Mentre parlavo ripensai a quello che mi aveva detto Virginia settimane prima: potevo avere tutto quello che volevo se accettavo il fatto che me lo meritavo. Da quando riuscivo a ricordare mi ero sempre scusata per la mia esistenza, perché cercavo di essere chi ero, perché vivevo la vita che sentivo di dover vivere. Forse quella era l’ultima volta che parlavo con Grant. Forse no. In ogni caso, capii che non mi dispiaceva più essere viva. Mi meritavo di vivere. Meritavo di trovare l’amore. Ora lo sapevo, ora ci credevo: meritavo di essere amata.”

 

 

Titolo:Volevo essere la tua ragazza

Autrice:Meredith Russo

Editore:Newton Compton

Pubblicazione:28 settembre 2017

Autoconclusivo

 

 

 

Recensione di Rachele D’antuono

É l’essenza di questo romanzo a colpire: è l’idea del cambiamento desiderato, voluto, sperimentato; è la consapevolezza del dolore, il timore della sconfitta, dello scherno, dell’isolamento; è la ricerca della felicità, di una “normalità” che non è definita a prescindere.

Tema difficile da affrontare quello della transizione; tema delicato da gestire senza scadere nella banalità dei luoghi comuni; tema che se scritto e descritto da un’autrice come Meredith Russo, che l’ha vissuta in prima persona assume tutto un altro significato.

Più di qualche passaggio di questo romanzo mi ha lasciata incredula, in più di qualche occasione la sofferenza di Amanda l’ho sentita sulla mia pelle e nel mio cuore, e alla fine sono state tantissime le lacrime che ho versato nel condividere la scelta coraggiosa di questa ragazza.

E’ il racconto di un “viaggio speciale” quello affrontato in questo libro: è il viaggio di Amanda che, dopo mille soprusi, dopo  mille sofferenze, e un tentato suicidio, finalmente si ritrova nel corpo che desidera, con il nome che voleva e con una vita che inizia a girare come lei desiderava…pronta ad aprirsi ad un mondo che però non è ancora pronto ad accogliere persone come lei.

E’ il racconto del viaggio di Andrew che, da sempre, non si sente se stesso in quel corpo maschile, e che, grazie all’aiuto di una madre che capisce il disagio e il dolore del figlio, riesce ad affrontare tutta la sofferenza, tutte le fatiche, tutte le umiliazioni necessarie per diventare anche fisicamente quello che lui ha sempre saputo di essere nel profondo del suo cuore.

Amanda e Andrew, due facce della stessa medaglia…

É delicato il tocco dell’autrice nel raccontare le vicende di questi adolescenti che si trovano di fronte ad una problematica molto difficile, complicata e poco conosciuta come il disturbo di genere.

E’ delicato ma allo stesso tempo deciso il modo in cui Amanda, la protagonista affronta la sua vita e a rendere ancora più viva e scorrevole la narrazione sono i continui flashback che danno davvero l’idea di una vita precedente che non ti abbandona; di ricordi, che, per quanto Amanda lotti con il suo passato ritornano davanti ai suoi occhi colpendola con tutta la durezza e l’amarezza che l’hanno fatta soffrire.

Amanda è un personaggio che non si può non amare fin da subito per la sua delicatezza, per la forza, per il modo semplice ma vero e duro di raccontare la sua vita.

Amanda ha un’anima bella, fragile, ma di acciaio.

Amanda è determinata a provare a vivere la sua nuova vita.

Amanda ha paura per tutto il male fisico e morale che ha dovuto subire per la sua condizione. Amanda che torna consapevolmente a Lambertville a testa alta dopo che tutti hanno scoperto il suo segreto.

Amanda che, nonostante tutto capisce che è lei e la sua felicità l’unica priorità da seguire dopo tutto il male che ha subito.

Il rapporto speciale con la madre che le infonde quella forza e quel coraggio che a volte le mancano; il legame sbrindellato e da ricucire con un padre che non si riesce a rassegnare alle scelte di un figlio che non riconosce nella sua nuova identità; le amiche di Lambertville: Layla, Anna, Chloe che  riescono a cogliere la vera essenza di Amanda e riescono a darle il calore che le è sempre mancato; e poi c’è Grant, il ragazzo che farà davvero battere il cuore ad Amanda.

Anche Grant è un personaggio che mi ha colpito molto, perchè è un ragazzo semplice, un adolescente che vive la sua condizione con dignità e rispetto, che crede e difende il suo rapporto d’amore nascente con Amanda, ma che, davanti all’enorme segreto della ragazza non sa cosa fare.

Ed è proprio questa sua paura a renderlo così reale, questo suo modo di voler comunque rimanere vicino ad Amanda, provando a capire e a conoscere, ammettendo il limite dell’indecisione, non negando i suoi sentimenti, ma comunque non sapendo che strada intraprendere.

E infine non si può non accennare alla figura di Virginia, l’amica di Amanda, la fatina buona, l’iniezione di coraggio, la spalla su cui Amanda può sempre contare…una persona che ha vissuto lo stesso disturbo di Amanda e che, nella sua vita, si occupa di stare accanto a persone che intraprendono questo delicato cammino.

Il mio giudizio su questo libro?

Sinceramente, all’inizio il tema mi ha spiazzato, ma continuando con la lettura, mi ha appassionato così tanto che sarei entrata nella storia a dare il mio sostegno ad Amanda, a racchiudere Andrew in un abbraccio, a far vedere ai compagni di scuola quanto la stupidità della gente possa far male fino ad uccidere.

E’ una lettura scorrevole e piacevole, è un libro che va letto per il tema affrontato in modo delicato, coerente, vissuto in prima persona da chi lo scrive, e si percepisce anche questo per la delicatezza con cui sono descritti e raccontati stati d’animo e sentimenti.

Lo consiglio, lo consiglio davvero; non solo per la storia, ma per la sensazione che ti lascia alla fine della lettura: ti arricchisce.

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