Titolo: Un’ultima notte ancora
Autrice: Samantha Towle
Data di pubblicazione: 3 ottobre 2019
Casa Editrice: Newton Compton Editori
Genere: Sport/Contemporary Romance
Serie Revved:
1) L’ultima notte
2) Un’ultima notte ancora.

Entrambi i romanzi possono essere letti come stand-alone.

Sinossi:

In amore bisogna correre dei rischi

Dall’autrice della serie bestseller The Storm

India Harris non ha avuto una vita facile. Lei e suo fratello Kit sono cresciuti passando da un affidamento all’altro, potendo contare solo sul loro legame. Durante una relazione con l’uomo sbagliato India è rimasta incinta. Decisa a dare a suo figlio la vita che lei non ha mai avuto, si è diplomata con il massimo dei voti. Adesso ha trent’anni ed è una stimata terapista. Leandro Silva era un pilota di Formula Uno sulla cresta dell’onda. Ma, quando un terribile incidente lo ha portato a sfiorare la morte, tutto è cambiato. Dopo dodici mesi di riabilitazione, infatti, il suo corpo è tornato quello di un tempo, ma la testa è altrove. Frustrato e arrabbiato, Leandro annega i suoi demoni nell’alcol. Se non riuscirà a tornare in pista perderà tutto quello che ha faticosamente costruito. E così si ritrova, suo malgrado, in terapia. Nell’ufficio della dottoressa India Harris. Complicare il loro rapporto professionale con un’inspiegabile attrazione non faceva parte dei piani. Ma che succede quando è sbagliato amare la persona giusta?

Recensione:

Care Dame dell’Harem,

oggi vi parlo di Unultima notte ancora di Samantha Towle, uscito il 3 ottobre scorso grazie alla Newton Compton Editori.

Il romanzo fa parte della serie “Revved”; vi ricordo che il primo volume si intitola Lultima notte (fantasia, portami via) ed entrambi possono essere tranquillamente letti come stand-alone.

Ora bando alle ciance, addentriamoci nella storia di Leandro e India.

Parto subito con un plauso alla Towle per i due prologhi.

Sì, per tutto il romanzo l’autrice alterna il pov di India e Leandro e questo vi permetterà di entrare in piena sintonia con entrambi i protagonisti, conoscendo ogni loro più piccola sfumatura.

I prologhi, dicevo. Li definirei “da acchiappo”, entrambi ci  consentono di entrare subito nel vivo della storia, mettendoci a conoscenza dell’evento saliente che ha segnato ciascun personaggio.

Iniziamo da Leandro.

Leandro l’abbiamo intravisto di sfuggita nel volume precedente; era l’acerrimo rivale di Carrick, ricordate? Già allora, la sua figura aveva solleticato il mio interesse e devo dire di non esserne rimasta delusa.

Anche Leandro, come Carrick, è un grande campione di Formula1. O meglio, dovrei dire era. Eh sì, perché purtroppo è rimasto vittima di un grave incidente durante una gara.

A volte penso che sarebbe stato meglio se mi avessero lasciato morire. Sono diventato l’ombra di me stesso, una versione sbiadita di quello che ero, uno che ha paura di salire su un’auto comune, figuriamoci su una da corsa. Per me non poter guidare è come essere morto.

Leandro soffre di una leggera forma di disturbo post traumatico da stress. Le ferite fisiche sono guarite, ma rimangono quelle dell’anima. Non è in grado di salire su un’auto senza avere un attacco di panico e prova ansia e terrore anche solo sul sedile del passeggero.

La sua vita è costituita da una routine ormai stabile: stordirsi tramite fiumi di alcol e infilarsi nel letto di qualsiasi donna gli capiti a tiro.

Giunge, però, per Leandro il momento di spezzare questo circolo vizioso e tirare fuori la testa dalla sabbia. La scuderia gli ha infatti imposto un ultimatum: o torna a gareggiare in tempi brevi oppure il contratto verrà rescisso.

Leandro è frustrato, depresso con un atteggiamento autodistruttivo. È convinto di non valere niente senza le gare e le piste. È evidente quindi che da solo non riesca ad uscirne. Ed è qui che entra in gioco India Harris, una dolce e affascinante psicologa.

Anche India mi ha molto colpito, soprattutto per un aspetto: la sua tenace e inossidabile voglia di aiutare il prossimo. E non è casuale, poi capirete perché.

India è rimasta incinta in giovanissima età di un uomo completamente sbagliato e manipolatore. Nonostante questo, però, si è rimboccata le maniche – insieme al gemello Kit – per costruire un futuro per sé e suo figlio. Si è laureata ed è diventata una terapista molto quotata.

India è un’ ottima professionista, mette a proprio agio Leandro e sceglie il metodo più efficace per farlo tornare in pista, facendolo avvicinare all’auto un passo per volta.

Devo dire che la Towle, in questo frangente, mi ha impressionato per il modo in cui ha sviscerato e affrontato questa tematica. Non ha tralasciato nulla, non ha edulcorato, bensì ha dato spessore e profondità fornendo un quadro molto credibile, realistico e veritiero.

I fotogrammi dell’incidente mi bombardano i sensi.

Sento l’odore del fumo.

Il sapore del sangue nella bocca.

Il petto schiacciato.

Non riesco a respirare.

«Com’è possibile che mi manchi tanto fare qualcosa ma, al tempo stesso, abbia troppa paura di farla?»

«In genere le cose che più amiamo sono anche quelle che più ci spaventano».

La strada sarà tutta in salita, ma Leandro pian piano acquisterà consapevolezza delle proprie azioni.

