mistico, libero, l’unico in cui potevo essere me stessa.

E Mads è realmente uscito dalla sua vita o è un’ombra oscura e tenebrosa che tira i fili come un burattinaio, portando Jos nella direzione che lui ha sempre imposto sin dal primo giorno in cui si sono incontrati?

Mads non c’era, aveva scelto, eppure me lo ritrovavo davanti ovunque andassi.

Mi sentivo tradita,… da Mads… che seguitava a decidere al posto mio pur avendo messo fine alla nostra relazione…

La lettura di questo romanzo è stata una escalation, un giro sulle montagne russe.

A differenza del primo romanzo dove l’autrice si era concentrata sul rapporto fra Mads e Jos, introducendoci e delineandoci perfettamente il mondo sommerso di chi pratica il BDSM, caratterizzando in modo ottimo i due personaggi e il loro rapporto D/S, con un protagonista maschile sadico che esercita tutto il suo potere su Jos iniziandola e sottomettendola sia psicologicamente che fisicamente, in questo secondo capitolo il plot cambia concentrandosi quasi esclusivamente su Jos.

L’autrice qui si addentra in un’attenta e mirata descrizione degli stati d’animo della protagonista, delle sue emozioni, del suo dolore. È come assistere ad un viaggio di rinascita che deriva dalla presa di coscienza di se stessa, delle sue inclinazioni, dei suoi desideri senza l’influenza soverchiante di Mads.

Una lotta interiore tra le sue necessità, tra le sue due parti di sé: quella che brama Mads, la sua oscurità, il suo potere, il suo dominio, il suo amore e quella che anela la luce, la normalità, la presenza e la condivisione.

Mentre fingevo che tutto andasse bene, dentro ero in guerra tra ciò che volevo e la realtà che mi prendeva a schiaffi ogni volta che mi guardavo allo specchio.

È un percorso, quello di Jos, costellato da numerosi ostacoli, quelli che la vita pone ogni giorno dinanzi: lavoro, rapporti interpersonali.

Jos cerca di destreggiarsi, di risalire la china e crede di riuscirci grazie all’aiuto di Gabriel, grazie alla sua presenza, grazie al suo amore.

Ma è possibile estirpare ciò che si è piantato saldamente nel cuore, ciò che ha messo radici e si è insinuato sotto pelle, nel sangue e nelle viscere? Si può rinunciare a ciò che inconsapevolmente si era desiderato per tutta la vita e si era trovato, quel senso di appartenenza totale, inoppugnabile e incontrovertibile che solo un uomo inflessibile, duro e potente era stato in grado di suscitare? Un uomo che nei suoi rari momenti di vulnerabilità ha dimostrato solo a lei quella parte di sé, tenera e dolce, le ha mostrato l’amore totale, ossessivo, possessivo ma puro.

Era un uomo forte, potente, sicuro, poteva dominare ogni donna che cadeva nelle sue grinfie, poteva mettersi al di sopra di tutti, riusciva a proteggersi dalle emozioni, ma davanti a me era scoperto e per quanto provasse a difendersi, alla fine vincevo io o perdevamo entrambi.

 

Questo è ciò che tormenta Jos. Questa dicotomia mostrata da Mads la getta in confusione, è ciò altera la sua percezione della realtà confondendola. Jos dubita dei suoi avvertimenti, della sua necessità di vederla al sicuro, di volerla proteggere a tutti i costi. Ma da cosa?

Le reazioni di Jos a questo marasma confuso di emozioni saranno tutta una serie di scelte e decisioni che la metteranno in pericolo, che metteranno in pericolo le persone a lei più vicine, che faranno soffrire chi le ha aperto e donato il cuore.

Dovevo andare avanti, questa era l’unica certezza, e per farlo dovevo liberarmi di lui, di ogni cosa che aveva fatto parte di noi.

Un romanzo questo, ricco di personaggi secondari con un importante ruolo nello svolgimento della trama. Trama che è un susseguirsi di eventi e situazioni che tengono avvinti alla lettura.

L’intreccio ideato dall’autrice è ben articolato, tutti i pezzi si incastrano alla perfezione. Tutti gli eventi che occorrono nella vita di Jos, intorno a cui ruota tutto il plot di questo libro, sono perfettamente incastrati rendendo la lettura intrigante e coinvolgente grazie anche a uno stile di scrittura ricco, elaborato ed elegante.

Tutte le emozioni e le sensazioni provate dalla protagonista sono esaltate dal ricco fraseggio che elabora e sviscera ogni dettaglio o particolare dell’evento vissuto. Sia che vengano descritte emozioni o eventi dolorosi o gioiosi, sia che vengano descritte scene erotiche più o meno trasgressive, l’autrice scava in profondità, sfaccetta elargendoci una prosa atta ad entrare in contatto con il lettore, a coinvolgerlo, ammaliarlo e intrigarlo. A stuzzicarlo e irretirlo per poi affascinarlo e soggiogarlo fino a farlo innamorare dei suoi personaggi.

E questo mi porta a fare una considerazione finale molto importante.

Alla fine della lettura mi sono resa conto dell’enorme influenza che deve aver avuto su Monique Scisci la conoscenza delle opere di Tiffany Reisz. Questa serie appare come un plauso ai suoi scritti sia per le caratterizzazioni psicologiche dei personaggi, sia per l’intreccio e le atmosfere dark, come d’altronde per l’evoluzione dei personaggi e degli eventi.

Monique Scisci ha sinceramente un grande dono, l’uso elegante e ricco della parola scritta, capace di soddisfare i palati più esigenti, quelli che ricercano una lettura corposa, sfaccettata, profonda e approfondita.

Noi eravamo dipendenza, possesso e necessità, eravamo vittime di un amore rabbioso, di quel piacere estremo che diventava reale solo quando provocava olore. Il nostro amore era un’essenza, ed era fatto di paure. Mads e io eravamo ombre.

E ora non mi resta che aspettare l’ultimo capitolo di questa trilogia per vedere concludersi questa tormentata e intrigante storia d’amore ricca di colpi scena che sicuramente vi sbalordirà.

Alla prossima,

Giusi

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