cover una casa per due
  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 998 KB
  • Lunghezza stampa: 87
  • Editore: Marilena Boccola (4 febbraio 2015)

Sinossi

Vittoria riceve in eredità dall’affezionata zia Lucrezia la casa al mare in cui, da bambina, trascorreva le vacanze estive con la propria famiglia, ma ben presto scopre che il pieno possesso della casa può avvenire solo a condizione che vi abiti un intero anno assieme a Riccardo, anch’esso nipote della zia e compagno dispettoso delle lunghe estati dall’infanzia fino all’adolescenza, ma non parente di Vittoria con il quale, per di più, la ragazza ha sempre avuto un rapporto conflittuale.
Con il bellissimo e romantico paesaggio della Riviera di Levante e del Golfo dei Poeti che fanno da sfondo alla sistemazione della casa, alle cene al chiar di luna, a gite in barca a vela, meditazioni sugli scogli e giornate di sole in spiaggia; tra scontri e incontri, ingiustificate gelosie, ostilità e momenti di attrazione, Vittoria scopre quanto gli inconfondibili e beffardi occhi allungati di Riccardo continuino a turbarla, nonostante vi si ribelli con tutte le proprie forze…

qualche riflessione

Che spettacolo…datemi un prosecco e un pezzo di focaccia ligure dame dell’Harem,oggi mi rilasso e mi diverto da matti…sento già il profumo dell’estate, le cicale chiacchierare e il Maestrale tra i pini della macchia. Davanti a me il sole é una palla infuocata che scintilla sul mare cobalto e l’indolenza si trasforma facilmente in languore…11156890_10206675507517459_31769773_n
Una storia che vi porta un po’ di sole nel cuore e aria salmastra a liberare la mente dal grigiore delle preoccupazioni, spazzando via la noia con una sana e piacevole evasione.
Ambientata tra Lerici, Tellaro, La Serra, Porto Venere. Perdetevi tra le viuzze di borghi di case bianche, strette le une alle altre, gradini di pietra e pareti assolate coperte da bouganville, limoni e fichi d’ india che incorniciano scorci di mare scintillante, solcato dalle vele, e cielo azzurro in cui ridono i gabbiani.
Il suggestivo e romantico paesaggio della Riviera di Levante e del Golfo dei Poeti accoglie la storia della giovane e irrequieta Vittoria che riceve in eredità da una cara zia, che le ha insegnato a leggere e a sognare, una casa al mare dove da sempre ha trascorso le vacanze estive insieme con la propria famiglia. Il lascito testamentario prevede però una “provvidenziale” clausola: il pieno possesso della residenza ha come condizione la convivenza per un intero anno con Riccardo, “nipote” (non ci sono legami di sangue tranquilli) della zia e compagno dispettoso nella comitiva che ha condiviso le lunghe estati dall’infanzia fino all’adolescenza. Occhi allungati, beffardi e maliziosi che l’hanno sempre turbata.
La zia deve averci visto lungo.
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Complice la convivenza forzata, mentre provvedono alla ristrutturazione della casa, questo amore sospeso inizia a maturare. Momenti di quotidianità si caricano di elettricità, si arricchiscono di complicità: passeggiate sulla battigia e cene sotto una luna maliziosa, gite in barca a vela insieme con gli amici della vecchia brigata (stregati dal fascino adulto di Vittoria ormai donna consapevole e non più adolescente timida), battibecchi, passeggiate e corse su una vecchia moto Guzzi
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La strada scorre davanti a loro come un lucente nastro d’argento sotto cascanti cespugli di buganvillee, costeggiando case in miracoloso equilibrio ai suoi lati e mostrando a tratti il mare scintillante del Golfo dei poeti. “Quello è Porto Venere!” Esclama Vittoria estasiata dalle striature rosse che incendiano il cielo, mentre con il braccio teso indica il filo dell’orizzonte, inebriata dall’aria salmastra