Crediate sia solo questo il problema? Ovvio che no, lol.

Fra India e Leandro c’è magnetismo, attrazione.

Ho avvertito qualcosa quando il braccio di India ha sfiorato il mio.

Una sensazione forte.

Un contatto breve e accidentale, ma è stato pura euforia.

Quest’uomo è come un materiale conduttore per il sesso.

Mi sta mettendo a dura prova.

Mai nessuno mi aveva provocato certe sensazioni.

Non mi era mai capitato di essere tanto attratta da un uomo quanto lo sono da Leandro.

Bene, una gioia per entrambi finalmente – direte voi.

Eh no. Vedete quella parola che ho inserito nel collage? Etica, ricordatevela perché sarà uno dei leit-motiv durante la lettura. India è la psicologa di Leandro ed è proibito avere una relazione con il proprio paziente, pena la revoca dell’abilitazione professionale.

Leandro e India sotto questo punto di vista sono molto simili. India si nasconde dietro la facciata della professione per non prendere di petto la situazione e Leandro teme di perdere colei che rappresenta la sua unica chance di tornare a gareggiare.

Entrambi escono da traumi che li hanno segnati, hanno paura e non amano il rischio. Preferiscono la noia, una solida routine pur di non mettere in gioco le emozioni.

Queste pagine sono impegnate da una tensione sessuale latente, come se entrambi disputassero la gara più importante della loro vita con il freno a mano tirato.

«Trascorrere del tempo con me va contro la tua etica professionale?»

«Trascorrere del tempo al di là delle sedute, sì».

[…] No, non è l’unica ragione. Sono nervosa soprattutto perché ho una voglia disperata di baciarti e di scoprire se hai il sapore straordinario che mi immagino.

Mi guarda come se desiderasse me.

E questo mi spaventa a morte.

Perché anch’io desidero lui.

Ma l’urgenza che scorre sottopelle senza sosta fra i due non può essere domata e divampa in un incendio dalle fiamme altissime:

Mi posiziona le mani sotto le cosce, sollevandomi da terra. Mi penetra con una mossa veloce e fluida.

«Leandro!», grido.

Non risponde, non si ferma, non aspetta che il mio corpo si adatti a quelle dimensioni, ma inizia a scoparmi come se ne andasse della sua vita.

Come se fossi io tutto ciò che vuole.

Sembra dominato da un istinto primitivo, scopare è l’unica cosa che ha in testa.

Non mi sono mai eccitata tanto in tutta la mia vita.

Necessità, bisogno, intensità queste le note che compongono le scene erotiche.

A cui ne aggiungo una di colore: desidererete imparare o conoscere qualcuno che parli il portoghese sussurrandovi paroline dolci e sconce, fidatevi!

Ma torniamo a noi. L’etica professionale è stata violata e ora non si torna più indietro…

Non temete, non sono andata oltre alla sinossi; tanto altro dovrà accadere, compreso un ritorno poco gradito. Quindi accomodatevi nel paddock e seguite ogni singolo giro di pista di India e Leandro.

A differenza del primo volume in cui si viaggiava a trecento chilometri orari, questo, per i motivi che vi ho raccontato, è più lento ma ugualmente godibile. È difficile scegliere fra le due coppie, lol. Se avete amato Andi e Carrick, non abbiate paura perché li ritroverete anche in questo secondo volume.

Anzi, mi è piaciuto moltissimo il rapporto che si instaura tra Leandro e Carrick: da acerrimi nemici diventeranno amici. Certo, la rivalità rimarrà e si prenderanno goliardicamente in  giro, ma ho apprezzato la loro sportività e il sostegno morale che Carrick fornisce al nostro brasiliano tenebroso.

India e Leandro sono due personaggi estremamente vulnerabili. Sono entrambi nudi nell’anima l’un l’altro: nelle loro paure, nelle loro fragilità, sul loro passato. Il loro rapporto non è solo passionale, ma fortemente intimistico costruito con cura e pazienza mettendo un mattoncino dopo l’altro. Del resto, non è forse questo l’amore?

Mi ha profondamente commosso la maternità di India e il naturale istinto di protezione di Leandro per Jett, a cui va la menzione d’onore. Un ragazzino molto maturo per la sua età, con uno spiccato senso dell’ironia e con la particolare abilità di cogliere in castagna e mettere con le spalle al muro gli adulti.

Cambieranno le prospettive, le priorità. In fondo, la vita stessa è una gara ad alta velocità, giusto?

A parte auspicare la storia del fratello gemello Kit che ha molto da raccontarci a mio avviso, concludo con una postilla. Eh lo so, portate pazienza, con la Newton c’è sempre qualcosa da dire, lol.

L’editing, a parte alcuni refusi, è accettabile stranamente.

Cover e titolo, ahimè, no.

La cover è fuorviante e queste luci di Natale a ottobre sono completamente fuori luogo.

Titolo originale dell’opera è Revived, molto più calzante, consono e significativo. Revived vuol dire letteralmente rivivere, tornare a vivere, riportare qualcuno alla vita. Per esteso, si potrebbe intendere anche come ripresa.

Sarà che inizio a preferire la lingua inglese, ma, ripeto, trovo questa parola molto più pertinente e adeguata.

Capisco che sia difficile a volte trovare la corretta trasposizione italiana o che perifrasi lunghe non siano efficaci, quindi perché non lasciare i titoli originali? La butto lì.

Bene, Dame, non mi rimane che dirvi di allacciarvi casco, cintura e gettarvi in queste pagine!

Alla prossima,

Francesca