Riccardo piano piano vede sostituirsi alla tenerezza dei ricordi la forza della attrazione: l’immagine di lei ragazzina che gli sfugge e lui che la rincorre ridendo, gli balena per un attimo nella mente, suscitandogli un sorriso.
Quando poi ritrovano gli amici della vecchia comitiva il cameratismo suscita in Riccardo una aspra gelosia e si sente attraversare da un fremito, che lo scuote fin nelle viscere lasciandolo al contempo confuso e arrabbiato. Resta la malizia giocosa, ma forse da sempre, dietro agli scherzi, si è celata la provocazione, il desiderio, come una corrente sotterranea
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D’improvviso, la musica si fa più calma e i tre amici si incamminano per scendere dalla pista, ma Riccardo, posato il bicchiere vuoto, raggiunge in pochi passi Vittoria e, afferratale una mano, la riconduce sul piccolo spazio pavimentato dove diverse coppie hanno già iniziato a ballare, strette in un lento. “Non scenderai proprio adesso?” Le sussurra in un orecchio, attirandola a sé. “Non so ballare i lenti…” Si giustifica, ancora ansimante, con gli occhi luminosi e le guance arrossate. “Basta che segui me; ti insegno io” le dice, buttandosi le braccia della ragazza sulle spalle, mentre le sue mani scivolano roventi in fondo alla schiena di lei, proprio là dove finisce la profonda scollatura dell’abito. Il respiro caldo di Riccardo sul collo le suscita un brivido, mentre il suo profumo di dopobarba e doccia schiuma le sale nelle narici eccitandola, al di là della sua volontà razionale che la invita a resistere al fascino di lui.

Vittoria, cercando di non pensare all’incertezza del futuro, con gli occhi socchiusi, vive il momento, assapora tutto, perché ritrova se stessa, nell’istante in cui ha trovato il posto in cui stare, anche quando cambia completamente faccia rispetto all’idillio dei giorni di sole
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Indiscutibile abilità dell’autrice: calare il lettore perfettamente nella realtà della storia, con una cura nella descrizione degli ambienti (scenari a lei particolarmente cari e familiari) che consentono una facile immedesimazione e un sicuro coinvolgimento.
Ma non solo nel paesaggio. Soprattutto nell’atmosfera, quella dell’indolenza estiva, della spensieratezza.
Vento nei capelli, salsedine sulla pelle, sabbia soffice sotto i piedi e il profumo del desiderio nelle notti stellate.
La meraviglia della normalità, anche di uno spaghetto alle vongole, di una corsa in moto, di una gita e di un falò estivo. Il TUFFO AL CUORE, lo ricordate? Lo ritroverete nelle pagine, perché il vero merito di questo romanzo è regalare -FINALMENTE- un po’ di autentica e splendida “normalità”. Quello che mi piace di molte autrici italiane: la capacità di rendere speciale il quotidiano…Non abbiamo bisogno di miliardari di oltreoceano per emozionarci,basta saper cogliere la magia di un momento (che tutte noi abbiamo vissuto). Il merito di un romanzo di evasione é lasciar sognare ma soprattutto dare la possibilità di immedesimarsi nella storia, di ritrovare nella trama un pizzico di ognuna di noi.
 Ritroverete il cuore che fa le capriole e l’atmosfera scanzonata e rilassata dell’estate.
Le pagine si sfogliano al calar del sole, con la brezza del tramonto, comodamente sdraiate con un bicchiere di Vermentino ghiacciato nella sinistra e il mare blu sul quale volano in picchiata i gabbiani, come sfregi di tempera bianca sullo sfondo cobalto del cielo.  E all’orizzonte si staglia il profilo delle rocce nere della Riviera.
Delizioso.
Saffron
PS: unica pecca? la cover…non che non mi piaccia, l’abbraccio è elegante e dolce, ma lo trovo scarsamente aderente al romanzo, soprattutto lontanissima dall’atmosfera frizzante e di incanto di questi luoghi meravigliosi…
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